Mud cake in bianco… Mud cake goes white…

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L’occasione per cui questo dolce ha preso spunto, erano i 40 anni di matrimonio di una coppia inossidabile, belli e sorridenti proprio come nelle foto del loro matrimonio di tanto tempo fa, così il mio piccolo contributo alla festa per celebrare tanta forza ed entusiasmo, amore e complicità è stata una Mud Cake con un tocco di bianco (crema al latte e niente di più pesante) ed una bagna al caffè.

La ricetta della Mud Cake più ghiotta l’ho trovata su GialloZafferano, variando solo la farcitura. E naturalmente come decorazione non potevano non esserci una regina di quadri ed un re di fiori 🙂

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The occasion to inspire this cake was the 40th wedding anniversary of a lovely couple, they are so beautiful and smiling just like the pictures of their wedding a long time ago, and my small contribution to the party to celebrate such energy and enthusiasm , love and complicity has been a Mud Cake with a touch of white (cream milk and nothing heavier a filling and topping) and some mix of water & coffee to wet the cake.

You can find the recipe of the most delicious Mud Cake on GialloZafferano website, I only made a different cream to garnish. And of course the decoration was supposed to represent a queen of diamonds and the king of flowers 🙂

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E non poteva mancare la torta al cioccolato… Not to be missed, the Chocolate Birthday Cake…

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Perché che compleanno anno è senza baffi di cioccolata? Per questa ricetta ho preso spunto dal blog “Le torte di Lara” per quella chiamata Torta Smarties, piccole variazioni mie, come la scelta di non usare il muro di Kit Kat (se riuscite a trovarli in estate siete dei fenomeni), e la sostituzione degli smarties di decorazione con l’ostia delle Principesse Disney (così era la richiesta, così abbiamo eseguito). Inutile dire che questa torta era per la sorella della festeggiata, che pur essendo nata in novembre, sosteneva che quello era anche il giorno dei suoi festeggiamenti, e quando qualcuno a 3 anni ha le idee già così chiare come dargli torto?

Dimenticavo: i compleanni e torte relative non sono finiti, tenetevi pronti per la prossima sfornata! 🙂

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Never seen a birthday celebration without chocolate mustache on.  This is the recipe why I’ve chosen this as the third cake  recipe, inspired by the blog “Le torte di Lara” where you will find all the directions for the so called Smarties Cake,  I made my small changes, such as choosing not to use the wall of Kit Kat wafer cooked (if you can find them in the summer, you are  just a phenomenon, because they are out of shelves), and I replaced the smarties on top for decoration with the host of the Disney Princesses (such was the demand of the young lady, so I simply executed). Needless to say, this cake was for the birthday girl’s sister, who despite being born in November, claimed that this was also the day of her celebration, and when someone has such clear ideas and she is only 3 years, can you blame her?

I forgot to advise you … the birthdays’ cakes  are not finished yet, get ready for the next baking session … 🙂

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Ferri di cavallo con farina di Kamut e cioccolato fondente… Kamut Cookies with cuoco dip

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C’é stato un periodo in cui prendevo il primo pacco di farina dallo scaffale del supermercato e tanto bastava. Poi è arrivata la fase dello studio e dell’approfondimento, o almeno della percezione della consapevolezza, che non tutti quei pacchetti erano uguali. E non parlo di forma, colore, materiale del sacchetto o modalità di riciclo, intendo il contenuto. Tutto questo molto prima della mania del lievito madre, quasi ad anticipare tutte quelle nozioni fondamentali, che mi sarebbero tornate utili per poi calibrare i vari impasti a seconda della farina scelta. Ma questa è già un’altra storia, perché sono arrivata qui? Si, giusto! La farina di Kamut è sempre stata un miraggio di bontà estrema in abbinamento al fattore salute, al punto da farmi superare anche il pregiudizio di un prezzo troppo alto (3 Euro al chilo non crescono sugli alberi se impastate spesso, amiche mie), finché non ho scoperto, 1) che Kamut è un marchio registrato e la farina è di grano Khorosan 2) Il costo è dovuto al fatto che il Kamut è prodotto principalmente in Montana, quindi immaginate che viaggio fa prima di arrivare nelle vostre cucina 3) non è vero che la sua digeribilità è migliore se paragonato ad una semplice farina manitoba, perché questo fattore è condizionato principalmente dalla lievitazione (ergo se usate lunghe lievitazioni, l’importante è scegliere una farina biologica, preferibilmente macinata in un vero mulino, quindi nella maniera più sana e naturale, e non avete problemi a digerire un mezzo quintale di pizza). Detto questo, non ve la tiro troppo lunga, perché se volete su Internet, trovate esperti del settore che possono spiegarvi nel dettaglio quello che si prefigura come un dettame dell’ennesima moda, che possiamo benissimo decidere di non seguire, ma fatto sta che il mio sacco da 5 chili di farina Kamut andava smaltito, no?

Così ho deciso di testare una vecchia ricetta, quella dei biscotti a ferro di cavallo con cioccolata, sostituendo alla farina semplice di grano quella di Kamut: il risultato è venuto molto più profumato e dai colori intensi, rispetto alle altre volte, quindi Kamut mio ti consumerò abbastanza velocemente.

Per questa ricetta vi serviranno:

500 g di farina Kamut
150 g di zucchero a velo
125 grammi di fecola di patate
375 grammi di  burro morbido (indubbiamente c’é molto burro, lo ammetto, ma una tantum si può fare)
200 g di cioccolato fondente

Formate una fontana con la farina setacciata con la fecola. Aggiungete lo zucchero e il burro morbido a pezzetti ed amalgamate tutti gli ingredienti.

Non appena avrete ottenuto un impasto omogeneo, copritelo con della pellicola trasparente per alimenti e fatelo riposare in frigo per 20 minuti. Successivamente prendete dei pezzetti di impasto e formate dei bastoncini, arrotolando l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato. Trasferite su una teglia ricoperta con carta da forno, conferendo a ognuno la forma di una U.

Mettete le teglie in forno già caldo a 180 °C per circa 10 minuti o fino a quando i biscotti saranno dorati.

Una volta cotti, sfornate i biscotti. Fateli riposare un minuto, quindi toglieteli dalla teglia e fateli raffreddare su una griglia per dolci. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e, una volta fuso, intingetevi le punte dei biscotti.

Lasciate asciugare su un foglio di carta da forno e mangiatene in quantità, che sono anche dei portafortuna!!!

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There was a time, when I was used to take the first bag of flour from the supermarket’ shelf and that was it. Then came the phase of the learning and deepening, or at least the real food perception and awareness, that not all of those packages were the same. And I am not talking about form, color, material of the bag or how to recycle it, I mean the content itself. All of this was happening long before my crush for sourdough yeast, as if to anticipate all the basics, I was going to need in future to calibrate the various mixtures of flour. But this is another story, why I got there? Yeah, right ! Kamut flour has always been a mirage of extreme goodness in conjunction with its health factor, for this reason, I overcome the too high price ( 3 Euro per kilo does not grow on trees if you bake as often as I do, my friends ) until I discovered 1 ) that Kamut is a registered trademark and the flour’ real name is Khorosan wheat 2 ) the cost is due to the fact that Kamut is produced mainly in Montana, U.S., so imagine what a trip before you get in your kitchen, in Italy 3 ) it is not true that its digestibility is the best compared to a simple manitoba flour, because this factor is influenced mainly by the rising (ergo if you use long rising, it is important to choose an organic flour, preferably ground into a flour mill , and in the most healthy and natural way, and you won’t sure have any trouble digesting half ton of pizza). That said , I will not pull it too long, because if you search on your Internet fave engine, you will find millions of experts who can explain in detail what is looming as a dictate of yet another fashion , that we may well decide not to follow, but to tell you the truth what am I supposed to do with my 5 kilos bag of Kamut flour now?

So I decided to test an old recipe , the horseshoe’ cookies with dark chocolate , replacing the simple wheat with the Kamut one : the result came much more fragrant and richly colored than the other times, so my dear Kamut bag, don’t worry I will consume you fast enough.

For this recipe you will need:

500 g of flour Kamut
150 g of powdered sugar
125 grams of potato starch
375 grams of soft butter ( no doubt there is much butter , I admit, but you can do one-off )
200 g of dark chocolate

Form a mound of flour with the starch . Add the sugar and the butter into small pieces and mix all ingredients.

As soon as you have a smooth mixture , cover with the cling film and let rest in refrigerator for 20 minutes. Then take small pieces of dough and form your sticks , rolling the dough on lightly floured work . Transfer to a baking sheet covered with parchment paper , giving each cookie the shape of a U.

Put the pan in a preheated oven at 180 ° C for about 10 minutes or until cookies are golden brown .

Once cooked let them rest for a minute, then remove them from the pan and let cool on a cake rack . Melt the chocolate in a double boiler and once melted , dip the tips of cookies .

Let dry on a sheet of baking paper and eat it in large quantities, because the are also considered good luck charms!

Le mie solite soste ed un cheesecake al cioccolato per festeggiare… My usual stops and a chocolate cheesecake to celebrate…

Inutile che stia qui a raccontarvi il perché di una pausa, chiunque lì fuori, sa benissimo che la vita impone i suoi ritmi molto spesso, e che ci piaccia o meno, quando si ha una tabella di priorità da seguire, a rimetterci sono sempre gli spazi che ci ritagliamo per qualche ora piacevole, in compagnia dei nostri hobby. Ma il piacere di ritornare ad occuparsi anche di quelli, non ha valore: forse assomiglia alla sensazione di quando, da piccoli, alla fine dell’ultimo quadrimestre scolastico, ci preparavamo mentalmente a tornare nel luogo di vacanza, per ritrovare sapori e colori, che appartenevamo solo a quei giorni spensierati. Il pretesto: un dolce di compleanno più leggero e divertente per una donna, che potrebbe essere la mia seconda mamma, una ricetta quella del Cheesecake al Cioccolato di Giallozafferano (cliccate sul nome del dolce e vi porterò al sito dove trovare la ricetta), che non solo non avevo mai provato, ma che guardavo con reticenza, sottovalutando il potere di una crema al formaggio con il cioccolato fondente. Mai giudicare prima di aver assaggiato…

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Needless to say, I am back just after a long time break, but anyone out there knows that life imposes its rhythms very often, and whether we like it or not, when you have your list of priorities to be followed , the first compromise you accept is to loose for a bit your pleasant hours in the company of our hobby. But the pleasure of returning to take care about those ones has a huge value to me, perhaps resembling the feeling when , as children, at the end of the school term, we were mentally mentally to return to our fave holiday place, to find back our beloved flavors and colors, the ones belonging only to those special days. The pretext for a comeback: a birthday cake lighter in calories and funny enough to gift a smile for a woman who could be my second mom, and I decided to break another of my mental rules and try a recipe for the Chocolate Cheesecake by Giallozafferano ( click on the name of the cake and I will bring you to the website where you can find the original recipe), which not only I had never tried it, but was enough reluctant to, underestimating the power of a cream cheese with the right amount of dark chocolate . Never judge a cake until you have tasted …

Semifreddo all’amaretto e cioccolato di Sara Papa… A lovely amaretto & chocolate chips Parfait…

Qualche tempo fa, ho ricevuto in regalo l’ultimo libro di Sara Papa “Imparare a cucinare in un mese”, e devo dire, che anche se le sezioni che preferisco, riguardano sempre le basi della cucina, ho trovato interessanti alcune ricette come quella del semifreddo, che mi ha spinta all’acquisto di un benedetto termometro da cucina.

E’ un dolce gradevole e mette d’accordo golosi e non…

Gli ingredienti per il Semifreddo all’amaretto con gocce di cioccolato (in origine erano perle…) sono:

90 grammi di zucchero

20 grammi di amido di mais

120 grammi di latte intero

100 grammi di tuorli (5-6)

240 grammi di panna fresca

70 grammi di amaretti

70 grammi di gocce di cioccolato

In un tegame, girare bene lo zucchero con l’amido per evitare che si formino grumi. Aggiungere mescolando il latte ed i tuorli, portare sul fuoco e fate cuocere a 85° fino a raggiungere la pastorizzazione (sarà fondamentale avere un termometro, altrimenti cuocendo troppo i tuorli ed il latte, si correrà il rischio di rovinare la preparazione).

Versate la crema in una ciotola e raffreddatela, immergendola in un contenitore con acqua fredda e ghiaccio. Mettete la crema in frigo coprendola con pellicola per alimenti e bel frattampo montate la panna ben ferma ed unitela poi alla crema, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarla. Aggiungete gli amaretti sbriciolati e le gocce di cioccolata, mescolando il tutto.

Versate in uno stampo rettangolare da gelato (o in una vaschetta d’alluminio) e mettete in congelatore. Una volta che il semifreddo sarà pronto, passate la vaschetta pochi secondi sotto l’acqua fredda ed impiattate, decorando con amaretti e gocce di cioccolato.

Se preparate il semifreddo il giorno prima, dovrete avere l’accortezza di passarlo prima in frigo e poi servirlo, altrimenti sarà un blocco di ghiaccio!!!

 

Some time ago, I received as a gift, the latest book by Sara Papa “Impara a cucinare in un mese (Learn to cook in a month)” and I must say, that even if my favorite sections are always about the basics of cooking, I found some interesting recipes like this Parfait, which finally led me to purchase my first cooking thermometer.

It ‘s a lovely formula for a summer sweet, that will make everybody happy!

The ingredients for this Amaretto parfait with chocolate chips (originally there were choco pearls …) are:

90 grams of sugar

20 grams of corn starch

120 grams of whole milk

100 grams of egg yolk (5-6)

240 grams of fresh cream

70 grams of amaretti cookies

70 grams of chocolate drops (or pearls)

In a saucepan, stir well sugar with the starch to prevent lumps. Then stir in the milk and egg yolks, bring on the fire and cook to 85°  until it reaches the pasteurization (will be essential to have a thermometer, or you will cooking too much either yolks or milk, and you risk ruining the whole preparation).

Pour the cream into a bowl and cool it, immersing it in a container with cold water and some ice. Put the cream in the refrigerator covering with plastic wrap and assemble the whipped cream until firm and then join it to the cream, stirring from the bottom upward to avoid disassemble. Add the amaretti cookies broken in crumbs and chocolate drops, mixing well.

Pour into a rectangular mold for ice cream (or in an aluminum pan) and place in the freezer. Once the parfait will be ready, move the pan a few seconds under cold water and decorate with some amaretti cookies and chocolate drops.

If you prepare the parfait on the day before, you must be careful to pass it  first in the fridge and then serve it, otherwise it will be a block of ice!

Risveglio lento al sapore di fudge… Slow awakening with a fudge’ flavour…

La prima volta che ho assaggiato il fudge, ero in un Paese a misura di sogno come l’Irlanda, saltellavo felice per la città con un gruppo di studenti del posto con cui dividevo un grandissimo appartemento nel campus universitario ed avevamo deciso di pranzare da Bewley’s in centro… E’ così alla fine del pranzo, da brava italiana, mi sono concessa una porzione di quelle caramelle così simili al nostro mou (di cui da piccola ero praticamente una divoratrice compulsiva!): è stato amore a primo morso!

Morbide, di cui una consistenza che solo il fudge può avere, hanno assunto nel tempo, il concetto di uno snack slow e di un dolcetto che rende più calda, anche una giornata di pioggia. La ricetta la potrete trovare ovunque, io sono partita dalla ricetta condivisa da “La cuochina sopraffina”, di cui resto una follower assidua e che mi riesce sempre a fornire preziosi spunti…

Detto questo ho apportato piccole variazioni, ma sia chiaro, con il fudge, il vostro tocco personalizzato è d’obbligo (visto che il dolcetto in questione si presta a tutte le possibili varianti, sia di aromi che di contenuto):

Per farla breve, ho utilizzato: un vasetto di latte concentrato Nestlé da 395 grammi, 450 grammi di cioccolato fondente, 60 grammi di burro, 150 grammi di nocciole (in parte in granella ed in parte intere), 1 cucchiaino di rhum.

Sciogliete il cioccolato col burro a bagnomaria. Unite a fuoco spento il latte condensato e mescolate bene. In ultimo tuffate le nocciole, aggiungete il cucchiaino di rhum e amalgamate il tutto.

Vi servirà una teglia bassa, che avrete ricoperto con della carta forno, dove fare rassodare il vostro impasto fino a che non avrà la consistenza di un quadrotto morbido: anche in questo caso, potete accelerare i tempi, mettendo il tutto in frigo (ma non troppo a lungo, se non volete che il cioccolato perda la sua intensità) e una volta pronto, potrete utilizzare dei tagliabiscotti per variare nella forma, che prevede un quadratino di altezza variabile (questione di gusto, s’intende!).

Questa piccola coccola dolce si presta ad esser confezionata per un regalo simpatico alle amiche, alle zie o a chiunque sia abbastanza ghiotto da assaporare in pieno il gusto morbido del fudge…

The first time I tasted fudge, I was in the country of my dreams such as Ireland, jumping happily around the city with a group of local students with whom I shared a large apartment on the University campus and we decided to eat for lunch at Bewley’s in the city center …And so after lunch, as any good Italian will do, I chose a portion of those sweets, so similar to our mou candies (of which since I was a child, I was almost a compulsive eater!): it was love at first bite!

Soft, the consistency that can only fudge can have, it represents the concept of a slow snack, a sweet cuddle during a rainy day. The recipe can be found everywhere, I chose a recipe from “La cuochina sopraffina” website, of which I am diligent follower, because she is always able to provide valuable tips…

Having said that ,I made few changes, as usual, but it is clear that with fudge, your personal touch is a must (because the sweet in question lends itself to all the possible variants, both of aromas and contents):

Long story short, I used: a jar of condensed milk from 395 grams, 450 grams of dark chocolate, 60 grams of butter, 150 grams of hazelnuts (partially chopped and partially whole grain), 1 teaspoon of rum.

Melt chocolate with butter in a double boiler. Mix well when fire off, the condensed milk. Finally add hazelnuts, a teaspoon of rum and mix well together.

You’ll need a shallow roasting pan, covered with greaseproof paper, where you can tone up your dough until you have the consistency of a soft square candy: in this case, you can speed up, putting everything in the fridge (but not too long, unless you want that chocolate lose its real aroma) and once ready, you can use the cutters to vary in form, or go for the usual small square of variable height (matter of taste, of course!).

This sweet little cuddle lends itself to being packaged for a nice gift to friends, aunts or whoever enjoy the full flavor of soft fudge …

Storia di una tortina alle carote che diventò un cake pop… This is the story of a carrot muffin that became a cake pop…

Immagino che capiti a tutti la classica fase del “provo a fare qualcosa ed ottengo un disastro”. Diciamo che la settimana non è filata proprio liscia, sarà che l’anno bisestile porta con sé i pro ed i contro di ogni gesto quotidiano (voi ci credete? Io non molto, ma fa così tanto costume…), sarà che il passaggio alla primavera sembra ancora poco certo, sarà che anche facendo qualcosa con le migliori intenzioni, la fretta aiuti e la magia manchi in collaborazione. Fatto sta che pur scegliendo di utilizzare le carote nel frigorifero per una ricetta, presa in prestito da Giallo Zafferano (una garanzia che non oso neanche mettere in dubbio, viste le soddisfazioni ottenute in passato), ho deciso all’ultimo momento di utilizzare degli stampi in silicone, che si sono rivelati poco idonei, mentre utilizzando dei semplici pirottini, sono sicura che non mi sarei ritrovata con delle cupolette disastrose, che assomigliavano a tutt’altro.

Per farla breve, questa è la storia di una tortina di carote, delicata e gustosa (di cui trovate la ricetta qui), che per colpa di un aspetto, che non rendeva loro merito, ho deciso il giorno seguente di tramutare in un cake pop, con l’aggiunta della marmellata di albicocche vesuviane, fatta ogni anno in casa, ed una copertura al cioccolato fondente, spruzzata di codette di zucchero colorate (potete cliccare sul vecchio post per vedere i pochi passaggi per ottenere queste palline dolci su stecco).

E come si dice, vissero tutti felici e contenti!  😉

I guess that everyone experience, sooner or later, a classic daily life phase of “I try to do something and I get a disaster.” Let’s say this week hasn’t been just pure fun, somebody would think that it’s due to this leap year that brings pros and cons of every daily gesture (do you believe in this negative approach to the leap year? I do not at all, but it sounds apparently so cool  …), could  be that the transition to spring seems still not certain, as a matter of facts, even baking something with my best intentions, it looked like the rush aided too much and the magic was missing completely in cooperation. I decided to use the carrots in the refrigerator for a cake recipe, borrowed from Giallo Zafferano (not even dare to question its perfect results, considering the perfect ones obtained in the past), but last minute I opted to use the silicone molds, which proved less suitable, while using simple paper cups, I’m sure I wouldn’t of ended up with disastrous domes, which looked like anything but round little cakes.

In short, this is the story of a carrot muffin, delicate and tasty (of which you can find the recipe here), that due to a wrong step came out as an ugly duck: that’s why, the next day,  I decided  to turn them in some funny cake pops with the addition of Vesuvian apricot jam, home-made each year, and covered with dark chocolate, sprinkled with colored sugar tails (you can click on the old post to see the few steps to get this little cake rolling on a stick).

And as the final formula tells, they all lived happily ever after! 😉

Torta al cioccolato e caffé, un buon compromesso per una pausa pomeridiana…Chococoffee cake for an afternoon break…

Domenica è sempre domenica. Il tempo, soprattutto quando viene sottratta un’ora, assume un’importanza diversa. C’é voglia di relax, pace, un ritmo diverso. E questa torta, non lievitata, che si accompagna bene ad un caffé, è forse la ricetta che assomiglia di più, ad una giornata così.

Di veloce realizzazione, vi serviranno: 200 grammi di cioccolato fondente, mezza tazzina di caffé ristretto, 80 grammi di burro, 100 grammi di zucchero a velo e 3 uova.

Tagliate il cioccolato a pezzetti e fatelo fondere a bagnomaria con il burro. Trasferite il composto in una ciotola capace e lasciate intiepidire. Aggiungete il caffé ed incorporate 80 grammi di zucchero a velo e le uova, uno alla volta.
Mettete il composto in uno stampo ricoperto con carta forn, infornate a 180° per circa 25 minuti e poi lasciate nel forno spento altri 5 minuti.
Cospargete con zucchero a velo e servite! Buona pausa a tutti 🙂

Sunday is always a special day. The time, especially when you can count on 1 hour less, has a different importance. I feel the need to relax, stay peacefully on the sofa, have a different pace. And this cake, simple and easy to bake, and which goes well with coffee, is perhaps the recipe is more similar to such a day.
To prepare it you will need: 200 grams of dark chocolate, half coffee cup of strong coffee, 80 grams of butter, 100 grams of powdered sugar and 3 eggs.Cut the chocolate into pieces and melt in double boiler with butter. Transfer the mixture into a capable bowl and let cool. Add the coffee and incorporated80 grams of sugar and the eggs, one at a time.

Put the mixture into a mold covered with parchment paper, bake at 180 degrees for about 25 minutes and then let off in the oven another 5 minutes.

Sprinkle with powdered sugar and serve! Have a lovely resting Sunday everybody 🙂

Crinkle cookies: passaparola! Crinkle cookies: it’s a word of mouth!

La prima volta che li ho visti erano qui, poi visto che tra i miei preferiti, uno dei blog che seguo di più è quello di Ammodomio, li ho trovati anche qui, e a sua volta Ornella li aveva ammirati qui, e poi li ho rincontrati qui… Insomma quando arriva un simile passaparola, che assomiglia al canto di una sirena, si può non pensare che la ricetta non sia da provare??? E così, ho accettato il consiglio, e che dire? Questi biscotti sono da urlo!!! E naturalmente le prossime versioni da provare sono al limone e alla cannella…ma per ora, lasciatemi godere questi meravigliosi Crinkle!!!

The first time I discover them, they were mentioned here, then I found them back in one of my fave cooking blogs, I daily follow, as Ammodomio, where they admire the same cookies here, and finally I met Crinkle cookies again here … So when you get such a buzz, as strong as an ancient mythological siren, you should just try that recipe, at least once!!! And so, accepting the advice, what about them? These cookies are a gorgeous invention! And of course the next version to try, it’s the lemon and cinnamon ones..but now I will just enjoy my first Crinkles and that’s it!!!

Merenda con i panini al cioccolato… A break with some warm choco bread!

Ogni tanto vado alla ricerca di ricette semplici, che mi ricordino i gusti dell’infanzia… oggi ho ripensato al buon pain au chocolat di cui feci indigestione l’estate in cui andai a trovare mia zia, a Nizza, ed unendo il ricordo di quel sapore fragrante e goloso, a quello più attuale di famosi panini industriali dei nostri giorni, è venuta fuori la ricetta dei panini al cioccolato, che vedete in foto… Non sono dolcissimi, soprattutto se usate gocce di cioccolato fondente, ma vi assicuro che, mangiati caldi, non hanno nulla da invidiare ai loro cugini francesi (buonissimi, ma un tantino burrosi per i miei gusti attuali!).

La ricetta è molto semplice, i tempi sono un pò lunghi perchè come per tutti i pani/dolci, bisogna far lavorare il lievito di birra, che ha i suoi tempi e le sue stagioni. Vi serviranno:  500gr di farina – 25 gr di zucchero – 100 gr. di gocce di cioccolato fondente – 2,5 dl di latte – 75 gr. burro – 25 gr. di lievito di birra – 1 tuorlo – 1o gr. di sale.

In una ciotola, sciogliete il lievito in 1 dl di latte tiepido, ma non caldo e lasciate a riposo per circa 10 minuti. Setacciate la farina con lo zucchero e 10 gr. di sale, disponetela a fontana e versatevi il lievito ed il resto del latte sempre tiepido.
Amalgamate bene e disponete il tutto su un piano di lavoro infarinato. Lavorate per 10 minuti finché l’impasto non si rassoda, poi incorporate il burro, già morbido, in piccoli pezzi e le gocce di cioccolato, amalgate un poco con le mani, poi mettete il tutto a lievitare coperto per 30 minuti abbondanti.
Ricavate tanti panini a seconda della grandezza che preferite e incideteli con una croce per permettere una lievitazione migliore. Sistemate il tutto su una placca da forno, foderata con silicone o carta forno, coprite con un telo umido e fate lievitare ancora per un’ora e 30 minuti almeno.
Quando i panini saranno ben lievitati, spennellate la superficie col tuorlo sbattuto e mettete il tutto in forno, già a temperatura, a 220 ° per circa 20 minuti.
La casa si riempirà di un aroma unico nel suo genere… e buona merenda!

 

Today, after my usual Christmas to-do-list, I had a strong desire to eat once again that kind of French Choco Bread, I was used to, when I was visiting my auntie in Nice… They were more butter-ish, more kind of pastry bread than the ones, produced by a famous Italian cookies and bread industry we can find now in the supermarket, but I was looking for something similar and I came up with this easy and light recipe, I am sure you will like… It takes a while to prove dough, but all the rest is easy enough…

You will need 500gr. flour – 25gr. sugar – 100 gr. dark chocolate drops – 2,5 dl. fresh milk – 75gr. butter – 25 gr. fresh yeast – 10 gr. salt.

 

Melt the fresh yeast into 1 dl. of  tepid milk and leave it there for 10 min. Melt the flour with the sugar and the salt, form a ring with it and put in the middle, the fresh yeast with the rest of the milk. Mix well and put everything on a table to work it, until the dough gets well set (at least 10 minutes).
Add the butter, soft and chopped in small pieces with the chocolate drops, knead a bit with your hands and leave everything in a bowl for 30 minutes to rest.
When the mix is well raised dough, form some small bread balls (or some large ones, as you like!) and draw a cross on top, to let it raise quicker, put everything onto a baking pan, covered with a wet kitchen napkin and leave them there for 1 hour and a half. Once the raising is over, brush the bread with the egg yolk, switch the oven and when it’s warm, put your choco breads in there for 20 minutes at 220°… I am sure you will enjoy this choco bread from the smell!!!