Whoopies alle fragole con ganache di cioccolato… Strawberry whoopies with chocolate ganache…

Sono in una di quelle fasi di stallo, dovute alla voglia di imparare e migliorare, che mi porto dietro come un bagaglio a mano, non sempre facile da trasportare. Ma così è, quindi perdonate le assenze più o meno lunghe, perché sto “studiando”, grazie ad un libro bellissimo, che per ora non svelo, ma di cui poi vi racconterò, perché le prime impressioni sono ottime!

Per ora vi lascio l’ultimo esperimento dolce, si tratta di whoopies alla fragola con ganache di cioccolato: per la ricetta base dei whoopies a cui toglierete il té verde ed aggiungerete 100 grammi di fragole fresche vi rimando al mio vecchio post, mentre per la ganache vi basteranno 4 cucchiai di panna fresca e 150 grammi di cioccolato (dovrete far sciogliere il tutto a bagnomaria, e poi lasciar raffreddare fino ad ottenere una crema lavorabile con il sac à poche).

Il sapore è delicato grazie alla frutta fresca ed il cuore di cioccolato lo rende ghiotto al punto giusto. Alla prossima e perdonate l’assenza…

My silence in the coming weeks is mainly due to the desire to learn and improve, which belongs to me since I was a child, as hand luggage, not always easy to carry. But this is it, so forgive my absences more or less long, because I’m “studying”, thanks to a wonderful cooking book, which for now I will not tell the title or the subject of, but of which I hope to live a bit in my kitchen and then come back to you with new experiments to share, because first impressions about it are great!

For now I leave you with my last sweet experiment, it’s whoopies again, but this time strawberry taste with a soft chocolate ganache as filling cream: for the basic recipe of whoopies simply refer you to my old post, from which you need to substitute green tea and add 100 grams of fresh strawberries, while for ganache you will need 4 tablespoons of fresh cream and 150 grams of chocolate (you have to melt it all in a water bath, and then allow to cool until it is easy to work with a pastry bag).

The flavor is delicate due to the fresh fruit and delicious chocolate heart makes the right compromise for a cuddle moment. See you soon and pardon the absence …

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Le brioche del mattino di Alice… Alice’s Good Morning Brioches…

 

Anche oggi, la giornata è iniziata con sprint… ed il merito è del nuovo numero dei Quaderni di Alice Cucina, naturalmente tutto sui dolci!!! (a breve dovrò rimettere mano alla libreria e fare una cernita sostanziale)

Morale: giusto per non iniziare subito con un eccesso di calorie, ho scelto la ricetta delle brioche, che potete trovare anche sullo stesso sito di Alice… perdonate quindi la brevità del post, ma vado a godermi la mia brioche ancora calda!!!

A new fresh start today, was mainly merit of the new issue of the notebooks of Alice Cucina, of course,  about classical cake & sweet recipes! (soon I’ll have to put hand to my cooking library and make a selection substantially… but not now!)

Not to start immediately with an excess of calories, I chose the recipe for some morning healthy brioches, which can also be found on the same website of Alice Tv… so forgive the short post,but I’m going to enjoy my part still warm!

Risveglio lento al sapore di fudge… Slow awakening with a fudge’ flavour…

La prima volta che ho assaggiato il fudge, ero in un Paese a misura di sogno come l’Irlanda, saltellavo felice per la città con un gruppo di studenti del posto con cui dividevo un grandissimo appartemento nel campus universitario ed avevamo deciso di pranzare da Bewley’s in centro… E’ così alla fine del pranzo, da brava italiana, mi sono concessa una porzione di quelle caramelle così simili al nostro mou (di cui da piccola ero praticamente una divoratrice compulsiva!): è stato amore a primo morso!

Morbide, di cui una consistenza che solo il fudge può avere, hanno assunto nel tempo, il concetto di uno snack slow e di un dolcetto che rende più calda, anche una giornata di pioggia. La ricetta la potrete trovare ovunque, io sono partita dalla ricetta condivisa da “La cuochina sopraffina”, di cui resto una follower assidua e che mi riesce sempre a fornire preziosi spunti…

Detto questo ho apportato piccole variazioni, ma sia chiaro, con il fudge, il vostro tocco personalizzato è d’obbligo (visto che il dolcetto in questione si presta a tutte le possibili varianti, sia di aromi che di contenuto):

Per farla breve, ho utilizzato: un vasetto di latte concentrato Nestlé da 395 grammi, 450 grammi di cioccolato fondente, 60 grammi di burro, 150 grammi di nocciole (in parte in granella ed in parte intere), 1 cucchiaino di rhum.

Sciogliete il cioccolato col burro a bagnomaria. Unite a fuoco spento il latte condensato e mescolate bene. In ultimo tuffate le nocciole, aggiungete il cucchiaino di rhum e amalgamate il tutto.

Vi servirà una teglia bassa, che avrete ricoperto con della carta forno, dove fare rassodare il vostro impasto fino a che non avrà la consistenza di un quadrotto morbido: anche in questo caso, potete accelerare i tempi, mettendo il tutto in frigo (ma non troppo a lungo, se non volete che il cioccolato perda la sua intensità) e una volta pronto, potrete utilizzare dei tagliabiscotti per variare nella forma, che prevede un quadratino di altezza variabile (questione di gusto, s’intende!).

Questa piccola coccola dolce si presta ad esser confezionata per un regalo simpatico alle amiche, alle zie o a chiunque sia abbastanza ghiotto da assaporare in pieno il gusto morbido del fudge…

The first time I tasted fudge, I was in the country of my dreams such as Ireland, jumping happily around the city with a group of local students with whom I shared a large apartment on the University campus and we decided to eat for lunch at Bewley’s in the city center …And so after lunch, as any good Italian will do, I chose a portion of those sweets, so similar to our mou candies (of which since I was a child, I was almost a compulsive eater!): it was love at first bite!

Soft, the consistency that can only fudge can have, it represents the concept of a slow snack, a sweet cuddle during a rainy day. The recipe can be found everywhere, I chose a recipe from “La cuochina sopraffina” website, of which I am diligent follower, because she is always able to provide valuable tips…

Having said that ,I made few changes, as usual, but it is clear that with fudge, your personal touch is a must (because the sweet in question lends itself to all the possible variants, both of aromas and contents):

Long story short, I used: a jar of condensed milk from 395 grams, 450 grams of dark chocolate, 60 grams of butter, 150 grams of hazelnuts (partially chopped and partially whole grain), 1 teaspoon of rum.

Melt chocolate with butter in a double boiler. Mix well when fire off, the condensed milk. Finally add hazelnuts, a teaspoon of rum and mix well together.

You’ll need a shallow roasting pan, covered with greaseproof paper, where you can tone up your dough until you have the consistency of a soft square candy: in this case, you can speed up, putting everything in the fridge (but not too long, unless you want that chocolate lose its real aroma) and once ready, you can use the cutters to vary in form, or go for the usual small square of variable height (matter of taste, of course!).

This sweet little cuddle lends itself to being packaged for a nice gift to friends, aunts or whoever enjoy the full flavor of soft fudge …

Tempo di fragole…e panna!!! Strawberry time … and whipped cream!!!

La fragola è uno di quei frutti, che mi riporta indietro nel tempo. Difficile trovare qualcuno che non ne abbia mai fatto una scorpacciata, ancor più difficile immaginare una montagna di panna fresca in cui tuffare queste delizie e resistere alla tentazione di afferrare un cucchiaino!

Questa torta nasce proprio dalla voglia di assaporare al meglio questa combinazione e delle consistenze diverse, un profumo che difficilmente può esser confuso con altri e che annuncia l’arrivo della stagione del sole (poetica quanto basta da avervi fatto alzare la glicemia già così? Perdonate!)

Comunque se siete alla ricerca di una torta veloce e dall’effetto sicuro, che va bene per un compleanno come per un’occasione speciale fra amici, questa ricetta fa al caso vostro.

Per il pan di spagna: 2 uova – 90 grammi di farina – 15 grammi di fecola – 100 grammi di zucchero – mezzo cucchiaino di lievito

Per la farcia di panna e fragole 250 ml di panna fresca – 250 grammi di fragole – mezzo succo di limone

Tenere delle fragole intere per la decorazione finale

Lavorate con la frusta zucchero e uova fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete a questo, la farina setacciata con la fecola ed il lievito, facendo attenzione a mescolare con delicatezza, per mantenere soffice il composto.

Infornate in forno caldo a 180° per 15 – 20 minuti.

Sfornate il pan di spagna e lasciate raffreddare.

Nell’attesa tagliate le fragole a tocchetti e spruzzate sopra il succo di limone, aggiungendo un cucchiaino di zucchero, per farle macerare un pò. Montate con le fruste la panna (che avrete tenuto in frigorifero fino all’ultimo momento), lasciatene il necessario per coprire la torta (un pò più della metà) e unite al resto, le fragole senza lo sciroppo, mescolando bene.

Una volta che il pan di spagna è pronto, dividetelo in due (o in tre) e bagnatelo con il succo delle fragole, magari allungato con un po’ d’acqua o con del liquore se il dolce è mangiato solo da adulti: a questo punto, coprite la superficie con il vostro mix di panna e fragole, chiudete con l’altra metà, bagnate nuovamente con lo sciroppo ottenuto dalle fragole e ricoprite con tanta panna.

A piacere potrete decorare con fettine sottili di fragole (quelle che avrete lasciato da parte) e ciuffetti di panna, ma a voi il tocco finale…

Strawberry is one of those fruits, which brings me back in time. Hard to find someone who can say “no thanks, don’t like them”, even more difficult to imagine a mountain of fresh whipped cream in which to dip these delights and resist the temptation to grab a spoon!

This cake is born from the desire to taste at its best this combination of textures, a scent that can hardly be confused with others, and announcing the arrival of the season of the sun (poetic enough to raise your blood sugar already having done so? Forgive me if you can!)

However if you are looking for a cake fast  to make and something lovely to show to your guests, which is fine for a special occasion like a birthday or a dinner with friends, this recipe is what you are looking for.

For the sponge cake you will need : 2 eggs – 90 grams of flour – 15 grams of starch – 100 grams of sugar – half a teaspoon of baking powder

For the filling of cream and strawberries: 250 ml of fresh cream – 250 grams of strawberries – half lemon juice

(Keep some whole strawberries for final decoration)

Work  sugar and eggs with a whisk until mixture is light and fluffy. Add in the sifted flour with the starch and yeast, stir gently, being careful to keep the mixture soft.

Bake in preheated oven at 180 degrees for 15 to 20 minutes. Let it cool.

In the meantime, cut the strawberries into small pieces and sprinkle over the lemon juice, adding a teaspoon of sugar, to obtain the natural syrup after a while. Whip the cream with the whisk (which you kept in the refrigerator until the last moment), leave the quantity you need to cover the cake (a little over half) and add the strawberries without the syrup in the rest of it, stirring well.

Once the sponge cake is ready, divide it into two (or three) and moisten with the juice of strawberries, maybe mixed with a little of water or liquor if the cake is eaten by adults only: at this point, cover the surface with your mix of cream and strawberries, close with the other half, wet again with the strawberries’ syrup and cover with a lot of simple whipped cream.

A pleasure you can decorate with thin slices of strawberries (those left aside) and tufts of whipped cream, but the choice is yours… Just enjoy!

Una torta di mele da far invidia a Nonna Papera… GrandMa Duck would love this Apple Cake…

Ogni volta che si parla di torta di mele, la prima immagine che mi torna in mente, è la tenera Nonna Papera, che sforna la sua teglia fumante e la poggia sul davanzale della finestra di casa, per farla raffreddare…ma puntualmente un orso ghiotto la fa sparire!

Così quando ho provato questa ricetta (presa da un ricettario diverso da quello della nonnina pennuta), ho sperato che il risultato fosse altrettanto gustoso e profumato, e a detta di molti, la consistenza morbida ed umida delle mele, lasciate a riposare nel limone, ha colto nel segno!

Per questa ricetta avrete bisogno di:

1 kg di mele (pink lady)

200 grammi di farina 00

150 grammi di zucchero

qualche fiocchetto di burro per imburrare la teglia e da mettere sulla torta

2 uova

2 dl di latte

1 bustina di lievito per dolci

la scorza grattugiata di mezzo limone ed il succo

2 cucchiai di pangrattato

1 cucchiaio di zucchero a velo

Sbucciate le mele (tenendone un paio da sbucciare solo alla fine della preparazione) e tagliatele a cubetti, immergendole nel succo di limone per non farle scurire.

Sbattete con la frusta, zucchero e uova finché il composto non sarà gonfio e spumoso.

Unite al composto la farina setacciata, il latte, la scorza di mezzo limone ed infine il lievito: amalgamate bene il tutto ed aggiungete i cubetti di mela per distribuirli in tutto il composto.

Imburrate una tortiera, cospargetela con il pangrattato e versatevi il composto: a questo punto, sbucciate le mele che avrete tenuto da parte, e disponete a raggiera le fettine sottile, distribuendo per finire, qualche fiocchetto di burro sulla torta.

Infornate in forno caldo a 170° e fate cuocere per 50-60 minuti.

Una volta che la torta si è raffreddata, sformate e spolverizzate con zucchero a velo.

Ed ora non resta che mordere come farebbe un orso affamato 🙂 …

Every time I hear talking about apple pie, the first image that comes to my mind is Grandma Duck (an Italian character from Walt Disney that unfortunately most of the other people doesn’t know about) baking her great one, turning out her steaming pan from the oven and putting it on the windowsill  to cool … but often here comes an hungry bear that gets rid of it!

So when I tried this recipe (taken from a cookbook different from the famous GrandMa Duck’ one), I hoped the result was equally delicious, fragrant: according to our guests, the soft texture of the apples, leave to rest in the lemon, has hit the mark!

For this recipe you will need:

1 kg of apples (pink lady quality if possible)

200 grams of flour 00

150 grams of sugar

some butter for greasing the pan and put on the cake

2 eggs

2 cups of milk

1 packet of baking powder

grated rind and juice of ½ lemon

2 tablespoons of breadcrumbs

1 tablespoon powdered sugar

Peel the apples (keeping a few to peel only at the end of preparation, so that they won’t get dark) and cut into cubes, dipping them in lemon juice to prevent them from darkening.

Beat with a whisk, sugar and eggs until the mixture is puffy and fluffy.

Melt together with eggs mixture, the sifted flour, milk, lemon zest and then yeast: mix well and add the apple cubes to the dough.

Grease a cake pan, sprinkle with breadcrumbs and pour the mixture: at this point, peel the rest of the apples and slice them thin to cover the dough, distributing on top of them a few knobs of butter.

Bake in preheated oven at 170 degrees for 50-60 minutes.

Once the cake has cooled, sprinkle with powdered sugar.

And now you just have to bite the way a hungry bear will… 🙂

Una Pasqua compleanno… An Easter Sunday that is also a Birthday…

Spero che la vostra Pasqua sia stata serena e ad alto contenuto calorico. Da queste parti, visto che oltre ad esser festa era anche il compleanno dell’amore della mia vita, mi sono rimboccata le maniche e ho deciso che anziché farla arrivare via nave dalla Sicilia, avrei fatto io stessa la mitica Cassata Siciliana (chi di voi, mi legge, sa che io ed i dolci con la ricotta, non andiamo proprio d’amore e d’accordo, ma quando si ama, si va anche oltre la semplice questione di gusto!).

Casualmente questa era anche una delle tre ricette (questa è della Masseria Sciarra), che desideravo testare, uscire sul numero di Marzo di Alice Cucina (a volte, le coincidenze…), così ho conciliato uno dei dolci preferiti dalla mia metà con una curiosità prettamente femminile, e credo di poter ringraziare di cuore gli autori, perché oltre a farmi superare un altro ostacolo ai fornelli, mi hanno dato soddisfazione con gli ospiti del pranzo, oltre che col festeggiato!

Gli ingredienti necessari sono:

per il pan di spagna 5 uova – 140 grammi di zucchero – 70 grammi di farina e 70 grammi di fecola – sale q.b.

per la farcia 700 grammi di ricotta di pecora – 180 grammi di zucchero a velo – 70 grammi di cioccolato fondente tritato e 80 grammi di canditi (io ho optato per 130 grammi di gocce di cioccolato fondente)

per la pasta reale 1 panetto da 250 grammi di pasta di mandorle e colorante alimentare verde

per la glassa 1 albume – 175 grammi di zucchero a velo – 1 cucchiaio di succo di limone (per i tempi accelerati, io ho utilizzato dello zucchero fondente, che andava semplicemente ravvivato sul fuoco)

vi serve anche del marsala e della frutta candita per la decorazione finale.

Passate la ricotta al setaccio, unite lo zucchero e lavorate fino ad ottenere un composto morbido. Sigillate la ciotola con della pellicola per alimenti e conservate in frigorifero per qualche ora.

Nel frattempo preparate il pan di spagna, lavorando i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Unite il pizzico di sale, la farina e la fecola setacciate ed amalgamate con cura. Montate gli albumi a neve ferma ed aggiungeteli all’impasto, attenti a mescolare dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto.

Versate in uno stampo imburrato ed infarinato e fate cuocere a 180° per circa 40 minuti. Una volta che il pan di spagna è freddo, tagliatelo a fette. Lavorate la pasta di mandorle aiutandovi con dello zucchero a velo ed incorporate a piacere il colorante (io ho alternato strisce naturali e quelle verdi). Prendete una teglia da 24 cm di diametro, ricopritela bene con della pellicola per alimenti e posizionate la vostra striscia di pasta di mandorle sulle pareti esterne. Sul fondo, fate un primo strato di pan di spagna, che dovrete bagnare con del marsala diluito con dell’acqua.

Prendete la farcia di ricotta dal frigo, unite cioccolato e canditi, e versate sul pan di spagna. Richiudete formando sopra la farcia, un altro strato di fette di pan di spagna, bagnate nuovamente con marsala allungato e mettete tutto in frigorifero per qualche ora.

Passato questo ultimo tempo di riposo, preparate la glassa (montate l’albume a neve con lo zucchero ed il succo di limone, o come nel mio caso, scaldate lo zucchero fondente fino a renderlo liquido), sformate il dolce su un piatto da portata e fate colare la glassa su tutta la superficie, fino a ricoprirne anche i bordi. Quando la glassa è ancora liquida, posizionate la vostra frutta candita per decorare il dolce.

Il risultato è di una bontà inaudita, un viaggio nei sapori di una terra meravigliosa, che questo dolce racconta in maniera tutta speciale…

I hope your Easter Sunday was serene and you just enjoyed gorgeous food no matter of calories. Around here, as well as being Easter time, it was the love of my life’s birthday party, so I rolled up my sleeves and I decided that instead of ordering this special cake from Sicily, I would have done the same mythical Cassata Siciliana on my own (those of you who read my blog, know that I don’t fancy cakes with cottage cheese,  but when you love somebody, you go beyond a simple matter of taste, isn’t it?!).

For a simple coincidente, this was also one of three recipes, I wanted to test from the March issue of Alice’s Cucina Magazine, so I reconciled one of his favorite desserts with a feminine curiosity, and I think I can simply thank the authors of the recipe, because I overcome another “black obstacle” in my baking experience, plus the satisfaction to see guests for lunch smiling, as well as my husband going emotional!

The ingredients needed for the Cassata Siciliana are:

for the sponge cake 5 eggs – 140 grams of sugar – 70 grams of flour and 70 grams of starch – a pinch of salt;

for the filling 700 grams of ricotta cheese- 180 grams of sugar – 70 grams of chopped dark chocolate and 80 grams of candy fruit (I opted for 130 grams of dark chocolate chips);

for the pasta reale 1 stick of 250 grams of almond paste and green food coloring;

for the glaze 1 egg white  – 175 grams of powdered sugar – 1 tablespoon of lemon juice (as a faster solution, I used sugar fondant, which was simply revived by the heat);

you also need some marsala wine and candied fruit for the final decoration.

Pass the ricotta through a sieve, add sugar and mix to obtain a soft dough. Seal the bowl with some plastic wrap and refrigerate for several hours.

Meanwhile, prepare the sponge cake, working the egg yolks with sugar until light and frothy. Add the salt, flour and starch sifted and mix thoroughly. Whip the egg whites until stiff and add to mixture, stirring by careful bottom-up not to deflate the mixture.

Pour into a buttered and floured mold and bake at 180 degrees for about 40 minutes. Once the sponge is cold, cut into slices. Knead the almond paste with the aid of icing sugar on the table and incorporate the green food coloring (I alternately striped natural and green). Take a pan of 24 cm in diameter, cover well with plastic wrap and place of your strip of marzipan on the outside walls. On the bottom, take a first layer of sponge cake, which you pour over the marsala wine diluted with water.

Take the filling of ricotta cheese from the fridge, add chocolate chips and candied fruit, and pour over the sponge cake. Close forming over the filling another layer of slices of sponge cake, soaked with marsala syrup and put in the fridge for a few hours.

After this last resting time, prepare the glaze (mounted egg white until stiff with sugar and lemon juice, or as in my case, pour the melted sugar until it is liquid), put the cake on a serving dish and then pour the glaze over the whole surface, up to the edges. When the icing is still liquid, place your own candied fruit to decorate the cake.

The result is a delicacy special cake, a journey into the flavors of a wonderful land as Sicily, a well told tale…

 

Storia di una tortina alle carote che diventò un cake pop… This is the story of a carrot muffin that became a cake pop…

Immagino che capiti a tutti la classica fase del “provo a fare qualcosa ed ottengo un disastro”. Diciamo che la settimana non è filata proprio liscia, sarà che l’anno bisestile porta con sé i pro ed i contro di ogni gesto quotidiano (voi ci credete? Io non molto, ma fa così tanto costume…), sarà che il passaggio alla primavera sembra ancora poco certo, sarà che anche facendo qualcosa con le migliori intenzioni, la fretta aiuti e la magia manchi in collaborazione. Fatto sta che pur scegliendo di utilizzare le carote nel frigorifero per una ricetta, presa in prestito da Giallo Zafferano (una garanzia che non oso neanche mettere in dubbio, viste le soddisfazioni ottenute in passato), ho deciso all’ultimo momento di utilizzare degli stampi in silicone, che si sono rivelati poco idonei, mentre utilizzando dei semplici pirottini, sono sicura che non mi sarei ritrovata con delle cupolette disastrose, che assomigliavano a tutt’altro.

Per farla breve, questa è la storia di una tortina di carote, delicata e gustosa (di cui trovate la ricetta qui), che per colpa di un aspetto, che non rendeva loro merito, ho deciso il giorno seguente di tramutare in un cake pop, con l’aggiunta della marmellata di albicocche vesuviane, fatta ogni anno in casa, ed una copertura al cioccolato fondente, spruzzata di codette di zucchero colorate (potete cliccare sul vecchio post per vedere i pochi passaggi per ottenere queste palline dolci su stecco).

E come si dice, vissero tutti felici e contenti!  😉

I guess that everyone experience, sooner or later, a classic daily life phase of “I try to do something and I get a disaster.” Let’s say this week hasn’t been just pure fun, somebody would think that it’s due to this leap year that brings pros and cons of every daily gesture (do you believe in this negative approach to the leap year? I do not at all, but it sounds apparently so cool  …), could  be that the transition to spring seems still not certain, as a matter of facts, even baking something with my best intentions, it looked like the rush aided too much and the magic was missing completely in cooperation. I decided to use the carrots in the refrigerator for a cake recipe, borrowed from Giallo Zafferano (not even dare to question its perfect results, considering the perfect ones obtained in the past), but last minute I opted to use the silicone molds, which proved less suitable, while using simple paper cups, I’m sure I wouldn’t of ended up with disastrous domes, which looked like anything but round little cakes.

In short, this is the story of a carrot muffin, delicate and tasty (of which you can find the recipe here), that due to a wrong step came out as an ugly duck: that’s why, the next day,  I decided  to turn them in some funny cake pops with the addition of Vesuvian apricot jam, home-made each year, and covered with dark chocolate, sprinkled with colored sugar tails (you can click on the old post to see the few steps to get this little cake rolling on a stick).

And as the final formula tells, they all lived happily ever after! 😉

Cialde alle mandorle… Almonds wafers…

Visto che quando avanzano gli albumi, il giorno dopo mi diverto a preparare biscotti, alla torta di rose salata (fa fede sempre la ricetta dello chef Persegani che trovate sul sito di Alice Tv), che stavolta ho provato nella variante provola e acciughe e provola e prosciutto, sono seguite queste fragranti cialde alle mandorle.

La ricetta è quella delle famose tegole, ma avendo poco tempo a disposizione, ed un matterello dalla misure poco idonea, mi sono limitata a lasciar freddare questi biscottini da té, così come li ho sfornati.

Gli ingredienti per circa 24 cialde sono:

70 grammi di burro – 50 grammi di farina 00 – 50 grammi di zucchero a velo – 50 grammi di zucchero di canna – 50 grammi di albume – 1/2 baccello vaniglia

Incidete il baccello di vaniglia e unitelo col burro in un tegame a fuoco basso, facendo stemperare il tutto.
In una ciotola a parte lavorate lo zucchero a velo con la farina ed unite l’albume ed il burro tiepido, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.
Formate dei dischi di 5 cm su una placca ricoperta di carta forno e cospargete con lo zucchero di canna.
Cuocete in forno già caldo a 180° per 5 minuti.
( A questo punto se avete tempo, questi biscotti andrebbero poggiati su un mattarello per farli curvare ed ottenere delle tegoline !)
Fragranti, delicate, ma indubbiamente golose 🙂
(this is last night Rose Cake! Questa è la torta di Rose salata di ieri sera)
Usually when I advance egg whites from any recipe, the next day I like to bake new cookies: this time the day before’ recipe was  the salted Rose Cake (always following the authentic recipe of chef Persegani, you  can find on Alice TV’ official website), and the variation was with partly with anchovies and smoked mozzarella and partly with provolone and ham, but the next day’s cookies are  these fragrant almond waffles, you should try. The recipe comes from the famous Italian traditional almond tiles, but having little time available, and a little rolling pin not suitable for the final step, I simply let these cookies  stay as I’ve baked them.

The ingredients for about 24 waffles are:

70 grams of butter – 50 grams of flour 00 – 50 grams of sugar – 50 grams of brown sugar -50 grams of egg whites – 1/2 vanilla bean

Slit the vanilla pod and add it with the butter in a saucepan over low heat, until they mix.
In a separate bowl work the icing sugar with the flour and butter together with the egg white, stirring until mixture is smooth.
Form some discs of 5 cm on a baking sheet covered with parchment paper and sprinkle with brown sugar on the top.
Bake in preheated oven at 180 degrees for 5 minutes.
(At this point, if you have time, these cookies should be resting on a rolling pin to make them bend and obtain tegoline!)

Fragrant, delicate, but certainly tasty 🙂