Posti da Foodblogghers, il candy di Erica… Candy time: Foodblogghers’ places by Erica

Quando sono passata sul blog di Erica, Ogni riccio un pasticcio, ed ho letto del suo Candy, è stato automatico dire, “Partecipo”… I motivi? Innanzitutto perché la terra in cui vivo e che mi ha accolto ormai da qualche anno, ha degli angoli paradisiaci, che vorrei condividere con chi leggerà questo post (lo so, siete ancora pochi, ma chissà che un giorno, non trovi anche io la chiave di volta per un folto gruppo di seguaci…), e poi perché anziché postare una ricetta tipica di questi luoghi, fine a se stessa, la posso arricchire di panorami, che le sono familiari e che non guastano alla storia.

Detto questo, pronti a guardare il mare dalle finestre, davanti a cui ogni giorno mi siedo? Il primo scatto è del lato sud della casa, quello che si affaccia tra il Golfo di Napoli e quello di Sorrento (noi stiamo nel mezzo!), e guardare il mare fa ormai parte della mia quotidianeità… Nelle giornate di sole come quella dello scatto (qualche giorno fa), ci si perde tra acqua e cielo, ed i colori in trasformazione non hanno nulla da invidiare alla tavolozza di un pittore esperto.

Il secondo scatto è invece del lato nord, con le spalle al Gigante dormiente (il Vesuvio, per intenderci): inutile dire, che per quanto la Città Eterna ogni tanto mi manchi, sono circondata da tanta e tale bellezza, che vorrei condividerne almeno uno spiraglio con voi!

Tornando ai fornelli, invece, la ricetta che ho scoperto, quando mi sono trasferita qui, è quella di un biscotto tipico dei bar campani (ebbene sì, dovete per forza venire qui!): il biscotto all’amarena. Nasce come dolce di riciclo, visto che la ricetta originale prevedeva del pan di spagna secco da riutilizzare e altri ingredienti da terminare (avete presente quando avete il barattolo a metà della marmellata?), ma vi assicuro che è un dolce da rivalutare.

La ricetta che mi è stata data prevede per la pasta frolla, 400 grammi di farina, 170 grammi di burro, 170 grammi di zucchero, 2 cucchiaini di lievito in polvere, 3 tuorli e 1 uovo, mentre per il ripieno, 400 grammi di savoiardi (o di pavesini), 260 grammi di marmellata (potete anche arrivare a 300 grammi), 1 cucchiaio di cacao amaro, 1 cucchiaio di granella di nocciole ed acqua q.b. per dare una morbida consistenza, facile da lavorare.

Preparate la pasta frolla e lasciatela riposare in frigo per un’ora. Mentre questa riposa, passate al mixer i biscotti, riducendoli in polvere, aggiungete la marmellata, le nocciole ed il cacao, e mischiate bene il tutto. Per ottenere una consistenza morbida, aggiungete un paio di cucchiai d’acqua e il vostro ripieno sarà pronto.

A questo punto, stendete la frolla, cercando di ottenere uno o più rettangoli di mezzo centimetro di spessore, posizionate il ripieno su un lato della frolla ed arrotolate, cercando di chiudere in un solo giro, il vostro rotolo. Schiacciate un pochino il dorso del dolce (per facilitare tutte queste operazioni, se lavorate su un foglio di carta forno, non avrete problemi), e preparate della glassa con un albume e circa 75 grammi di zucchero a velo, per guarnire il biscotto.

Se non volete attendere che la glassa si asciughi, mettetela su ogni biscotto, dopo aver tagliato in rettangoli, i vostri rotoli. Arricchite con della marmellata o della granella, a piacimento, ed infornate per 20 minuti a 180°.

Un morso al biscotto ed uno sguardo al panorama: posso chiedere altro? 🙂

Con questi scatti e la ricetta, mi unisco al Candy “Posti da Foodbloggers”

I decided to be part of a nice Candy called “Foodblogghers Places” (you find the link on the image), hosted by the lovely Erica (her blog worths more than a visit!), so the two pics on the top are part of my daily windows’ views, in a lovely village near Naples, among the sea and the Volcano… This is the place I belong to, now, although it’s not my hometown, I feel so tied to the people and the places, it’s quite two years, I am not coming back home…

The cookies’ recipe of today is typically from this places, and if you want to taste a lovely Black Cherry Cookie you should come and pay a visit!

The recipe is easy enough: you will need for the pastry, 400 grams of flour, 2 teaspoons of powder yeast, 170 grams of butter, 170 grams of sugar, 3 egg yolks and 1 egg. For the filling: 400 grams of savoiardi cookies (or any other kind of similar cookie), 260 grams of black cherry jam, 1 tablespoon of cocoa powder, 1 tablespoon of chopped hazelnuts and some water at your need.

Once you prepared the pastry, put it in the fridge for 1 hour. Prepare the filling cutting the cookies with a mixer, adding the jam, the cocoa and the chopped hazelnuts. Only when everything is well mixed, add some water to get a soft filling, easy to shape.

Roll your pastry, shaping a rectangle of half centimeter height, put the filling on one side, and roll once to close the pastry: usually, I prepare some meringue stripe for the topping and I add some hazelnuts on the top (you will need 1 egg white and 75 grams of powder sugar). Then slice the pastry in rectangles and put in the oven at 180° for about 20 minutes…

Here is my everyday window’s view and a taste of Naples…Enjoy!!!

 

 

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Le Graffe della Nonna ed il contest di Spelucchino… Grandma’s Graffe and Spelucchino’s Contest…

Sin da piccola, ho avuto sempre la tendenza a “recuperare” stralci di vita altrui, lasciati per caso sulla mia strada. Mia madre ha sempre definito questo modo di conservare ogni singolo pezzo di carta, un’insana mania di vivere tra scartoffie impolverate e avanzi di quotidiano inutili. Per me, suo esatto opposto caratteriale, è sempre stato un modo di fermare il momento, raccogliere quello che magari un giorno, avrei ritrovato, ricordando inevitabilmente il perché avessi scelto di non buttare, ma conservare… Riavvolgendo il nastro dei ricordi, tra i miei appunti di cucina, è spuntata una vecchia ricetta di chissà quale nonna (vista l’origine partenopea della suddetta, non certo le mie, che erano di origini diverse), che ho sempre conservato con la speranza un giorno, di darle la giusta collocazione: la vita ha voluto, che mio marito sia goloso delle Graffe o Zeppole che chiamar si vogliano, da queste parti, e così leggendo il blog di Spelucchino, ho trovato l’idea del suo contest, un sorriso per l’anima e ho deciso, premio fantastico a prescindere, di regalare alla sua collezione, la ricetta delle Graffe della Nonna, senza le quali non avrei visto il mio uomo sorridere, inzuccherato e felice!

Gli ingredienti sono i classici, l’unica accortezza è che essendo una ricetta di quelle di un tempo, molto della riuscita dell’impasto, dipende dalla vostra percezione di lievitazione e di impasto sodo ed elastico (quindi tenete vicina la farina, perché i quantitativi per lavorare le graffe, potrebbero richiederne in aggiunta!). Ah dimenticavo, nello scritto in foto, sembrerebbe mancare un passaggio: dopo aver passato le patate, saranno le prime ad esser aggiunte, una volta tiepide, alla farina, ma sulla ricetta originale questo non veniva detto…

Vi serviranno 500 grammi di patate, 650 grammi di farina, 100 grammi di burro, 4 uova, 1 cucchiaino di sale, 2 dadi di lievito di birra, 2 cucchiai di zucchero + olio d’oliva per friggere e tanto zucchero per farcire le vostre graffe, una volta pronte.

Il procedimento come per tante vecchie ricette è semplice: fate bollire le patate per almeno 30 minuti (il controllo in punta di forchetta è migliore dell’orologio, se non siete sicuri), spellatele, passatele nello schiacciapatate e fatele raffreddare. Versate la farina a fontana ed aggiungete tutti gli ingredienti, patate comprese, con l’unica accortezza di aggiungere il sale in ultimo, in modo che non blocchi la lievitazione, sollecitata dallo zucchero.

Finito di amalgare il vostro impasto, con l’aiuto, se necessario, di un pò di farina, formate dei filoncini di circa 20 cm che arrotolerete a ciambella (ricordate che le graffe hanno solitamente le due punte, che fuoriescono a fiocco, ma se preferite la forma di ciambelle ça va sans dire!), poggiateli su un piano infarinato e lasciateli lievitare per un’ora.

Al termine di questo riposo, preparate il vostro olio (la ricetta prevede l’olio d’oliva e la frittura tradizionale senza friggitrice, ma potete variare a seconda della vostra filosofia del fritto ideale) e appena sarà caldo a sufficienza, tuffate le vostre graffe in pentola e fatele girare di tanto in tanto, finché non avranno un colore dorato.

Scolatele, lasciate che si asciughino un pò dell’olio in eccesso, e poi tuffatele in un piatto colmo di zucchero, dove vi basterà girarle un paio di volte perché siano magicamente zuccherose…

Visto il periodo di Carnevale in corso, spero riusciate a provare quanto prima queste bontà, mentre continuo a pensare che se avessi buttato quel foglio, non avrei potuto lasciarvi con le dita zuccherate!

Since I was a kid, I was used to keep all the piece of papers, I found on my way: my mum always said it was something silly and a waste of space, but my collections of scratching papers and little things made me feel well, a kind of magic to save memories and souvenirs.

When I was reading my usual amount of new posts about food and cooking, I found myself on Spelucchino’s lovely blog, and her contest about Written Recipes was a great surprise, because between all my papers, there was this Grandma’s recipe for the Graffe (they are a peculiar Carnival sweet in Naples and surroundings). When I then discovered that my husband loved this sweet much, the occasion was perfect: something from the past, something to share, something good to test!

The recipe is very simple. You just need 500 grams of yellow potatoes, 650 grams of flour, 100 grams of butter, 4 eggs, 1 teaspoon of salt, 50 grams of baker’s yeast, 2 tablespoons of sugar and olive oil to fry and sugar to enrich the sweets.

First of all boil the potatoes for half an hour, than peel and squash them through a masher. Prepare a fountain with the flour and add the potatoes, the butter, the sugar and the yeast you previously melt with a tablespoon of warm water. Mix well and quite at the end of your work, add the salt. Mix well and cut the dough in 20 cm sticks, from which you will form a kind of doughnut (the original Graffe have the ends crossing like a ribbon, but if you prefer a round shape, go for it!).

Let the dough stand for 1 hour, then prepare a pan with the oil and fry your sweets, getting a golden color. Once you will finish, sprinkle each Graffa with lots of sugar… taste and smile!!!

Qui il contest di Spelucchino – Here is Spelucchino’s Contest

Alle prese con una pasta lunga… Dealing with longsize Gragnano pasta…

Passate le feste mi sono ritrovata con un quantitativo enorme di pasta, dalle dimensione e dalle forme, tutt’altro che usuali (ho scoperto veramente un universo di cui ignoravo molto…), il problema è che tutta questa pasta prima o poi deve trovare la sua sua giusta ricetta, così ho deciso di iniziare dalla più “impegnativa”. Perché la più impegnativa, direte? Perchè i ziti lunghi (o “e Zit’ Luong, come si dice in napoletano), se mai un giorno deciderete di cuocerli per intero, come ha fatto la sottoscritta, hanno bisogno di una pentola eccezionalmente grande, dimenticatevi che una volta buttati in acqua, si ammorbidiscano come la pasta di grano più commerciale… non fate questo errore, perché potrete ritrovarvi con metà pasta lessa e metà cruda 😦

Comunque senza perdermi troppo d’animo, con un occhio alla pasta, ho preparato una besciamella leggera, sciogliendo 100 grammi di burro e fuori dal fuoco, aggiungendo 120 grammi di farina, e poco alla volta, 1 litro meno un cucchiaio di latte… Mescolate bene e non si formeranno grumi, distraetevi, e dovrete optare per una salsa diversa! (positiva oggi eh?)

Finito con il latte, aggiungete un pizzico di sale e mettete il tutto di nuovo sul fuoco: in questa fase, è importare girare in maniera costante, la vostra crema e appena il tutto bollirà, aggiungete velocemente 1 uovo intero ed un albume, un etto di pancetta, tagliata a dadini (o se preferite della salsiccia o del prosciutto crudo) e 50 grammi abbondanti di parmigiano reggiano grattugiato.

Scolate la pasta al dente e una volta condita con la vostra besciamella, mettetela in una pirofila (c’é da sfidare un saltimbanco nel farlo, ma vale la pena!), spennellatela con il tuorlo diluito nel cucchiaio del latte (ecco a cosa serviva!), condite con altro parmigiano grattugiato, una spolverata di pepe e di noce moscata… E mettete il tutto in forno a 200° per 20 minuti…

Mio marito avrebbe preferito una salsa più vigorosa (in effetti era molto leggera), ma per il primo esperimento con la pasta di Gragnano, mi posso accontentare…

Senza i Raffiuoli, non è Natale… It’s not the same Christmas without Raffiuoli

Girovando di blog in blog, occupazione ormai quasi giornaliera, sono incappata in quello di Ornella, e devo dire che il suo Giardino dei Sapori e dei Colori, mi ha affascinata e fatta sentire ancora più in spirito natalizio del solito… Così ho deciso di cimentarmi in una tipica ricetta natalizia partenopea e di lasciarla nella sua raccolta di Natale per condividere, anche se solo in modo etereo, una piccola fetta di tradizione locale… E’ stata la mia prima volta con i Raffiuoli (che da queste parti insieme a sosamielli, rococò e mustaccioli sono i dolci tipici, che trovate ovunque), quindi mi perdonino tutte le persone che sono più ferrate di me con questo dolce, ma vedrete che col tempo saranno ancora più belli…

Io per la prima volta, ho deciso di farne una decina, ma vi assicuro che è una ricetta che funziona, quindi se avete molti ospiti, osate raddoppiando le dosi che seguono!!!
1 Fase : pan di spagna.
Sbattete 3 uova con 100 grammi di zucchero ed un pizzico di sale con le fruste (io usando il KitchenAid a velocità media, ho fatto andare il tutto per 4 minuti circa, se usate un frullatore normale, ci vorrà una decina di minuti in più), una volta che il composto sarà ben gonfio, unite poco alla volta 90 grammi di farina, mescolando dal basso verso l’alto per non perdere la leggerezza del composto. Scelti i vostri pirottini, formine o recipienti in silicone, riempiteli per 3/4 ed infornate per 15 minuti a 160°.
2 fase Ripieno – Nel frattempo preparate la vostra crema per il ripieno, con 250 gr. di ricotta (io ho usato la romana, che trovo meno liquida ed altrettanto delicata), 150 gr. di zucchero e gocce di cioccolata fondente.
3 fase Bagna – Preparate da una parte anche la bagna per il pan di spagna con dell’acqua, un pò di zucchero, a cui aggiungerete una volta sciolto e sempre fuori dal fuoco, un liquore a base ciliegia (maraschino, cherry o anche ratafià, a seconda dei gusti). 

4 fase: Allestimento dolce – Una volta che le vostre basi di pan di spagna si saranno raffreddate, tagliate la parte inferiore e con le dita (vedrete che il pan di spagna è estremamente duttile), scavate l’interno del dolce, mettendo da parte le briciole che riutilizzerete (non si butta niente!). Ammorbidite la base con la bagna che avrete preparato e mettete in questa cavità la farcia di ricotta e cioccolata e richiudete bene, capovolgendo le vostre cupoline o qualsiasi altra forma abbiate scelto, e mettendole su una griglia.
A questo punto, se siete delle regine dei fornelli avrete la vostra ricetta per lo zucchero fondente, se invece avete un negozio vicino casa ben fornito, potrete utilizzare della sugarpaste sciolta a bagno maria (e ritorna praticamente glassa!), che farete scivolare sui vostri dolcini, ricoprendoli (anche colorandoli se vi piace) e decidendo se mettere una ciliegia, un pezzetto di pasta di mandorle, un candito o altro sulla cima, prima che la glassa si asciughi troppo, però… (tradizione vorrebbe che fosse posizionato un rettangolino di cedro prima della glassa in cima al dolcino, ma è anche bello variare, seguendo i gusti di tutti, no?)
Non mi resta altro che regalare ad Ornella questo piccolo dolce, e augurare a tutte un Sereno Natale…
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Raffiuoli are a typical small cake from Naples, you can find on Christmas tables together with other traditional specialties like sosamielli, roccocò and mustaccioli (with the first and the last you must have strong teeth, because they are poor sweets, basically made with sugar and almonds!).

The occasion is Ornella’s Blog Christmas Collection and I decided to try for the first time, to prepare Raffiuoli home instead of buying them… I used a quantity good for 10 pieces, but if you want to try this recipe and have more guests, you can double the ingredients and the result will be perfect!

First of all, the sponge cake: shake 3 eggs with 100 gr. of sugar and a pinch of salt (I used KitchenAid at 4 for 10 minutes but if you have a normal electric whisk you should work the eggs for at least 15-20  minutes until the mix gets soft). Then add 90 gr. of all purposes flour, paying attention to mix softly from the bottom to the top to do not loose your soft mix. Choose your baking shape (muffins or cupcakes one are perfect) and fill 3/4 of them with the mix. Cook in the oven at 160° for 15 minutes.

While the oven is going, prepare the cream for the filling: use 250gr. of fresh goat cheese (ricotta) mixed well with 150gr of sugar and chocolate drops. While you wait for you sponge cake portions to get colder, prepare some soaking with water and sugar, and when it gets colder, out of the fire, add some cherry liqueur.

Once your sponge cake can be used, cut the base of it, take out the inside (but keep it), wet a bit with your soaking and fill the hole with your cheese cream. Once this is done, close well with all the parts your removed and put the cakes on a grill.

At this point, you can put everything for 10 minutes in the freezer and make some fondant sugar or boil some ready sugarpaste to obtain the final icing for your cakes. Don’t forget to put on the top either half cherry or some dried cedar or some coloured almond paste… I am sure that you will enjoy this lovely tradition although you’re not living here…