Macarons contro Madeleines… Macarons vs. Madeleines

Premetto che questi giorni di festa mi hanno notevolmente impigrito e che per riaprire le danze gastronomiche, avrei forse dovuto puntare su un cavallo di battaglia per non agitare troppo la cucina e sconvolgere la pace dei fornelli… ma la tentazione di un pacco di farina di mandorle e la dose di albumi avanzati da altre ricette è stata impellente e mi sono ritrovata niente meno che con la ricetta dei macarons in mano…

Tanto lavoro, tanto impegno e se posso dirla sinceramente, non credo che i macarons entreranno a far parte della mia collezione di ricette: troppo dolci, eccessivamente dolci, e la crema al burro più semplice che si possa fare per il loro ripieno mi ha impedito di pranzare. Insomma tirando le somme, tanto rumore per nulla… Fortunatamente gli esperimenti in cucina servono anche a delineare i propri gusti e a scegliere correnti di pensiero: se oggi fossi messa davanti alla scelta di pasticceria mignon francese, indubbiamente vincerebbero le Madeleines, che invece mi piacciono tantissimo!

La ricetta che uso è semplice: faccio fondere 135 grammi di burro e in una ciotola giro delicatamente 4 uova e le unisco a 200 grammi di zucchero di canna, e poco alla volta, aggiungo 280 grammi di farina e per concludere, e rendere l’impasto morbido, 2 cucchiai di latte. A questo punto, amalgamo bene il burro che si sarà raffreddato e metto il tutto in frigo per 3 ore circa.  Passato questo tempo, utilizzo il mio stampo per madeleines grandi (ne ho acquistato anche uno della Decora, recentemente per la versione mignon), facendo attenzione a non riempire troppo i singoli spazi. Il tutto in forno per 20 minuti a 190° (nella foto ho aggiunto un quadrotto di cioccolata fondente per ogni madeleine).

Indubbiamente il risultato risolleva il fallimento con i macarons 🙂

(qui scatta la citazione di Proust che in “Dalla parte di Swann” raccontava “Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale.”)

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My first experience with Macarons? Extremely negative: too sugarish for me, too butterish the inside… too, too much! As far as I am concerned, in a virtual game with preferences, choosing between Macarons and Madeleines, I would go for this second option. They taste exactly as for me the patisserie should…

The recipe I follow is very simple: You let the 135 gr. of butter melt, in another bowl, you open 4 eggs and add 200 gr. of brown sugar and little by little, 280 gr. of flour and at end of it all, 2 tablespoons of milk. When everything is well melted, add the melted butter and keep everything on the fridge for at least, 3 hours. Once the mix is well cold, put some amount in the proper shaped baking pan and put everything in the oven for 20 minutes at 190°.

I would definetely go for Madeleines and not for Macarons…

 

 

Buon Natale a tutti… Wish you a Cookie Christmas to everybody!

Non c’é tempo da perdere, tutto di corsa, uff arf off… Eppure stamattina appena sveglia, ho pensato a tutte le donne che passeranno i prossimi due giorni ai fornelli, senza lamentarsi, felici del loro ruolo, con i capelli pieni di farina ma il sorriso più bello del mondo… Così ad alcune di loro, stamattina ho preparato una variante dei Cantucci al cioccolato, utilizzando delle albicocche candite e del cioccolato bianco… Magari a fine lavoro, meriteranno un momento di dolcezza anche loro!

La ricetta dei biscotti la trovate qui

Everybody is in a rush, everybody runs… pant, puf, pant… and this morning when I woke up I thought about all the women cooking for the next couple of days in their kitchen, flour in the hair and a huge smile on their face… So I decided to cook my cookies for the ones of my family, and to send them a new version of cookies (the first one is with choco drops) with some dried apricots and white chocolate… I wish I could send some to everybody and give you my warm wishes of a lovely, colorful Christmas time!

(The basic recipe for cookies is here )

Donuts al forno e togliamo il fritto di torno… Not-fried-donuts just for an healthy choice…

Prima di scomparire del tutto in cucina, ho deciso di lasciarvi i miei auguri di Buone Feste con questa ricetta di Donuts (le mitiche ciambelle di Homer per capirci!) rivista in chiave light… Spero che la dolcezza dello zucchero ed il calore del cioccolato vi facciano buona compagnia e che in questi giorni di festa, possiate coccolare al meglio (ed esser coccolati, naturalmente) le persone che amate…

Gli ingredienti di cui avete bisogno sono : 1 bustina di lievito di birra in polvere (io ho usato il Mastro Fornaio della Paneangeli), 30 ml di acqua tiepida, 175 ml di latte tiepido, 20 gr burro (stavolta ho provato un nuovo prodotto Prealpi che si chiama “metà burro, metà vegetale”), 1 uovo, 1/2 cucchiaino di sale, 350 gr. di farina 00 e solo 45 gr. di  zucchero.

Non è una ricetta difficile, anzi, ma come tutti i lieviti impone pazienza e se avete un’impastatrice, il risultato finale sarà sicuramente quello desiderato. Prima di tutto versate la farina nell’impastatrice, mentre a parte, in un recipiente sciogliete il lievito di birra con l’acqua e lo zucchero, versate il latte, aggiungete il burro, l’uovo  ed in ultimo il sale. Una volta mescolato il tutto, versatelo nell’impastatrice e lavorate con il gancio per diversi minuti, fino ad ottenere una consistenza soda dell’impasto. Fate lievitare per 1 ora e poi stendete l’impasto con il matterello per ottenere una sfoglia di 1,5 cm di altezza, che taglierete con un coppapasta da 8 cm e subito dopo, facendo con un coppapasta più piccolo, il foro della ciambella.  Una volta formate le ciambelle, fatele lievitare ancora per 45 minuti, coprendo il tutto con un telo. Finita la lievitazione, infornate a 180° per 8-10 minuti, facendo attenzione dal 6° minuto di cottura, a non perder di vista le vostre ciambelle, che dovranno rimanere morbide e soffici.

Una volta sfornate le vostre ciambelle, potrete scegliere come ricoprirle: io ho optato per una glassa al cioccolato fondente, semplice semplice, ma volendo ci si può sbizzarrire con glasse colorate, codette e decorazioni…
In the next few days, I will be for sure involved in Christmas cooking and my free time will be a souvenir, so just to wish you a warm and sweet Holiday time with all your families and beloved, here is my version of Baked donuts. Very simple, very light but always nice for a season’ breakfast.
The ingredients are 1 bag of beer powder yeast, 30 ml. warm water, 175 ml. warm not hot milk, 1 egg, 1/2 teaspoon of salt, 20gr. of butter, 350 gr. all purposed flour and 45 gr. of sugar. The making is easier if you have a KitchenAid machine, where you will put first of all only the flour, while in a bowl you will melt the yeast with water and sugar, then add the soft butter, the egg and last, the salt. Mix well everything and add to the flour, where the mixing will be well worked for 10 minutes, until the dough is elastic. Let it raise for 1 hour, then use a rolling pin to make your dough of 1 cm and a half in height. Use a big round cutter (8 cm) and a small one for the hole inside, and once your donuts are ready, leave them covered on a tray for other 45 minutes.
When they will be well raised, put them in the oven for 8- 10 minutes at 180°: be careful, from the 6th minute onward, your donuts should be tested to be sure to mantain the dough’ softness!!!
The last step it’s on you: I decided to cover them simply with dark chocolate and some powdered sugar, but you can enjoy in creating colors and drawings for the topping! And for now, wish you all a great Holiday weekend and thanks for following me…

Pane colorato, Natale assicurato… Choose the colors you like for this Christmas bake!

Mattina intensa, anzi intensissima, ma da quando ho comprato il libro di Sara Papa, “Tutta la bontà del pane” Edizioni Gribaudo, non faccio che pensare agli esperimenti e alle variazioni su tema (per non parlare del mio battesimo con il lievito madre!)… Così è successo che ho afferrato un pacco di Farina 0, acquistata da un mulino che macina ancora artigianalmente, e ho afferrato i tanti vasetti colorati di spezie, che ieri pomeriggio sono andata a cercare in giro et voilà… eccovi il mio primo pane technicolor… Va migliorato, va lavorato diversamente e magari con più tempo a disposizione, ma per ora credo che questo primo tentativo sia da condividere per sorridere!!

Rispetto alla ricetta originale, mi sono cimentata con l’impasto base, quello giallo a base di zafferano e curry (non trovando la curcuma, ho pensato ad un sapore di altri luoghi che mi piace) e quello rosso con pomodoro e paprika dolce…

Baking time again… but today I wanted to proof a bit the new book I fell in love with (it’s an Italian chef called Sara Papa who has peculiar skills with bread and pastry, and the book is called “Tutta la bontà del pane” ed. Gribaudo): so the results needs to be improved, I probably need to spend more time with baking this special coloured bread, but…but… I was happy with my first result, I wanted to share some shots with you!!

Una torta di mele veloce, veloce… The easiest apple pie I ever made…

E’ stata una di quelle domeniche silenziose e tranquille, passata a lavorare alle pagine web di cinema per la scadenza di lunedì, che stavolta sembra più vicina del solito (o forse sono io più pigra nel portare a termine le mie scadenze, chissà 🙂 ) e tra un ritaglio di tempo e l’altro, ho acceso il forno e utilizzato la ricetta di mia sorella per la sua torta veloce di mele ed amaretti…

Veloce essenzialmente perché se volete anzichè fare la pasta sfoglia, potete usare quella già pronta (vi serviranno due confezioni, preferibilmente di quella tonda) e a voi non resterà che pensare al ripieno che è composto da un paio di mele golden, tagliate a spicchi sottili, su cui spruzzerete una generosa dose di succo di limone per non far scurire la frutta una volta tagliata, e degli amaretti sbriciolati (più o meno 150 grammi) e che avrete leggermente bagnato con del vermouth bianco (ma se preferite mantenere un ingrediente croccante, potete semplicemente sbriciolarli in maniera grossolana).

A questo punto foderate la vostra teglia con la prima sfoglia e posate uno strato di mele ed uno strato di amaretti, richiudete il tutto con una seconda sfoglia e spennellate con dell’alchermes per dare una colorazione rosata al tutto (ho trovato questa cose molto femminile!). Il tutto va in forno a circa 160° fino a doratura della sfoglia (più o meno 30 minuti).

Questa è una delle ricette last minute di cui cerco di avere sempre gli ingredienti, soprattutto se arriva qualche amica in vena di un té e chiacchiere…

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My sunday was calm and quiet, while the world outside I am sure was a little bit more stressed (the last Sunday before Christmas is usually a rendeer’s chaos all around over here!), so while finishing my cinema web pages for next week, I decided to prepare the easiest apple pie ever…

Easiest because if you want you can use ready puff pastry (preferably the round shaped)… You will just need 2 golden apples, thin sliced and wet them with some lemon drops to keep the color bright and about 150 gr. of Amaretti cookies (I cut them in crumbs and wet them with some vermouth sweet wine, but if you love the crunchy pies, you can just leave them as they are).

Place the puff pastry on the base of your baking pan, cover with sliced apples and amaretti crumbs and close with the second round shaped slice of puff pastry. I brush the top of the pie with some Alchermes liqueur to get the pink colour, that gives this quick cake a lovely female touch… Put in the oven for about half an hour at 160° (but check because the pink color should stay brilliant and not burned!). This is the ideal cake to prepare last minute, when a friend needs some tea and some talks…

(this is an unique apple liqueur produced in this part of Italy from small round red apples called mele annurche… the bottle is made of peculiar Capodimonte pottery, isn’t that a lovely gift? I know who to wrap it for, this year…)

Un pizzico di Shopping di Natale… A pinch of Christmas Shopping…

Si avvicinano le feste e si sente… Non è tanto il freddo di questi ultimi giorni, non sono le luminarie che brillano in ogni angolo di strada, è più che altro la sensazione che tutto il mondo stia sfrecciando verso l’acquisto selvaggio dell’ultim’ora ed oggi per pochi minuti, avrei voluto avere la mia macchina fotografica per cogliere al volo alcuni sguardi, che meglio sintetizzano il mio concetto di antinatale… Mi sono fatta sfiorare, poi complice mia cognata, ci siamo infilate in un supermercato e mi sono imbattuta in tre piccole meraviglie, che hanno scacciato i cattivi pensieri: tre sali atipici della Montosco (premetto questo non è uno spot pubblicitario, né un angolo a pagamento!), o di cui io avevo appena sentito parlare, mi hanno fornito un’occasione ghiotta per farmi un regalo e farlo a chi assaggerà i piatti, con cui li condirò.

Il Sale affumicato della Danimarca è un sale marino, affumicato ancor oggi nello stesso modo in cui si usava al tempo dei Vichinghi, che lo stipavano in botti di legno di quercia e olmo rosso, per ottenerne quella fragranza distinguibile fra tutte: si utilizza con uova, verdure, zuppe e patate al forno (ed io credo mi concentrerò su queste ultime per testarlo).

I Fiocchi di sale marino di Cipro, prodotti con l’acqua del Mediterraneo, ideali per i secondi piatti a base carne e pesce, ma anche con le verdure e con le insalate: visto che l’acqua è per me sinonimo di mare, e che il suo gusto fresco ha note dolci, credo che lo dedicherò ad un secondo di pesce, come prima prova…

Ed infine il sale rosa dell’Himalaya, un mix di ben 84 sali minerali, estratto dalle miniere di Khewra, in Pakistan, dove ogni cristallo viene lavato in acqua cristallina ed asciugato al sole manualmente, indicato per le preparazioni di carne.

Un tempo il sale era equiparabile all’oro, mezzo di scambio preziosissimo per popoli di ogni dove, e ha mantenuto anche nella sua parola latina “sal” (sinomino di acqua salsa, ma anche di sole), il suo carattere distintivo e vitale, energia luminosa, quel pizzico che basta per cambiare il gusto di un pomeriggio, iniziato non troppo bene…

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These are the days in which you understand exactly that it’s Christmas not because of the positive vibe or the glittering lights all around, but for the people’ madness all around, the running-for-shopping I personally don’t stand at all (usually if you buy in a rush, you don’t even need what you’re buying!)…So when my sister-in-law and I entered in a common supermarket, this afternoon, trying to escape from the chaos all around, I was so happy to jump into a shelf that usually contains international spices and where I found 3 special bottles, I consider a small treasure for my future cooking experiments (let’s say for the next week’s ones!)…

The Smoked Salt from Denmark, a kind of sea salt that keeps on being smoked as Vikings were used to (in huge oak and red elm tree barrels): the taste is unique and can be used with eggs, vegetables, soups and baked potatos (I believe I will try my amount with some potato’ recipe 🙂

Than the Sea Flakes from Cyprus, made with Mediterranean water, a good combination for meat and fish dishes, but well working with salad and vegetables, too: for me water means sea, and considering the sweet aroma of this salt, I will probably test it with a good fresh fish from our Gulf…

And last but not least, the Pink Salt from Himalaya, a combination of 84 mineral salts, extract from the salt mines of Khewra (Pakistan), where each flake is washed and sun dried manually: a good choice for a meat dish.

Once salt was pure gold, the exchange coin for trading and the main treasure of entire nations, the word salt in latin means salted water but also sun, and as for the sun, the salt is nowadays still considered strictly combined with the sun energy, with life… A pinch of salt changed the mood and vibe of my horrible antiChristmas afternoon, a pinch of salt made me smile again…

Senza i Raffiuoli, non è Natale… It’s not the same Christmas without Raffiuoli

Girovando di blog in blog, occupazione ormai quasi giornaliera, sono incappata in quello di Ornella, e devo dire che il suo Giardino dei Sapori e dei Colori, mi ha affascinata e fatta sentire ancora più in spirito natalizio del solito… Così ho deciso di cimentarmi in una tipica ricetta natalizia partenopea e di lasciarla nella sua raccolta di Natale per condividere, anche se solo in modo etereo, una piccola fetta di tradizione locale… E’ stata la mia prima volta con i Raffiuoli (che da queste parti insieme a sosamielli, rococò e mustaccioli sono i dolci tipici, che trovate ovunque), quindi mi perdonino tutte le persone che sono più ferrate di me con questo dolce, ma vedrete che col tempo saranno ancora più belli…

Io per la prima volta, ho deciso di farne una decina, ma vi assicuro che è una ricetta che funziona, quindi se avete molti ospiti, osate raddoppiando le dosi che seguono!!!
1 Fase : pan di spagna.
Sbattete 3 uova con 100 grammi di zucchero ed un pizzico di sale con le fruste (io usando il KitchenAid a velocità media, ho fatto andare il tutto per 4 minuti circa, se usate un frullatore normale, ci vorrà una decina di minuti in più), una volta che il composto sarà ben gonfio, unite poco alla volta 90 grammi di farina, mescolando dal basso verso l’alto per non perdere la leggerezza del composto. Scelti i vostri pirottini, formine o recipienti in silicone, riempiteli per 3/4 ed infornate per 15 minuti a 160°.
2 fase Ripieno – Nel frattempo preparate la vostra crema per il ripieno, con 250 gr. di ricotta (io ho usato la romana, che trovo meno liquida ed altrettanto delicata), 150 gr. di zucchero e gocce di cioccolata fondente.
3 fase Bagna – Preparate da una parte anche la bagna per il pan di spagna con dell’acqua, un pò di zucchero, a cui aggiungerete una volta sciolto e sempre fuori dal fuoco, un liquore a base ciliegia (maraschino, cherry o anche ratafià, a seconda dei gusti). 

4 fase: Allestimento dolce – Una volta che le vostre basi di pan di spagna si saranno raffreddate, tagliate la parte inferiore e con le dita (vedrete che il pan di spagna è estremamente duttile), scavate l’interno del dolce, mettendo da parte le briciole che riutilizzerete (non si butta niente!). Ammorbidite la base con la bagna che avrete preparato e mettete in questa cavità la farcia di ricotta e cioccolata e richiudete bene, capovolgendo le vostre cupoline o qualsiasi altra forma abbiate scelto, e mettendole su una griglia.
A questo punto, se siete delle regine dei fornelli avrete la vostra ricetta per lo zucchero fondente, se invece avete un negozio vicino casa ben fornito, potrete utilizzare della sugarpaste sciolta a bagno maria (e ritorna praticamente glassa!), che farete scivolare sui vostri dolcini, ricoprendoli (anche colorandoli se vi piace) e decidendo se mettere una ciliegia, un pezzetto di pasta di mandorle, un candito o altro sulla cima, prima che la glassa si asciughi troppo, però… (tradizione vorrebbe che fosse posizionato un rettangolino di cedro prima della glassa in cima al dolcino, ma è anche bello variare, seguendo i gusti di tutti, no?)
Non mi resta altro che regalare ad Ornella questo piccolo dolce, e augurare a tutte un Sereno Natale…
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Raffiuoli are a typical small cake from Naples, you can find on Christmas tables together with other traditional specialties like sosamielli, roccocò and mustaccioli (with the first and the last you must have strong teeth, because they are poor sweets, basically made with sugar and almonds!).

The occasion is Ornella’s Blog Christmas Collection and I decided to try for the first time, to prepare Raffiuoli home instead of buying them… I used a quantity good for 10 pieces, but if you want to try this recipe and have more guests, you can double the ingredients and the result will be perfect!

First of all, the sponge cake: shake 3 eggs with 100 gr. of sugar and a pinch of salt (I used KitchenAid at 4 for 10 minutes but if you have a normal electric whisk you should work the eggs for at least 15-20  minutes until the mix gets soft). Then add 90 gr. of all purposes flour, paying attention to mix softly from the bottom to the top to do not loose your soft mix. Choose your baking shape (muffins or cupcakes one are perfect) and fill 3/4 of them with the mix. Cook in the oven at 160° for 15 minutes.

While the oven is going, prepare the cream for the filling: use 250gr. of fresh goat cheese (ricotta) mixed well with 150gr of sugar and chocolate drops. While you wait for you sponge cake portions to get colder, prepare some soaking with water and sugar, and when it gets colder, out of the fire, add some cherry liqueur.

Once your sponge cake can be used, cut the base of it, take out the inside (but keep it), wet a bit with your soaking and fill the hole with your cheese cream. Once this is done, close well with all the parts your removed and put the cakes on a grill.

At this point, you can put everything for 10 minutes in the freezer and make some fondant sugar or boil some ready sugarpaste to obtain the final icing for your cakes. Don’t forget to put on the top either half cherry or some dried cedar or some coloured almond paste… I am sure that you will enjoy this lovely tradition although you’re not living here…



Sulla scia della nostalgia, la mia interpretazione… Remembering the ones, eaten when I was a kid…


La giornata è andata così: non mi sono neanche soffermata a pensare alla situazione politica del mio Paese, preferisco evitare commenti, perchè la constatazione che di qualsiasi parte si parli, in questa fase, tutti stiamo perdendo (e perdiamo di credibilità agli occhi del mondo, agli occhi delle future generazioni, nei confronti di chi non avrà un Natale, perdiamo in tutte le concezioni che il termine implica, e oltre se possibile), mi fa già venire un’emicrania pazzesca… Quindi anche se potrebbe assomigliare ad un dolce legato a qualche transazione economica, questa è semplicemente la mia rivisitazione del Soldino… Ve lo ricordate il soldino del Mulino Bianco??? Beh io per tanto tempo, ho continuato a cercarli invano ed oggi, presa dalla nostalgia, ho utilizzato la base con cui solitamente faccio le torte glassate, per una nuova versione tutta personale di questo dolcino.

La base (che potete usare per una torta o per tanti dolcetti) si ottiene mescolando 3 uova a 250 gr. di zucchero. Quando il composto diventa ben spumoso, aggiungete una confezione da 250 gr. di panna da montare e mescolate bene. A questo punto, poca alla volta unirete i 250 gr. di farina a cui avrete aggiunto 1/2 bustina di lievito in polvere, e continuerete a mescolare bene, fino a completo assorbimento. Se preferite la versione bianca, a questo punto infornate a 170° per 40 minuti, altrimenti sciogliete a bagnomaria del cioccolato fondente (circa 150 gr.) e una volta, raffreddato, unitelo al vostro composto.

Una volta sfornato, ho bagnato con un pò di rum la tortina, poi dopo aver spennellato la base con la mia gelatina di albicocche, ho stesso un piccolo disco di pasta di zucchero per la decorazione e ho fissato il mio soldo di cioccolata al centro…Qui toccherà a voi sbizzarrirvi, io ne ho fatta anche una versione, bagnata al caffé e con delle codette stile Chanel a decorare… ma il bello delle proprie rivisitazioni, è proprio quello di osare, no?

When I was a kid, there were famous small cakes called Soldino (coins), that suddenly went out of production, leaving all the fans in tears or at least still in search of this yummy snack… Today, while I was cooking, I thought to make my version of this funny cupcake, and the result made me smile…

I used my classic recipe for a plain, soft cake, so I melt 3 eggs with 250 gr. of white sugar, then I added 250 gr. of fresh milk cream and mixed well. Once this was done, I added, spoon by spoon, 250 gr. of all purposes flour mixed with half bag of powder yeast. Then I cooked in a bain marie (in a double boiler) 150 gr. of dark chocolate, and when it was cold, I added to the mix. Everything in the oven for 40 minutes at 170°… then I decorated it with some apricot jelly on the top, covered with white sugarpaste and I sticked a chocolate coin in the middle… There is also the white “Chanel” version with some choco drops around, but for sure you will find your own version of it! It’s just fun…

Merenda con i panini al cioccolato… A break with some warm choco bread!

Ogni tanto vado alla ricerca di ricette semplici, che mi ricordino i gusti dell’infanzia… oggi ho ripensato al buon pain au chocolat di cui feci indigestione l’estate in cui andai a trovare mia zia, a Nizza, ed unendo il ricordo di quel sapore fragrante e goloso, a quello più attuale di famosi panini industriali dei nostri giorni, è venuta fuori la ricetta dei panini al cioccolato, che vedete in foto… Non sono dolcissimi, soprattutto se usate gocce di cioccolato fondente, ma vi assicuro che, mangiati caldi, non hanno nulla da invidiare ai loro cugini francesi (buonissimi, ma un tantino burrosi per i miei gusti attuali!).

La ricetta è molto semplice, i tempi sono un pò lunghi perchè come per tutti i pani/dolci, bisogna far lavorare il lievito di birra, che ha i suoi tempi e le sue stagioni. Vi serviranno:  500gr di farina – 25 gr di zucchero – 100 gr. di gocce di cioccolato fondente – 2,5 dl di latte – 75 gr. burro – 25 gr. di lievito di birra – 1 tuorlo – 1o gr. di sale.

In una ciotola, sciogliete il lievito in 1 dl di latte tiepido, ma non caldo e lasciate a riposo per circa 10 minuti. Setacciate la farina con lo zucchero e 10 gr. di sale, disponetela a fontana e versatevi il lievito ed il resto del latte sempre tiepido.
Amalgamate bene e disponete il tutto su un piano di lavoro infarinato. Lavorate per 10 minuti finché l’impasto non si rassoda, poi incorporate il burro, già morbido, in piccoli pezzi e le gocce di cioccolato, amalgate un poco con le mani, poi mettete il tutto a lievitare coperto per 30 minuti abbondanti.
Ricavate tanti panini a seconda della grandezza che preferite e incideteli con una croce per permettere una lievitazione migliore. Sistemate il tutto su una placca da forno, foderata con silicone o carta forno, coprite con un telo umido e fate lievitare ancora per un’ora e 30 minuti almeno.
Quando i panini saranno ben lievitati, spennellate la superficie col tuorlo sbattuto e mettete il tutto in forno, già a temperatura, a 220 ° per circa 20 minuti.
La casa si riempirà di un aroma unico nel suo genere… e buona merenda!

 

Today, after my usual Christmas to-do-list, I had a strong desire to eat once again that kind of French Choco Bread, I was used to, when I was visiting my auntie in Nice… They were more butter-ish, more kind of pastry bread than the ones, produced by a famous Italian cookies and bread industry we can find now in the supermarket, but I was looking for something similar and I came up with this easy and light recipe, I am sure you will like… It takes a while to prove dough, but all the rest is easy enough…

You will need 500gr. flour – 25gr. sugar – 100 gr. dark chocolate drops – 2,5 dl. fresh milk – 75gr. butter – 25 gr. fresh yeast – 10 gr. salt.

 

Melt the fresh yeast into 1 dl. of  tepid milk and leave it there for 10 min. Melt the flour with the sugar and the salt, form a ring with it and put in the middle, the fresh yeast with the rest of the milk. Mix well and put everything on a table to work it, until the dough gets well set (at least 10 minutes).
Add the butter, soft and chopped in small pieces with the chocolate drops, knead a bit with your hands and leave everything in a bowl for 30 minutes to rest.
When the mix is well raised dough, form some small bread balls (or some large ones, as you like!) and draw a cross on top, to let it raise quicker, put everything onto a baking pan, covered with a wet kitchen napkin and leave them there for 1 hour and a half. Once the raising is over, brush the bread with the egg yolk, switch the oven and when it’s warm, put your choco breads in there for 20 minutes at 220°… I am sure you will enjoy this choco bread from the smell!!!

Pizze e calzoncini… Small pizzas and mini calzone…

Il sabato sera è il giorno dedicato alla pizza, che sia quella acquistata o quella fatta in casa, è l’ago della bussola per leccarsi i baffi ed affondare i denti negli aromi preferiti… Questo fine settimana ho dovuto superare un ennesimo banco di prova: le pizze ed i calzoncelli fritti, di cui qualcuno in casa va ghiotto, ma ho deciso di seguire l’infallibile ricetta di Antonino Esposito, che trovate sul suo sito ufficiale, ed il risultato è stato soddisfacente (al solito, mi piace pensare che si può sempre migliorare, correggere e render più prelibata anche la ricetta più testata!).

L’odore della salsa fresca mi ha fatto ricordare la mia prima visita a Napoli, quando girando per i vicoli del centro, ogni tanto venivo rapita da zaffate di pummarola e basilico, per cui era inevitabile fermarsi e sbirciare le vetrine delle pizzerie… Ma risvegliandomi dai ricordi di tempi, che sembrano lontani, ho visto il sorriso di mio marito e ho capito di aver azzeccato anche questa ghiottoneria partenopea…

Per la farcitura ho messo dei cubetti di fiordilatte a temperatura ambiente sulla pizza, ho coperto con salsa calda, basilico ed una spolverata di parmigiano, per i calzoncelli invece ho optato per un classico mozzarella e prosciutto cotto, ma voi potete cambiare il ripieno a piacere 🙂

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Yesterday had to face another test to prove I am learning the local dishes enough to make them on my own: small pizzas and small calzone were the main course of our dinner and of course, one of my husband fave’s weekend dishes!

So just to be sure that all the family had something good to eat, I followed the basic recipe of pizza, belonging to one of the best pizzaioli in Sorrento, Antonino Esposito (he has a charming show on Alice, teaching how to make the most various kind of pizzas!!!): if anyone wants the recipe translated, please, I will be more than happy to help you out and tell you step by step how it works!

After the pasta was ready, I prepared a fresh tomato sauce, with some garlic and fresh basil (got a plant on the terrace) and added some chopped mozzarella and some grated parmesan cheese… For the calzoni, I filled them with mozzarella and ham, but you can change your ingredients! The tradition wants both to be fried, but if you prefer you can always, use your oven (the result is completely differente, but you know…)