L’arrivo del caldo e la tentazione delle rosette… Summer is definetely here, but let’s bake some Rosette bread…

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Giro per casa scalza, riesco a malapena ad indossare canotta e pantaloncini (ebbene sì la forza di gravità ancora non è così tremenda), mentre estirpo ortiche e trifogli che generosamente hanno deciso di intromettersi tra le piante ufficiale della terrazza, però ancora non riesco a staccarmi dal forno, come se ci fosse un richiamo difficile da non ascoltare. La faccio breve, caldo a parte, ho provato la ricetta delle rosette soffiate che ho trovato qui, e mi sono concessa un esperimento che, non è stato proprio malaccio. Devo lavorare ancora un pochino sulla lievitazione della seconda fase della ricetta, ma se per il prossimo autunno volete una sfida per il vostro lievito madre, credo che questa ricetta faccio al caso vostro.

Ora mi godrò un panino mozzarella, pomodoro e basilico e poi continuerò la mia caccia alle erbacce… alla prossima!

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I’m walking around the house barefoot, I can barely wearing a fluo tank top and a kind of shorts (yes even at my age, the gravity is not so terrible), while uprooting nettles and clovers who generously decided to intrude between the official plants of my terrace, but I still can not detach from the oven, as if there was a recall difficult not to listen, a magic spell between me and my baking addiction. Alright I will be short, warm aside, I tried the recipe of this Italian bread called Rosetta (little rose), one of my fave since childhood, I found here the recipe, and considered it was my first experiment and that the difficulty range is pretty high, the result was not just bad. I have to work a little bit more on the second phase of the leavening, but if you want a challenge for the coming fall for your sourdough starter, I think this recipe it’s perfect.

Now I’m going to enjoy a fresh baked Rosetta with mozzarella, tomato and basil and then continue my hunt for weeds … have a lovely day!

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Freselle integrali e buon Pasta Madre Day a tutti… Wholemeal Freselle and Happy Sourdough Day to you all…

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Anche se di corsa e con la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante (un drink, datemi un drink base vodka o un buon bicchiere di vino rosso e tutti questi pensieri come d’incanto diventeranno incredibilmente leggeri e meno importanti: sto diventando una vera casalinga disperata), oggi ho pensato alle centinaia, forse migliaia di persone, che con un barattolo ed una palla di acqua e farina si saranno incontrate per celebrare, in lungo e largo per l’Italia, quello che di anno in anno sta diventando un evento di aggregazione sempre più divertente e importante per chi vuole avvicinarsi al mondo della pasta madre, il Pasta Madre Day… Purtroppo qui in zona quest’anno non c’era nulla di abbastanza vicino per farmi osare un pomeriggio diverso, magari il prossimo anno mi organizzerò per tempo e cercherò in zona di coinvolgere più persone possibili, magari lo farò proprio qui senza invadere troppo la calma del panorama circostante… Fatto sta che per anche per quest’anno partecipo col pensiero, e dedico a tutti i pastamadredipendenti l’ennesima bella scoperta fatta grazie alla ricetta di Fables de Sucre (Eva e Claudio sono due maghi in cucina), le freselle (che io ho fatto in stile integrale sostituendo alle due farine previste, quella integrale) con il lievito madre, preparate mentre organizzavo naturalmente le pizze del sabato sera… E che non si dica che il lievito madre è solo una gran faticaccia!!!

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Alright, if you got my picture you should know at this point, that I am running up and down daily with the feeling of having forgotten something important ( a drink , give me a vodka based drink or a good glass of red wine and all these thoughts as if by magic will become incredibly lightweight and less important: as you can see, I’m becoming a real “desperate housewife”), and today, while I was running at the usual speed, I thought about the hundreds, maybe thousands of people with a glass jar and a ball of flour and water, that are going to meet all over Italy to celebrate the Sourdough Yeast Day (a great occasion to meet, practice and learn new amazing concepts on sourdough and share the same insane passion for baking all the week long!)… Unfortunately here in my area, this year there was nothing close enough for me to spend the afternoon focused on, maybe next year, I will arrange for time and try to involve more people as possible, maybe if I am clever enough I’ll do it right here without encroaching the peace of the surrounding landscape … For this year, I can just participate in my thoughts, and I wish to dedicate to all the sourdough-addicted another beautiful discovery made thanks to the recipe of Fables de Sucre blog ( Eva and Claudio are two magicians in the kitchen), the Freselle (I have done them with wholemeal flour replacing the two types of flour listed in the original recipe), baked while I was organizing the usual amour of  course pizzas for the Saturday night … No way you can think that sourdough yeast is only a much hard work, try and you’ll see the difference!

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Pranzo, merenda o cena: ogni scusa è buona… For a lunch, for a snack, for a dinner: this recipe suits any occasion…

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Approfitto del fatto che il sole non è ancora così caldo come dovrebbe (almeno non qui tra Golfo di Napoli e quello di Sorrento), ed il forno non è una tortura, ma ancora un piacere. E mentre vi leggo, miei cari bloggers scoperti da poco (voi sapete chi siete, vero?), mi accorgo che questo nuovo ritmo mi piace. Nessun obbligo di postare ricette su ricette come facevo tanto tempo fa, con la frenesia di infornare, sfornare, fotografare e via così, perdendo il gusto di sperimentare e sorridere: ora mi siedo, cucino, a volte fotografo, ma innanzitutto vi leggo e mi piace. Mi piace questa condivisione diversa, il mio blog ha un ruolo marginale, ma mi concede un foglio di carta bianca da colorare a piacere. Quindi grazie a voi, che leggo e ogni tanto spudoratamente commento, per darmi l’occasione di vivere dietro a questo schermo in maniera più umana e meno meccanica del solito, anche l’ennesima ricetta, provata per gioco.

Quella di oggi è il Danubio salato, ricetta trovata sul blog di Gelsolight e non solo, a cui ho variato solo il “look finale”, pennellando la brioche con del semplice olio extravergine d’oliva, anziché con latte e tuorlo d’uovo: una ricetta che funziona bene per pranzo, merenda o cena, e a voi la scelta del ripieno (io stavolta ho optato per del semplice prosciutto cotto e provola)!!!

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I am taking advantage of the fact that sun is not as hot as it should be in this season (at least not here between the Gulf of Naples and the Sorrento Peninsula) , and the oven is not yet a burning torture, but still a pleasure. And while I go through your new posts, my dear bloggers discovered recently (you know who you are, right?) , I realize that I like this new rhythm of my day. No obligation to post recipes, if I don’t feel like, no rush to bake, cook and  photograph, losing my main goal in life: smile and enjoy each second of it. Now I sit , I cook , sometimes I took funny but not perfect pics, but first of all, in my pc session, I read other people’s adventures and I love it. I like this way of sharing life and moments, it’s peculiar, my blog has a marginal role, but gives me a blank sheet of paper to color to taste. So thank you, my friends (thanks even to all the ones that didn’t realize I am reading through their memories and I do not just push the bottom Like) thanks for letting me in, for the comments I write on your wall, for giving me the opportunity to live behind this screen in a more human and less mechanical way than we are supposed to, thanks even for another recipe I tried today just to play.

This is the Danube savory recipe found on the blog of Gelsolight , which I changed only in the ” final look ” , brushing the brioche with a simple olive oil touch instead of milk and egg yolk : a recipe that works well for lunch, snack or a quick dinner , and yours is the choice for the filling (I simply used ham and cheese) !danubiolm2

Pane ai semi e stavolta chiederò 10 centesimi in cambio… – Seed bread’ experiment, but this time I’ll ask for 10 cents in exchange…

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… perché mi è stato detto che regalare il pane “porta male”. Chi mi conosce fisicamente, ora sicuramente indovinerà la mia espressione facciale, che la frase ha generato: porta male regalare una cosa fatta con amore, con ingredienti sani e con la migliore delle intenzioni? Ora ho capito perché la mia povera Italia è in queste condizioni disastrose!!! Crediamo ancora che un gatto nero più veloce di noi nell’attraversare sia presagio di prossimo frontale (certo se guardate il gatto inorriditi e non la strada, il frontale vi capita anche con un canguro, signori miei), siamo convinti che acquistare a qualcuno un paio di scarpe nuove sia augurio di un viaggio verso lidi ultraterreni (in questa secondo me, c’è lo zampino di un marito con la carta di credito prosciugata dalla moglie in acquisti firmati Manolo Blahnik), se ti regalano una spilla, prima ti devono pungere (certo, magari anche con una certa cattiveria, visto che hanno dovuto farti un regalo e proprio non era il momento economico giusto!), se sono fazzoletti o perle sicuramente piangerai (così orripilanti???) e chi più ne ha, più ne metta… La storia del pane regalato che porta male non so perché, ma mi fa pensare ad una certa cena, in cui qualcuno se ne mangiò a iosa, bevendo allegramente, in barba al fatto che fosse un traditore spergiuro: tutto questo però, non cambia la mia espressione facciale e la mia visione della vita, che è molto, molto più semplice. Le cose si fanno per il piacere di farle, non perché una becera superstizione ci permette di osare: fossi vissuta in un’altra epoca, forse sul fuoco al posto del pane, avrebbero cucinato me, ma sicuramente avrei indossato il mio sorriso migliore.

Così stavolta ho sfornato un delizioso pane ai semi (zucca, girasole e lino) e quando le pagnotte in più si sono raffreddate, le ho smistate chiedendo ben 10 centesimi di euro per ovviare a qualsiasi credenza popolare. Bastassero veramente pochi centesimi per ovviare alla sfortuna…

Dimenticavo, la ricetta di questo pane buonissimo l’ho trovata sul blog di Rita, “Pane e Gianduia”, le sue istruzioni sono perfette e facilissime da seguire, quindi non mi resta che ringraziarla per questo nuovo esperimento con il pane e continuare a prendere spunto.

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…because apparently you can’t gift bread, it’s like a bad wish or a kind of bad omen… Those who know me physically, they now surely can guess my facial expressions, such discover provoked: it’s bad luck to gift something made with love, with healthy ingredients and with the best intentions ? Now I understand why my poor Italian country is floating in troubled waters! We still believe that a black cat crossing the road faster than you can cause a horrible crash accident  (of course if you look at the cat horrified and not at the road, the accident will happen even with a kangaroo, my dear ladies and gentlemen) , we believe that buying someone a new pair of shoes is a wish for a trip to the land of dead ( in my opinion, in this I perceive the action of a husband with an empty credit card, due to his wife and her Manolo Blahnik’ shoe shopping addiction!) , if they give you a pin, you must first sting (oh yes, maybe even with some malice , because they had to buy you a gift and this is  not really the right moment for expenses! ) , if they gift you with handkerchiefs or pearls, it means you will for sure cry ( were they so horrifying?) and so on , and so forth … the history of bread given that it’s bad luck, I do not know why but it makes me think of a certain last supper, where  someone ate bread abundantly, drinking merrily , in spite of the fact that he was a traitor: all this however, does not change my facial expressions for a single second, probably because my vision of life is much, much easier. The things you do for the pleasure of doing them, and not because of a vulgar superstition, that’s it : if I had lived in another historical era, perhaps they would have cooked me on the fire instead of bread, but for sure, while burning, I put on my best smile .
So this time I baked a delicious bread with seeds ( pumpkin , sunflower and flax seeds) and when the loaves have cooled more , I’ve sorted out by asking 10 euro cents to remedy any popular belief . If pennies were enough of a solution to overcome the bad luck …

I forgot to tell you that I found the recipe for this delicious bread on the Rita’s blog , “Pane e Gianduia ,” her instructions are perfect and very easy to follow, so I just have to thank you her for this new experiment with another amazing kind of bread!

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Brioche per la colazione e le fettuccine di mamma da conservare… Brioche for breakfast and Fettuccine made by mum as comfort food…

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Sono i primi giorni di sole intenso, si comincia a sentire l’arrivo dell’estate, trovare le prime ciliegie è stato un regalo inaspettato, un po’ come le tagliatelle preparate da mia madre, che prima di tornare di nuovo nella mia città, ha pensato di lasciare in cucina una dose consolatoria per i giorni che verranno. Certo questo non colmerà il vuoto, che già sento, ma pensate all’odore o al sapore che vi ricorda la vostra infanzia, ecco quella è la sensazione giusta.

Io di mio, le ho preparato una brioche per far colazione, leggera, buona da mangiare semplice così, come gustosa da pazzi con un velo di marmellata, una delle tante ricette di Laura Baracca, una donna che non ho mai conosciuto realmente, ma che pubblica ricette fantastiche con il lievito madre in uno dei tanti gruppi Facebook per lievitodipendenti, di cui non potevo non far parte. Non so se abbia anche un blog a cui potervi rimandare, ma per ora a lei il merito di questo esperimento e vi lascio la ricetta se siete alla ricerca di una colazione sana per grandi e piccini.

Treccia brioche allo yogurt

Ingredienti:
500g farina (io ho usato la 0 , ma voi potete osare e scegliere quella che preferite)
100g zucchero di canna
120g pm
150g yogurt magro
1 cucchiaino miele
2 uova + 1 tuorlo
60g burro
3g sale
albume per spennellare e dopo cottura acqua e zucchero
Impastare bene,  inserendo gli ingredienti nell’ordine sopra, coprire e mettere in frigo. Dopo un paio d’ore formare (anche qui, tocca a voi usare la fantasia) e lasciare lievitare (io tutta notte). Spennellare con albume e infornare a 160º per pezzature piccole 10min, per le grandi 30min. Appena sfornate spennellare con acqua e zucchero.
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First days of intense sun are here finally and you can smell summer in the air a bit more, mainly when you find the first cherries of the season,  a real unexpected gift, something comparable to the Fettuccine hand made by my mother, something she did before returning again in my hometown, because she has decided to leave in my fridge  a “dose of comfort food” for the days to come. This won’t fill the empty place at my table that I can feel already, but I think their taste reminds me my childhood, and for a moment, it will be like she is again at my door. On my side, I have prepared a brioche cake for breakfast, something light but as tasty as simple, very good to eat clean or yummy adding a thin layer of jam: the recipe comes from Laura Baracca,  a woman that I’ve never really met, but that shares fantastic recipes with sourdough yeast in one of the many Facebook groups for sourdough-addicted , to which I am part of, without any doubt. I do not know if she also has a blog, but for now, to her goes the merit of this experiment and here I leave you her recipe, if you are looking for a healthy breakfast for children and adults.
Yogurt Pastry Brioche
Ingredients:
500g of flour ( I used the 0 type, but you can be daring and choose the one you prefer )
100g of brown sugar
120g of sourdough
150g of low-fat yogurt
1 teaspoon of honey
2 eggs + 1 egg yolk
60g of butter
3g of salt

egg white for brushing and after cooking, brush the cake with water and sugar

Knead well , inserting the ingredients as per the order above , cover and refrigerate . After a couple of hours form your brioche cake (again, up to you to use your imagination), and let rise (all night if you can) . Brush with egg white and bake at 160 º for sizes small about 10min, about 30min for large ones . When the cake, it is just out of the oven brush with water and sugar.

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Pausa impasto in onore di un piatto di cous cous di altri tempi… A baking break in the name of my mum’s cous cous…

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Ci sono poche cose, che hanno il sapore e gli aromi della mia adolescenza e che ho la fortuna, di tanto in tanto, di poter apprezzare ancora. Una di queste esperienze sensoriali, che mi piace poter paragonare alla mia macchina del tempo, è il cous cous di mia madre. Mia nonna lo ha insegnato a mia madre, quando era grande abbastanza per poterlo lavorare insieme (mia nonna era una di quelle fantastiche donne molto in gamba, ma molto autoritaria ed un pizzico dittatoriale, ed il cous cous era l’unico piatto per cui era in grado di passare una giornata intera in cucina, altrimenti il ruolo ai fornelli toccava a mio nonno), e mia madre negli anni, facendosi aiutare in cucina o lasciandoci sbirciare mentre tagliuzzava, mescolava, riscaldava, insaporiva, ci ha permesso di rubicchiare la tecnica della lavorazione paziente della semola (anche di quella precotta), che fa una sostanziale differenza quando ci si siede a tavola e si gusta un piatto che è un vero e proprio viaggio nei sapori di terre lontane. Tutto questo per giustificare il fatto che negli ultimi giorni, ho abbandonato lievito ed esperimenti, per affettare, pulire e preparare, ma non ho dimenticato anche di rinfrescare, e visto che rinfrescando, torna forte il concetto che non si butta via nulla, sono state apprezzate da tutti le schiacciatine con rosmarino, pseudo ricetta veloce per impiegare il lievito non rinfrescato in esubero, che era destinato alla pattumiera.

La formula è semplice io avevo 250 grammi di esubero, ho aggiunto 2 cucchiai abbondanti di farina 0 e due cucchiai e mezzo di olio d’oliva (1 cucchiaio a 100 è la proporzione larga che io utilizzo) ed un cucchiaio di rosmarino essiccato e tritato grossolanamente. Ho impastato il tutto e aggiunto due cucchiaini di sale (comunque non meno di 10 grammi). Ho tagliato in due il panetto e steso con il mio mini matterello (che altro non era che un manico di scopa in origine), fino ad ottenere una sfoglia molto sottile, che ho adagiato su un piano cottura, rivestito di carta forno. Infornato il tutto a 175° per 25 minuti circa o secondo doratura gradita. Gustose, croccanti ed un sano aperitivo prima del piatto forte della giornata… grazie Mamma!!!

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There are few dishes, that definitely have the taste and aroma of my adolescence and I’m lucky , once in a while, I can still appreciate with the same enthusiasm. One of these sensory experiences, the one I usually compare to a kind of time machine’ effect, is the couscous recipe of my mother. My grandmother taught it to my mother , when she was old enough to be able to work together in the kitchen ( my grandmother was one of those amazing women who were very smart , but very authoritarian and a pinch dictatorial , and the cous cous was the only dish able to let her spend a whole day in the kitchen, otherwise the role in the kitchen was up to my grandfather, the real chef) , and my mother over the years, allowing us as little helping hands in the kitchen or giving us the chance to peek while she was cutting up, mixing , heating ,  adjusting in special flavors, she allowed us to steal a bit of her technique in processing patiently the semolina ( also of the pre-cooked one) , which to me is the real secret for a perfect cous cous and makes a substantial difference when you sit down at the table and eat this amazing dish. All this introduction, to justify the fact that in the last days , I dropped yeast and experiments, to chop, clean and prepare her cous cous, but I did not forgot to refresh my sourdough , and back with my strong life’concept that you do not throw anything away from the kitchen, the rosemary dry focaccia was highly appreciated from everybody, a kind of quick recipe to use the not refreshed yeast in excess, which was destined to the dustbin .

The formula is simple I had 250 grams of redundant sourdough, I added 2 tablespoons of flour 0 and two and a half tablespoons of olive oil ( 1 tablespoon to 100 is the large proportion that I use) and a tablespoon of dried and coarsely chopped rosemary. I mixed everything together and added two teaspoons of salt ( but not less than 10 grams). I cut the dough into two parts and spread with my mini rolling pin (which was nothing more than a broomstick in origin ) , to obtain a very thin sheet , which I set on a stove top , covered with parchment paper. I put it in the oven at 175 ° for about 25 minutes or according to your favorite baking final color. A tasty , crunchy and healthy appetizer before the main course of the day … thanks Mom !

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Giocare con acqua e farina… Playing with water and flour…

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Non c’é una miscela giusta per il pane settimanale (o almeno non c’é ancora). Una volta uso la farina di grano tenero integrale in purezza, altre volte la utilizzo solo in parte, scegliendo di combinarla con altre tipologie di farina, che insieme esaltano il sapore finale del pane in questione. E’ un gioco, in cui man mano che si impasta, si percepisce la giusta consistenza dell’impasto, se la farina necessità un goccio in più di acqua, se vogliamo concederle un cucchiaio di olio per avere una crosta dalla consistenza leggermente più dorata e croccante o se aggiungo un cucchiaino di malto d’orzo perché immagino che aiuti la lievitazione, se il “peso” è tanto. Sono ancora una dilettante, ma la cosa più bella di giocare con acqua e farina, è che potete seguire le tante scuole di pensiero al riguardo, o decidere di seguire il vostro istinto e cambiare gli ingredienti.

La base di partenza della mia ricetta prevede 1 kg. di farina (stavolta ho utilizzato 500 grammi di farina di Kamut e 500 grammi di Farina integrale), 700- 800 grammi di acqua (ne serve di più con farina che assorbono maggiormente), 200 grammi di lievito madre, 1 cucchiaino di malto d’orzo (ma potete tranquillamente non usarlo) e 15 grammi di sale fino.

Sciogliete il lievito in acqua, amalgamando anche il malto fino a sciogliere bene tutto. Aggiungere la farina ed impastare. Quando l’impasto prenderà forma e solo in ultimo, aggiungere il sale.

A questo punto, lascio riposare un paio d’ore e poi faccio un giro di pieghe. Altre due ore ed altro giro di pieghe, per poi lasciare in pace il mio impasto fino al giorno dopo, coprendolo con la pellicola. Al mattino, sgonfiate l’impasto e spolverando il piano di lavoro con farina di semola, e formate la vostra pagnotta.

Infornate a 250° per 5 minuti, poi abbassate a 200° per altri 35 minuti. Buona domenica a tutti!!!

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There is no one right mixture for my weekly bread (or at least, I am still looking for the perfect one). Once I use the wheat flour in full purity, other times I use it only in part, by choosing to combine it with other types of flour, and together enhance the final flavor of my bread. It ‘s a game, and as you knead, you perceive the right consistency of your dough, if the flour needs a bunch more of water , if you want to add just a tablespoon of olive oil to have a slightly more golden and crispy crust’ consistency or last but not least, where I can add a teaspoon of barley malt, because I imagine that it will help the final rising. I’m still an amateur, but the best thing about playing with flour and water, is that you can follow so many schools of thought about it  or decide to follow your instincts and change the ingredients step by step.

The starting point of my recipe calls for 1 kg . of flour (this time I used 500 grams of Kamut flour and 500 grams of wheat flour ) , 700-800 grams of water (you need more water if the flour you’re using it is going to absorb it more), 200 grams of  sourdough yeast, 1 teaspoon of barley malt (but you can avoid it safely ) and 15 grams of salt.

Dissolve yeast in water, mixing well to dissolve the malt. Add the flour and knea . When the dough is  forming and only at this step, add the salt.

At this point, I let it sit for a couple of hours and then do a first round of folds. Another two hours, and another round of folds, then leave in peace until the day after, covering my dough with plastic wrap. In the morning, deflate the dough and sprinkle the work surface with semolina flour to form your loaf .

Bake at 250 ° for 5 minutes , then lowered to 200 ° for another 35 minutes. And enjoy your Sunday everybody!

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Ti regalo il mio pane integrale… Here is a gift from me to you, my wholegrain bread…

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Finisce in volata anche questo mese di Aprile. Intenso, pieno di feste e gente, passata per un raggio di sole del sud. Spero solo che quel raggio si faccia più intenso e che Maggio sia un mese che si faccia ricordare per intensità di calore, fondamentalmente ne ho bisogno alla stregua di una lucertola. Per chiudere bene questo capitolo, ho deciso di preparare del pane con farina di grano tenero integrale per un’amica acquisita, che ha bisogno di più energia e sorrisi, e di cibo sano e sono convinta già mentre impasto, che il pane come tutti gli elementi semplici del mondo, sia la formula giusta per l’occasione.

Non ho usato la solita ricetta naturalmente, ma quella trovata sul blog “Di pasta impasta” di Sara, che prevede il malto che di solito non aggiungo, ma visto che volevo qualcosa di nuovo e speciale, tentare era d’obbligo.

Ingredienti:

640 grammi di farina di grano tenero macinata a pietra ed integrale (inutile dirvi che uso la Macina del Mulino Marino, vero?)

450 grammi di acqua

150 grammi di lievito o pasta madre

1 cucchiaino di malto d’orzo

1 cucchiaino di sale

Sciogliete il vostro lievito in acqua, aggiungete il malto e una volta che questo sarà completamente sciolto, aggiungete la farina ed impastate. Quando il vostro impasto comincerà a prender consistenza, unite il sale e continuate ad impastare su un piano infarinato. Lasciate riposare la vostra pagnotta, coperta con pellicola per un paio d’ore e poi fate un giro di pieghe e lasciate tutta la notte a lievitare a temperatura ambiente.

Al mattino, formate la vostra pagnotta, o pani più piccoli, incidete a piacere, e infornate a 240° per 15 minuti e per i restanti 15 minuti abbassate la temperatura a 220°. Aprite il forno, lasciate raffreddare e fate inebriare dall’odore del pane…

 

“I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.” Ardengo SofficiTaccuino di Arno Borghi, 1933

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Here we are, it’s the final rush for the end of April. A very intense month, full of parties and people, passing by for a ray of sunshine in the south of Italy. I just hope that next rays coming will be definitely be more intense and that May is a month to remember. To close this chapter well , I decided to make bread with wholemeal flour, a simple gift for a friend who needs more energy and smiles in this moment, and I am convinced that homemade bread like all the simple elements of the world, is the right formula for the occasion.

I changed again the recipe of course, with the one found on the blog “Di pasta impasta” owned by  Sara, which provides the malt that just I usually do not add, but since I wanted to test something new, here we go, a bunch of malt will for sure enrich the formula.

Ingredients are:

640 grams of wheat wholemeal flour stone-ground ( needless to say that I use the one of Mulino Marino , right?)

450 grams of water

150 grams of yeast or sourdough

1 teaspoon of barley malt

1 teaspoon of salt

 

Dissolve your yeast in water, add the malt and once it is completely melted, add the flour and knead . When your dough will begin to take consistency , add the salt and continue to knead on a floured surface . Let stand your loaf , covered with plastic wrap for a couple of hours and then make folds and let it rise overnight at room temperature.

In the morning, form your loaf or loaves smaller and carve as desired, bake at 240 degrees for 15 minutes and for the remaining 15 minutes lower the temperature to 220 ° . Open the oven , let cool and then welcome the smell of warm bread …

“The two smells better and more holy are those of warm bread and the earth soaked by rain.” Ardengo Soffici (my translation, so sorry in advance)

 

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Buon compleanno al mio lievito… Happy Birthday to my Sourdough…

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Ne abbiamo combinate molte insieme, e pensare che sono già passati due anni, da quando timidamente ho detto tra me e me “ci provo, mal che vada, sarà uno dei tanti limiti che devo superare prima dei 100 anni”, ed invece da quello che sembra un lontano 25 aprile (quello che considero ironicamente come il giorno della liberazione dal lievito di birra), ne abbiamo sperimentate tante, io ed il mio lievito naturale. Giusto per tranquillizzarvi, non ha un nome e non lo avrà mai, perché per quanto sia felice di testare ricette, di curarlo settimanalmente, di sperimentare quelle che un tempo mi sembravano formule magiche esclusive di panettieri e pasticceri, mi rifiuto di aprire il frigo e chiamare per nome una palla di acqua e farina, che per quanto viva, è pur sempre una palla di acqua e farina… Una cosa che comunque apprezzo molto, è che ogni pasticcio che combino con il lievito naturale, mi dà modo di non buttar via nulla (lo so ve lo ho detto, e sicuramente ve lo ripeterò, perché in tempi simili, a me lo spreco di cibo fa venire l’orticaria al solo pensiero!): una delle tante ricette che troverete in lungo ed in largo è proprio quella dei grissini con esubero di lievito madre, quella che vi lascio oggi, semplice, veloce e vi permette di portare a tavola carboidrati più ghiotti, ma sempre salutari (quindi la quantità è aleatoria e potrete modificare le quantità con la vostra bella calcolatrice alla mano, all’occorrenza).

 
Ingredienti:
150 grammi di lievito madre 
75 grammi di farina 0
30 grammi di acqua 
15 grammi di olio extravergine d’oliva
un pizzico abbondante di sale (2 grammi circa)
 
Semi e spezie a piacere

Spezzetate il vostro lievito, aggiungete poi l’acqua, l’olio e la farina ed impastate. Quando l’impasto comincia a formarsi, aggiungete il sale e lavorate fino fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo, che lascerete riposare per 10 minuto, coprendolo.

Stendete l’impasto a circa 1 cm di spessore e ricavate delle strisce della grandezza che preferite, che accoppierete se amate grissini più spessi ed arrotolerete su se stessi.

Sistemate i grissini su una placca rivestita di carta forno, spennellate con olio e aggiungete a piacere semi di papavero, rosmarino, semi di finocchio o semi di sesamo… a vostro gusto, insomma!

Scaldate il forno a 180° e lasciate riposare i grissini fino a che il forno non sarà pronto. Cuoceteli per circa 20 minuti, dovranno risultare leggermente dorati e croccanti. 

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We’ve had lots of fun together, and thinking it had been two years since I said to myself, ” I’ll try , at worst , that will be one of many limits that I must be overcome before I get 100 years old,” and rather than that, that 25th April seems a distant place in my memory (ironically,  I consider it as the day of my liberation from chemical yeast), in few words, we have experienced a lot, me and my sourdough. After this a bit foolish speech, I just need to reassure you, it has no name my sourdough and will never ever get one, because no matter how happy I am to test new recipes, no matter that I weekly take good care of it, no matter if thanks to it, I started experiencing what once seemed magical formulas, exclusive property of bakers and pastry chefs, I definitely refuse to open the fridge and call by name a ball of flour and water, because although it’s a living thing, it’s still a ball of flour and water … One thing that I really appreciate , however , is that any experiment I am into with the sourdough, allows me to not throw anything away (I know I said it once, and I will definitely repeat this concept again, because nowadays, the waste of food makes me feel horrible any single time! ) : one of the many recipes you will find when we talk about sourdough excess is the breadsticks one, and of course, it’s the one that I leave you today: simple, fast and allows you to bring to the table not common but healthy carbohydrates ( the amount is uncertain and you can change the quantities with a calculator in your hand, if necessary  .

Ingredients:
150 grams of sourdough
75 grams of flour 0
30 grams of water
15 grams of extra virgin olive oil
a large pinch of salt ( about 2 grams )

Seeds and spices to taste
Cut in pieces your yeast then add the water, oil and flour and knead. When the dough begins to form , add the salt and work up until you get a smooth and homogeneous dough , let it rest for 10 minutes , covering it .

Roll out the dough to about 1 cm thick and cut strips the size you prefer, you can combine them two by two, if you love bread sticks thicker and then roll on themselves.

Arrange the sticks on a baking sheet lined with parchment paper , brush with oil and add to taste poppy seeds, rosemary , fennel seeds or sesame seeds … to your taste , really!

Preheat the oven to 180 degrees and let it rest breadsticks until the oven is ready. Bake for about 20 minutes , until they will be lightly browned and crisp.

lievito2anni

Pasquetta, il primo picnic di primavera… Easter Monday, my first spring picnic…

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… poi non guardate se il mare sembra calmo, perché c’é troppa foschia per capire veramente cosa gli succede da vicino, non importa se riesci ancora a sentire le ultime gocce di pioggia, che avrebbero bagnato impietosamente l’ombrellone 4 metri x 4 se lo avessi aperto come ti era stato richiesto (certo perché poi richiuderlo da sola sarebbe stata una passeggiata in centro, eh?), non importa se non è proprio la giornata di sole, prevista dal meteo che dicono sempre “oramai le sa tutte”… Il primo picnic di primavera è oggi, e noi siamo quasi pronti per festeggiarlo con il primo barbecue di stagione: il menù d’obbligo prevede bruschette miste, fatte col mio pane cafone (la ricetta di oggi è questa), carne di tutti i tagli e tutti i tipi (so che molti dei miei amici vegani non condividono, ma devo rispettare anche gli amanti della carne, che chiedono di esser sfamati), verdure (friarielli e patate), macedonia di fragole, la pastiera regalata, le mie colombe all’albicocca e all’amarena, vino rosso, caffè e limoncello… D’obbligo la tovaglia effetto prato in fiore per non perdere l’idea della Pasquetta (dicono che sia una festa religiosa, e mi sarebbe piaciuto portare del cibo in giro a chi non ne ha, ma…)

ps. nel frattempo, come può accadere solo nel sud del mondo, è spuntato un sole da bikini! Spero la vostra Pasquetta sia stata colorata quanto la mia…

Ricetta del pane cafone:

420 grammi di farina 0

180  grammi di farina manitoba

420 grammi di acqua naturale

200 grammi di pasta madre rinfrescata

un cucchiaino di malto d’orzo (o di miele o di zucchero)

due cucchiaini di sale fino

Sciogliete il vostro lievito in acqua insieme al malto, aggiungete le due farine e mescolate fino ad ottenere un impasto morbido. Aggiungete il sale e finite di impastare. Lasciate riposare per due ore l’impasto, coprendolo con della pellicola per alimenti e poi fate il primo giro di pieghe. Ripetete l’operazione un paio di volte (riposo+ pieghe) e al terzo giro, io lascio l’impasto tutta la notte a temperatura ambiente a lievitare. La mattina, scaldate il forno a 250° ed infornate per 20 minuti, abbassando poi la temperatura pa 200° per 10 minuti, e a 180° per gli ultimi dieci minuti.

Ora non vi resta che sniffare l’odore del pane buono che vi assale appena aprite lo sportello del forno!

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…and it doesn’t matter if the sea looks calm, because there is too much haze to really understand what happens to a closer look, it does not matter if you can still hear the last drops of rain, which would wet the 4mts x 4 umbrella mercilessly if I had to open it as I was asked to (not to talk about the fact I had to close it by myself the day after) , no matter if it is not a real sunny day,  not that kind of nice weather planned by the tv forecast “that nowadays know everything about weather” … The first spring picnic is due for today, and we are almost ready to celebrate it with the first barbecue of the season : the menu includes a mandatory mixed bruschetta starter, made ​​with my homemade bread (the recipe will follow in this post), meat of all kinds and cuts (I know that many of my vegan friends do not share this choice, but i have to respect even meat lovers), vegetables ( broccoli & potatoes) , a fresh salad of strawberries, a pastiera received as a gift, my apricot and cherry doves cakes, red wine, coffee and limoncello … The tablecloth I have chosen for the occasion has the effect of a flower meadow in order not to lose the idea of ​​the Easter Monday ( they say it’s a religious holiday, and I would like to bring some food around to those who do not have any money to buy it, but …)

ps. Meanwhile, as can only happen in the southern hemisphere, the sun is so hot you can wear your beloved bikini ! I hope your Easter Monday was as colorful as mine…

My homemade bread recipe :

420 grams of flour 0

180 grams of flour manitoba

420 grams of plain water

200 grams of sourdough

a teaspoon of barley malt ( or honey or sugar )

two teaspoons of salt

Dissolve your yeast in the water with the malt , add the flours and mix until you get a soft dough . Add the salt and finish kneading . Let the mixture stand for two hours , covering it with plastic wrap and then take the first turn of folds. Repeat this operation a couple of times ( rest + folds) and at the third lap , I leave the mixture to stand overnight at room temperature to rise . In the morning , heat the oven to 250 ° and bake for 20 minutes , then lowering the temperature at 200 ° for 10 minutes , and 180° for the last ten minutes .

Now you just have to sniff the smell of good bread that assails you as soon as you open the oven door !

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