Pane ai semi e stavolta chiederò 10 centesimi in cambio… – Seed bread’ experiment, but this time I’ll ask for 10 cents in exchange…

paneaisemi1

… perché mi è stato detto che regalare il pane “porta male”. Chi mi conosce fisicamente, ora sicuramente indovinerà la mia espressione facciale, che la frase ha generato: porta male regalare una cosa fatta con amore, con ingredienti sani e con la migliore delle intenzioni? Ora ho capito perché la mia povera Italia è in queste condizioni disastrose!!! Crediamo ancora che un gatto nero più veloce di noi nell’attraversare sia presagio di prossimo frontale (certo se guardate il gatto inorriditi e non la strada, il frontale vi capita anche con un canguro, signori miei), siamo convinti che acquistare a qualcuno un paio di scarpe nuove sia augurio di un viaggio verso lidi ultraterreni (in questa secondo me, c’è lo zampino di un marito con la carta di credito prosciugata dalla moglie in acquisti firmati Manolo Blahnik), se ti regalano una spilla, prima ti devono pungere (certo, magari anche con una certa cattiveria, visto che hanno dovuto farti un regalo e proprio non era il momento economico giusto!), se sono fazzoletti o perle sicuramente piangerai (così orripilanti???) e chi più ne ha, più ne metta… La storia del pane regalato che porta male non so perché, ma mi fa pensare ad una certa cena, in cui qualcuno se ne mangiò a iosa, bevendo allegramente, in barba al fatto che fosse un traditore spergiuro: tutto questo però, non cambia la mia espressione facciale e la mia visione della vita, che è molto, molto più semplice. Le cose si fanno per il piacere di farle, non perché una becera superstizione ci permette di osare: fossi vissuta in un’altra epoca, forse sul fuoco al posto del pane, avrebbero cucinato me, ma sicuramente avrei indossato il mio sorriso migliore.

Così stavolta ho sfornato un delizioso pane ai semi (zucca, girasole e lino) e quando le pagnotte in più si sono raffreddate, le ho smistate chiedendo ben 10 centesimi di euro per ovviare a qualsiasi credenza popolare. Bastassero veramente pochi centesimi per ovviare alla sfortuna…

Dimenticavo, la ricetta di questo pane buonissimo l’ho trovata sul blog di Rita, “Pane e Gianduia”, le sue istruzioni sono perfette e facilissime da seguire, quindi non mi resta che ringraziarla per questo nuovo esperimento con il pane e continuare a prendere spunto.

 paneaisemi3

…because apparently you can’t gift bread, it’s like a bad wish or a kind of bad omen… Those who know me physically, they now surely can guess my facial expressions, such discover provoked: it’s bad luck to gift something made with love, with healthy ingredients and with the best intentions ? Now I understand why my poor Italian country is floating in troubled waters! We still believe that a black cat crossing the road faster than you can cause a horrible crash accident  (of course if you look at the cat horrified and not at the road, the accident will happen even with a kangaroo, my dear ladies and gentlemen) , we believe that buying someone a new pair of shoes is a wish for a trip to the land of dead ( in my opinion, in this I perceive the action of a husband with an empty credit card, due to his wife and her Manolo Blahnik’ shoe shopping addiction!) , if they give you a pin, you must first sting (oh yes, maybe even with some malice , because they had to buy you a gift and this is  not really the right moment for expenses! ) , if they gift you with handkerchiefs or pearls, it means you will for sure cry ( were they so horrifying?) and so on , and so forth … the history of bread given that it’s bad luck, I do not know why but it makes me think of a certain last supper, where  someone ate bread abundantly, drinking merrily , in spite of the fact that he was a traitor: all this however, does not change my facial expressions for a single second, probably because my vision of life is much, much easier. The things you do for the pleasure of doing them, and not because of a vulgar superstition, that’s it : if I had lived in another historical era, perhaps they would have cooked me on the fire instead of bread, but for sure, while burning, I put on my best smile .
So this time I baked a delicious bread with seeds ( pumpkin , sunflower and flax seeds) and when the loaves have cooled more , I’ve sorted out by asking 10 euro cents to remedy any popular belief . If pennies were enough of a solution to overcome the bad luck …

I forgot to tell you that I found the recipe for this delicious bread on the Rita’s blog , “Pane e Gianduia ,” her instructions are perfect and very easy to follow, so I just have to thank you her for this new experiment with another amazing kind of bread!

paneaisemi2

Annunci

Brioche per la colazione e le fettuccine di mamma da conservare… Brioche for breakfast and Fettuccine made by mum as comfort food…

ciliegie

Sono i primi giorni di sole intenso, si comincia a sentire l’arrivo dell’estate, trovare le prime ciliegie è stato un regalo inaspettato, un po’ come le tagliatelle preparate da mia madre, che prima di tornare di nuovo nella mia città, ha pensato di lasciare in cucina una dose consolatoria per i giorni che verranno. Certo questo non colmerà il vuoto, che già sento, ma pensate all’odore o al sapore che vi ricorda la vostra infanzia, ecco quella è la sensazione giusta.

Io di mio, le ho preparato una brioche per far colazione, leggera, buona da mangiare semplice così, come gustosa da pazzi con un velo di marmellata, una delle tante ricette di Laura Baracca, una donna che non ho mai conosciuto realmente, ma che pubblica ricette fantastiche con il lievito madre in uno dei tanti gruppi Facebook per lievitodipendenti, di cui non potevo non far parte. Non so se abbia anche un blog a cui potervi rimandare, ma per ora a lei il merito di questo esperimento e vi lascio la ricetta se siete alla ricerca di una colazione sana per grandi e piccini.

Treccia brioche allo yogurt

Ingredienti:
500g farina (io ho usato la 0 , ma voi potete osare e scegliere quella che preferite)
100g zucchero di canna
120g pm
150g yogurt magro
1 cucchiaino miele
2 uova + 1 tuorlo
60g burro
3g sale
albume per spennellare e dopo cottura acqua e zucchero
Impastare bene,  inserendo gli ingredienti nell’ordine sopra, coprire e mettere in frigo. Dopo un paio d’ore formare (anche qui, tocca a voi usare la fantasia) e lasciare lievitare (io tutta notte). Spennellare con albume e infornare a 160º per pezzature piccole 10min, per le grandi 30min. Appena sfornate spennellare con acqua e zucchero.
treccialm
First days of intense sun are here finally and you can smell summer in the air a bit more, mainly when you find the first cherries of the season,  a real unexpected gift, something comparable to the Fettuccine hand made by my mother, something she did before returning again in my hometown, because she has decided to leave in my fridge  a “dose of comfort food” for the days to come. This won’t fill the empty place at my table that I can feel already, but I think their taste reminds me my childhood, and for a moment, it will be like she is again at my door. On my side, I have prepared a brioche cake for breakfast, something light but as tasty as simple, very good to eat clean or yummy adding a thin layer of jam: the recipe comes from Laura Baracca,  a woman that I’ve never really met, but that shares fantastic recipes with sourdough yeast in one of the many Facebook groups for sourdough-addicted , to which I am part of, without any doubt. I do not know if she also has a blog, but for now, to her goes the merit of this experiment and here I leave you her recipe, if you are looking for a healthy breakfast for children and adults.
Yogurt Pastry Brioche
Ingredients:
500g of flour ( I used the 0 type, but you can be daring and choose the one you prefer )
100g of brown sugar
120g of sourdough
150g of low-fat yogurt
1 teaspoon of honey
2 eggs + 1 egg yolk
60g of butter
3g of salt

egg white for brushing and after cooking, brush the cake with water and sugar

Knead well , inserting the ingredients as per the order above , cover and refrigerate . After a couple of hours form your brioche cake (again, up to you to use your imagination), and let rise (all night if you can) . Brush with egg white and bake at 160 º for sizes small about 10min, about 30min for large ones . When the cake, it is just out of the oven brush with water and sugar.

fettuccine

Pausa impasto in onore di un piatto di cous cous di altri tempi… A baking break in the name of my mum’s cous cous…

schiacciatine1

Ci sono poche cose, che hanno il sapore e gli aromi della mia adolescenza e che ho la fortuna, di tanto in tanto, di poter apprezzare ancora. Una di queste esperienze sensoriali, che mi piace poter paragonare alla mia macchina del tempo, è il cous cous di mia madre. Mia nonna lo ha insegnato a mia madre, quando era grande abbastanza per poterlo lavorare insieme (mia nonna era una di quelle fantastiche donne molto in gamba, ma molto autoritaria ed un pizzico dittatoriale, ed il cous cous era l’unico piatto per cui era in grado di passare una giornata intera in cucina, altrimenti il ruolo ai fornelli toccava a mio nonno), e mia madre negli anni, facendosi aiutare in cucina o lasciandoci sbirciare mentre tagliuzzava, mescolava, riscaldava, insaporiva, ci ha permesso di rubicchiare la tecnica della lavorazione paziente della semola (anche di quella precotta), che fa una sostanziale differenza quando ci si siede a tavola e si gusta un piatto che è un vero e proprio viaggio nei sapori di terre lontane. Tutto questo per giustificare il fatto che negli ultimi giorni, ho abbandonato lievito ed esperimenti, per affettare, pulire e preparare, ma non ho dimenticato anche di rinfrescare, e visto che rinfrescando, torna forte il concetto che non si butta via nulla, sono state apprezzate da tutti le schiacciatine con rosmarino, pseudo ricetta veloce per impiegare il lievito non rinfrescato in esubero, che era destinato alla pattumiera.

La formula è semplice io avevo 250 grammi di esubero, ho aggiunto 2 cucchiai abbondanti di farina 0 e due cucchiai e mezzo di olio d’oliva (1 cucchiaio a 100 è la proporzione larga che io utilizzo) ed un cucchiaio di rosmarino essiccato e tritato grossolanamente. Ho impastato il tutto e aggiunto due cucchiaini di sale (comunque non meno di 10 grammi). Ho tagliato in due il panetto e steso con il mio mini matterello (che altro non era che un manico di scopa in origine), fino ad ottenere una sfoglia molto sottile, che ho adagiato su un piano cottura, rivestito di carta forno. Infornato il tutto a 175° per 25 minuti circa o secondo doratura gradita. Gustose, croccanti ed un sano aperitivo prima del piatto forte della giornata… grazie Mamma!!!

couscous

There are few dishes, that definitely have the taste and aroma of my adolescence and I’m lucky , once in a while, I can still appreciate with the same enthusiasm. One of these sensory experiences, the one I usually compare to a kind of time machine’ effect, is the couscous recipe of my mother. My grandmother taught it to my mother , when she was old enough to be able to work together in the kitchen ( my grandmother was one of those amazing women who were very smart , but very authoritarian and a pinch dictatorial , and the cous cous was the only dish able to let her spend a whole day in the kitchen, otherwise the role in the kitchen was up to my grandfather, the real chef) , and my mother over the years, allowing us as little helping hands in the kitchen or giving us the chance to peek while she was cutting up, mixing , heating ,  adjusting in special flavors, she allowed us to steal a bit of her technique in processing patiently the semolina ( also of the pre-cooked one) , which to me is the real secret for a perfect cous cous and makes a substantial difference when you sit down at the table and eat this amazing dish. All this introduction, to justify the fact that in the last days , I dropped yeast and experiments, to chop, clean and prepare her cous cous, but I did not forgot to refresh my sourdough , and back with my strong life’concept that you do not throw anything away from the kitchen, the rosemary dry focaccia was highly appreciated from everybody, a kind of quick recipe to use the not refreshed yeast in excess, which was destined to the dustbin .

The formula is simple I had 250 grams of redundant sourdough, I added 2 tablespoons of flour 0 and two and a half tablespoons of olive oil ( 1 tablespoon to 100 is the large proportion that I use) and a tablespoon of dried and coarsely chopped rosemary. I mixed everything together and added two teaspoons of salt ( but not less than 10 grams). I cut the dough into two parts and spread with my mini rolling pin (which was nothing more than a broomstick in origin ) , to obtain a very thin sheet , which I set on a stove top , covered with parchment paper. I put it in the oven at 175 ° for about 25 minutes or according to your favorite baking final color. A tasty , crunchy and healthy appetizer before the main course of the day … thanks Mom !

schiacciatine2

un Fiore ricotta e spinaci… Cottage Cheese and Spinach Flower…

fioresalato1

Da quando impasto con il lievito madre, faccio meno dolci del passato, questo perché ogni tanto è inevitabile incappare in qualche ricetta salata, che ti rapisce i sensi e ti impone di testare la bontà del tuo piccolo ingrediente casalingo, quel piccolo mostriciattolo che si moltiplica nel tuo frigo e proprio non ne vuole sapere di smettere di giocare. Questo fiore di brioche è una semplice variante di quello che impazzava per il web, qualche tempo fa, in versione dolce: un gradevole diversivo che trovai su un blog di una bravissima cuoca di cui ho perso le coordinate… Chiedo venia, farò di tutto per un futuro tributo ed il giusto riconoscimento di maternità della ricetta, ma per ora non sono ancora venuta a capo del nome dell’autrice e del suo blog (questo capita quando nel 2014 si è ancora grafomani e si prendono appunti disordinati su carta, sappiatelo).

Si inizia con una

Base di brioche salata

  • 1000 gr di farina tipo 0 W280
  • 280 gr di pasta madre rinfrescata
  • 500 gr di latte
  • 150 gr di uova 
  • 70 gr di olio extravergine d’oliva
  • 15 gr di sale
  • 15 gr di malto 

Unite al lievito la farina setacciata, mescolare grossolanamente e mentre avviate la planetaria a bassa velocità con la foglia, aggiungete pian piano il malto, il latte (tranne 70 grammi che terrete da parte) e le uova. Dopo qualche minuto, appena l’impasto inizierà ad avvolgersi, sostituire la foglia con il gancio e proseguite, aumentando la velocità. Lavorare bene fino a incordatura, aggiungendo il resto del latte lentamente, 40 gr di olio e, solo alla fine, il sale. Adagiare l’impasto in una ciotola, dopo averne oliato le pareti con i restanti 30 gr di olio. Dare un primo giro di pieghe, poi puntare la pasta per un’ora. Date un secondo giro di pieghe, lasciate riposare ancora un’ora e proseguite con il terzo giro di pieghe.

Ripieno salato

500 grammi di spinaci puliti – 200 grammi di ricotta – 50 grammi di parmigiano grattugiato –  1 uovo – 2 spicchi d’aglio – sale, pepe o peperoncino q.b. – 1 pizzico di noce moscata – 1 cucchiaio d’olio

Prepariamo un soffritto leggero con olio, aglio e cipolla, poi aggiungiamo gli spinaci e lasciamo cuocere per una decina di minuti a fuoco vivace, senza coperchio, per far evaporare l’acqua.

Alla fine aggiungiamo il sale e le spezie (tranne la noce moscata), e facciamo raffreddare. Passiamo gli spinaci al mixer, poi li versiamo in una ciotola, aggiungendo gli altri ingredienti e mescolando bene con una forchetta. Mettiamo da parte. Passiamo all’impasto, che nella lievitazione non dovrà aver raggiunto il raddoppio del volume. Per prima cosa dividiamo l’impasto in quattro pezzi uguali. Stendiamo col matterello il primo pezzo di pasta fino a formare un cerchio del diametro di 30-35 cm. Adagiamo su carta forno e stendiamo un sottile strato di ripieno. Procediamo col secondo cerchio, aggiustandone la forma, se necessario. Ancora uno strato di ripieno, poi di pasta e così via, fino a sovrapporre quattro strati di pasta e tre di ripieno. A questo punto proseguiamo con i tagli: calcoliamo il centro e, distanziandoci qualche centimetro da esso, tagliamo quattro sezioni uguali, poi ancora per metà ogni sezione, poi ancora per metà, fino ad ottenere sedici sezioni. Prendiamo con le due mani le due estremità di due strisce vicine e, con movimento orario per la mano destra e antiorario per la mano sinistra, li rigiriamo due volte. Ripetiamo per ogni coppia di strisce di pasta. Terminiamo: riprendiamo le coppie, facendo combaciare le estremità, unendole e rigirandole all’interno, ottenendo così un petalo. Ripetiamo per tutte le coppie fino all’ottavo petalo. Copriamo e facciamo lievitare. Spennelliamo con uovo sbattuto, decoriamo il centro del fiore con semi, inforniamo per 20 minuti in forno preriscaldato, a 190° per 10 minuti e poi 180° altri 10 minuti.

Inutile dirvi che il ripieno può essere cambiato a piacere, no?

fioresalato2

Since I started working with my sourdough yeast, I prepare less cakes as I was used to, this is because every now and then, it is inevitable to run into some savory recipes, some of them, like this one, capture your senses and force you to test the goodness of your little homemade ingredient, that little monster that multiplies in your fridge and just does not want to stop playing. This flower brioche is a simple variant of the one that was enchanting the web some time ago, but in a sweet version : a pleasant diversion that I found on a blog of a very good cook, I unfortunately lost the coordinates of … I apologize, I will try to step back on my footprints as soon as I can,  for a future tribute and recognition for this recipe ( this happens when in 2014 you’re still a graphomaniac and take messy notes on paper) .

Let’s start with a

Base for salted brioche

1000 g of flour type 0 W280
280 gr of sourdough
500 grams of milk
150 grams of eggs
70 grams of extra virgin olive oil
15 grams of salt
15 g of malt

Add the yeast to the flour, mix and while the machine works  at low speed with the leaf, slowly add the malt , milk (except 70 grams that you need to save) and eggs. After a few minutes , the dough just begins to wrap , replace the leaf with the hook and continue increasing the speed. Knead until stringing , adding the rest of the milk slowly , 40 grams of oil , and at the end, the salt. Put the dough in a bowl , after having oiled the walls with the remaining 30 grams of oil . Giving a first round of folds, then point the dough for an hour. Take a second round of folds , let it sit for another hour and continue with the third round of the folds .

Ingredients for the savory filling:

500 grams of cleaned spinach – 200 grams of cottage cheese – 50gr of grated Parmesan cheese – 1 egg – 2 cloves of garlic – salt, pepper or hot pepper to taste – 1 pinch of nutmeg – 1 tablespoon olive oil

We prepare a light fried with oil, garlic and onion, then add the spinach and cook for about ten minutes on high heat , without a lid to evaporate the water.

At the end add salt and spices ( except the nutmeg) , and let cool . Let the spinach to the mixer , then pour them into a bowl, add the remaining ingredients and mix well with a fork. Let us put the filling aside. As soon as the dough will double its volume, first, divide it into four equal pieces. Roll out with a rolling pin the first piece of dough to form a circle with a diameter of 30-35 cm. Put on baking paper and spread a thin layer of filling. Proceed with the second circle ,adjusting the shape , if necessary. Still a layer of filling, then paste and so on , up to four layers of dough and filling of three. At this point we continue with the cuts : we calculate the center and  few inches far from it, we cut four equal sections , each section then again for half , then half again , until you get sixteen sections . Take with two hands the two ends of two neighboring strips and , with clockwise movement of the right hand and counterclockwise for the left hand , turn over them twice. Repeat for each pair of strips of dough . We conclude : we take the pairs , matching the ends , joining them and turning them inside , thus obtaining a petal. Repeat for all couples until the eighth petal. Cover and let rise. Brush with beaten egg, decorate the center of the flower with seeds, bake for 20 minutes in a preheated oven at 190 degrees for 10 minutes and then 180 degrees 10 minutes.

Needless to say that the filling can be changed at will , right?

fioresalato3

 

 

Chiocciole mozzarella e pomodoro di Luca Montersino… Bread snails with mozzarella chees and tomato

Difficilmente mi cimento con ricette troppo complesse, ma sfogliando il libro di Luca Montersino sulla piccola pasticceria salata, è stato inevitabile, voler scegliere, forse la più semplice delle sue proposte (almeno negli ingredienti), ma al tempo stesso, una di quelle che più mi intrigavano…
E così quando l’odore del forno ha premiato l’audacia, sono stata felice di veder scomparire le chiocciole ancora calde, una dopo l’altra, e spuntare i sorrisi di chi aveva gradito un’insolita merenda.
Gli ingredienti per 24 pezzi sono:

Per il pan di mozzarella

200 grammi di farina 00

80 grammi di latte fresco intero

80 grammi di mozzarella fresca tritata

8 grammi di lievito di birra

20 grammi di burro in pomata

4 grammi di zucchero semolato

3 grammi di sale

80 grammi di pomodoro concentrato

8 grammi di origano secco

q.b. di olio d’oliva extravergine

Sciogliete il lievito nel latte con lo zucchero. Unite la farina ed impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Aggiungete il burro, il sale e la mozzarella ben strizzata. Fate lievitare sul tavolo l’impasto, avendo cura di coprirlo, per circa 20 minuti. Stendetelo per formare un rettangolo dello spessore di 3mm e spalmatelo con il pomodoro. In ultimo, spolverizzate con l’origano ed arrotolate il vostro rettangolo di pasta, aiutandovi con un foglio di pellicola per alimenti.

Fate riposare il rotolo in frigo, per farlo indurire, per almeno mezz’ora, poi tagliatelo con un coltello affilato in tante girelle. Disponete le girelle su una placca da forno, ricoperta di carta forno, e lasciate lievitare in un ambiente riparato, per circa 1 ora.

Finito il tempo di lievitazione, spennellate le girelle con dell’olio extravergine d’oliva ed infornate a 230° per circa 5 minuti.

Vi lascio anche la ricetta riproposta sempre dallo chef su Alice tv, le dosi sono maggiori e credo il risultato sia più paffuto, a voi la scelta!

Ingredienti
500 gr di farina
200 gr di latte
20 gr di lievito
50 gr di burro a pomata
8 gr di sale
10 gr di zucchero
200 gr mozzarella
salsa di pomodoro
origano
sale
olio

I rarely attempt to make too complex recipes, but flipping through the book of chef Luca Montersino, based only on small savory pastry, it was inevitable to choose, perhaps the simplest recipe (at least in the ingredients), but the one that intrigued me the most…
And so when the smell of the oven,  has rewarded my audacity, I was happy to see disappear all the pastries still hot, one after the other , and see the smiles for this lovely afternoon break…

So if you want to try, the ingredients for 24 pieces are:

For the bread of mozzarella

200 grams of flour 00

80 grams of fresh whole milk

80 grams of fresh mozzarella, chopped

8 grams of yeast

20 grams of  butter cream

4 grams of sugar

3 grams of salt

80 grams of tomato concentrate

8 grams of dried oregano

q.b. extra virgin olive oil

Dissolve yeast in milk with sugar. Add the flour and knead until mixture is smooth and homogeneous. Add the butter, salt and mozzarella squeezed. Let rise on the table the dough, taking care to cover it, for about 20 minutes. Hang to form a rectangle with a thickness of 3mm and sprinkle with tomato. Finally, sprinkle with oregano and rolled your rectangle of dough (you can help yourself with some cooking plastic paper).

Set aside the roll in the fridge to harden for at least half an hour, then cut with a sharp knife in so many rolls. Arrange the rolls on a baking sheet covered with parchment paper and let rise in a sheltered environment, for about 1 hour.

After the rising time, brush your rolls with extra virgin olive oil and bake at 230 degrees for about 5 minutes.

There is another version of this recipe, showed on Alice tv, I leave you  the doses (they are higher and I think the result is a little bit different), and you just need to pick the one you prefer!

500 grams of flour

200 g of milk
20 g of yeast
50 grams of butter cream
8 grams of salt
10 grams of sugar
200 g mozzarella
tomato sauce
oregano
salt
oil

Pogaca e Crepes salate per cena… Pogaca cookies and salty Crepes for dinner…

Per spezzare la monotonia di una cena davanti alla tv, ieri ho optato per qualcosa di sfizioso e “straniero”, sicura di far felice qualcuno, che mi chiedeva da tempo le tanto agognate crepes!

Visto che sono andata sul sicuro scegliendo la ricetta di Sonia di GialloZafferano, e che mi sono guardata il suo video per esser sicura di un risultato ottimale (lo trovate qui), ho deciso di cucinare anche degli stuzzichini salati da proporre alla mia cavia preferita, origine Turchia, nome in codice Pogaca (si dovrebbe pronunciare poaca).

Se avete amici a cena o avete in mente un aperitivo leggero, ve li consiglio, soprattutto se come me, amate la feta.

Per circa 30 biscotti vi serviranno: 250 grammi di farina – 1/2 cucchiaino di sale – 2 pizzichi di peperoncino – 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio – 125 ml. di olio – 125 ml. di yogurt bianco – 90 grammi di formaggio feta a cubetti – 1 tuorlo sbattuto per glassare – semi di sesamo per la copertura

Mettere nel mixer la farina, il sale, il peperoncino, il bicarbonato, l’olio e lo yogurt e amalgamare il tutto, fino ad ottenere un impasto soffice, che non appiccichi. Avvolgerlo con la pellicola o con la carta forno e metterlo a rassodare in frigo per un’ora.

Infarinatevi le mani e con un cucchiaino formate delle palline, che schiaccerete sulla carta forno, formando dei dischi al cui centro posizionerete la feta a cubetti. Ripiegate i dischetti e formate delle mezzelune. Sigillate bene i bordi e spennellate in superficie con il tuorlo, cospargendo poi i semi di sesamo.

Infornate a 180° per circa 15 minuti, finché i vostri stuzzichini non assumono un aspetto dorato.

La cavia ha adorato (Grazie Sonia!) le crepes prosciutto e formaggio, tanto che quelle avanzate, senza condimento, le ha chieste in versione dolce stamattina al risveglio, io confesso di aver mangiato quasi tutta i Pogaca senza farmi pregare più di tanto…

Just to give a new sparkle at our  dinner’ menu of last night,  I opted for something fancy and “foreigner”, sure to make that special someone happy, mainly because he was asking me for a long time the much-coveted salty crepes! 

So I went for a safe recipe, choosing the one of Sonia, blog author of  GialloZafferano,, and I watched her videorecipe to be sure to get the optimum results. At the point, I added my personal touch, choosing to cook  some savory appetizers to propose in combination with ham & cheese Crepes: they are Turkish and code-named Pogaca (hope to spell it correctly).

If you have friends for dinner or have in mind a light appetizer, I recommend them, especially if like me, you love feta.

For about 30 cookies you will need: 250 grams of flour – 1 / 2 teaspoon salt – 2 pinches of red pepper – 1 / 2 teaspoon baking soda – 125 ml. Oil – 125 ml. plain yogurt – 90 grams of feta cheese into small cubes – 1 beaten egg yolk to glaze – sesame seeds to cover.
Put in a blender the flour, salt, pepper, baking soda, oil and yogurt and mix well until dough is soft, not sticky. Wrap with plastic wrap or parchment paper and place in refrigerator to harden for an hour.
Put a small amount of flour in your hands and form small balls with a spoon, crushing on parchment paper, forming disks, and put in the center  the feta cubes. Fold the disks and form your cookies. Seal the edges well and brush the surface with the yolk, then sprinkle the sesame seeds.

Bake at 180 degrees for about 15 minutes until your fingerfood does not take a golden appearance.

My husband was so happy about Crepes (Thanks Sonia!), so that the plain ones I put last night in the fridge, became this morning, his sweet breakfast filled with Nutella cream, while  I must confess I have eaten almost all the Pogaca cookies, couldn’t resist …

Pizzette di sfoglia ed avanzi al sesamo… Puff pastry small pizzas and sesame seeds leftovers…

Vivo la malinconia di una perdita cara, cercando di portare altrove i pensieri, e l’unico luogo che sembra caldo come un abbraccio silenzioso, è la cucina… Così oggi ho deciso di postare la ricetta semplice delle pizzette di sfoglia, uno snack che mi porta indietro nel tempo, a momenti di feste e risate che rendono la casa, un luogo allegro e spensierato, torno bambina anche se solo per qualche ora e dimentico che crescere vuol dire anche affrontare momenti meno allegri e meno spensierati…

La ricetta base che ho fatto mia, l’ho trovata su Cibo360.it, (ho trovato preziosi i consigli per i vari passaggi per ottenere una buona sfoglia) e partendo dalla sfoglia classica, ho salato un quantitativo di salsa al pomodoro necessario per delle pizzette, sciacquato del basilico fresco per aromatizzarla in attesa di utilizzarla ed aggiunto poche gocce di olio d’oliva extravergine…

Una volta stesa la sfoglia, ho utilizzato un semplice tagliapasta tondo e ho messo i vari cerchietti su una teglia con della carta forno. A questo punto dovrete bucherellare il centro delle vostre pizzette (io l’ho fatto con uno stuzzicadenti) per evitare che si gonfino al centro e perdano il loro  aspetto gradevole, mettete al centro della salsa di pomodoro ed infornate, ad una temperatura di 170° circa, controllando la cottura, in modo che qualche minuto prima di sfornare, possiate aggiungere se vi piace qualche cubetto di fiordilatte (la mozzarella perde molto più latte, a meno che non la tagliate la sera prima) e lasciarlo sciogliere…

Tolte dal forno, io le spolvero con un pizzico di parmigiano e naturalmente, visto che tagliando la sfoglia in cerchi, per quanto siate dei bravissimi chef, gli avanzi ci sono comunque, ho spennellato quelli che avevo con del tuorlo sbattuto e ci ho lasciato cadere dei semi di sesamo… Chiudo gli occhi e lascio che i ricordi spazzino via il resto…

It has been a horrible week, and loosing someone you care makes you feel a huge hole inside, the only thing that helped me a bit, it was the warm atmosphere of the kitchen. So I decided to prepare the small pizzas we were used to eat during feasts or happy occasions, a way to be back in those smiling moments… The main recipe for puff pastry comes from this website, then I prepared some fresh tomato sauce with some fresh basil leaves, a bit of salt and some drops of olive oil.  You just need to cut in small circles your pastry and then riddle them in the center, so that they want loose the sauce in the centre… Once they are quite cooked (170° for about 15 minutes or so), I added some mozzarella cheese in small cubes and a bit of grated parmesan to enrich the flavour.

Although you may cut perfectly your pastry rectangle, you will get some bits and pieces I use as well: just brush them with some egg yolk and garnish with sesame seeds, you will cook them together with the small pizzas and nothing will get lost!

I know life is not always a sunny day, but this small pizzas helped a bit to feel young and happy again…

 

Un cornetto rustico gigante… A huge salty Cornetto…

Presa da pensieri nostalgici, ho rispolverato una vecchia ricetta dimenticata fra i libri di cucina, adattandola a ciò che c’era a disposizione nel frigo e modificando la forma da brioche classica a cornetto.

Temevo in un risultato disastroso, ed invece… oltre ad esser una ricetta veloce, veloce, è stata anche consumata alla velocità della luce!

Per il mio cornetto rustico, avrete bisogno di 450 grammi di farina 00, 1 cucchiaio di sale fino, 1 cucchiaio di zucchero, 2 uova, 50 grammi di olio d’oliva (ma potete sostituirlo con olio di semi se preferite un gusto meno forte), 1 cubetto di lievito di birra e mezzo bicchiere di latte tiepido. Per il ripieno io ho utilizzato 200 grammi di prosciutto cotto, un etto di fontina valdostana ed 1 etto di fontina erborinata, ma come sempre, a voi la scelta del ripieno.

Disponete la farina in una ciotola (io lo preferisco alla solita fontana sul tavolo, che finisco sempre con l’infarinare il pavimento e le scarpe!), aggiungete il lievito sciolto nel latte, lo zucchero, le uova, l’olio ed il sale (lascio quest’ultimo alla fine, per evitare che blocchi il lievito nella sua crescita naturale) ed impastate bene tutto fino ad ottenere un risultato morbido ed elastico. Se ci fosse bisogno, aggiungete per lavorare un pò di farina, e stendete l’impasto formando un rettangolo di 1 cm di spessore. A questo punto disponete gli ingredienti del ripieno ed arrotolate come a formare un rotolo, se volete una ciambella canonica, chiudete le estremità, o altrimenti se preferite l’idea del cornetto, lasciate gli estremi liberi.

La lievitazione di questa brioche avviene direttamente in forno, quindi senza attendere, mettete la vostra teglia in forno a 80° per circa un’ora e quando la cottura è al termine, alzate la temperatura per dare colore.

Non vi resta che assaggiare 🙂

I was feeling a kind of old-time blues last night (don’t ask me why!), so when I found an old Brioche recipe in my cooking diary, I decided to change it a bit and go for some salty dinner for a change…

In a bowl, I melted 450 grams of strong flour, 25 grams of natural yeast in half a glass of milk, 2 eggs, 1 large spoon of sugar, 50 grams of olive oil (you can also use some lighter oil if you prefer) and 1 large spoon of salt. When the dough comes out soft and clean, use just a bit of flour more, to roll it thin (about 1 centimeter). Make a rectangle shape with your dough and choose what you want to fill your brioche: I went for ham (200gr) and mountain cheese (100 younger+100 older type… you can see the green part of the old in the last pic!), but you can choose cooked vegetables, tuna, meat or whatever you like, but don’t stuff it too much! Once you decided, fill it and roll it over to shape it as you prefer.

This brioche doesn’t need to relax before cooking, it will raise directly when you put it in the oven, at 80° (low temp) for an hour… When it’s pretty done, you will need to increase the temperature (at 180° as for a normal cake) and it will get the right color, too… I found this recipe easy and quick, and at the end of it all, everybody enjoyed my Nostalgia dinner last night… you need to try it!

 

 

La prima pasta fillo… My first Fillo’s…

Col ricordo della pasta croccante delle briques ripiene di patate e uova, ho ripreso in mano il fantastico libro di Sara Papa sul pane e mi sono tuffata con l’entusiasmo di una 20enne sulla ricetta per ottenere la pasta fillo (in fondo ho solo un’età che prevede un 20 moltiplicato per due, ergo doppio entusiasmo! 🙂 )

Gli ingredienti sono semplicemente 250 grammi di farina 00, 150 grammi di acqua tiepida, 1 pizzico di sale ed olio extravergine d’oliva.  Impastate la farina con l’acqua ed il pizzico di sale, fino ad ottenere una consistenza morbida ed elastica (io ho tenuto la farina accanto al piano di lavoro, e ne ho aggiunta ulteriormente, fino ad avere la sensazione che la pasta fosse pronta!) e poi lasciate riposare, coprendo con un panno umido, per una mezz’ora il vostro impasto.

Formate delle palline di più o meno 50 grammi e stendetele con un matterello piccolo (di quelli da 1 cm di spessore: ho penato per trovare qualcosa di idoneo, e poi ho lasciato carta bianca alla fantasia…), fino ad ottenere dei piccoli dischi di pasta. Sovrapponete tre, stando attente a spalmare con le mani, tra un disco e l’altro, dell’olio d’oliva: una volta ottenuto il trittico, premete i dischi come se voleste disegnare una grata, prima in un verso e poi nell’altro, e cominciate a stendere la pasta, fino ad ottenere un disco grande e sottile (teoricamente dovreste riuscire a far “schioccare” la pasta sul matterello come fanno le migliori sfogline: ecco diciamo che io sono alle prime armi, e quindi lo schiocco non è stato proprio dei migliori…) . A questo punto la vostra pasta fillo è pronta per esser lasciata riposare su un telo da cucina (attente che si attacca che è una bellezza!), mentre decidete il vostro ripieno preferito: io ho optato per patate, crudo e fontina valdostana, ma potete sbizzarrirvi con ripieni anche più saporiti o dolci visto che la base è neutra.

Le foto non sono proprio il massimo, ma sto cominciando a scoprire il magnifico mondo di Photoshop ed adoro giocare, quindi chiedo venia in anticipo! 🙂

Una volta, deciso il ripieno, tagliate la pasta a strisce e farcitele, una volta chiuse, spennellate di olio su tutti i lati: se optate per la cottura in forno (piuttosto che fritto), ci vorranno più o meno 20 minuti a 180°, ma la croccantezza e la delicatezza di questa pasta vale il lavoraccio di stesura!!!

♦♦♦♦♦♦♦♦♦♦♦♦♦♦

When I was a kid, I was fond of briques (the typical fried crunchy pasta with potatoes and eggs inside), and reading the great book about bread by Sara Papa, I discovered the recipe to get homemade pasta Phyllo… So feeling again twenty (as a matter of fact, I doubled the enthusiasm!!), I prepared my first Phyllo home, using the simple ingredients you will need, if you want to try…

This means 250 grams of wholegrain flour, 150 grams of not-so-warm water, 1 pinch of salt and olive oil. Melt the flour with water and salt until you get the perfect dough: you will feel that the past is soft and not sticky, so if you need use a little bit more of flour to get it right! Leave the dough for half an hour, covered with a humid kitchen towel and start deciding your filling (I went for mashed potatoes, ham and some mountain cheese from Val d’Aosta), knowing that you can go for a salty or a sweet inside, because the dough is neutral in taste…

Form some balls of about 50 grams and roll out the dough in thin circles with a rolling pin (1cm large and 80 cm long): once your circles are ready, stack one on the other, brushing them with some olive oil in between. Then the difficult part of the recipe, is to roll them out, drawing a kind of grate, then roll definitely the three-in-one circles until the dough gets thinner and larger.

You can cut the dough with a knife in long stripes, fill each of them with some filling and close them. At this point, you will need to brush each of them with some oil and if you go for the oven, they will be ready in 20 minutes at 180° (otherwise you can make them fried!)…

Photos are not so colorful, but I guarantee the crunchy result you can’t see in my Photoshop experiments!


Alle prese con una pasta lunga… Dealing with longsize Gragnano pasta…

Passate le feste mi sono ritrovata con un quantitativo enorme di pasta, dalle dimensione e dalle forme, tutt’altro che usuali (ho scoperto veramente un universo di cui ignoravo molto…), il problema è che tutta questa pasta prima o poi deve trovare la sua sua giusta ricetta, così ho deciso di iniziare dalla più “impegnativa”. Perché la più impegnativa, direte? Perchè i ziti lunghi (o “e Zit’ Luong, come si dice in napoletano), se mai un giorno deciderete di cuocerli per intero, come ha fatto la sottoscritta, hanno bisogno di una pentola eccezionalmente grande, dimenticatevi che una volta buttati in acqua, si ammorbidiscano come la pasta di grano più commerciale… non fate questo errore, perché potrete ritrovarvi con metà pasta lessa e metà cruda 😦

Comunque senza perdermi troppo d’animo, con un occhio alla pasta, ho preparato una besciamella leggera, sciogliendo 100 grammi di burro e fuori dal fuoco, aggiungendo 120 grammi di farina, e poco alla volta, 1 litro meno un cucchiaio di latte… Mescolate bene e non si formeranno grumi, distraetevi, e dovrete optare per una salsa diversa! (positiva oggi eh?)

Finito con il latte, aggiungete un pizzico di sale e mettete il tutto di nuovo sul fuoco: in questa fase, è importare girare in maniera costante, la vostra crema e appena il tutto bollirà, aggiungete velocemente 1 uovo intero ed un albume, un etto di pancetta, tagliata a dadini (o se preferite della salsiccia o del prosciutto crudo) e 50 grammi abbondanti di parmigiano reggiano grattugiato.

Scolate la pasta al dente e una volta condita con la vostra besciamella, mettetela in una pirofila (c’é da sfidare un saltimbanco nel farlo, ma vale la pena!), spennellatela con il tuorlo diluito nel cucchiaio del latte (ecco a cosa serviva!), condite con altro parmigiano grattugiato, una spolverata di pepe e di noce moscata… E mettete il tutto in forno a 200° per 20 minuti…

Mio marito avrebbe preferito una salsa più vigorosa (in effetti era molto leggera), ma per il primo esperimento con la pasta di Gragnano, mi posso accontentare…