Panini con gocce di cioccolato e si riparte… A fresh week start with some choco bread!

Adoro i panini con le gocce di cioccolato… Mettono d’accordo il mio entusiamo da impasto (è una sindrome senza cura) e al tempo stesso sono un giusto compromesso tra un dolce sano ed una merenda che ci si può concedere senza troppe incertezze… Già tempo fa, avevo utilizzato una ricetta trovata sulla mia fida Enciclopedia della Cucina (dovete tornare qui per vederla), ma sfogliando il libro di Sara Papa sul pane (si è capito quanto adoro e venero questa donna? Non ancora? D’accordo ci sono ancora una decina di ricette, prima di affermare che ho praticamente seguito tutti i suoi consigli!), non ho resistito e come sempre, modificando qualcosa di qua e di là, ho provato anche la sua versione…

Gli ingredienti che ho utilizzato sono:

600 grammi di farina suddivisi in 400 grammi integrale e 200 grammi di farina di Kamut (la ricetta originale prevede farina 00) – 350 grammi di acqua a temperatura ambiente (la ricetta originale prevede del succo di arancia filtrato in eguale quantità) – 12 grammi di lievito di birra o 150 grammi di lievito madre – 50 grammi di burro – 10 grammi di sale – 40 grammi di miele millefiori (la ricetta prevedeva quello di castagno, ma io preferisco un gusto più delicato e meno importante) – 100 grammi di gocce di cioccolato – olio per la ciotola, per la doratura, 2 tuorli con 2 cucchiaini di latte e un pizzico di sale (io ho usato del semplice albume spennellato, che trovo più digeribile) e dello zucchero di canna da cospargere sui panini primi di infornare.

Per l’esecuzione, modificando a mio gusto le modalità del libro, vi racconto come ho ottenuto io, il mio impasto: innanzitutto ho fatto sciogliere il lievito in acqua, aggiungendo il miele. Ho setacciato le due farine e cominciato ad impastare con le mani. Una volta che la farina era ben amalgamata, ho aggiunto il burro a temperatura ambiente ed il sale. In ultimo, ho mescolato le gocce di cioccolato, precedentemente lasciate in freezer per un’ora, così da non farle sciogliere con il calore delle mani. Ho unto una ciotola con dell’olio d’oliva e ho lasciato riposare il tutto fino al raddoppio (più di un’ora).

Ho ripreso l’impasto, pesato delle palline di circa 70-80 grammi, che ho posizionato su una teglia con carta forno e che spennellato con un pò di albume, dopo averle un pò schiacciate. Ho lasciato lievitare ancora per una mezz’ora e poi ho spolverato con lo zucchero di canna. Il tutto va in forno già caldo, a 220 per circa 20  minuti.

L’odore del pane caldo e l’aroma di cioccolata sono stati un toccasana per questo lunedì con poco sole, vi consiglio di provare…

 

I love sandwiches with chocolate chips … They will agree with my enthusiasm for dough (it is a syndrome with no treatment) and at the same time, they are  a good balance between a healthy and a sweet snack that you can eat without too many diet’s doubts …Sometime ago, I used a recipe found on my trusted Encyclopedia of Cooking (you must go past to old posts), but reading through the book of Sara Papa about bread (did you get how much I love and revere this woman? Not yet? All right there are still a dozen or so of her recipes, before to say that I pretty much followed all his advices!), I could not resist and as always, changing something here and there, I tried her version of choco bread! 

The ingredients I used are: 600 grams of flour splitted in 400 grams of whole and 200 grams of kamut flour (the original recipe calls for flour 00) – 350 grams of water at room temperature (the original recipe calls for orange juice in equal quantity filtered) – 12 grams baker’s yeast – 50 grams of butter – 10 grams of salt – 40 grams of wildflower honey (the recipe calls for the chestnut one, but I prefer a more delicate flavor) – 100 grams of Chocolate drops – oil for the bowl, for gliding, 2 egg yolks with 2 teaspoons of milk and a pinch of salt (I used the simple brushed egg white, which I find easier to digest) and cane sugar for sprinkling on bread before baking.

Jumping on book’ instructions, I’ll tell you how I got my dough: I first dissolve the yeast in water, adding honey. I sifted the flours and started to knead with hands. Once the flour was well mixed, I added the butter at room temperature, and salt. Finally, I mixed the chocolate chips, previously left in the freezer for an hour, so they won’t melt with the warmth of your hands. I greased a bowl with olive oil and let it stand until doubled (one hour or more).

I took the dough into balls weighing about 70-80 grams, that I placed them on a baking sheet and brushed with a bit of egg white, after having them a little crushed. I let it rise for an half an hour and then I dusted with sugar cane. Everything should be in a preheated oven at 220 for about 20 minutes.

The smell of warm bread and the aroma of chocolate are a positive push for this Monday with little sun, I recommend you try …

 

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Aridaje coi Macarons… And once again, it’s Macarons time…

Avevo detto a me stessa, che non avrei più tentato nell’impresa ciclopica di preparare un Macaron decente: troppo impegno, troppo tempo e risultati pessimi o quanto mai approssimativi. E visto che per me, il tempo trascorso in cucina è un tempo che aiuta a scacciare via i pensieri impegnativi e legati al quotidiano, perché torturarsi nel voler a tutti i costi preparare dei dolcetti, che personalmente ritengo troppo zuccherosi???

Fatta la premessa, cosa ho cucinato ieri con gli avanzi degli albumi dei vari rustici dei giorni passati? Macarons, naturalmente… (e allora diciamolo, sono proprio un’autolesionista!)

Ho seguito di nuovo la ricetta della bravissima Pinella Orgiana, non fosse altro che ho trovato la sua ricetta la più gestibile (non si utilizzano strani strumenti da alchimista) e che viene raccomandata dal mio Cuoco Nero preferito (indovinate un pò?). Se poi date un’occhiata al suo ultimo post, diamine, se capirete il perché!!! (Bravissima e con un gusto ineccepibile)

Gli ingredienti necessari sono 125 gr di farina di mandorle, 225 gr di zucchero al velo, 120 gr di albumi vecchi di almeno un giorno e 60 gr di zucchero semolato.
Innanzitutto setacciate la farina con lo zucchero al velo. Montate gli albumi, a cui io ho aggiunto qualche goccia di succo di limone. A metà lavorazione, aggiungete un cucchiaio di zucchero e poi pian piano  il resto fino ad ottenere una montatura soda e lucida.

A questo punto, unite pian piano le polveri nei bianchi montati e rimescolate con una spatola dall’alto verso il basso. L’impasto deve risultare liscio, brillante e formare un nastro ricadendo in basso. Se decidete di avere dei risultati colorati, a questo punto unite un pizzico di colorante alimentare in polvere (rispetto a quello liquido, ha il vantaggio di non smontare il composto).
Mettete l’impasto in una sac à poche e formate dei piccoli dischetti da circa 4 cm su un foglio di carta forno (considerate che i dischetti si allargheranno con il passare dei minuti, quindi che non sia troppo grandi).
Fat asciugare per circa un’ora o quando vedrete che i dischetti sono asciutti (questo è un requisito fondamentale per la riuscita del macaron). Adagiate la placca sopra un’altra identica e infornate a 145°C per 13 minuti.
Una volta sfornati, fateli raffreddare e farciteli a piacere.

Questa volta ho optato per una crema di nocciole, stemperata con del latte, evitando la solita ganache 100% burro, che secondo me, esalta negativamente la “zuccherosità” del dolcetto (sia chiara che è sempre modesta opinione della sottoscritta e degustibus…)

Soddisfatta? Non del tutto, visto che comunque io e la geometria ancora non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda e comunque per ottenere il Macaron Perfetto servono almeno vari tentativi… Che verranno fatti o meno, questa è un’altra storia!

I promised to myself, I’d never be tempted  undertaking to prepare a decent Macaron again: too busy, too long and disastrous results or very rough. And as for me, the time spent in the kitchen, it is a time that helps to drive away the serious and sometimes heavy thoughts of everyday’s life, no way to torture me at all costs just to prepare some sweets, which I personally believe they taste too sweet?? 

 

After all this talking, guess what I cooked yesterday with the various of egg whites from the various baking breads of bygone days? Macaroons, of course … (And then let’s just say I am a fool!)

I followed again the recipe of Pinella Orgiana, a very good cooking lady, for more than one reason: her recipe is the more manageable around (you don’t need to use weird instruments like an alchemist) and is recommended by my favorite Black Chef . If you take a look at her latest post, then,  you’ll understand exactlt why I chose her as my Macaron Guru! (Very good and with impeccable taste)

The ingredients needed are 125 grams of almond flour, 225 grams of icing sugar, 120 grams of egg whites at least a day old and 60 grams of sugar.
First, sift the flour with the powdered sugar. Beat the egg whites, to which I added a few drops of lemon juice. In mid-processing, add a tablespoon of sugar and then slowly the rest until you get a shiny, compact dough.

At this point, add the powder slowly and stir in whites, with a spatula from top to down. The dough should be smooth, shiny and form a ribbon falling down. If you choose to have colored results at this point, add a dash of food coloring powder (compared to the liquid, has the advantage of not changing the compound).
Put the dough into a pastry bag and form small disks of about 4 cm on a sheet of parchment paper (consider that the disks will widen each passing minute, then do not make them too large).
Fat dry for about an hour or when you see that the disks are dry (this is a prerequisite for the success of macaron). Put the plate on top of another identical and bake at 145 ° C for 13 minutes.
Once baked, let cool and stuff like.

This time I opted for a hazelnut cream, diluted with milk, avoiding the usual 100% butter ganache, which I think, brings out the negative “too-sugarish” of the sweet (this is always my humble opinion … )

Satisfied? Not entirely, however, since the geometry and I , still are not right on the same wavelength and in any case to get the Perfect Macaron I need at least several attempts … What will be done or not, that’s another story!

La Soffice con la variante panna al caffé… My fave Soft Cake with some coffee cream…

Avevo deciso che non avrei fatto altro dolci per almeno una settimana ed avrei ridotto, onde evitare l’invasione degli albumi impazziti in frigo, la preparazione di rustici al minimo indispensabile… ma, ma… mai fare i conti senza aver il calendario alla mano! Questo è il periodo in cui i compleanni si inseguono senza sosta, e visto che si tratta di date importanti, come fare ad evitare la preparazione di un dolce, anche il più semplice e veloce?

E così entra in gioco, il mio passepartout per tutte le occasioni: la torta Soffice. Il bello di questa torta, di cui vi avevo già parlato qualche tempo fa (lavorate 3 uova con 250 grammi di zucchero fino ad avere un composto soffice e spumoso, aggiungete 250 grammi di panna fresca  ed in ultimo 250 grammi di farina 00 setacciata con mezza bustina di lievito in polvere. Il tutto va in forno a 170° per 40 minuti circa), è una base che potete utilizzare veramente per ogni tipo di preparazione, visto che si adatta bene ad esser declinata ai gusti più vari e a quello che avete a portata di mano.

Visto che stavolta si trattava del compleanno di una persona a cui voglio un mondo di bene, e che ha spiccate preferenze per il caffé, ho deciso di farcirla al centro e sopra con una panna aromatizzata al caffé ristretto (senza zucchero mi raccomando) e come decorazione ho usato delle semplici mezze sfere di cioccolato fondente… (in tutto ho utilizzato 200 ml. di panna da montare e una tazzina di caffé ristretto)

Insomma alla fine, un dolce vale sempre un cambiamento d’opinione!

 

Yesterday I decided that I would not bake another cake for at least a week and would reduce the amount of bread baking either, in order to stop for a while the invasion of various egg whites in the fridge… but, but … never have to cope without having your chasing tirelessly, and since I consider all of them very important dates to my heart, how to avoid the preparation of a cake, even the most simple and easy?

And so comes into play, my passepartout for all occasions: the Soft Cake.  The great skill of this cake, which I already posted some time ago (Work 3 eggs with 250 grams of sugar until creamy, soft and fluffy, add 250 grams of fresh cream and finally 250 grams of flour sifted with half tablespoon of baking powder. Everything goes in the oven at 170 degrees for 40 minutes), is a preparation that you can really use for each type of occasion, just varying in creams or toppings.

This time it was the birthday of a person I really care of, and that has a crush on coffee, that’s why I decided to fill the centre and the top of the cake with whipped cream flavored with strong coffee (I recommend no sugar) and some simple half-spheres of dark chocolate at the end of it all… (I used around 200 ml. of whipping cream and a cup of strong dark coffee)

So changing my mind about baking, was for a good reason and result, at least…

Chiffon Cake tradizionale con glassa al cioccolato… The original Chiffon Cake recipe with some chocolate covering…

Dopo aver gironzolato tra gli scaffali di Ikea con A. ed aver acquistato un fantastico set di misurini ed un contenitore per liquidi, che riporta anche il corrispondente per cups, ho ritrovato una delle ricette del catalogo Decora (mio luogo di perdizione preferito, ultimamente), che non ero riuscita a testare, perché non disponevo di un modo semplice e veloce di dosare gli ingredienti.

Ma finalmente da oggi posso concedermi il piccolo lusso di preparare gli ingredienti, seguendo la ricetta originale (anche se devo dire, che anche la ricetta della prima prova tutta italiana, ha funzionato benissimo), che prevede:

3/4 cup di farina – 3/4 cup di zucchero – 12 albumi d’uovo a temperatura ambiente – 1 e 1/2 spoon di lievito in polvere – 1/4 spoon di sale – 1/2 spoon di aroma vaniglia – 1/2 spoon di aroma mandorla – 3/4 cup di zucchero.

In una ciotola, setacciate la farina con metà della dose totale di zucchero (3/4 cup per capirci). Montate a neve gli albumi, unendo il lievito in polvere, il sale e gli aromi, ed aggiungere gradualmente il restante zucchero per ottenere un composto sodo e spumoso. Aggiungete la miscela di farina e lavorare delicatamente. Versate l’impasto nell’apposito stampo (o in uno stampo da ciambella) senza imburrarlo. Cuocete in forno caldo a 170° per 40 minuti circa, finché la superficie non risulta dorata. Una volta pronto il dolce, capovolgetelo su di un piatto finché non si stacca da solo. Lasciate raffreddare e guarnite a piacere.

Io ho optato per una glassa al cioccolato fondente (ottenuta con 150 grammi di cioccolato fondente + 20 grammi di burro), un cucchiaino di crema al latte di nocciole e dei bottoni di cioccolato 🙂 , anche se quello che mi stupisce ogni volta che mangio una fetta di questa torta, è la sua consistenza così soffice…

 

Everytime I visit Ikea’ shop with my dear A., I came back home with lovely new cooking tools I absolutely MUST have, and this time, having purchased a great set of measuring spoons and a container for liquids that shows the corresponding cups for deciliters, I decided to test a recipe from Decora‘s catalog (one of my fave places of perdition), I was not able to try before, because I lacked an easy and fast way to get the right amount of ingredients.

But now I can finally give myself some satisfaction in preparing  the right stuff, following the original recipe (although I must say that the Italian recipe of Chiffon Cake, I tested some time ago, it worked fine), which provides:
3 / 4 cup flour – 3 / 4 cup of sugar – 12 egg whites at room temperature – 1 and 1 / 2 spoon of baking powder – 1 / 4 spoon of salt – 1 / 2 spoon of vanilla flavoring – 1 / 2 spoon of almond flavoring – 3 / 4 cup sugar.

In a bowl, sift the flour with half of the total dose of sugar (3 / 4 cup to be precise).Whip the egg whites adding the baking powder, salt and flavorings, and gradually add the remaining sugar to the mixture is firm and fluffy (the second 3/4). Add the flour mixture and work lightly. Pour the mixture into the mold with no butter. Bake in preheated oven at 170 degrees for 40 minutes, until the surface is golden. When the cake is ready, turn it over on a plate until it comes off by itself. Let cool and garnish as desired.

I opted for a dark chocolate icing (made with 150 grams of dark chocolate + 20 grams of butter), a teaspoon of milk cream with nuts and chocolate buttons :), but what amazes me every time I eat a slice of this cake, is the softness of its texture … Call it Angel or Chiffon…

Il mio primo Danubio… My first Danubio…

Il Danubio, nella tradizione napoletana, fa parte di quelle bontà, che si degustano in famiglia alla fine del digiuno pasquale: la sua pasta ricorda molto quella della brioche, e può esser declinato dal salato al dolce, cambiando il ripieno a piacere (salumi, formaggi, ma anche crema e marmellata) e sbizzarrendosi anche con gli avanzi in frigorifero. Inutile dire, che è una di quelle tradizioni non mie, di cui mi approprierò molto, molto volentieri, perché trovo questa delizia una ghiottoneria, che non ha nulla da invidiare ad altri rustici, molto adatti, soprattutto se avete ospiti…

La ricetta che ho utilizzato prevede:  500 grammi di farina che vi consiglio di suddividere in due tipi (300 grammi di farina manitoba e 200 grammi di farina 00 oppure 300 grammi di farina integrale e 200 grammi di kamut…ma potete anche provare la farina di riso in abbinamento!) – 150 grammi di latte a temperatura ambiente – 3 tuorli d’uovo – 1 uovo intero – 10 grammi di lievito di birra – 1 cucchiaino di sale- 100 grammi di strutto (potrete sostituirlo con lo stesso quantitativo di burro, ma il risultato sarà leggermente diverso!)

Impastare tutto, aggiungendo il latte poco alla volta ed utilizzarlo tutto solo se l’impasto non diventa troppo liquido: far riposare l’impasto per un paio d’ore.
Formare delle palline da 30-40 grammi l’una e schiacciarle per ottenere dei dischetti, al centro dei quali metterete il vostro ripieno (io per il primo esperimento, ho optato per prosciutto crudo e fior di provola). Chiudete i dischetti, trasformandoli in palline e posizionateli larghi in una teglia da forno.
Fate riposare il tutto ancora un’ora, poi spennellate le palline con un mix di 1 uovo, un pizzico di sale e 1 cucchiaio di latte ed infornate a 180° per 25 minuti.

Il bello di questo rustico é che oltre alla variante dolce, se vi attrezzate con stuzzicadenti divertenti e bandierine, potrete porzionarlo prima di portarlo in tavola…provate e poi mi direte!

ps. la ricetta era nata sull’onda della mia scoperta delle bontà della mia nuova terra d’adozione, ma la Cuochina Sopraffina mi ha incitato a postare il mio Danubio per l’MTC Challenge di Menù Turistico, ben sapendo che sono una dilettante e che partecipo per conoscere altre belle persone ai fornelli…

Ecco qui il banner, voi ci siete?

 

The Danube, in the Neapolitan tradition, is one of that goodness, which are tasted with the family at the end of the Easter fast: it reminds the “texture” of the brioche dough, and can be declined from salty to sweet, changing the filling you like (meats,cheese, but also cream and jam). Needless to say, is one of those traditions are not mine, but that from now on, I am very, very happy to include in my recipe book, because I find this preparation, a delicacy that has nothing to envy to other rustic, very suitable, especially if you have guests …

The recipe I use includes:

500 grams of flour that I recommend to split into two types (300 grams of manitoba flour and 200 grams of all purposes flour or 300 grams of wheat flour and 200 grams of kamut … but you can also try the rice flour together!) – 150 grams of milk at room temperature – 3 egg yolks ‘ – 1 egg – 10 grams of baker’s yeast – 1 teaspoon of salt- 100 grams of lard (you can substitute the same amount of butter, but the result will be slightly different!)

Mix all, adding the milk a little at a time and use it all only if the mixture doesn’t become too liquid, let the dough rest for a couple of hours.
Form small balls from 30-40 grams each and mash to get small disks, in the center of which put your stuffing (for the first experiment, I chosed some ham and provolone cheese). Close the disks, turning them into balls and place them in a large baking sheet.
Let it stand for another hour, then brush the balls with a mix of 1 egg, pinch of salt and 1 tablespoon of milk and bake at 180 degrees for 25 minutes.

The beauty of this recipe is that in addition to the sweet variety, if you have in your shelves  toothpick flags or funny sticks, you can portion it before bringing to the table … then try and tell me!

Le zeppole di San Giuseppe? Finite! Saint Joseph’s choux? All gone!

Tra i libri che sopportano farina e ogni genere di residuo, sul mio piano di lavoro, in cucina, stamattina ho deciso di prender spunto dai consigli di Michel Roux per fare la pasta choux delle zeppole di San Giuseppe.

E’ una tradizione che non mi appartiene, supportata dal fatto di non avere neanche un daddy da celebrare, non mi sono mai cimentata più di tanto in questi morbidi bigné alla crema. Ma da due anni, la tradizione vuole che al suocero si prepari almeno un piccolo vassoio di queste bontà per festeggiare insieme e quindi, quale occasione migliore per testare i consigli del gran chef patissier?

Per chi fosse indeciso sull’acquisto del libro, vi scrivo la ricetta che vale come test di validità!

Pasta Choux:

1,25 dl di latte – 1,25 dl di acqua – 100 grammi di burro a dadini – mezzo cucchiaino di sale – 150 grammi di farina – 4 uova

Per finire: un tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte.

Mettete il latte, l’acqua, il burro, il sale e lo zucchero in una pentola a fuoco basso. Portate ad ebollizione e togliete subito dal fuoco. Versate la farina a pioggia e mescolate con un cucchiaio, fino ad ottenere un composto liscio. Rimettete la pentola sul fuoco, a fiamma mai troppo alta, e mescolate fino ad asciugare la pasta (circa un minuto). Versate il composto in una ciotola ed aggiungete una alla volta le uova, mescolando bene. Ottenuta una pasta, che cade a nastro, prendete un sac à poche e formate su un foglio di carta forno, ben distanziati, i vostri choux. Spennellate con uova e latte ed infornate a 180° per 20 minuti.

Nell’attesa che i bigné si raffreddino, potete preparare la crema pasticciera con:

(per 750 grammi) 6 tuorli – 125 grammi di zucchero – 40 grammi di farina – mezzo litro di latte – un baccello di vaniglia – un pò di zucchero a velo o burro a fiocchetti. E naturalmente amarene per la guarnizione…

Sbattere i tuorli con un terzo dello zucchero finché il composto non cade a nastro dalla frusta. Incorporate la farina. Scaldate il latte con il resto dello zucchero ed il baccello di vaniglia. Appena prende bollore, versate il latte, filtrandolo del baccello, nel composto di uova, e mescolando. Versatelo di nuovo in pentola a fuoco medio fino a ebollizione, sbattendo con la frusta, continuamente. Fate sobbollire per un paio di minuti e poi versate nella ciotola. Se non utilizzate subito la crema, spolveratela con lo zucchero a velo o con il burro a fiocchetti per non far formare la pellicina da raffreddamento. (dura per 3 gg in frigo).

Per la farcitura, come ogni zeppola che meriti, ho utilizzato amarene sciroppate…

Il risultato? Finite in un lampo! 🙂

Among my cooking books, that patiently bear flour’ dust and any kind of residue on my worktop, this morning I decided to take inspiration from Michel Roux’s tips for making fresh donuts choux for St. Joseph (in Italy this means to celebrate every dad, too!). 

It ‘s a tradition that does not belong to my family background, supported by the fact of not having even a daddy to celebrate, I’ve never ventured too much into these soft cream puffs. But since two years, tradition is back, and I prepare for my father in law at least a small tray of these goodness to celebrate… That’s why I thought: what better time to test the advice of the great pastry chef?

For those who are sure about buying the book, I write the recipe that is as a test of validity!

Choux paste:

1.25 ml of milk – 1.25 liters of water – 100 grams butter in small cubes, half a teaspoon of salt – 150 grams of flour – 4 eggs

Finally, a beaten egg yolk with a tablespoon of milk.

Put the milk, water, butter, salt and sugar in a saucepan over low heat. Bring to boil and immediately remove from heat. Pour the flour and stir with a spoon, until mixture is smooth. Put the pot on the fire, the flame never too high, and stir until the paste to dry (about a minute). Pour the mixture into a bowl and add eggs one at a time, mixing well. Obtained a paste, which falls on tape, take a pastry bag and formed on a sheet of parchment paper, set well apart, your choux. Brush with egg and milk and bake at 180 degrees for 20 minutes.

While waiting for the cupcakes to cool, you can prepare the custard with:

(Per 750 grams) 6 egg yolks – 125 grams of sugar – 40 grams of flour – a pint of milk – a vanilla pod – a little icing sugar and butter in flakes.

Beat the egg yolks with a third of the sugar until the mixture falls to the tape from the whip. Stir in the flour. Heat the milk with the remaining sugar and vanilla bean. Just takes a boil, pour the milk, filtered pods, in the egg mixture and stir. Pour back into saucepan over medium heat until boiling, beating with a whisk, constantly. Simmer for a couple of minutes and then pour into the bowl. If not immediately used the cream, sprinkle with powdered sugar or butter in flakes so as not to form the skins from cooling. (Lasts for 3 days in refrigerator).

For the filling, like any worthy zeppole, I used black cherries in syrup …

The result? Finished in a flash! 🙂

Un pane tricolore, che riassume la mia voglia di festeggiare questi 150 anni speciali… My Flag’s colors bread, time to celebrate Italy’s 150th Anniversary…

Sciolgo le reticenze, vissute negli ultimi giorni, e decido di “contribuire” alla proposta di FrancescaV per i festeggiamenti del 150° anniversario del nostro Paese Unito, come avevo già preannunciato qualche giorno fa, con una semplice ricetta dedicata al pane.

Pane che fa parte delle nostre tradizioni più semplici, pane che racconta di quanto e di quanti tipi, ne abbiamo oggi, mentre 150 anni fa era razionato e veniva cotto dalle donne, che lo facevano in casa e con quello che riuscivano a trovare… Non c’é pasto italiano, che si consumi senza almeno un morso di pane, ed era quindi inevitabile, sceglierlo per rendere omaggio al mio Paese, in un giorno tanto discusso, che andrebbe semplicemente ed orgogliosamente festeggiato (sempre che ci si senta Italiani, s’intende!)

Ho utilizzato farina di mulino Manitoba, un pizzico di sale, lievito di birra, miele, acqua e dei coloranti alimentari (se volete la ricetta, basta chiedere, visto che si tratta sempre del mio prezioso libro sul pane di Sara Papa): in aggiunta, nel pane, ho voluto utilizzare ingredienti tipicamente italiani come Parmigiano (nel bianco), Pomodoro (nel rosso) e Basilico (nel verde).

Se invece siete in giro di blog in blog, vi consiglio una visita a #Twitpolpette, dove di ricette ce ne sono sempre tante!

And here is my Celebration Bread, made especially for the 17th of March, 150th Anniversary of Italy’s Unity… I think all the Italians today should stop for a while and be thankful to their country (not talking about our present politicians, I am talking about all those brave people who fight to give us democracy and freedom!).

Not posting a recipe today, I am getting a little bit confused about keeping or stopping for a while… Let’s see if the rest will light the way… If anyone wants the recipe for this lovely colorful bread, please email me, and I will be more than happy to give you all the details… For the time being, here is my little present to Italy and to all the Italians abroad…

Some flour, some tomato, some basil, some parmesan and the smell of bread: that’s Italy in my kitchen!

Giorni sospesi…ma in attesa di festeggiare… Waiting for something to happen, but in the meantime let’s prepare the Celebration Day…

Sono giorni strani, sospesi tra le notizie del Giappone, che non possono non far riflettere, e l’attesa di un anniversario importante per la nostra bella Italia. Cerco di trovare conforto tra forno e ricettari, spulciando i blog, leggendo quello che accade ed accadrà, e fra le tante iniziative, che mi sento di divulgare, c’é quella di FrancescaV, una delle prime donne, che tanti anni fa, mi ha affascinato col suo blog, poi sito, di cucina e di informazione, di viaggi e divulgazione (e tanto altro, ma tocca a voi, scoprirlo).

Per festeggiare questi 150 anni di Italia e farlo in maniera sentita e condivisa, leggete la sua iniziativa qui, sono sicura che in molti risponderanno al suo appello, uniti per una volta dallo stesso spirito, dallo stesso amore per un Paese, che tra alti e bassi, ha bisogno di riscoprire l’orgoglio ed il senso di appartenenza dei propri abitanti…

Siete pronti ad accettare la sfida? 🙂

 

Un pizzico d’Italia, un pizzico di Giappone e tanta Irlanda… A green multiethnic box…

Lei è in assoluto la foodie più deliziosa dell’intera isola di Smeraldo, ogni giorno ha la capacità di scrivere più di un post, ed ognuno con un suo perché, una dritta, consigli, ricette inusuali e quel sorriso sempre ben in vista, che non è da tutti (lo so che è un mondo agguerritissimo, ma io continuo a pensare che i blog di cucina siano belli, soprattutto quando li anima la passione, Lightroom e grandangolo a parte!).

Forse è per questo, che pur partecipando ai contest, solo per conoscere belle persone (e puntualmente non controllare il vincitore…eheheheh pardon ma sono fatta così e temo che ormai non cambio più!), stavolta ho deciso di mandare il mio contributo proprio a lei, LaCuochinaSopraffina per il giorno più irlandese di tutto l’anno, a cui ha dedicato il contest Verde Sopraffino.

Veru questo piccolo box riassume i sorrisi, che ogni volta che passo sul tuo blog, raccolgo, e te ne vorrebbe rendere anche solo uno… per cui l’ispirazione è tratta da un bento (e con questo vorrei che il Giappone superasse in fretta questo momentaccio con l’aiuto di tutto il mondo), il verde è tutto Irlandese, ma il contenuto è molto sciocchino e molto melting pot!

Una volta scoperchiato il box, troverete dei biscottini in pasta frolla con il cuore di crema aromatizzata al té verde (non quello in polvere, ma quello classico lasciato in ammollo nel latte per un’ora), dei veri biscotti al té matcha con un ripieno di crema al cioccolato al latte arricchita da abbondante crema di whiskey (purtroppo l’Irish Mist è sempre durata poco a casa!), delle monete al cioccolato ed in ultimo, del kiwi ricoperto di salsa alla cioccolato bianco e granella di zucchero verde… E’ un gioco, in foto risulta meno verde di quanto sia in realtà, ma è soprattutto un augurio per un buon San Patrizio (credo che anche il Leprechaun si divertirebbe con un box merenda così!), per una buona vita e per un sorriso sempre smagliante…

La ricetta dei biscotti al té matcha la trovate qui, sul blog di un’altra bravissima foodie, Semplicemente Pepe Rosa (ed avendo le mie remore sui quantitativi di té matcha, li ho sfatati seguendo i suoi consigli), per la farcitura vi basterà utilizzare 100 grammi di cioccolato al latte da far sciogliere a bagno maria, aggiungendo fuori fuoco, mezzo bicchierino di crema di whiskey, rigorosamente irlandese.

Per i biscotti di pasta frolla, invece, ho utilizzato una ricetta veloce, scovata qui, ma voi potete far di ricetta vostra, per la crema ho semplicemente avuto l’accortezza di lasciare due bustine di buon té verde in ammollo nel latte tiepido, e poi utilizzarlo per la classica crema.

Inutile starvi a raccontare dei kiwi, vero? Comprati, non colti, e irrorati di cioccolato bianco sciolto e cosparsi di una granella zuccherina molto verde!

Detto questo, vi lascio qui il banner con il link, per andare alla scoperta delle vere ricette verdi, e a tutti… sempre… buon sorriso!

 

She is one of my fave foodbloggers around, LaCuochinaSopraffina, she posts everyday lovely recipes and tips and she does it in a smiling way, that’s why although I don’t fancy food contests so much (it’s a way to get in touch with lovely chef and women, but I rarely check results… that’s the way I feel, forgive me!), I decided to send her my contribution for Saint Patrick Day’s celebration  (contest Verde Sopraffino).

It’s a trick, it’s some fun and food, it’s a melting pot: a bit of Japan (bento and matcha green tea), a bit of Ireland (Irish cream and clover shape) and lot of Italy (me & pastry!).

The green box contains pastry biscuits with green té cream, matcha cookies with whiskey cream, some chocolate coins and some slice of kiwi fruit, covered with white chocolate and green sugar…

I found the matcha green te cookies here , Semplicemente Pepe Rosa, for the filling I used 100 grams of milk chocolate and half a small glass of Irish Whiskey Cream.

The recipe for the pastry cookies is  here, but I am sure you have a great recipe yourself, and for the green tea cream, just dip two bags of green tea in the warm milk you normally use for the cream (it will get real green!).

I won’t talk about the kiwi fruit and the choco coins… but here is the banner for the contest, my friend, I think your contribution will be highly appreciated :))

Have fun!