Tigre contro tigre… Eeny meeny miney mo, catch a tigger by his toe…

Il potere di certi messaggi pubblicitari è immenso. E quando sfoglio i libri di dolci e trovo ricette bicolori come questa della torta tigrata al cioccolato e alle mandorle, scatta immediato il ritornello “due gusti, due baci” !!!

In aggiunta, in questo periodo, adoro testare delle ricette semplici, sostituendo il burro con l’olio extravergine d’oliva per dare un tocco più salutare al risultato finale, e devo dire che in questo caso, la morbidezza ed il profumo del dolce hanno sortito l’effetto desiderato.

Questo plum cake per la colazione della domenica è stato come un raggio di sole 🙂

Gli ingredienti della Torta tigrata al cioccolato e alle mandorle (tratta dal libro “Torte salate, dolci & co.”) sono:

180 grammi di farina

1/2 bustina di lievito

3 uova

170 grammi di zucchero a velo

2 cucchiai di latte

120 grammi di olio (o 150 grammi di burro come nella ricetta originale)

2 cucchiai di cacao

75 grammi di cioccolato fondente grattugiato (per velocizzare sono perfette le gocce di cioccolata)

50 grammi di mandorle sminuzzate

Accendere il forno a 180°.

Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungere la farina poco a poco, alternando con l’olio, ed in ultimo il lievito. Dividete a metà il composto: nella prima metà, incorporate il cacao e il cioccolato, nel secondo amalgamate le mandorle sminuzzate.

Utilizzate uno stampo da plumcake imburrato ed infarinato, alternando i due colori. Infornate e cuocete per 50 minuti.

The power of certain advertising is immense (some time ago, there was an Italian commercial spot, based on the two taste of an icecream). And when I leaf through books and find recipes for desserts such as this two-tone striped cake with chocolate and almonds, immediately comes to my mind the famous refrain “two flavors two kisses”!

In addition, during this time, I love the recipes easy to test, replacing the butter with the olive oil to give a more healthy touch to the final result, and I must say that, in this case, the softness and the sweet scent of this plum cake had the desired effect.

This plum cake for  a Sunday breakfast was like a ray of sunshine 🙂

The ingredients of the cake with almonds and chocolate brindle (from the book”Torte salate, dolci & co”) are:

180 grams of flour

1/2 packet of yeast

3 eggs

170 grams of powdered sugar

2 tablespoons of milk

120 grams of oil (or 150 grams of butter as in the original recipe)

2 tablespoons of cocoa powder

75 grams of grated dark chocolate (to speed up you can use drops of chocolate)

50 grams of chopped almonds

Turn the oven to 180 degrees.

Beat eggs with sugar until frothy, add the flour gradually, alternating with the oil, and finally the yeast. Divide the mixture in two parts: in the first half, stir in the cocoa and chocolate, in the second mix add the chopped almonds.

Use a buttered and floured loaf pan, alternating the two colors. Bake and cook for 50 minutes.

Pane all’olio con le acciughe in stile provenzale… Oil Bread with Anchovies’ Provence Style…

La Provenza è uno di quei luoghi magici, di cui anni fa, durante una vacanza mi sono innamorata: gli aromi, i colori, i panorami sono immagini ancora ben definite nella valigia dei miei ricordi, per non parlare della cucina, che alloggiando in un bed & breakfast ad Aix en Provence, ho avuto modo di assaporare e condividere, insieme ad un’ospitalità, fatta di sorrisi e partecipazione, che difficilmente si dimentica… Così sfogliando uno dei tanti libri, impilati in cucina, ho deciso di provare questo pane alle acciughe, sicura che il profumo finale, mi avrebbe riportato, anche solo per qualche istante, indietro nel tempo…

Gli ingredienti per una focaccia grande sono:

15 grammi di lievito fresco

250 ml di acqua tiepida

500 grammi di farina bianca per pane

4 cucchiai di olio extravergine di oliva

15 filetti di acciughe, risciacquate e sminuzzate

1 cucchiaio di brandy

1/2 cucchiaino di sale

Per la finitura:

2 cucchiai di olio d’oliva + olio per la teglia

6 filetti di acciughe

In una ciotola grande, mettete 150 ml di acqua tiepida e fateci sciogliere il lievito. Aggiungete 150 grammi di farina e mescolate, ottenendo una pastella omogenea. Coprite la ciotola con della pellicola e lasciatela riposare per 30 minuti, fino a che non si gonfierà. Nel frattempo, in un pentolino mettete le acciughe con l’olio d’oliva e riscaldate a fuoco basso, mescolando fino a quando le acciughe non si saranno sciolte (5 minuti circa). Togliete dal fuoco, versate il brandy e fate raffreddare.

Incorporare nel primo impasto, il resto dell’acqua, la farina rimanente, il sale ed il composto di acciughe. Lavorate fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.

Trasferite l’impasto su un piano infarinato e lavoratelo per 5 minuti.  Rimettete l’impasto nella ciotola, coprite con della pellicola e fate lievitare in un luogo riparato, per circa un’ora.

Passato questo tempo, trasferire l’impasto su un piano e sgonfiatelo con le nocche delle dita. Modellate un disco adatto alla teglia unta, e chiudete la teglia in una busta per alimenti, gonfia, lasciando lievitare per altri 40 minuti.

Preriscaldate il forno a 220°, e premendo la focaccia con le mani, fate delle fossette in cui metterete dei pezzi di acciuga, spennellate con olio e cuocete in forno per circa 25 minuti (picchiettando la parte inferiore, dovrà suonar vuota).

Questo pane è buonissimo caldo, come accompagnamento per dei piatti di verdure o di pesce… l’aroma delle acciughe è delicato, quindi volendo potrete farne una versione anche più ricca utilizzando pomodorini ed olive a piacere!

Bon Appetit!

Provence is one of those magical places, which years ago, during a summer vacation, I had the pleasure to discover: the aromas, the colors, the views are still well-defined images in my travelling memories, not to mention the food, staying in a B & Bs in Aix en Provence, I had the opportunity to enjoy and share, along with hospitality, full of smiles and participation, which are human souvenirs unlikely to forget … So flipping through one of the many books, stacked in the kitchen, I decided to try this bread with anchovies: I thought that surely its ultimate scent, would make me return, although only for a moment, back in those lovely moments…
The ingredients for this bread are:
15 grams of fresh yeast

250 ml of warm water

500 grams of white flour for bread

4 tablespoons extra virgin olive oil

15 anchovy fillets, rinsed and chopped

1 tablespoon of brandy

1/2 teaspoon of salt

To garnish:

2 tablespoons olive oil + oil for the pan

6 anchovy fillets

In a large bowl, place 150 ml of warm water and let dissolve the yeast. Add 150 grams of flour and stir to obtain a homogenous dough. Cover bowl with plastic wrap and let rest for 30 minutes, until rise. Meanwhile, put the anchovies in a saucepan with olive oil and heat over low heat, stirring until the anchovies are not dissolved (5 minutes). Remove from heat, pour in the brandy and allow to cool.

Incorporate into the first mixture, the rest of the water, the remaining flour, salt and the compound of anchovies. Knead until dough is smooth and elastic.

Transfer the dough onto a floured surface and knead for 5 minutes. Put the dough back in the bowl, cover with plastic wrap and let rise in a sheltered place for about an hour.

After this time, transfer the dough on a flat surface and deflate with knuckles. Model a disc for the greased pan, and close the pan in an envelope for food, swollen, letting it rise for another 40 minutes.

Preheat the oven to 220 °, and pressing the dough with your hands, do some dimples and fill them with some pieces of anchovy, brush with oil and bake for about 25 minutes (by tapping the bottom, will resound empty).

This bread is a delicious with vegetables dishes, fresh cheese or fish … the aroma of anchovies is delicate, so wanting to make a version a little bit richer, you can add cherry tomatoes and olives on the top!

Bon Appetit!

 

Chiocciole mozzarella e pomodoro di Luca Montersino… Bread snails with mozzarella chees and tomato

Difficilmente mi cimento con ricette troppo complesse, ma sfogliando il libro di Luca Montersino sulla piccola pasticceria salata, è stato inevitabile, voler scegliere, forse la più semplice delle sue proposte (almeno negli ingredienti), ma al tempo stesso, una di quelle che più mi intrigavano…
E così quando l’odore del forno ha premiato l’audacia, sono stata felice di veder scomparire le chiocciole ancora calde, una dopo l’altra, e spuntare i sorrisi di chi aveva gradito un’insolita merenda.
Gli ingredienti per 24 pezzi sono:

Per il pan di mozzarella

200 grammi di farina 00

80 grammi di latte fresco intero

80 grammi di mozzarella fresca tritata

8 grammi di lievito di birra

20 grammi di burro in pomata

4 grammi di zucchero semolato

3 grammi di sale

80 grammi di pomodoro concentrato

8 grammi di origano secco

q.b. di olio d’oliva extravergine

Sciogliete il lievito nel latte con lo zucchero. Unite la farina ed impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Aggiungete il burro, il sale e la mozzarella ben strizzata. Fate lievitare sul tavolo l’impasto, avendo cura di coprirlo, per circa 20 minuti. Stendetelo per formare un rettangolo dello spessore di 3mm e spalmatelo con il pomodoro. In ultimo, spolverizzate con l’origano ed arrotolate il vostro rettangolo di pasta, aiutandovi con un foglio di pellicola per alimenti.

Fate riposare il rotolo in frigo, per farlo indurire, per almeno mezz’ora, poi tagliatelo con un coltello affilato in tante girelle. Disponete le girelle su una placca da forno, ricoperta di carta forno, e lasciate lievitare in un ambiente riparato, per circa 1 ora.

Finito il tempo di lievitazione, spennellate le girelle con dell’olio extravergine d’oliva ed infornate a 230° per circa 5 minuti.

Vi lascio anche la ricetta riproposta sempre dallo chef su Alice tv, le dosi sono maggiori e credo il risultato sia più paffuto, a voi la scelta!

Ingredienti
500 gr di farina
200 gr di latte
20 gr di lievito
50 gr di burro a pomata
8 gr di sale
10 gr di zucchero
200 gr mozzarella
salsa di pomodoro
origano
sale
olio

I rarely attempt to make too complex recipes, but flipping through the book of chef Luca Montersino, based only on small savory pastry, it was inevitable to choose, perhaps the simplest recipe (at least in the ingredients), but the one that intrigued me the most…
And so when the smell of the oven,  has rewarded my audacity, I was happy to see disappear all the pastries still hot, one after the other , and see the smiles for this lovely afternoon break…

So if you want to try, the ingredients for 24 pieces are:

For the bread of mozzarella

200 grams of flour 00

80 grams of fresh whole milk

80 grams of fresh mozzarella, chopped

8 grams of yeast

20 grams of  butter cream

4 grams of sugar

3 grams of salt

80 grams of tomato concentrate

8 grams of dried oregano

q.b. extra virgin olive oil

Dissolve yeast in milk with sugar. Add the flour and knead until mixture is smooth and homogeneous. Add the butter, salt and mozzarella squeezed. Let rise on the table the dough, taking care to cover it, for about 20 minutes. Hang to form a rectangle with a thickness of 3mm and sprinkle with tomato. Finally, sprinkle with oregano and rolled your rectangle of dough (you can help yourself with some cooking plastic paper).

Set aside the roll in the fridge to harden for at least half an hour, then cut with a sharp knife in so many rolls. Arrange the rolls on a baking sheet covered with parchment paper and let rise in a sheltered environment, for about 1 hour.

After the rising time, brush your rolls with extra virgin olive oil and bake at 230 degrees for about 5 minutes.

There is another version of this recipe, showed on Alice tv, I leave you  the doses (they are higher and I think the result is a little bit different), and you just need to pick the one you prefer!

500 grams of flour

200 g of milk
20 g of yeast
50 grams of butter cream
8 grams of salt
10 grams of sugar
200 g mozzarella
tomato sauce
oregano
salt
oil

Colazione leggera con biscotti al cacao… Light breakfast with cocoa cookies…

Ci sono periodi in cui cerco di stare più attenta e scegliere ricette a basso contenuto di grassi, anche solo per permettere a tutta la famiglia di poter fare uno strappo e mangiare qualche biscotto in più, senza sentirsi drammaticamente in colpa. Quasi per caso, ho trovato una ricetta di biscotti al cacao senza uova e senza burro, e mi sono decisa a provarla, per capire se il risultato fosse all’altezza della rinuncia (inutile dire che la pasta frolla ha un altro sapore, no?) e con stupore, ha riscosso largo consenso, soprattutto nei più piccoli, che hanno apprezzato, divorato e ringraziato…

Secondo il mio modesto parere di golosa, la ricetta può esser arricchita con cannella e si può aumentare un pochino lo zucchero, che altrimenti si perde nell’impasto, ma se invece preferite un gusto più delicato e poco calorico, vi serviranno:

250 grammi di farina 50 ml. di olio extravergine d’oliva 80 ml. di latte 80 grammi di zucchero 1 cucchiaino di miele 30 grammi di cacao amaro 1 pizzico di sale 8 grammi di lievito per dolci

Setacciate la farina, il cacao, il pizzico di sale ed il lievito, e poi iniziate ad aggiungere, poco alla volta, il latte, l’olio ed il miele, facendo attenzione a mescolare bene, per ottenere un impasto morbido, che ricordi vagamente una pasta frolla. Lasciate riposare almeno 30 minuti il vostro impasto (io l’ho messo in frigo, per riuscire ad utilizzare meno farina per stendere l’impasto), e stendete con l’aiuto di un matterello, allo spessore che preferite (considerate che i biscotti con il lievito tenderanno a gonfiarsi in forno). Tagliate con la vostra formina per biscotti preferita ed infornate in forno già caldo, a 180° per 10 minuti.

Il risultato sarà morbido e delicato ed avrete una ricetta veloce e da poter proporre sempre e a tutti, anche all’ultimo minuto!

There are times when I try to be more careful and try to choose low-fat recipes, to allow the whole family to make a pleasant exception and eat some cookies without feeling too guilty. Almost by accident, I found a recipe for cocoa cookies with no eggs and no butter, and I decided to try it to see if the result was the height of renunciation (needless to say that the pastry has a different taste, right? ) and with astonishment, they received wide acceptance,especially in children, who have enjoyed, consumed, and thanked …

In my humble opinion, the recipe can be enhanced with cinnamon and you may increase sugar a little, but if you prefer a more delicate and healthy taste, supported by low calories, you will need:

250 grams of flour

50 ml. of extra virgin olive oil

80 ml. of milk

80 grams of sugar

1 teaspoon of honey

30 grams of cocoa powder

1 pinch of salt

8 grams of baking powder

Sift the flour, cocoa, salt and baking powder, and then start adding a little at a time, milk, oil and honey, making sure to stir well to make a soft dough, which vaguely (very vaguely!) remember a pastry. Let stand at least 30 minutes your dough (I’ve put in the fridge, to be able to use less flour to roll it out), and spread with the help of a rolling pin to the thickness you prefer (consider that the cookies, due to the yeast, will tend to swell in the oven). Cut with your favorite cookie cutter and bake in a preheated oven at 180 degrees for 10 minutes.

The result will be soft and delicate and you have a quick recipe and you can always suggest everybody, even at the last minute!

Makisushi per dilettanti… First steps in Makisushi…

Sì, lo so, ci sono bravissime chef, che si cimentano in fantastiche ricette giapponesi in tutto il web, ma la mia passione per la cultura giapponese mi ha sempre imposto di procedere, con molta cautela nella conoscenza della gastronomia di questo meraviglioso Paese, con il rispetto dovuto a quelle che sembrano sempre ricette semplici, ma che in fondo nascondono un sapere molto diverso dalle nostre tradizioni gastronomiche.

Morale della favola,  grazie ai regali arrivati dai viaggi oltreoceano e allo shopping locale (la stuoia di bambù che serve per arrotolare l’alga ripiena con l’apposito cucchiaio in legno ed i fogli di alghe vengono da oltreoceano, mentre il riso ed il condimento potete trovarli tranquillamente in qualsiasi negozio ben fornito…), oggi ho deciso di proporre al maritino, un antipasto veloce a base di makisushi con tonno e cernia sott’olio (ogni sushi ottiene il suo nome, dalla procedura per comporlo o dal suo ingrediente base, in questo caso, il tappetino che utilizzate per ottenere il vostro rotolo di riso, si chiama maki), in modo da testare le istruzioni ricevute per fare un buon riso per sushi.

Quindi se come me, vi siete sempre avvicinate con timore a questa preparazione, eccovi gli ingredienti semplici e facilmente sostituibili con cui potrete fare i primi passi nel mondo della cucina giapponese.

Partendo da una dose per quattro persone, vi serviranno:

200 grammi di riso semifino a chicco corto (io sono riuscita a trovarlo molto facilmente, ergo…)

2, 5 dl di acqua

nel caso non riusciate a trovare dell’aceto di riso, potrete utilizzare un condimento ottenuto con 8 cucchiaini di aceto di vino bianco,  4 cucchiaini di zucchero ed un cucchiaino di sale (e vi assicuro che sarà perfetto)

3 fogli di alghe nori (sono quelle leggermente tostate molto comuni)

ed il ripieno a piacere (per i primi esperimenti, ho pensato di optare per del buon pesce sott’olio).

Sciacquate il riso in una ciotola in ceramica con dell’acqua fredda, fintanto che quest’ultima non diventi trasparente (il che significherà che l’amido contenuto nel riso si è dissolto con i vari risciacqui). A questo punto, scolate bene il riso e lasciatelo riposare nel colino per almeno un’ora.

Finito il tempo di riposo, mettete il riso in una casseruola con l’acqua, e coprendo con un coperchio, fate cuocere a fuoco vivace per i primi 5 minuti, poi abbassate la fiamma e continuate la cottura per altri 15 minuti, senza mai sollevare il coperchio. Spegnete il fuoco e lasciando il coperchio, fate stufare il riso per altri 15 minuti.

Spostate il riso dalla pentola ad un recipiente, e versatevi sopra il vostro condimento a base d’aceto: per amalgamarlo, anziché mescolare, dovrete con un cucchiaio in legno, fare come dei tagli sul vostro riso, in modo da non rovinare i chicchi.

A questo punto dovrete preparare la vostra stuoia di bambù per il sushi (ma se non riuscite a trovarla, potreste ovviare con un foglio in silicone), poggiandovi sopra il foglio di alghe e ricoprendolo con il riso, facendo attenzione a non arrivare fino al bordo, per evitare di farlo fuoriuscire, quando avvolgerete il tutto.

Io ho scelto un ripieno semplice e veloce, ma qui toccherà a voi abbinare qualcosa di gustoso al vostro riso, tenendo bene a mente, che state lavorando su una base agrodolce.

Avvolgete con calma e facendovi aiutare dal naturale movimento del tappetino di bambù e mantenete ben stretto il rotolino, che una volta formato, dovrà esser affettato con una lama affilata e che di taglio in taglio, andrà pulita con acqua fredda.

Servite il tutto con della salsa di soia. E come si dice in giapponese, Itadakimasu

There are excellent chefs who compete in fantastic Japanese recipes around the web, but my passion for Japanese culture has always expected me to proceed with great caution, in experiments with the cuisine of this wonderful country, respecting the fact that although those recipes look simple, they are not.

Moral of the story, thanks to the gifts from friends, traveling overseas and to the food shopping in some local stores (bamboo mat that is used to roll with a special wooden spoon and the sheets of seaweed are from overseas, while rice and seasoning you can find them easily in any well-stocked shop), today I decided to propose to my husband, a fast starter based makisushi with tuna and grouper in oil (every sushi gets its name from the procedure to make it or from its basic ingredient, in this case, the pad that is used to get your roll of rice, is called maki), in order to test the instructions received for making a good sushi rice.

So if, like me, you have been always afraid to approach this preparation, the ingredients here are simple and you can move which your first steps into the world of some basic Japanese cuisine.

Starting dose for four people, you will need:

200 grams of rice-grain semi-short (I managed to find it very easily)

2, 5 dl of water

if you can not find rice vinegar, you can use a condiment made with 8 teaspoons of white wine vinegar, 4 teaspoons of sugar and a teaspoon of salt (and I promise you, it will be perfect)

3 sheets of nori seaweed (lightly toasted ones are very common)

and the filling you like (for an initial experiment, I decided to opt for good fish in oil).

Rinse the rice in a ceramic bowl with cold water, as long as the water become transparent (which will mean that the starch in rice is dissolved with several rinses). At this point, drain the rice well and let stand in colander for at least an hour.

After this resting time, put the rice in a saucepan with water, and cover with a lid, cook on high heat for the first 5 minutes, then reduce the heat and continue cooking for another 15 minutes, without ever raising the cover. Turn off the heat and leave the lid, let simmer the rice for 15 minutes.

Move the rice from the pot to a bowl, and pour over your condiment of vinegar to mix it, instead of stirring with a wooden spoon, you have to,melting as you want to cut not to spoil the beans.

At this point you should prepare your bamboo mat for sushi (but if you can not find it, you might work with a sheet of silicone), putting above the seaweed sheet and the well pressed rice, taking care not to fill the sheet up to the edge.

I chose a filling quick and easy, but here you’ll have something tasty to match your laughter, keeping in mind that you are working on a bittersweet base.

Wrap your rice, seeking help from the natural movement of the bamboo mat and keep the roll tight, once formed, must be sliced with a sharp knife and cutting shear, and you will need often the knife with cold water.

Serve it with soy sauce.    Itadakimasu 🙂

Le castagnole di Ammodomio…morbide, gustose, da provare! Soft Castagnole to test…

In effetti, avrei dovuto postare una ricetta molto più ♥cuoriciosa♥ (perdonate lo slang da adolescente), ma non riesco proprio a cucinare a comando, e così mentre girovagavo alla ricerca di ispirazione, ho trovato una ricetta, che mi ha fatto venire in mente, che la prossima settimana si chiude anche con il Carnevale (se ripenso alla kermesse della chiacchiera dello scorso anno, mi si drizzano i capelli!) ed io ancora non gli avevo dedicato neanche un dolcetto 🙂

Così quando mi sono imbattuta nella ricetta delle Castagnole morbide sul blog di Ammodomio (questo è il link per la ricetta), un blog che se non avete ancora visitato, è praticamente da correre a segnare sui preferiti, ho deciso di farne una versione light, ovviando al fritto con l’uso del forno (165° per circa 10 minuti): vi assicuro che queste castagnole sono fantastiche, morbidissime e se sono ottime al forno, figuriamoci fritte!

Con l’occasione vi auguro una splendida giornata di coccole…

I told to myself, I should have post a recipe much more  ♥Valentine-style ♥  (forgive me the teenager’ slang), but I just can not cook on command, and so while I was surfing on the web in search of inspiration, I found a recipe that remind me that next week, will Carnival’ time will be over (if I remember the cooking kermesse I engaged last year, my hair stand on end!) and I still had not spent even a treat for it 🙂

So when I found the recipe for Soft Castagnole on the fab blog of Ammodomio (this is the link for the recipe), a blog that if you have not yet visited, is practically run to score on favorites, I decided to make a light version of the original recipe, obviating the fried and using of oven (165 ° for about 10 minutes): I assure you that these cake balls are fantastic, very soft and if they are good baked, you can imagine the fried version!

On this occasion, I wish you a wonderful day of cuddles and love, my friends…

Divinamore con qualche variazione… Sweet little almond bites from the past…

La storia dei dolci Divinamore è parte di una tradizione gastronomica da recuperare e tener stretta. Nascono come una delle dolcezze della gastronomia napoletana, ancor oggi, preparate da tutte le pasticcerie di Napoli ed il loro nome è dovuto alle creatrici della ricetta: le monache del convento del Divino Amore a Spaccanapoli, che la storia vuole abbiamo preparato questo dolce per la madre di Carlo II d’Angiò in occasione delle feste natalizie.

La ricetta che ho trovato su un libro è più o meno simile a quella che si trova anche in giro per il web (sono poche le varianti), e gli ingredienti da utilizzare sono, per circa 36 paste:

500 gr di mandorle sgusciate preferibilmente con la buccia

50 gr di zucchero semolato

150 gr di canditi (io ho preferito usare delle piccole pere caramellate)

la buccia grattugiata di un limone

2 uova intere

1 tuorlo d’uovo

Ostie q.b. (anche in questo caso, io ho comprato un foglio d’ostia che si trova in tutti i negozi che vengono prodotti dolciari).

Vi serviranno anche 2 cucchiai di confettura di albicocche per la copertura, e per preparare la glassa anche

250 gr di zucchero a velo

80-100 gr di acqua

Qualche goccia di succo di limone

Colorante alimentare rosa

Tritate finemente le mandorle con lo zucchero e aggiungete un po’ d’acqua per rendere l’impasto lavorabile facilmente. Unite i canditi, gli aromi e la buccia di limone ed impastate il tutto con le uova. Lasciate riposare il vostro impasto per qualche ora (anche in frigo se volete accelerare un po’ i tempi), ed una volta che sarà pronto, disponete dei rettangoli di ostia sulla placca da forno, rivestita di carta forno, e formate con le mani dei piccoli dolcetti ovali, che appoggerete sulle ostie. Infornate in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti, fino a coloritura.

Riscaldate la confettura di albicocche, diluendola con pochissima acqua, e appena i dolcetti saranno raffreddati, togliete l’ostia in eccesso e spennellateli con la confettura.

A questo punto, potrete ricoprirli con la glassa che avrete ottenuto mescolando lo zucchero con l’acqua ed il succo di limone (tutto sul fuoco fino a scioglimento dello zucchero e poi aggiungerete del colorante per ottenere il vostro colore rosa, che io personalmente non ho accentuato per evitare troppo colorante).

Il risultato ricorderà la dolcezza di piccoli pasticcini alla mandorla, ma la morbidezza del composto sarà una sensazione di assoluta perfezione…

The story of  Divinamore  pastries is part of an Italian culinary tradition to be recovered and be treasured. Born as one of the pleasures of Neapolitan cuisine, you can still enjoy it by the most famous pastry shops in Neaples and its name is due to the creators of the recipe: the nuns of the Convent of Divino Amore, in Spaccanapoli, and as the story tells, the nuns prepared this dessert for mother of Charles II of Anjou during the Christmas holiday’ celebrations.
The recipe I found on a book is more or less similar to the ones which you will find around the web (there are few variations, but the ingredients are the same), and ingredients used are, for about 36 pastries:
500 grams of shelled almonds, preferably with skin50 grams of white sugar150 grams of candy (I preferred the use small caramelized pears)

grated rind of one lemon

2 eggs

1 egg yolk

Hosts q.b. (Also in this case, I have bought a sheet of wafer which you can easily find in all confectionery products’ stores).

You will need also 2 tablespoons of apricot jam for the coverage, and also  the frosting ingredients as follows:

250 g of icing sugar

80-100 grams of water

a few drops of lemon juice

Pink food coloring

Finely chop the almonds with the sugar and add a bit of water to make the dough workable easily. Add the candied fruit  and lemon peel and mix it all with eggs. Let your dough rest for a few hours (even in the fridge if you want to speed up a little bit the time), and once it is ready, place rectangles of wafer on oven tray, lined with parchment paper, and form with the hands small oval cakes (they look like little eggs), that you will place on the hosts. Bake in a preheated oven at 180 degrees for about 15 minutes, up to coloring (should be not too colored).

Heat the apricot jam, dilute with very little water, and as soon as the cookies are cooled, remove the excess wafer and brush with jam.

At this point, you can cover them with the pink frosting that you obtained by mixing the sugar with water and lemon juice (over the heat until the sugar has dissolved, then add the color to get your pink).

The result will remember the sweetness of small almonds pastries, but the softness of the compound will be a feeling of absolute perfection …

La prima volta non si scorda mai… You can’t forget your first time…

Il primo tentativo di cake pops si è rivelato un mezzo disastro. Ma non sarebbe giusto pubblicare solo quelle ricette dal risultato pazzesco e non ammettere, che anche le esecuzioni più semplici, nascondono dei tranelli.

Così ho deciso di stilare i difetti di questa ricetta semplice, che può esser una buona alternativa se avete bambini in casa, ma di cui dovete tenere a mente i contro:

1) non dovete aver fretta, ma il tempo giusto per far temperare il cioccolato e ricoprire le vostre palline dolci per ottenere il risultato giusto nella copertura e nella decorazione;

2) armatevi di un sostegno in polistirolo, se non avete l’attrezzo adatto per tenere in piedi i cake pops senza che cadano sul tavolo, imbrattando tutto;

3) se non trovate gli appositi stecchini da lecca lecca che vende la Wilton, potrete sostituirli con gli stecchi in legno da gelato, facendo attenzione a non esagerare con il peso delle palline, che altrimenti si aprono e cadono (se usate la marmellata, il composto rimane più fermo).

La ricetta per questi sfiziosi dolcetti è quanto mai semplice: avrete bisogno di circa 400 grammi di pan di spagna o in sostituzione potrete usare  del plum cake, ma anche di biscotti morbidi tipo savoiardi, insomma materiale d’avanzo, che vi fornisca una base non troppo secca e non troppo morbida, a cui mescolerete ogni 100 grammi, 1 cucchiaio di marmellata o di crema al gianduia-nocciola o anche di mascarpone (ma ricordate che le creme potrebbero far risultare troppo morbido il composto).

Mescolate bene e formate delle palline non troppo grandi, che metterete in freezer per circa 30 minuti a far rassodare.

Sciogliete almeno 300 grammi di cioccolato (fondente, al latte o bianco) a bagnomaria, utilizzando un recipiente profondo, così che non dovrete armeggiare troppo con gli stecchini, per ricoprire le palline (meno le agitate e più rimarranno sullo stecchino). Una volta che il cioccolato sarà ancora lucido, potrete decorare con codette, cocco, zucchero e chi più ne ha, più ne metta.

Se conserverete i cake pops in frigo saranno più croccanti e sempre freschi…

Naturalmente, non soddisfatta di questa prima prova, mi toccherà cimentarmi presto con una variante (stavolta ho utilizzato pan di spagna e marmellata di amarene), ma non commetterò l’errore di pensare che sia una ricetta tanto facile 🙂

My first attempt to make cake pops turned out half a disaster. But it would be unfair to publish only those recipes from the great result and I have to admit, that even the simplest recipes, hidden pitfalls.

So I decided to draw up the defects of this simple recipe, which can be a good alternative if you have kids at home, but that you must keep in mind the wrong side of the medal:

1) do not have to hurry, but  keep in mind you should have the proper time just to temper the chocolate and coat your balls to get the right result in coverage and decoration;

2) arm yourself with a polystyrene support if you dont’ have the right tool to prop up the cake pops: in this way they won’t  poorly fall on the table, smearing everything;

3) if you do not find the appropriate lollipop sticks, sold by Wilton, you can replace them with wooden sticks for ice cream, being careful not to overweight the cake balls that would otherwise open up and fall.

The recipe for these tasty treats is very simple: you will need about 400 grams of sponge cake or you can use in place some plum cake, but also kind of soft ladyfingers biscuits … in short, a base not too dry and not too soft, which you will melt with jam or cream ( 1 tablespoon of jam or cream-hazelnut praline or even mascarpone per 100 grams of cake).

Mix well and form into balls, not too big, and put them in the freezer for about 30 minutes to thicken.

Melt at least 300 grams of chocolate (dark, milk or white) in a water bath, using a deep pan, so you do not have too much tinkering with the toothpicks to hold the balls (the less you shake them and more they will remain on the stick). Once the chocolate is still shiny, you can decorate with sugar, coconut or whatever you prefer.

If you will retain the cake pops in the fridge, they will be more crisp and always fresh …

Of course, not satisfied with this first test, I’ll have to venture soon with a different version of ti (this time I used sponge cake and sour cherry jam).

Taralli che bontà… Taralli, a perfect snack

Questa è una delle ghiottonerie napoletane, che ci si può concedere una volta tanto, perché a dispetto dell’apparenza  da innocua ciambellina salata, visto l’ammontare di strutto, il tarallo è una vera e propria piccola bomba calorica.

La ricetta classica prevede 500 grammi di farina, 30 grammi di lievito di birra fresco, 150 grammi di strutto, 200 grammi di mandorle con buccia (senza potrebbero bruciacchiarsi, come vedete nelle foto), 2 cucchiaini di pepe, 2 cucchiaini di sale, acqua q.b.

Sciogliete il lievito con poca acqua tiepida e aggiungete 100 grammi di farina per formare il vostro panetto. Incidete con una croce e fate lievitare in una ciotola coperta, fino al raddoppio. Una volta che questo primo impasto sarà pronto, unite lo strutto, il pepe, il sale e cominciate ad impastare, aggiungendo poco a poco dell’acqua tiepida per ottenere un impasto morbido ed elastico.

Quando il vostro impasto sarà pronto, cominciate a lavorarlo per ottenere delle strisce lunghe non troppo spesse, che intreccerete a coppie, chiudendole poi a ciambellina. A questo punto non vi resta che premere bene per chiudere i due lati e inserire a piacere le mandorle, facendo attenzione a farle entrare nell’impasto per non perderle durante la cottura.

Infornate in forno già caldo a 180° fino a doratura (più o meno 30 minuti).

I taralli possono accompagnare un pranzo veloce o esser sgranocchiati semplicemente con un buon bicchiere di vino… a voi la scelta!

This is one of the delicacies from Naples and surroundings, that you can indulge once in a while, because in spite of appearances to be an harmless pretzel, given the amount of lard, the Tarallo is a real small caloric bomb!

The classic recipe is 500 grams of flour, 30 grams of fresh yeast, 150 grams of lard, 200 grams of almonds, 2 teaspoons of pepper, 2 teaspoons of salt, water as needed.

Dissolve the yeast with little warm water and add 100 grams of flour to form your dough. Engrave with a cross and let rise in a covered bowl, until doubled. Once this first dough is ready, add the lard, pepper, salt and begin to knead, gradually adding warm water to get a soft and elastic dough.

When your dough is ready, start working forming long strips not too thick, which you will weave in pairs, then closing them in donuts. At this point you just have to press hard to close the two sides and place the almonds, pressing them well in the dough, not to lose them during baking.

Bake in a preheated oven at 180 ° until golden brown (about 30 minutes).

The Taralli (bagels) can accompany a quick lunch, or simply being crunched with a good glass of wine … the choice is yours!

Una variazione golosa: treccia di pane con ripieno di prugne al profumo d’agrumi… A marvellous braided bread stuffed with plums and flavored with citrus

La musa ispiratrice è sempre lei: Sara Papa, abile panificatrice e pasticciera, che dopo avermi stregato con il suo libro “Tutta la bontà del pane” (ben fatto, ricette che funzionano al primo tentativo e tante nozioni da imparare sugli ingredienti base), ora mi affascina con il suo programma su Alice tv.

Quando le ho visto realizzare questa treccia di pane, mi sono ricordata di aver le prugne in cucina, e non ci ho pensato un secondo.

Troverete la ricetta qui, io ho solo omesso l’utilizzo del limone (adoro sentire l’aroma dell’arancia assoluta) e se mi permettete un consiglio, credo che nella ricetta ci sia un errore quando parla di zucchero (in effetti conoscendo il suo modo di panificare, l’utilizzo del miele rende superfluo lo zucchero nell’impasto base).

Provatela!!! Le foto non rendono giustizia, ma vi assicuro che il vostro forno sprigionerà l’odore dell’estate… e visto il gelo in arrivo, ne abbiamo tutti un po’ bisogno!!!

When it’s time for bread she is definetely my fave muse: Sara Papa is the great pastry and bread chef I am fell in love with, after testing her book “All the goodness of the bread” (a book well done, recipes that work on the first try and so many concepts to learn about the basic ingredients as for flour or water or yeast), and now she is the host of a lovely  TV program on Alice’s channel on Sky Italia.
When I saw her make this bread with plums and almonds, I remembered having a box still full in the kitchen, and there I thought to test it without any doubts.You’ll find the recipe here, I just omitted the use of lemon juice (I love the aroma of the orange overall) and if you allow me some advice, I think there is a writing mistake in the recipe when it comes to sugar (actually knowing a bit her way of making bread, the use of honey makes superfluous the sugar in the dough).

Try it and let me know! The photos are not gorgeous as this healthy cake, but I assure you that your oven will give off the smell of summer … and as the frost is coming again, we all need some real sun!