Pane ai semi e stavolta chiederò 10 centesimi in cambio… – Seed bread’ experiment, but this time I’ll ask for 10 cents in exchange…

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… perché mi è stato detto che regalare il pane “porta male”. Chi mi conosce fisicamente, ora sicuramente indovinerà la mia espressione facciale, che la frase ha generato: porta male regalare una cosa fatta con amore, con ingredienti sani e con la migliore delle intenzioni? Ora ho capito perché la mia povera Italia è in queste condizioni disastrose!!! Crediamo ancora che un gatto nero più veloce di noi nell’attraversare sia presagio di prossimo frontale (certo se guardate il gatto inorriditi e non la strada, il frontale vi capita anche con un canguro, signori miei), siamo convinti che acquistare a qualcuno un paio di scarpe nuove sia augurio di un viaggio verso lidi ultraterreni (in questa secondo me, c’è lo zampino di un marito con la carta di credito prosciugata dalla moglie in acquisti firmati Manolo Blahnik), se ti regalano una spilla, prima ti devono pungere (certo, magari anche con una certa cattiveria, visto che hanno dovuto farti un regalo e proprio non era il momento economico giusto!), se sono fazzoletti o perle sicuramente piangerai (così orripilanti???) e chi più ne ha, più ne metta… La storia del pane regalato che porta male non so perché, ma mi fa pensare ad una certa cena, in cui qualcuno se ne mangiò a iosa, bevendo allegramente, in barba al fatto che fosse un traditore spergiuro: tutto questo però, non cambia la mia espressione facciale e la mia visione della vita, che è molto, molto più semplice. Le cose si fanno per il piacere di farle, non perché una becera superstizione ci permette di osare: fossi vissuta in un’altra epoca, forse sul fuoco al posto del pane, avrebbero cucinato me, ma sicuramente avrei indossato il mio sorriso migliore.

Così stavolta ho sfornato un delizioso pane ai semi (zucca, girasole e lino) e quando le pagnotte in più si sono raffreddate, le ho smistate chiedendo ben 10 centesimi di euro per ovviare a qualsiasi credenza popolare. Bastassero veramente pochi centesimi per ovviare alla sfortuna…

Dimenticavo, la ricetta di questo pane buonissimo l’ho trovata sul blog di Rita, “Pane e Gianduia”, le sue istruzioni sono perfette e facilissime da seguire, quindi non mi resta che ringraziarla per questo nuovo esperimento con il pane e continuare a prendere spunto.

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…because apparently you can’t gift bread, it’s like a bad wish or a kind of bad omen… Those who know me physically, they now surely can guess my facial expressions, such discover provoked: it’s bad luck to gift something made with love, with healthy ingredients and with the best intentions ? Now I understand why my poor Italian country is floating in troubled waters! We still believe that a black cat crossing the road faster than you can cause a horrible crash accident  (of course if you look at the cat horrified and not at the road, the accident will happen even with a kangaroo, my dear ladies and gentlemen) , we believe that buying someone a new pair of shoes is a wish for a trip to the land of dead ( in my opinion, in this I perceive the action of a husband with an empty credit card, due to his wife and her Manolo Blahnik’ shoe shopping addiction!) , if they give you a pin, you must first sting (oh yes, maybe even with some malice , because they had to buy you a gift and this is  not really the right moment for expenses! ) , if they gift you with handkerchiefs or pearls, it means you will for sure cry ( were they so horrifying?) and so on , and so forth … the history of bread given that it’s bad luck, I do not know why but it makes me think of a certain last supper, where  someone ate bread abundantly, drinking merrily , in spite of the fact that he was a traitor: all this however, does not change my facial expressions for a single second, probably because my vision of life is much, much easier. The things you do for the pleasure of doing them, and not because of a vulgar superstition, that’s it : if I had lived in another historical era, perhaps they would have cooked me on the fire instead of bread, but for sure, while burning, I put on my best smile .
So this time I baked a delicious bread with seeds ( pumpkin , sunflower and flax seeds) and when the loaves have cooled more , I’ve sorted out by asking 10 euro cents to remedy any popular belief . If pennies were enough of a solution to overcome the bad luck …

I forgot to tell you that I found the recipe for this delicious bread on the Rita’s blog , “Pane e Gianduia ,” her instructions are perfect and very easy to follow, so I just have to thank you her for this new experiment with another amazing kind of bread!

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  1. Lovely post! You made me smile and it’s not easy! ;-) My parents are both from the south of Italy so superstition runs in my veins. I didn’t know about the bread. Every time I’ll buy it for someone else I’ll think about your post! :-)
    Il tuo pane ha un aspetto delizioso. Io sono un po’ pigra quando si tratta di fare il pane in casa ma il tuo post lo conservo di certo.
    Ti auguro di trascorrere un bellissimo w/e.

    PS: i commenti in inglese vanno bene?

    • As far as my English posts are readable and not a punch in your stomach, your perfect English comments are a pleasure for me as well as your Italian ones: one day or in the next life, I wish to have the same fluency :) Thanks for your visit, thanks for your appreciation, and above all thanks for your smile, dear Francesca, I wish you a great weekend, too… :)

      • Dopo tutti gli anni trascorsi negli Stati Uniti, sarei “de coccio” (come si dice nella citta’ dove sono nata :-) ) se non parlassi un inglese … decoroso. Piuttosto tu sei brava. Gia’ avere un blog e’ un molto impegnativo. Ma scriverlo in doppia lingua?
        Proprio brava!
        PS: ti dispiace dirmi come ti chiami? Ovviamente solo il nome di battesimo. :-)

      • De coccio suona tanto della mia bella Roma… :) Grazie per il supporto, in effetti, mi prende tempo, soprattutto perché cerco di cavarmela senza il google translator, che sempre nella mia città si suol definire “‘na ciofecha” :) Perdonami, è vero non mi sono neanche presentata, io sono Claudia, piacere di conoscerti :)

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