L’arrivo del caldo e la tentazione delle rosette… Summer is definetely here, but let’s bake some Rosette bread…

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Giro per casa scalza, riesco a malapena ad indossare canotta e pantaloncini (ebbene sì la forza di gravità ancora non è così tremenda), mentre estirpo ortiche e trifogli che generosamente hanno deciso di intromettersi tra le piante ufficiale della terrazza, però ancora non riesco a staccarmi dal forno, come se ci fosse un richiamo difficile da non ascoltare. La faccio breve, caldo a parte, ho provato la ricetta delle rosette soffiate che ho trovato qui, e mi sono concessa un esperimento che, non è stato proprio malaccio. Devo lavorare ancora un pochino sulla lievitazione della seconda fase della ricetta, ma se per il prossimo autunno volete una sfida per il vostro lievito madre, credo che questa ricetta faccio al caso vostro.

Ora mi godrò un panino mozzarella, pomodoro e basilico e poi continuerò la mia caccia alle erbacce… alla prossima!

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I’m walking around the house barefoot, I can barely wearing a fluo tank top and a kind of shorts (yes even at my age, the gravity is not so terrible), while uprooting nettles and clovers who generously decided to intrude between the official plants of my terrace, but I still can not detach from the oven, as if there was a recall difficult not to listen, a magic spell between me and my baking addiction. Alright I will be short, warm aside, I tried the recipe of this Italian bread called Rosetta (little rose), one of my fave since childhood, I found here the recipe, and considered it was my first experiment and that the difficulty range is pretty high, the result was not just bad. I have to work a little bit more on the second phase of the leavening, but if you want a challenge for the coming fall for your sourdough starter, I think this recipe it’s perfect.

Now I’m going to enjoy a fresh baked Rosetta with mozzarella, tomato and basil and then continue my hunt for weeds … have a lovely day!

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Freselle integrali e buon Pasta Madre Day a tutti… Wholemeal Freselle and Happy Sourdough Day to you all…

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Anche se di corsa e con la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante (un drink, datemi un drink base vodka o un buon bicchiere di vino rosso e tutti questi pensieri come d’incanto diventeranno incredibilmente leggeri e meno importanti: sto diventando una vera casalinga disperata), oggi ho pensato alle centinaia, forse migliaia di persone, che con un barattolo ed una palla di acqua e farina si saranno incontrate per celebrare, in lungo e largo per l’Italia, quello che di anno in anno sta diventando un evento di aggregazione sempre più divertente e importante per chi vuole avvicinarsi al mondo della pasta madre, il Pasta Madre Day… Purtroppo qui in zona quest’anno non c’era nulla di abbastanza vicino per farmi osare un pomeriggio diverso, magari il prossimo anno mi organizzerò per tempo e cercherò in zona di coinvolgere più persone possibili, magari lo farò proprio qui senza invadere troppo la calma del panorama circostante… Fatto sta che per anche per quest’anno partecipo col pensiero, e dedico a tutti i pastamadredipendenti l’ennesima bella scoperta fatta grazie alla ricetta di Fables de Sucre (Eva e Claudio sono due maghi in cucina), le freselle (che io ho fatto in stile integrale sostituendo alle due farine previste, quella integrale) con il lievito madre, preparate mentre organizzavo naturalmente le pizze del sabato sera… E che non si dica che il lievito madre è solo una gran faticaccia!!!

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Alright, if you got my picture you should know at this point, that I am running up and down daily with the feeling of having forgotten something important ( a drink , give me a vodka based drink or a good glass of red wine and all these thoughts as if by magic will become incredibly lightweight and less important: as you can see, I’m becoming a real “desperate housewife”), and today, while I was running at the usual speed, I thought about the hundreds, maybe thousands of people with a glass jar and a ball of flour and water, that are going to meet all over Italy to celebrate the Sourdough Yeast Day (a great occasion to meet, practice and learn new amazing concepts on sourdough and share the same insane passion for baking all the week long!)… Unfortunately here in my area, this year there was nothing close enough for me to spend the afternoon focused on, maybe next year, I will arrange for time and try to involve more people as possible, maybe if I am clever enough I’ll do it right here without encroaching the peace of the surrounding landscape … For this year, I can just participate in my thoughts, and I wish to dedicate to all the sourdough-addicted another beautiful discovery made thanks to the recipe of Fables de Sucre blog ( Eva and Claudio are two magicians in the kitchen), the Freselle (I have done them with wholemeal flour replacing the two types of flour listed in the original recipe), baked while I was organizing the usual amour of  course pizzas for the Saturday night … No way you can think that sourdough yeast is only a much hard work, try and you’ll see the difference!

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Pranzo, merenda o cena: ogni scusa è buona… For a lunch, for a snack, for a dinner: this recipe suits any occasion…

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Approfitto del fatto che il sole non è ancora così caldo come dovrebbe (almeno non qui tra Golfo di Napoli e quello di Sorrento), ed il forno non è una tortura, ma ancora un piacere. E mentre vi leggo, miei cari bloggers scoperti da poco (voi sapete chi siete, vero?), mi accorgo che questo nuovo ritmo mi piace. Nessun obbligo di postare ricette su ricette come facevo tanto tempo fa, con la frenesia di infornare, sfornare, fotografare e via così, perdendo il gusto di sperimentare e sorridere: ora mi siedo, cucino, a volte fotografo, ma innanzitutto vi leggo e mi piace. Mi piace questa condivisione diversa, il mio blog ha un ruolo marginale, ma mi concede un foglio di carta bianca da colorare a piacere. Quindi grazie a voi, che leggo e ogni tanto spudoratamente commento, per darmi l’occasione di vivere dietro a questo schermo in maniera più umana e meno meccanica del solito, anche l’ennesima ricetta, provata per gioco.

Quella di oggi è il Danubio salato, ricetta trovata sul blog di Gelsolight e non solo, a cui ho variato solo il “look finale”, pennellando la brioche con del semplice olio extravergine d’oliva, anziché con latte e tuorlo d’uovo: una ricetta che funziona bene per pranzo, merenda o cena, e a voi la scelta del ripieno (io stavolta ho optato per del semplice prosciutto cotto e provola)!!!

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I am taking advantage of the fact that sun is not as hot as it should be in this season (at least not here between the Gulf of Naples and the Sorrento Peninsula) , and the oven is not yet a burning torture, but still a pleasure. And while I go through your new posts, my dear bloggers discovered recently (you know who you are, right?) , I realize that I like this new rhythm of my day. No obligation to post recipes, if I don’t feel like, no rush to bake, cook and  photograph, losing my main goal in life: smile and enjoy each second of it. Now I sit , I cook , sometimes I took funny but not perfect pics, but first of all, in my pc session, I read other people’s adventures and I love it. I like this way of sharing life and moments, it’s peculiar, my blog has a marginal role, but gives me a blank sheet of paper to color to taste. So thank you, my friends (thanks even to all the ones that didn’t realize I am reading through their memories and I do not just push the bottom Like) thanks for letting me in, for the comments I write on your wall, for giving me the opportunity to live behind this screen in a more human and less mechanical way than we are supposed to, thanks even for another recipe I tried today just to play.

This is the Danube savory recipe found on the blog of Gelsolight , which I changed only in the ” final look ” , brushing the brioche with a simple olive oil touch instead of milk and egg yolk : a recipe that works well for lunch, snack or a quick dinner , and yours is the choice for the filling (I simply used ham and cheese) !danubiolm2

Pane ai semi e stavolta chiederò 10 centesimi in cambio… – Seed bread’ experiment, but this time I’ll ask for 10 cents in exchange…

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… perché mi è stato detto che regalare il pane “porta male”. Chi mi conosce fisicamente, ora sicuramente indovinerà la mia espressione facciale, che la frase ha generato: porta male regalare una cosa fatta con amore, con ingredienti sani e con la migliore delle intenzioni? Ora ho capito perché la mia povera Italia è in queste condizioni disastrose!!! Crediamo ancora che un gatto nero più veloce di noi nell’attraversare sia presagio di prossimo frontale (certo se guardate il gatto inorriditi e non la strada, il frontale vi capita anche con un canguro, signori miei), siamo convinti che acquistare a qualcuno un paio di scarpe nuove sia augurio di un viaggio verso lidi ultraterreni (in questa secondo me, c’è lo zampino di un marito con la carta di credito prosciugata dalla moglie in acquisti firmati Manolo Blahnik), se ti regalano una spilla, prima ti devono pungere (certo, magari anche con una certa cattiveria, visto che hanno dovuto farti un regalo e proprio non era il momento economico giusto!), se sono fazzoletti o perle sicuramente piangerai (così orripilanti???) e chi più ne ha, più ne metta… La storia del pane regalato che porta male non so perché, ma mi fa pensare ad una certa cena, in cui qualcuno se ne mangiò a iosa, bevendo allegramente, in barba al fatto che fosse un traditore spergiuro: tutto questo però, non cambia la mia espressione facciale e la mia visione della vita, che è molto, molto più semplice. Le cose si fanno per il piacere di farle, non perché una becera superstizione ci permette di osare: fossi vissuta in un’altra epoca, forse sul fuoco al posto del pane, avrebbero cucinato me, ma sicuramente avrei indossato il mio sorriso migliore.

Così stavolta ho sfornato un delizioso pane ai semi (zucca, girasole e lino) e quando le pagnotte in più si sono raffreddate, le ho smistate chiedendo ben 10 centesimi di euro per ovviare a qualsiasi credenza popolare. Bastassero veramente pochi centesimi per ovviare alla sfortuna…

Dimenticavo, la ricetta di questo pane buonissimo l’ho trovata sul blog di Rita, “Pane e Gianduia”, le sue istruzioni sono perfette e facilissime da seguire, quindi non mi resta che ringraziarla per questo nuovo esperimento con il pane e continuare a prendere spunto.

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…because apparently you can’t gift bread, it’s like a bad wish or a kind of bad omen… Those who know me physically, they now surely can guess my facial expressions, such discover provoked: it’s bad luck to gift something made with love, with healthy ingredients and with the best intentions ? Now I understand why my poor Italian country is floating in troubled waters! We still believe that a black cat crossing the road faster than you can cause a horrible crash accident  (of course if you look at the cat horrified and not at the road, the accident will happen even with a kangaroo, my dear ladies and gentlemen) , we believe that buying someone a new pair of shoes is a wish for a trip to the land of dead ( in my opinion, in this I perceive the action of a husband with an empty credit card, due to his wife and her Manolo Blahnik’ shoe shopping addiction!) , if they give you a pin, you must first sting (oh yes, maybe even with some malice , because they had to buy you a gift and this is  not really the right moment for expenses! ) , if they gift you with handkerchiefs or pearls, it means you will for sure cry ( were they so horrifying?) and so on , and so forth … the history of bread given that it’s bad luck, I do not know why but it makes me think of a certain last supper, where  someone ate bread abundantly, drinking merrily , in spite of the fact that he was a traitor: all this however, does not change my facial expressions for a single second, probably because my vision of life is much, much easier. The things you do for the pleasure of doing them, and not because of a vulgar superstition, that’s it : if I had lived in another historical era, perhaps they would have cooked me on the fire instead of bread, but for sure, while burning, I put on my best smile .
So this time I baked a delicious bread with seeds ( pumpkin , sunflower and flax seeds) and when the loaves have cooled more , I’ve sorted out by asking 10 euro cents to remedy any popular belief . If pennies were enough of a solution to overcome the bad luck …

I forgot to tell you that I found the recipe for this delicious bread on the Rita’s blog , “Pane e Gianduia ,” her instructions are perfect and very easy to follow, so I just have to thank you her for this new experiment with another amazing kind of bread!

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Pausa impasto in onore di un piatto di cous cous di altri tempi… A baking break in the name of my mum’s cous cous…

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Ci sono poche cose, che hanno il sapore e gli aromi della mia adolescenza e che ho la fortuna, di tanto in tanto, di poter apprezzare ancora. Una di queste esperienze sensoriali, che mi piace poter paragonare alla mia macchina del tempo, è il cous cous di mia madre. Mia nonna lo ha insegnato a mia madre, quando era grande abbastanza per poterlo lavorare insieme (mia nonna era una di quelle fantastiche donne molto in gamba, ma molto autoritaria ed un pizzico dittatoriale, ed il cous cous era l’unico piatto per cui era in grado di passare una giornata intera in cucina, altrimenti il ruolo ai fornelli toccava a mio nonno), e mia madre negli anni, facendosi aiutare in cucina o lasciandoci sbirciare mentre tagliuzzava, mescolava, riscaldava, insaporiva, ci ha permesso di rubicchiare la tecnica della lavorazione paziente della semola (anche di quella precotta), che fa una sostanziale differenza quando ci si siede a tavola e si gusta un piatto che è un vero e proprio viaggio nei sapori di terre lontane. Tutto questo per giustificare il fatto che negli ultimi giorni, ho abbandonato lievito ed esperimenti, per affettare, pulire e preparare, ma non ho dimenticato anche di rinfrescare, e visto che rinfrescando, torna forte il concetto che non si butta via nulla, sono state apprezzate da tutti le schiacciatine con rosmarino, pseudo ricetta veloce per impiegare il lievito non rinfrescato in esubero, che era destinato alla pattumiera.

La formula è semplice io avevo 250 grammi di esubero, ho aggiunto 2 cucchiai abbondanti di farina 0 e due cucchiai e mezzo di olio d’oliva (1 cucchiaio a 100 è la proporzione larga che io utilizzo) ed un cucchiaio di rosmarino essiccato e tritato grossolanamente. Ho impastato il tutto e aggiunto due cucchiaini di sale (comunque non meno di 10 grammi). Ho tagliato in due il panetto e steso con il mio mini matterello (che altro non era che un manico di scopa in origine), fino ad ottenere una sfoglia molto sottile, che ho adagiato su un piano cottura, rivestito di carta forno. Infornato il tutto a 175° per 25 minuti circa o secondo doratura gradita. Gustose, croccanti ed un sano aperitivo prima del piatto forte della giornata… grazie Mamma!!!

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There are few dishes, that definitely have the taste and aroma of my adolescence and I’m lucky , once in a while, I can still appreciate with the same enthusiasm. One of these sensory experiences, the one I usually compare to a kind of time machine’ effect, is the couscous recipe of my mother. My grandmother taught it to my mother , when she was old enough to be able to work together in the kitchen ( my grandmother was one of those amazing women who were very smart , but very authoritarian and a pinch dictatorial , and the cous cous was the only dish able to let her spend a whole day in the kitchen, otherwise the role in the kitchen was up to my grandfather, the real chef) , and my mother over the years, allowing us as little helping hands in the kitchen or giving us the chance to peek while she was cutting up, mixing , heating ,  adjusting in special flavors, she allowed us to steal a bit of her technique in processing patiently the semolina ( also of the pre-cooked one) , which to me is the real secret for a perfect cous cous and makes a substantial difference when you sit down at the table and eat this amazing dish. All this introduction, to justify the fact that in the last days , I dropped yeast and experiments, to chop, clean and prepare her cous cous, but I did not forgot to refresh my sourdough , and back with my strong life’concept that you do not throw anything away from the kitchen, the rosemary dry focaccia was highly appreciated from everybody, a kind of quick recipe to use the not refreshed yeast in excess, which was destined to the dustbin .

The formula is simple I had 250 grams of redundant sourdough, I added 2 tablespoons of flour 0 and two and a half tablespoons of olive oil ( 1 tablespoon to 100 is the large proportion that I use) and a tablespoon of dried and coarsely chopped rosemary. I mixed everything together and added two teaspoons of salt ( but not less than 10 grams). I cut the dough into two parts and spread with my mini rolling pin (which was nothing more than a broomstick in origin ) , to obtain a very thin sheet , which I set on a stove top , covered with parchment paper. I put it in the oven at 175 ° for about 25 minutes or according to your favorite baking final color. A tasty , crunchy and healthy appetizer before the main course of the day … thanks Mom !

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Giocare con acqua e farina… Playing with water and flour…

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Non c’é una miscela giusta per il pane settimanale (o almeno non c’é ancora). Una volta uso la farina di grano tenero integrale in purezza, altre volte la utilizzo solo in parte, scegliendo di combinarla con altre tipologie di farina, che insieme esaltano il sapore finale del pane in questione. E’ un gioco, in cui man mano che si impasta, si percepisce la giusta consistenza dell’impasto, se la farina necessità un goccio in più di acqua, se vogliamo concederle un cucchiaio di olio per avere una crosta dalla consistenza leggermente più dorata e croccante o se aggiungo un cucchiaino di malto d’orzo perché immagino che aiuti la lievitazione, se il “peso” è tanto. Sono ancora una dilettante, ma la cosa più bella di giocare con acqua e farina, è che potete seguire le tante scuole di pensiero al riguardo, o decidere di seguire il vostro istinto e cambiare gli ingredienti.

La base di partenza della mia ricetta prevede 1 kg. di farina (stavolta ho utilizzato 500 grammi di farina di Kamut e 500 grammi di Farina integrale), 700- 800 grammi di acqua (ne serve di più con farina che assorbono maggiormente), 200 grammi di lievito madre, 1 cucchiaino di malto d’orzo (ma potete tranquillamente non usarlo) e 15 grammi di sale fino.

Sciogliete il lievito in acqua, amalgamando anche il malto fino a sciogliere bene tutto. Aggiungere la farina ed impastare. Quando l’impasto prenderà forma e solo in ultimo, aggiungere il sale.

A questo punto, lascio riposare un paio d’ore e poi faccio un giro di pieghe. Altre due ore ed altro giro di pieghe, per poi lasciare in pace il mio impasto fino al giorno dopo, coprendolo con la pellicola. Al mattino, sgonfiate l’impasto e spolverando il piano di lavoro con farina di semola, e formate la vostra pagnotta.

Infornate a 250° per 5 minuti, poi abbassate a 200° per altri 35 minuti. Buona domenica a tutti!!!

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There is no one right mixture for my weekly bread (or at least, I am still looking for the perfect one). Once I use the wheat flour in full purity, other times I use it only in part, by choosing to combine it with other types of flour, and together enhance the final flavor of my bread. It ‘s a game, and as you knead, you perceive the right consistency of your dough, if the flour needs a bunch more of water , if you want to add just a tablespoon of olive oil to have a slightly more golden and crispy crust’ consistency or last but not least, where I can add a teaspoon of barley malt, because I imagine that it will help the final rising. I’m still an amateur, but the best thing about playing with flour and water, is that you can follow so many schools of thought about it  or decide to follow your instincts and change the ingredients step by step.

The starting point of my recipe calls for 1 kg . of flour (this time I used 500 grams of Kamut flour and 500 grams of wheat flour ) , 700-800 grams of water (you need more water if the flour you’re using it is going to absorb it more), 200 grams of  sourdough yeast, 1 teaspoon of barley malt (but you can avoid it safely ) and 15 grams of salt.

Dissolve yeast in water, mixing well to dissolve the malt. Add the flour and knea . When the dough is  forming and only at this step, add the salt.

At this point, I let it sit for a couple of hours and then do a first round of folds. Another two hours, and another round of folds, then leave in peace until the day after, covering my dough with plastic wrap. In the morning, deflate the dough and sprinkle the work surface with semolina flour to form your loaf .

Bake at 250 ° for 5 minutes , then lowered to 200 ° for another 35 minutes. And enjoy your Sunday everybody!

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Ti regalo il mio pane integrale… Here is a gift from me to you, my wholegrain bread…

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Finisce in volata anche questo mese di Aprile. Intenso, pieno di feste e gente, passata per un raggio di sole del sud. Spero solo che quel raggio si faccia più intenso e che Maggio sia un mese che si faccia ricordare per intensità di calore, fondamentalmente ne ho bisogno alla stregua di una lucertola. Per chiudere bene questo capitolo, ho deciso di preparare del pane con farina di grano tenero integrale per un’amica acquisita, che ha bisogno di più energia e sorrisi, e di cibo sano e sono convinta già mentre impasto, che il pane come tutti gli elementi semplici del mondo, sia la formula giusta per l’occasione.

Non ho usato la solita ricetta naturalmente, ma quella trovata sul blog “Di pasta impasta” di Sara, che prevede il malto che di solito non aggiungo, ma visto che volevo qualcosa di nuovo e speciale, tentare era d’obbligo.

Ingredienti:

640 grammi di farina di grano tenero macinata a pietra ed integrale (inutile dirvi che uso la Macina del Mulino Marino, vero?)

450 grammi di acqua

150 grammi di lievito o pasta madre

1 cucchiaino di malto d’orzo

1 cucchiaino di sale

Sciogliete il vostro lievito in acqua, aggiungete il malto e una volta che questo sarà completamente sciolto, aggiungete la farina ed impastate. Quando il vostro impasto comincerà a prender consistenza, unite il sale e continuate ad impastare su un piano infarinato. Lasciate riposare la vostra pagnotta, coperta con pellicola per un paio d’ore e poi fate un giro di pieghe e lasciate tutta la notte a lievitare a temperatura ambiente.

Al mattino, formate la vostra pagnotta, o pani più piccoli, incidete a piacere, e infornate a 240° per 15 minuti e per i restanti 15 minuti abbassate la temperatura a 220°. Aprite il forno, lasciate raffreddare e fate inebriare dall’odore del pane…

 

“I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.” Ardengo SofficiTaccuino di Arno Borghi, 1933

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Here we are, it’s the final rush for the end of April. A very intense month, full of parties and people, passing by for a ray of sunshine in the south of Italy. I just hope that next rays coming will be definitely be more intense and that May is a month to remember. To close this chapter well , I decided to make bread with wholemeal flour, a simple gift for a friend who needs more energy and smiles in this moment, and I am convinced that homemade bread like all the simple elements of the world, is the right formula for the occasion.

I changed again the recipe of course, with the one found on the blog “Di pasta impasta” owned by  Sara, which provides the malt that just I usually do not add, but since I wanted to test something new, here we go, a bunch of malt will for sure enrich the formula.

Ingredients are:

640 grams of wheat wholemeal flour stone-ground ( needless to say that I use the one of Mulino Marino , right?)

450 grams of water

150 grams of yeast or sourdough

1 teaspoon of barley malt

1 teaspoon of salt

 

Dissolve your yeast in water, add the malt and once it is completely melted, add the flour and knead . When your dough will begin to take consistency , add the salt and continue to knead on a floured surface . Let stand your loaf , covered with plastic wrap for a couple of hours and then make folds and let it rise overnight at room temperature.

In the morning, form your loaf or loaves smaller and carve as desired, bake at 240 degrees for 15 minutes and for the remaining 15 minutes lower the temperature to 220 ° . Open the oven , let cool and then welcome the smell of warm bread …

“The two smells better and more holy are those of warm bread and the earth soaked by rain.” Ardengo Soffici (my translation, so sorry in advance)

 

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Pasquetta, il primo picnic di primavera… Easter Monday, my first spring picnic…

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… poi non guardate se il mare sembra calmo, perché c’é troppa foschia per capire veramente cosa gli succede da vicino, non importa se riesci ancora a sentire le ultime gocce di pioggia, che avrebbero bagnato impietosamente l’ombrellone 4 metri x 4 se lo avessi aperto come ti era stato richiesto (certo perché poi richiuderlo da sola sarebbe stata una passeggiata in centro, eh?), non importa se non è proprio la giornata di sole, prevista dal meteo che dicono sempre “oramai le sa tutte”… Il primo picnic di primavera è oggi, e noi siamo quasi pronti per festeggiarlo con il primo barbecue di stagione: il menù d’obbligo prevede bruschette miste, fatte col mio pane cafone (la ricetta di oggi è questa), carne di tutti i tagli e tutti i tipi (so che molti dei miei amici vegani non condividono, ma devo rispettare anche gli amanti della carne, che chiedono di esser sfamati), verdure (friarielli e patate), macedonia di fragole, la pastiera regalata, le mie colombe all’albicocca e all’amarena, vino rosso, caffè e limoncello… D’obbligo la tovaglia effetto prato in fiore per non perdere l’idea della Pasquetta (dicono che sia una festa religiosa, e mi sarebbe piaciuto portare del cibo in giro a chi non ne ha, ma…)

ps. nel frattempo, come può accadere solo nel sud del mondo, è spuntato un sole da bikini! Spero la vostra Pasquetta sia stata colorata quanto la mia…

Ricetta del pane cafone:

420 grammi di farina 0

180  grammi di farina manitoba

420 grammi di acqua naturale

200 grammi di pasta madre rinfrescata

un cucchiaino di malto d’orzo (o di miele o di zucchero)

due cucchiaini di sale fino

Sciogliete il vostro lievito in acqua insieme al malto, aggiungete le due farine e mescolate fino ad ottenere un impasto morbido. Aggiungete il sale e finite di impastare. Lasciate riposare per due ore l’impasto, coprendolo con della pellicola per alimenti e poi fate il primo giro di pieghe. Ripetete l’operazione un paio di volte (riposo+ pieghe) e al terzo giro, io lascio l’impasto tutta la notte a temperatura ambiente a lievitare. La mattina, scaldate il forno a 250° ed infornate per 20 minuti, abbassando poi la temperatura pa 200° per 10 minuti, e a 180° per gli ultimi dieci minuti.

Ora non vi resta che sniffare l’odore del pane buono che vi assale appena aprite lo sportello del forno!

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…and it doesn’t matter if the sea looks calm, because there is too much haze to really understand what happens to a closer look, it does not matter if you can still hear the last drops of rain, which would wet the 4mts x 4 umbrella mercilessly if I had to open it as I was asked to (not to talk about the fact I had to close it by myself the day after) , no matter if it is not a real sunny day,  not that kind of nice weather planned by the tv forecast “that nowadays know everything about weather” … The first spring picnic is due for today, and we are almost ready to celebrate it with the first barbecue of the season : the menu includes a mandatory mixed bruschetta starter, made ​​with my homemade bread (the recipe will follow in this post), meat of all kinds and cuts (I know that many of my vegan friends do not share this choice, but i have to respect even meat lovers), vegetables ( broccoli & potatoes) , a fresh salad of strawberries, a pastiera received as a gift, my apricot and cherry doves cakes, red wine, coffee and limoncello … The tablecloth I have chosen for the occasion has the effect of a flower meadow in order not to lose the idea of ​​the Easter Monday ( they say it’s a religious holiday, and I would like to bring some food around to those who do not have any money to buy it, but …)

ps. Meanwhile, as can only happen in the southern hemisphere, the sun is so hot you can wear your beloved bikini ! I hope your Easter Monday was as colorful as mine…

My homemade bread recipe :

420 grams of flour 0

180 grams of flour manitoba

420 grams of plain water

200 grams of sourdough

a teaspoon of barley malt ( or honey or sugar )

two teaspoons of salt

Dissolve your yeast in the water with the malt , add the flours and mix until you get a soft dough . Add the salt and finish kneading . Let the mixture stand for two hours , covering it with plastic wrap and then take the first turn of folds. Repeat this operation a couple of times ( rest + folds) and at the third lap , I leave the mixture to stand overnight at room temperature to rise . In the morning , heat the oven to 250 ° and bake for 20 minutes , then lowering the temperature at 200 ° for 10 minutes , and 180° for the last ten minutes .

Now you just have to sniff the smell of good bread that assails you as soon as you open the oven door !

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Pasqua, un forno seriamente impegnato… Easter, a serious matter for my oven…

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Ieri sera ho finito di sistemare la tabella di marcia sul frigo in bella vista, perché sapevo di aver scelto una maratona con il mio forno niente male, quest’anno. Sapete quando vi mettete in testa di “compiere l’impresa”? Sì, quella particolare sensazione di sfida che potete lanciare solo a voi stessi e solo per superare un piccolo limite, che in altri frangenti vi farebbe dire “ma sei matta a rimanere chiusa in cucina tutte queste ore solo perché vuoi testare più di una ricetta per lo stesso giorno?” Ecco, a me è successo proprio ieri, e la ricetta in questione, era quella del casatiello, tipico rustico salato della tradizione campana, che è d’obbligo sulle tavole di tutte le famiglie, e di cui ognuno conserva la ricetta di casa, che viene custodita gelosamente e tramandata di madre in figlia: non avendo nessuna ricetta da cui prender spunto, da romana adottata da questa bellissima terra ho deciso di testarne un paio, quelle che più mi erano piaciute su carta e cominciare a costruire la mia tradizione. E a distanza di 24 ore, dopo aver sfornato due casatielli, un filone di pane di grano tenero, aver preparato quattro colombe e rispettato la tradizione che vuole che il sabato sera si mangi pizza fatta con il mio lievito, ogni singolo muscolo della mia schiena sta gridando “sììììì ce l’abbiamo fatta!”, e mentre il mio fidato forno mi sta regalando gli ultimi aromi speciali della giornata, con le colombe all’albicocca e quella all’amarena, ho deciso di rilassarmi ed indicarvi i link da cui ho tratto ispirazione…

Il primo casatiello che vedete nella foto in alto è quello ottenuto con la ricetta di Salvatore de Lapastamadre (a cui mi sono permessa di aggiungere le uova sode), mentre il secondo è quello Madamadoré trovato su Cuciniamo. Due ricette diverse, ora bisognerà chiedere agli invitati quale può diventare la ricetta della casa… e a voi auguro una Pasqua dai mille sapori!

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Last night I finished arranging my cooking schedule on the fridge in plain sight, because I knew I had chosen a marathon to run with my pretty good oven.  You know that particular feeling of challenge that you can only throw it to yourself, it happened to me just yesterday, and the recipe I wanted to test in particular was the one of casatiello, a typical rustic savory traditional dish from Campania, which is a must on the Easter tables of all families, and each one retains the recipe of the house, which jealously guarded and handed down from mother to daughter: that were I jumped, not having a recipe to take inspiration from, I am the Roman adopted by this beautiful land so I decided to test a couple of recipes found on the web, the ones I liked more on paper and start building my tradition. And after 24 hours, after two casatielli ready, some fresh grain bread baked, have prepared four doves cakes and respected the tradition that on Saturday night you eat my pizza made with sourdough yeast, every single muscle of my back is screaming ” yes, we made it! ” and while my trusty oven is giving me the latest special flavor of the day, I decided to relax and show you the links from which I drew inspiration …

The first casatiello you see in the top picture above is the one obtained with the recipe of Salvatore from Lapastamadre blog (to which I added my personal touch inserting the eggs on top), while the second is found on Cuciniamo blog, the Madamadorè recipe . Two different recipes , we must now ask the guests which can become the recipe of the house … in the meantime, I can simply wish you a tasty, savory Easter time!!!

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un Fiore ricotta e spinaci… Cottage Cheese and Spinach Flower…

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Da quando impasto con il lievito madre, faccio meno dolci del passato, questo perché ogni tanto è inevitabile incappare in qualche ricetta salata, che ti rapisce i sensi e ti impone di testare la bontà del tuo piccolo ingrediente casalingo, quel piccolo mostriciattolo che si moltiplica nel tuo frigo e proprio non ne vuole sapere di smettere di giocare. Questo fiore di brioche è una semplice variante di quello che impazzava per il web, qualche tempo fa, in versione dolce: un gradevole diversivo che trovai su un blog di una bravissima cuoca di cui ho perso le coordinate… Chiedo venia, farò di tutto per un futuro tributo ed il giusto riconoscimento di maternità della ricetta, ma per ora non sono ancora venuta a capo del nome dell’autrice e del suo blog (questo capita quando nel 2014 si è ancora grafomani e si prendono appunti disordinati su carta, sappiatelo).

Si inizia con una

Base di brioche salata

  • 1000 gr di farina tipo 0 W280
  • 280 gr di pasta madre rinfrescata
  • 500 gr di latte
  • 150 gr di uova 
  • 70 gr di olio extravergine d’oliva
  • 15 gr di sale
  • 15 gr di malto 

Unite al lievito la farina setacciata, mescolare grossolanamente e mentre avviate la planetaria a bassa velocità con la foglia, aggiungete pian piano il malto, il latte (tranne 70 grammi che terrete da parte) e le uova. Dopo qualche minuto, appena l’impasto inizierà ad avvolgersi, sostituire la foglia con il gancio e proseguite, aumentando la velocità. Lavorare bene fino a incordatura, aggiungendo il resto del latte lentamente, 40 gr di olio e, solo alla fine, il sale. Adagiare l’impasto in una ciotola, dopo averne oliato le pareti con i restanti 30 gr di olio. Dare un primo giro di pieghe, poi puntare la pasta per un’ora. Date un secondo giro di pieghe, lasciate riposare ancora un’ora e proseguite con il terzo giro di pieghe.

Ripieno salato

500 grammi di spinaci puliti – 200 grammi di ricotta – 50 grammi di parmigiano grattugiato –  1 uovo – 2 spicchi d’aglio – sale, pepe o peperoncino q.b. – 1 pizzico di noce moscata – 1 cucchiaio d’olio

Prepariamo un soffritto leggero con olio, aglio e cipolla, poi aggiungiamo gli spinaci e lasciamo cuocere per una decina di minuti a fuoco vivace, senza coperchio, per far evaporare l’acqua.

Alla fine aggiungiamo il sale e le spezie (tranne la noce moscata), e facciamo raffreddare. Passiamo gli spinaci al mixer, poi li versiamo in una ciotola, aggiungendo gli altri ingredienti e mescolando bene con una forchetta. Mettiamo da parte. Passiamo all’impasto, che nella lievitazione non dovrà aver raggiunto il raddoppio del volume. Per prima cosa dividiamo l’impasto in quattro pezzi uguali. Stendiamo col matterello il primo pezzo di pasta fino a formare un cerchio del diametro di 30-35 cm. Adagiamo su carta forno e stendiamo un sottile strato di ripieno. Procediamo col secondo cerchio, aggiustandone la forma, se necessario. Ancora uno strato di ripieno, poi di pasta e così via, fino a sovrapporre quattro strati di pasta e tre di ripieno. A questo punto proseguiamo con i tagli: calcoliamo il centro e, distanziandoci qualche centimetro da esso, tagliamo quattro sezioni uguali, poi ancora per metà ogni sezione, poi ancora per metà, fino ad ottenere sedici sezioni. Prendiamo con le due mani le due estremità di due strisce vicine e, con movimento orario per la mano destra e antiorario per la mano sinistra, li rigiriamo due volte. Ripetiamo per ogni coppia di strisce di pasta. Terminiamo: riprendiamo le coppie, facendo combaciare le estremità, unendole e rigirandole all’interno, ottenendo così un petalo. Ripetiamo per tutte le coppie fino all’ottavo petalo. Copriamo e facciamo lievitare. Spennelliamo con uovo sbattuto, decoriamo il centro del fiore con semi, inforniamo per 20 minuti in forno preriscaldato, a 190° per 10 minuti e poi 180° altri 10 minuti.

Inutile dirvi che il ripieno può essere cambiato a piacere, no?

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Since I started working with my sourdough yeast, I prepare less cakes as I was used to, this is because every now and then, it is inevitable to run into some savory recipes, some of them, like this one, capture your senses and force you to test the goodness of your little homemade ingredient, that little monster that multiplies in your fridge and just does not want to stop playing. This flower brioche is a simple variant of the one that was enchanting the web some time ago, but in a sweet version : a pleasant diversion that I found on a blog of a very good cook, I unfortunately lost the coordinates of … I apologize, I will try to step back on my footprints as soon as I can,  for a future tribute and recognition for this recipe ( this happens when in 2014 you’re still a graphomaniac and take messy notes on paper) .

Let’s start with a

Base for salted brioche

1000 g of flour type 0 W280
280 gr of sourdough
500 grams of milk
150 grams of eggs
70 grams of extra virgin olive oil
15 grams of salt
15 g of malt

Add the yeast to the flour, mix and while the machine works  at low speed with the leaf, slowly add the malt , milk (except 70 grams that you need to save) and eggs. After a few minutes , the dough just begins to wrap , replace the leaf with the hook and continue increasing the speed. Knead until stringing , adding the rest of the milk slowly , 40 grams of oil , and at the end, the salt. Put the dough in a bowl , after having oiled the walls with the remaining 30 grams of oil . Giving a first round of folds, then point the dough for an hour. Take a second round of folds , let it sit for another hour and continue with the third round of the folds .

Ingredients for the savory filling:

500 grams of cleaned spinach – 200 grams of cottage cheese – 50gr of grated Parmesan cheese – 1 egg – 2 cloves of garlic – salt, pepper or hot pepper to taste – 1 pinch of nutmeg – 1 tablespoon olive oil

We prepare a light fried with oil, garlic and onion, then add the spinach and cook for about ten minutes on high heat , without a lid to evaporate the water.

At the end add salt and spices ( except the nutmeg) , and let cool . Let the spinach to the mixer , then pour them into a bowl, add the remaining ingredients and mix well with a fork. Let us put the filling aside. As soon as the dough will double its volume, first, divide it into four equal pieces. Roll out with a rolling pin the first piece of dough to form a circle with a diameter of 30-35 cm. Put on baking paper and spread a thin layer of filling. Proceed with the second circle ,adjusting the shape , if necessary. Still a layer of filling, then paste and so on , up to four layers of dough and filling of three. At this point we continue with the cuts : we calculate the center and  few inches far from it, we cut four equal sections , each section then again for half , then half again , until you get sixteen sections . Take with two hands the two ends of two neighboring strips and , with clockwise movement of the right hand and counterclockwise for the left hand , turn over them twice. Repeat for each pair of strips of dough . We conclude : we take the pairs , matching the ends , joining them and turning them inside , thus obtaining a petal. Repeat for all couples until the eighth petal. Cover and let rise. Brush with beaten egg, decorate the center of the flower with seeds, bake for 20 minutes in a preheated oven at 190 degrees for 10 minutes and then 180 degrees 10 minutes.

Needless to say that the filling can be changed at will , right?

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