Lievito madre? Mi piace anche perché non si butta niente… Sourdough, I love it, because nothing go wasted…

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Ieri mi sono ritrovata a leggere alcuni articoli sulla nuova controversia “Lievito madre sì, Lievito madre, ma anche no”. Sembra, infatti che dopo la nuova moda, che faceva spuntare barattoli di vetro nel frigo di ogni essere umano con la passione per il forno, ora all’improvviso il mondo dei “grandi” del lievitato si stia di nuovo dividendo in due fazioni contrapposte. E sembra anche che il lievito madre non sia poi così fantastico, né abbia queste caratteristiche così osannate a livello organolettico.  Nel mio piccolo, so che quando ho iniziato a panificare per diletto e a lavorare gli impasti con il mio lievito, sono cambiate molte cose: io la differenza la percepisco eccome, nel gusto, nella freschezza, nella maggior durata del prodotto e so con certezza, che finchè il barattolo conserverà quell’aroma leggermente acidulo, continueremo le nostre avventure a 250° gradi, ma quello che mi chiedo è  perché dover per forza voler creare scuole di pensiero, su qualcosa di così antico ed elementare come il lievito naturale? Non si può semplicemente seguire il proprio gusto e scegliere o meno che tipo di lievito si preferisce?

Comunque discussioni fashion a parte, io trovo che già il fatto che non si butti nulla, ma proprio nulla, del lievito madre, di questi tempi, mi dà una sensazione di benessere, tanto che tutto il resto è solo una chiacchiera: quando solitamente rinfresco la mia dose da conservare, c’é sempre un di più a disposizione e tra le varianti che ho provato ci sono le  simil-piadine, che sono una valida alternativa al pane, e se per cena avete a disposizione qualche formaggio morbido e dei salumi sono perfette.

Non serve aggiungere nulla, solo appiattire con un matterello il vostro esubero di pasta madre, prendere un padellino da crepes o frittate, e cuocere salando e spennellando con un pochino di olio extravergine d’oliva se volete arricchire il vostro risultato finale.

E sul fronte lievito, vi lascio questo articolo interessante, trovato saltando di qua e di la, che Jamie Oliver, dedica proprio al nostro amico. A voi tirar le vostre conclusioni in merito…

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Yesterday, I was reading some articles about this new controversy  about using or not using the Sourdough. It seems , in fact, that after a while this new trend, which made appear glass jars in everybody’s fridge or at least, in the fridge of whoever is showing some oven addiction, now all of a sudden, the same baking world is again dividing into two opposite factions. It also seems that this yeast is not so great, nor have these amazing organoleptic features as previously told. In my poor opinion, I know that since I started to bake for fun and work the dough with my own one, many things have changed : I can smell and taste the difference and I know with certainty, that as long as the jar retain that  slightly sour smell, we will continue our adventures at 250 degrees , but what I wonder is why we always need to create official schools of thought on something so ancient and elementary as the natural yeast? Can we just simply follow our own taste ?

However cool food discussions aside, I find that the simple fact that you do not throw nothing , absolutely nothing , of this yeast , nowadays, it gives me a feeling of well-being , and I consider everything else just a rumor : usually when I refresh my dose of yeast to be retained, there is always a bunch more available and between the various recipes, I’ve tried this sort of wraps, which are a great alternative to bread for dinner if you have available some soft cheese or some ham.

You do not need to add anything, just flatten the dough with a rolling pin, take a crepes or omelets pan, some salt and cook brushing with a little extra virgin olive oil if you want to enrich your flatbread.

Regarding all the previous speech, I leave you this interesting article, found around the web and written by Jamie Oliver, dedicated to our friend … You can draw your own conclusions …

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Pane quasi integrale con Lievito madre – Not a full wholegrain bread, but…

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In questi mesi di assenza dal blog, io ed il mio lievito ne abbiamo combinate tante e con tante soddisfazioni. A breve colui a cui non ho dato mai un nome, nonostante sia la moda andante, compirà due anni di vita (esattamente il 25 aprile, che posso considerare la mia Liberazione dal Lievito di birra e dalla pancia gonfia), e credo che anche se la tendenza sembra auspicare un ritorno al lievito in polvere, io e lui dobbiamo ancora sperimentare tante cose dolci e salate, per cui pazientate e non vogliatemene se continuo a curarlo e a cimentarmi in molte ricette, trovate in giro per il web.

Oggi è toccato al pane semintegrale o quasi integrale visto che il mio lievito è prodotto e rinfrescato con farina 0, ricetta veloce, pane morbido con una crosta perfetta e dalla digeribilità ottima, ricetta trovata su uno dei blog ospitati da GialloZafferano quello di Vickyart (unica variante apportata, aver quadruplicato le dosi, visto che era la quantità di pane settimanale da produrre).

Ingredienti:

2 Kg  di Farina Integrale (io ho usato la Macina del Mulino Marino)

400 grammi di lievito madre (o in alternativa 6 grammi di lievito di birra)

1 litro di acqua

20 Grammi di sale

Sciogliete il lievito in acqua. Aggiungete tutta la farina ed il sale. Impastate bene e fate un paio di pieghe.  Lasciate lievitare in una ciotola coperta con della pellicola per 11 ore. Fate altre pieghe e lasciate lievitare altre 3 ore.

Infornare a 250° per 20 minuti, e poi abbassare a 200° per gli ultimi 10 minuti.

Quando aprirete il forno, l’aroma di pane vi avvolgerà…

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During these silent months, me and my yeast, we have been through many recipes and experiments with much satisfaction.  My sourdough, whom I have not ever given a name , although it is an ongoing fashion apparently, will accomplish two years of life on April 25  (let’s say I can consider it as my Liberation from beer yeast and fat belly the day after) , and I think that even if the trend appears to be advocating a return to the baking powder, me and him we have yet to experience many recipes sweet and salty, so I ask for some patience around and please excuse if I continue to heal it.

Today it is the turn of the full wholemeal bread or almost full, since my yeast is produced and refreshed with flour 0 , this is a quick recipe for a soft bread with a perfect crust and excellent digestibility, a recipe I found on one of the blogs hosted by GialloZafferano, the one of Vickyart (the only alteration I made is having quadrupled doses as this was the amount of bread required on a weekly production base) .

ingredients:

2 kg of wholemeal flour (I used the Macina flour of Mulino Marino)

400 grams of yeast (or alternatively 6 grams of yeast in powder)

1 liter of water

20 Grams of salt

Dissolve yeast into water. Add all the flour and salt. Mix well and make a couple of folds. Let rise in a bowl covered with plastic wrap for 11 hours . Make other folds and let rise another 3 hours .

Bake at 250 degrees for 20 minutes , and then lower to 200 degrees for the last 10 minutes.

When you open the oven , the aroma of bread will wrap you all around… Unbelievable but true!

Panini con gocce di cioccolato e si riparte… A fresh week start with some choco bread!

Adoro i panini con le gocce di cioccolato… Mettono d’accordo il mio entusiamo da impasto (è una sindrome senza cura) e al tempo stesso sono un giusto compromesso tra un dolce sano ed una merenda che ci si può concedere senza troppe incertezze… Già tempo fa, avevo utilizzato una ricetta trovata sulla mia fida Enciclopedia della Cucina (dovete tornare qui per vederla), ma sfogliando il libro di Sara Papa sul pane (si è capito quanto adoro e venero questa donna? Non ancora? D’accordo ci sono ancora una decina di ricette, prima di affermare che ho praticamente seguito tutti i suoi consigli!), non ho resistito e come sempre, modificando qualcosa di qua e di là, ho provato anche la sua versione…

Gli ingredienti che ho utilizzato sono:

600 grammi di farina suddivisi in 400 grammi integrale e 200 grammi di farina di Kamut (la ricetta originale prevede farina 00) – 350 grammi di acqua a temperatura ambiente (la ricetta originale prevede del succo di arancia filtrato in eguale quantità) – 12 grammi di lievito di birra o 150 grammi di lievito madre – 50 grammi di burro – 10 grammi di sale – 40 grammi di miele millefiori (la ricetta prevedeva quello di castagno, ma io preferisco un gusto più delicato e meno importante) – 100 grammi di gocce di cioccolato – olio per la ciotola, per la doratura, 2 tuorli con 2 cucchiaini di latte e un pizzico di sale (io ho usato del semplice albume spennellato, che trovo più digeribile) e dello zucchero di canna da cospargere sui panini primi di infornare.

Per l’esecuzione, modificando a mio gusto le modalità del libro, vi racconto come ho ottenuto io, il mio impasto: innanzitutto ho fatto sciogliere il lievito in acqua, aggiungendo il miele. Ho setacciato le due farine e cominciato ad impastare con le mani. Una volta che la farina era ben amalgamata, ho aggiunto il burro a temperatura ambiente ed il sale. In ultimo, ho mescolato le gocce di cioccolato, precedentemente lasciate in freezer per un’ora, così da non farle sciogliere con il calore delle mani. Ho unto una ciotola con dell’olio d’oliva e ho lasciato riposare il tutto fino al raddoppio (più di un’ora).

Ho ripreso l’impasto, pesato delle palline di circa 70-80 grammi, che ho posizionato su una teglia con carta forno e che spennellato con un pò di albume, dopo averle un pò schiacciate. Ho lasciato lievitare ancora per una mezz’ora e poi ho spolverato con lo zucchero di canna. Il tutto va in forno già caldo, a 220 per circa 20  minuti.

L’odore del pane caldo e l’aroma di cioccolata sono stati un toccasana per questo lunedì con poco sole, vi consiglio di provare…

 

I love sandwiches with chocolate chips … They will agree with my enthusiasm for dough (it is a syndrome with no treatment) and at the same time, they are  a good balance between a healthy and a sweet snack that you can eat without too many diet’s doubts …Sometime ago, I used a recipe found on my trusted Encyclopedia of Cooking (you must go past to old posts), but reading through the book of Sara Papa about bread (did you get how much I love and revere this woman? Not yet? All right there are still a dozen or so of her recipes, before to say that I pretty much followed all his advices!), I could not resist and as always, changing something here and there, I tried her version of choco bread! 

The ingredients I used are: 600 grams of flour splitted in 400 grams of whole and 200 grams of kamut flour (the original recipe calls for flour 00) – 350 grams of water at room temperature (the original recipe calls for orange juice in equal quantity filtered) – 12 grams baker’s yeast – 50 grams of butter – 10 grams of salt – 40 grams of wildflower honey (the recipe calls for the chestnut one, but I prefer a more delicate flavor) – 100 grams of Chocolate drops – oil for the bowl, for gliding, 2 egg yolks with 2 teaspoons of milk and a pinch of salt (I used the simple brushed egg white, which I find easier to digest) and cane sugar for sprinkling on bread before baking.

Jumping on book’ instructions, I’ll tell you how I got my dough: I first dissolve the yeast in water, adding honey. I sifted the flours and started to knead with hands. Once the flour was well mixed, I added the butter at room temperature, and salt. Finally, I mixed the chocolate chips, previously left in the freezer for an hour, so they won’t melt with the warmth of your hands. I greased a bowl with olive oil and let it stand until doubled (one hour or more).

I took the dough into balls weighing about 70-80 grams, that I placed them on a baking sheet and brushed with a bit of egg white, after having them a little crushed. I let it rise for an half an hour and then I dusted with sugar cane. Everything should be in a preheated oven at 220 for about 20 minutes.

The smell of warm bread and the aroma of chocolate are a positive push for this Monday with little sun, I recommend you try …

 

Un pane tricolore, che riassume la mia voglia di festeggiare questi 150 anni speciali… My Flag’s colors bread, time to celebrate Italy’s 150th Anniversary…

Sciolgo le reticenze, vissute negli ultimi giorni, e decido di “contribuire” alla proposta di FrancescaV per i festeggiamenti del 150° anniversario del nostro Paese Unito, come avevo già preannunciato qualche giorno fa, con una semplice ricetta dedicata al pane.

Pane che fa parte delle nostre tradizioni più semplici, pane che racconta di quanto e di quanti tipi, ne abbiamo oggi, mentre 150 anni fa era razionato e veniva cotto dalle donne, che lo facevano in casa e con quello che riuscivano a trovare… Non c’é pasto italiano, che si consumi senza almeno un morso di pane, ed era quindi inevitabile, sceglierlo per rendere omaggio al mio Paese, in un giorno tanto discusso, che andrebbe semplicemente ed orgogliosamente festeggiato (sempre che ci si senta Italiani, s’intende!)

Ho utilizzato farina di mulino Manitoba, un pizzico di sale, lievito di birra, miele, acqua e dei coloranti alimentari (se volete la ricetta, basta chiedere, visto che si tratta sempre del mio prezioso libro sul pane di Sara Papa): in aggiunta, nel pane, ho voluto utilizzare ingredienti tipicamente italiani come Parmigiano (nel bianco), Pomodoro (nel rosso) e Basilico (nel verde).

Se invece siete in giro di blog in blog, vi consiglio una visita a #Twitpolpette, dove di ricette ce ne sono sempre tante!

And here is my Celebration Bread, made especially for the 17th of March, 150th Anniversary of Italy’s Unity… I think all the Italians today should stop for a while and be thankful to their country (not talking about our present politicians, I am talking about all those brave people who fight to give us democracy and freedom!).

Not posting a recipe today, I am getting a little bit confused about keeping or stopping for a while… Let’s see if the rest will light the way… If anyone wants the recipe for this lovely colorful bread, please email me, and I will be more than happy to give you all the details… For the time being, here is my little present to Italy and to all the Italians abroad…

Some flour, some tomato, some basil, some parmesan and the smell of bread: that’s Italy in my kitchen!

S.o.s. Limoni… Help! Lemons’ invasion…

Ben tre alberi di limoni non trattati mi fissano ogni volta che scendo dalla macchina, ed un pò perplessi si chiedono come mai non mi decida a spremerli per qualche ricetta di fine inverno… Il dilemma è che, per quanto il loro giallo sole sia invitante, non è sempre facile, trovare qualcosa di nuovo che non siano dolci, e da queste parti, dopo le varie kermesse zuccherine, devo dare una tregua alla glicemia di famiglia 🙂

Così rovistando nella mia libreria di ricettari, ho incontrato questi panini al limone che sono stati una sorpresa gradevole: non troppo dolci, non troppo aciduli ed insieme alla marmellata di limoni, appena fatta, si sono rivelati un’alternativa all’invasione di stagione dei miei fornitori di vitamine!!!

La ricetta per questi panini (una decina circa) richiede 500 grammi di farina 0, 60 grammi di succo di limone filtrato, la scorza di un limone, 25 grammi di lievito di birra, 250 grammi di acqua tiepida e 10 grammi di sale.  Per la coloritura del pane 1 uovo, 15 grammi di latte e un pizzico di sale.

Sciogliete il lievito nell’acqua in una ciotola, setacciate la farina ed aggiungete in ultimo il sale. Una volta che l’impasto comincerà a prender consistenza, aggiungete la scorza ed il succo di limone. Impastate per qualche minuto e poi lasciate che il tutto riposi per circa 45 minuti in un luogo temperato.

Una volta trascorso il tempo della prima lievitazione, formate con le mani dei panini di forma oblunga, pizzicando le estremità per ricordare la forma del limone, punzecchiate con una forchetta e spennellate sulla superficie dei panini, il composto sbattuto di latte, uovo e sale. Lasciate lievitare in un luogo caldo per ancora un’ora e poi infornate a 220° per circa 20-25 minuti.

L’odore di limone che il vostro forno sprigionerà sarà davvero celestiale.

Io ho scelto di abbinare questi panini ad una marmellata sempre di limoni ottenuta con 500 grammi di limoni, 300 grammi di zucchero e 125 grammi di acqua (ne verranno due barattoli circa, l’importante è che lasciate a bagno i limoni in acqua fredda per 24 ore). Va da sé, che sono buoni anche così al naturale o per accompagnare del carpaccio di pesce o delle verdure…

Mentre finivo di compilare il post, ho trovato questo contest bellissimo sugli agrumi e sempre con lo spirito di poter incontrare gente con la mia stessa passione e le stesse macchie di farina sul pc, ho deciso di mandare questa ricetta veloce a Cinzia per il suo primo contest sugli agrumi … Io fossi in voi, parteciperei!

 

Ecco il banner del contest

There are 3 lemon trees full of fruits in our garden, that’s why after a long reflection, I decided it was time to squeeze some of them a bit and prepare some kind of different recipe. Above all I was looking for a salty and not a sweet one, because I think everybody in the house needs a rest from sugar or at least, a kind of 🙂

Going through all my recipes’ books, I found this amazing lemon bread one and its unusual taste made me so happy, I decided to post this recipe to Cinzia’s contest about Citrus fruits.

The recipe is simple and it’s for baking addicted: for about 10 lemon breads, you will need 500 grams of flour, 60 grams of lemon juice, 25 grams of baker’s yeast, 250 grams of water, 1 lemon zest and 10 grams of salt. In addiction 1 egg, 15 grams of milk and a pinch of salt for the final brushing.

Melt the yeast in the water, then add the flour and the salt and start in working your dough. When the dough is pretty done, add the filtered lemon juice and the zest. Let the dough rise for about 45 minutes. Shape your breads like lemons and pinch a bit with a fork: the final touch is the brushing of the egg and milk mix before let them stand for another hour before baking.

They will bake for about 20-25 minutes at 220°.

I decided to combine this lovely, flavoured bread with my Lemon Jam  (500 grams of lemons, 300 grams of sugar and 125 grams of water), but you can decide to eat them with sliced salmon-fish or lovely fresh vegetables… The sunny energy of lemons is so brilliant, you should try at least once!!

Here is the banner for Cinzia’s contest

Domenica con l’odore di pane caldo… Sunday smelling like warm bread…

Non sopporto il freddo, soprattutto quello che si insinua distrattamente sotto le coperte al risveglio di una domenica di gennaio come questa, inevitabile pensare ad un antidoto, fatto di aromi e calore che sprigiona dal forno, inevitabile impastare il pane per il pranzo, immaginando i prossimi raggi di sole che verranno…

L’impasto è semplicissimo, io ne ho fatto solo metà visto che non sapevo che sarebbe finito prima ancora di sedersi a tavola, ma potete tranquillamente duplicare le dosi ed avere tanti sorrisi gaudenti che vi circondano.

Ho utilizzato 300 gr. farina 0, 185 gr. acqua, 6 gr. di lievito di birra, 15 gr. olio di oliva extravergine, 5 gr. sale, della semola rimacinata, dei semi di sesamo e del prosciutto crudo non troppo salato per il ripieno.

Sciogliete il lievito in acqua, e aggiungete la farina setacciata, l’olio e il sale, impastando fino ad ottenere un composto elastico ed asciutto. Lasciate lievitare fino al raddoppio in una ciotola unta d’olio e coperta con un telo umido. A lievitazione avvenuta, porzionate l’impasto e stendete la pasta in piccoli rettangoli, che farcirete a piacere, richiudendoli e sigillandoli bene con le mani. Una volta ottenuti i vostri filoncini, potete arrotolarli o intrecciarli a piacere, io li poi spalmati con del bianco d’uovo (se non ne avete d’avanzo, potete utilizzare un uovo intero sbattuto) e li ho arricchiti con dei semi di sesamo, spolverando della semola sulla carta forno.  Lasciateli lievitare per 20 minuti ed accendete il forno.  Una volta pronti, abbassate a 180° e in 40-45 minuti, il forno vi regalerà dei panini deliziosi e fraganti, che vi scalderanno il cuore!

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The secret for fighting against cold weather? Bake some warm bread in the morning so that the smell of the kitchen becomes a warm hug, able to change the mood of a Sunday!! 🙂

Seriously this recipe is very easy but it’s real comfort food if you need some, and you will just need 300 gr. of flour, 185 gr. of water, 6 gr. of baker’s yeast, 15 gr. of olive oil, 5 gr. of salt, some durum wheat flour, some sesame seeds and some ham for the filling (but you can choose what you like best).

Melt the yeast in the water and add, little by little, the flour, the oil and the salt. Mix well until you get a soft and elastic dough. Let it stand until it doubles.

Cut the dough in small pieces and roll them in rectagles, placing the filling in the middle and pinching tight to close them. When you made them all, you can twist or roll them together and make the shape you like best. Put the bread on a baking pan, you previously sprinkled with the durum wheat, brush them with some egg or white egg and enrich with the sesame seeds.

Once they are ready, switch on the oven, wait for 20 minutes and then, bake them at 180° for about 40-45 minutes. They will release a fantastic smell when they are ready to eat!!!

 

Pane colorato, Natale assicurato… Choose the colors you like for this Christmas bake!

Mattina intensa, anzi intensissima, ma da quando ho comprato il libro di Sara Papa, “Tutta la bontà del pane” Edizioni Gribaudo, non faccio che pensare agli esperimenti e alle variazioni su tema (per non parlare del mio battesimo con il lievito madre!)… Così è successo che ho afferrato un pacco di Farina 0, acquistata da un mulino che macina ancora artigianalmente, e ho afferrato i tanti vasetti colorati di spezie, che ieri pomeriggio sono andata a cercare in giro et voilà… eccovi il mio primo pane technicolor… Va migliorato, va lavorato diversamente e magari con più tempo a disposizione, ma per ora credo che questo primo tentativo sia da condividere per sorridere!!

Rispetto alla ricetta originale, mi sono cimentata con l’impasto base, quello giallo a base di zafferano e curry (non trovando la curcuma, ho pensato ad un sapore di altri luoghi che mi piace) e quello rosso con pomodoro e paprika dolce…

Baking time again… but today I wanted to proof a bit the new book I fell in love with (it’s an Italian chef called Sara Papa who has peculiar skills with bread and pastry, and the book is called “Tutta la bontà del pane” ed. Gribaudo): so the results needs to be improved, I probably need to spend more time with baking this special coloured bread, but…but… I was happy with my first result, I wanted to share some shots with you!!

Merenda con i panini al cioccolato… A break with some warm choco bread!

Ogni tanto vado alla ricerca di ricette semplici, che mi ricordino i gusti dell’infanzia… oggi ho ripensato al buon pain au chocolat di cui feci indigestione l’estate in cui andai a trovare mia zia, a Nizza, ed unendo il ricordo di quel sapore fragrante e goloso, a quello più attuale di famosi panini industriali dei nostri giorni, è venuta fuori la ricetta dei panini al cioccolato, che vedete in foto… Non sono dolcissimi, soprattutto se usate gocce di cioccolato fondente, ma vi assicuro che, mangiati caldi, non hanno nulla da invidiare ai loro cugini francesi (buonissimi, ma un tantino burrosi per i miei gusti attuali!).

La ricetta è molto semplice, i tempi sono un pò lunghi perchè come per tutti i pani/dolci, bisogna far lavorare il lievito di birra, che ha i suoi tempi e le sue stagioni. Vi serviranno:  500gr di farina – 25 gr di zucchero – 100 gr. di gocce di cioccolato fondente – 2,5 dl di latte – 75 gr. burro – 25 gr. di lievito di birra – 1 tuorlo – 1o gr. di sale.

In una ciotola, sciogliete il lievito in 1 dl di latte tiepido, ma non caldo e lasciate a riposo per circa 10 minuti. Setacciate la farina con lo zucchero e 10 gr. di sale, disponetela a fontana e versatevi il lievito ed il resto del latte sempre tiepido.
Amalgamate bene e disponete il tutto su un piano di lavoro infarinato. Lavorate per 10 minuti finché l’impasto non si rassoda, poi incorporate il burro, già morbido, in piccoli pezzi e le gocce di cioccolato, amalgate un poco con le mani, poi mettete il tutto a lievitare coperto per 30 minuti abbondanti.
Ricavate tanti panini a seconda della grandezza che preferite e incideteli con una croce per permettere una lievitazione migliore. Sistemate il tutto su una placca da forno, foderata con silicone o carta forno, coprite con un telo umido e fate lievitare ancora per un’ora e 30 minuti almeno.
Quando i panini saranno ben lievitati, spennellate la superficie col tuorlo sbattuto e mettete il tutto in forno, già a temperatura, a 220 ° per circa 20 minuti.
La casa si riempirà di un aroma unico nel suo genere… e buona merenda!

 

Today, after my usual Christmas to-do-list, I had a strong desire to eat once again that kind of French Choco Bread, I was used to, when I was visiting my auntie in Nice… They were more butter-ish, more kind of pastry bread than the ones, produced by a famous Italian cookies and bread industry we can find now in the supermarket, but I was looking for something similar and I came up with this easy and light recipe, I am sure you will like… It takes a while to prove dough, but all the rest is easy enough…

You will need 500gr. flour – 25gr. sugar – 100 gr. dark chocolate drops – 2,5 dl. fresh milk – 75gr. butter – 25 gr. fresh yeast – 10 gr. salt.

 

Melt the fresh yeast into 1 dl. of  tepid milk and leave it there for 10 min. Melt the flour with the sugar and the salt, form a ring with it and put in the middle, the fresh yeast with the rest of the milk. Mix well and put everything on a table to work it, until the dough gets well set (at least 10 minutes).
Add the butter, soft and chopped in small pieces with the chocolate drops, knead a bit with your hands and leave everything in a bowl for 30 minutes to rest.
When the mix is well raised dough, form some small bread balls (or some large ones, as you like!) and draw a cross on top, to let it raise quicker, put everything onto a baking pan, covered with a wet kitchen napkin and leave them there for 1 hour and a half. Once the raising is over, brush the bread with the egg yolk, switch the oven and when it’s warm, put your choco breads in there for 20 minutes at 220°… I am sure you will enjoy this choco bread from the smell!!!

Taralli pugliesi ai tre sapori… Baked flour rings with different spices

Presa dalle liste natalizie, dal web e da tanto altro, oggi il tempo in cucina è stato limitato alla produzione (quasi industriale) di taralli pugliesi. Ho seguito una ricetta semplice, perchè diversamente dal solito, non ho girato, come sempre, alla ricerca di differenze e consigli, ma mi sono affidata all’Enciclopedia della Cucina, realizzata qualche anno fa da Mondadori, ed il risultato devo dire non mi è dispiaciuto (trovo che il più delle volte, siano ricette semplici e fattibili).

Se volete provarla questo il necessario:

Ingredienti: 500gr. di farina bianca, 1 bustina di lievito per torte salate, 1 uovo, 1 dl. di olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Setacciare la farina con il lievito ed aggiungervi un cucchiaino di sale e pepe a piacere. Fare una fontana e rompervi dentro un uovo ed aggiungere l’olio. Una volta amalgamati questi ingredienti, versare 1 dl. e mezzo di acqua tiepida o quanto basta per ottenere un impasto liscio (molto dipende dalla farina che si utilizza). Mettere l’impasto in una terrina oliata a riposare per 1 ora, coprendo con la pellicola. Trascorso questo tempo, prendere l’impasto, modellare delle ciambelline di una dimensione che vi aggrada, sistematele fra due teli da cucina e lasciate riposare ancora per 15 minuti.

Mentre il forno si scalda, mettete sul fuoco una pentola con acqua, portatela a bollore, e tuffatevi dentro i taralli, tenendoli finché non salgono in superficie o per il tempo che basta a formare una pellicola. Adagiateli su una teglia, cospargeteli di sesamo, semi di finocchio, semi di papavero o granella di mandorle, a seconda dei gusti, e metteteli in forno a 200° per 20 minuti…

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Here’s a quick and light recipe for whoever loves this bread rings that come from one of the most beautiful regions of our country (Apulien, Puglia, to be precise) and are a lovely compromise when you have a break and don’t want to eat bread, but something more tasty and small…

The ingredients are 500gr. of white flour, 1 bag of powder yeast for bread, 1 egg, 1 dl. of extravergin olive oil, salt and pepper, spices.

Mix the flour with the yeast and add a teaspoon of salt and some pepper if you like. Make a fountain with the flour and add in the middle, the egg and the oil. Once everything is well melted, put 1dl . and a half of water, until your impasto ha the right consistency (it should be a soft and not sticky “ball”). Put everything in a bowl, wet with some oil and cover with some plastic for an hour. Then make your rings (they can be smaller but 3cm is usually the right size) , put them between two cotton kitchen clothes and leave them there for other 15 minutes.

While the oven gets its temperature, put some water in a saucing pan, let it boil and put the bread rings inside until they don’t come up.  Put them in a baking pan, cover them with sesame, poppy, fennel seeds or some almonds, as you like best. Put them in the oven at 200° for 20 minutes and… enjoy a bite of Italy!