Kasutera, dal Giappone a casa mia… Kasutera, from Japan to my kitchen…

Si racconta che prima di esser un dolce tipico di Nagasaki, unico porto un tempo aperto al commercio con il resto del mondo, il Kasutera (originariamente conosciuto come Castella o Pan di Castiglia), fu un dolce che i mercanti portoghesi portarono in Giappone nel lontano sedicesimo secolo: in effetti, c’è molto somiglianza con altri dolci portoghesi, ma anche con tutti i pan di Spagna, che nel corso del tempo, i vari Paesi hanno riadattato secondo il proprio gusto (e a dirla tutta, appena sfornato, mi sono detta “Beh in fondo mi sono cimentata in un Pan di Spagna senza saperlo…).

Gli ingredienti sono semplici ed universali: vi serviranno 3 uova, 100 grammi di farina (io ho usato la 2, integrale completa), 150 grammi di zucchero (se usate quello scuro, il colore del dolce, cambierà di un paio di toni), 2 cucchiai di miele stemperati in un 2 cucchiai di acqua tiepida, versione light, o latte, versione robusta. A fine preparazione vi servirà dell’olio da spennellare sulla carta forno.

Innanzitutto montate le chiare a neve, incorporando lo zucchero in tre volte. Aggiungete uno alla volta, i tuorli ed una volta mescolati bene, aggiungete il miele stemperato nell’acqua. Setacciate la farina, e aggiungetela al composto. In ultimo, l’operazione che fa la differenza: per togliere più aria possibile al composto, dovrete passarlo al setaccio, mentre lo verserete nella vostra teglia quadrata (se ne avete una non troppo grande, di circa 18 cm x 18, sarà perfetto!), ricoperta di semplice carta forno.

Infornate a 160° per 35 minuti circa, ed una volta sfornato il vostro Kasutera toglietelo dopo qualche secondo dalla teglia e poggiatelo su della carta forno, che avrete spennellato con dell’olio (questo formerà una sottile pellicina al dolce, che ne manterrà morbidezza e lucentezza, senza timore di avvertire il sapore dell’olio a crudo).

Una volta fatta raffredare, potrete consumarla così o arricchirla a piacere con della panna fatta con latte di riso, una spolverata di tè verde o del semplice cioccolato fuso a copertura… A voi la vostra interpretazione!

Io naturalmente dedico il mio (spero di una lunga serie) esperimento di cucina italo-giapponese a mamma Keiko, che spero tornerà presto ad insegnarmi tante cose buone e meno conosciute di cucina giapponese …

 

Back to my kitchen, I decided to test a Japanese recipe to insert in my list of fave daily preparations: the story says this Kasutera comes from the 16th Century, when Portuguese merchants started to deal with the inhabitants of Nagasaki, bringing within their goods, also this soft, light cake called Castella, that nowadays you still find along the streets of Nagasaki, in cute, lovely squared, paper box.

It reminds of a basic sponge cake, to tell you the truth, but its flavour and softness are peculiar, so my tip is: try it once and you will bake it often!

The ingredients are 3 eggs, 100 grams of whole wheat flour, 150 grams of sugar (you can also use brown sugar to change), 2 tablespoons of honey melted with 2 warm tablespoons of water (or milk if you want a rich version of the cake). Keep with you also some oil to brush your wax paper at the end of the preparation.

Start beating the egg whites until they stiff, add the sugar in three times and mix well. Add the egg yolks one by one and at the end, the honey. Sift the flour and mix well. At this point, you will need to cope with the last operation: to get a soft cake, you will need to remove all the air inside the mix, and you can do it sifting the mix in a sieve. Prepare a square baking pan (the ideal size is 18×18 but you can do it also with another shape) with some wax paper and cook at 160° for about 35 minutes.

When the cake is ready, wait few seconds, then remove it from the pan and brush some new wax paper with oil: you will sit your Kasutera here, and it will get a softer and brilliant look!

Then you can enrich the basic cake with some rice milk’ cream, some chocolate or some green tea powder: you choose, but remember it won’t last long on your shelf, because it’s so soft and yummy!!!

This first experiment of Japan-Italian recipe is for KeikoSan: I wish you can come back soon here and teach me, new incredible Japanese recipes!!!

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