In attesa che arrivi l’estate, prepariamo i Biscotti al Cocco… Waiting for summertime, let’s cook some Coconut cookies…

biscotticocco

Una ricetta tanto semplice quanto gustosa quella che ho voluto provare e tratta dal libro di Maurizio Santin, “Frollini”, quella delle palline al cocco, la cui unica variazione personale è stata diminuire leggermente il peso degli ingredienti in virtù della confezione di farina di cocco a disposizione (250 grammi e non un pizzico di più). Quest’anno il lamento popolare dice che l’estate sembra non arrivare, e quale sapore migliore per riportarla un po’ in vita se non quello del cocco…

Ho utilizzato 250 grammi di farina di cocco, 100 grammi di albumi e 250 grammi di zucchero. Il procedimento è di una semplice estrema, avrete solo bisogno di un termometro da cucina.

Mettete in una ciotola capiente gli albumi, la farina di cocco e lo zucchero, e mentre cuociono a bagnomaria, mescolate il tutto per fare amalgamare. Raggiunta la temperatura di 50°, spegnere la fiamma e lasciar raffreddare. A questo punto formate delle palline con le mani, posizionatele su una teglia ricoperta da carta forno e lasciate cuocere nel forno a 200° fino a doratura (nel mio ci sono voluti 10 minuti abbondanti). Se amate i sapori molto dolci, potete spolverizzare con dello zucchero a velo, altrimenti lasciarli così come sono. Al primo morso, vi verrà voglia di correre a comprare una nuova crema abbronzante…

vgfrollini

Today I wanted to try this simple but tasty recipe from the book by chef Maurizio Santin, “Frollini” (Shortbread or Cookies), the Coconut shortbread, whose only personal variation was a slightly decrease of the weight of the ingredients due to the packaging of coconut flour available on my shelf (250 grams and not a bit more). This year people complaints about the delay of real summer temperatures, and what tastes was the best to bring it back a bit of hot and sunny feeling than coconut?

I used 250 grams of coconut flour, 100 grams of egg whites and 250 grams of sugar. The process is a very simple, you just need a cooking thermometer.

Put the egg whites in a large bowl add the coconut flour and sugar, and while baking in a water bath, stir together to mix. When the temperature of the dough reaches 50 °, turn off the heat and leave to cool. At this point, roll the cookies to get small balls, with your hands, place them on a baking sheet covered with baking paper and bake in the oven at 200 degrees until golden brown (in my oven was about 10 minutes time). If you love a sweetest version, you can sprinkle them with icing sugar, but I left them as they were. At first bite, you will want to run out and buy a new sunscreen cream…

biscotticoccocrudi

Annunci

Eccesso di albumi, lingue di gatto in quantità… Excess of egg whites, Cat’s tongue biscuits ​​in quantities…

linguegatto3

Capita. Apri il frigo e vedi il barattolo degli albumi al limite della sopportazione, ti domandi : “se li ho conservati, devo trovargli un giusto perché, altrimenti li buttavo e tanti saluti…” e dopo aver passato in rassegna, biscotti e biscottini, meringhe e macarons, ho optato per la soluzione più veloce, ma che non mi delude mai: una tonnellata di lingue di gatto semplici, al té verde matcha (va finito prima o poi, no?) e al cacao. I vincitori stavolta sono stati gli insospettabili al cacao, che avevo il timore fossero troppo stuccosi, e si sono invece rivelati gradevoli e quasi una novità (sarà il pizzico di polvere chiodi di garofano aggiunto all’ultimo secondo tanto per provare?)… Ah dimenticavo per le “semplici lingue di gatto” ho utilizzato il Burro Occelli, e ho detto tutto… (per chi non lo avesse provato ancora, vi dico, costa ma è talmente buono e talmente fresco, che se vi scoprono a spalmarlo su una fetta di pane, vi faranno compagnia!)

La ricetta è semplicissima, e come nel mio caso, potete aggiungere alla base del cacao, della cannella, della polvere di té, delle spezie… esiste qualcosa che non va d’accordo con le lingue di gatto??? Per esser la ricetta n.635 del libro dell’Artusi ci sarà un motivo, no?

Ps. Si narra che sia stato un pasticcere francese ad inventarle, un fan di Perrault e del suo gatto con gli stivali, che per omaggiare il personaggio e la fiaba, ne sfornava in quantità ogni giorno, chiudendole in scatole di latta con tanto di effige felina.

Ricetta base

100 grammi di farina 0 – 100 grammi di burro – 3 albumi (da circa 30grammi l’uno)- 100 grammi di zucchero a velo e una bacca di vaniglia
Lavorate a pomata il burro, ammorbidito a temperatura ambiente, aggiungendo poco alla volta lo zucchero a velo ed in ultimo la vaniglia. Unite un albume per volta e poco alla volta la farina.  Quando avrete ottenuto un composto cremoso, preparate una teglia con dell carta forno e con un sac à poche con beccuccio liscio, formate dei bastoncini lunghi circa 2,5 cm, facendo attenzione a distanziarli bene. Infornate a 190° C per 8 minuti o comunque fino a che i bordi dei biscotti non avranno assunto il loro caratteristico colore ambrato (questo non vale per quelli al cacao, si intende).
burrooccelli

Try to imagine: you open the refrigerator and tada!!! Here is a jar full of egg whites, so you ask yourself: “If I have kept them, I have to find now the right recipe to use them, otherwise next time I can simply threw them in the rubbish and greetings…”. After having reviewed all the possible recipes lists, jumping from cookies to biscuits, from meringues to macarons, I opted for the quickest solution, the more satisfying from my taste point of view: a ton of Cat’s tongue biscuits with a variation in taste (the traditional, the green tea matcha and the cocoa ones). This time, first place goes to the unsuspecting cocoa ones, which I was afraid they were too dry, while they are proved to be pleasant and almost new in taste ( could be the pinch of powdered cloves added last minute just to try it?) … Oh I forgot to tell, that for this recipe I used the butter Occelli, the King of all Butters for me … (For those who had not tried it yet, I tell you, it costs but it is so good and so fresh that if you will easily be happy just to spread it on a slice of bread!)

The recipe is simple, and as in my case, you can add to the basic recipe some cocoa powder, cinnamon, powder tea, spices …

Ps. It is said that it was a French baker who invented them, a fan of Perrault stories and above all, his Puss in Boots one, and this recipe was born to pay homage to the character and the fairy tale.

Basic recipe for Cat’s tongue biscuits

100 grams of flour 0 – 100 grams of butter – 3 egg whites (about 30 grams each) – 100 grams of powdered sugar and a vanilla bean

Work the butter, softened at room temperature, adding a little at a time the icing sugar and vanilla in last. Add one egg white at a time and little by little, flour. When you obtain a creamy dough, prepare a baking sheet with parchment paper and of a pastry bag with plain tip, and form some sticks of about 2.5 cm, making sure to space them well. Bake at 190 ° C for 8 minutes or until the edges of the cookies will not have assumed their characteristic amber color (this does not apply to those with chocolate, clear enough).

linguecrude

Andando alla ricerca di nuovi sapori… Looking for new flavours…

main-item-pictures_1

  …mi sono imbattuta nel sito di Slow Design ed ho trovato, senza volerlo il regalo perfetto per un’amica che ama gli oggetti in vetro e legno, oltre ad aver passato un piacevole quarto d’ora, ammirando oggetti di design belli ed utilizzabili quotidianamente.

I due creatori del brand, Roberto di Filitto e Nathalie Schneider, lavorano con abili artigiani toscani, reinventando in maniera elegante, funzionale e sostenibile il mondo degli oggetti per la casa. Le loro creazioni, tra cui troverete piatti, contenitori intelligenti che si trasformano, bottiglie, alzate, ma anche lampade in vetro riciclato, uniscono alla purezza e alla semplicità del vetro colorato e non, dei dettagli in legno locale, tornito a a mano, che sono riuscite a conquistare anche il pubblico delle Galeries Lafayette, a Parigi, dove sono state esposte, in occasione della fiera Maison & Object.

duchesse_1

…I came across this lovely site belonging to Slow Design and found, without intending, the perfect gift for a friend who loves the glass and wood objects, plus I spent a very pleasant quarter of an hour, admiring their beautiful design objects, that strange but true are daily usable, too.

The two brand creators, Roberto Filitto and Nathalie Schneider, work with skilled Tuscan artisans, reinventing in a stylish, functional and sustainable way, objects for the home. Their creations, among which you will find dishes, intelligent transformable containers, bottles, fruit stands, but also lamps made with recycled glass, their creations combine the purity and simplicity of colored glass with simple details of local wood, all hand turned. It is not by chance, that they conquer the audience of the Galeries Lafayette in Paris, where they exposed their creations at the fair Maison & Objet.

trio_4

Linzer Torte, il giusto compromesso tra una torta e una crostata…

linzfinita

La mia relazione intima con il forno inizia ad avere i giorni contati. Il caldo che, nell’ultima settimana, mi ha permesso di indossare le prime magliette a maniche corte, è lo stesso che mi imporrà una pausa dalle temperature eccessive in cucina, ma tanto per cogliere al volo le ultime occasioni, un compleanno mi ha fornito la scusa di testare un dolce che mi ronzava in testa dai tempi dei tempi: la Linzer Torte.

Quando ho optato per questo regalo, è stato inevitabile, curiosare sul web per risalire alle origini e scoprire che la Linzer Torte è forse una delle torte-crostata, che rendono famosa la pasticceria austriaca e in particolare la città di Linz, ma non immaginavo certo si trattasse della ricetta dolce più antica conosciuta al mondo (solitamente apro il frigo, controllo quali sono gli ingredienti che vanno assolutamente consumati e da lì inizio a decidere su cosa monopolizzare la mia attenzione, più semplice indubbiamente); si parla addirittura, di metà Seicento, e di un’origine non proprio austriaca, bensì veronese (tanto lo sapevo, che quando si tratta di dolci, mi dispiace, ma la nostra pasticceria è di un altro livello).

Per il primo test mi sono affidata alla ricetta originale che ho trovato qui, optando per alcune semplici modifiche (anziché grattugiare le nocciole, ho usato direttamente della farina di nocciole, ho evitato la vaniglia, ma non ho lesinato con le altre spezie ed infine ho seguito il suggerimento di un’amica, che mi ha consigliato di utilizzare un foglio d’ostia prima di versare la marmellata così da ottenere una cottura perfetta della frolla).

Ricetta Originale per la Linzer Torte (fonte Linz saluta )

150 g burro
250 g farina 00 (io ho utilizzato della semplice 0)
150 g zucchero a velo
100 g nocciole arrostite  (o farina di nocciole)
1 uovo
spezie (vaniglia, scorza di limone, 1 cucchiaino di cannella, 1/2 cucchiaino di polvere di chiodi garofano)
10 g lievito in polvere
300 g marmellata di ribes  (io ho usato quella di amarene, e per non far bagnare la frolla, anche un foglio d’ostia)

Unite la farina al lievito e poi con quella di nocciole, poi lo zucchero e le spezie. Dopo aver mescolato bene, cominciate ad aggiungere il burro a cubetti e successivamente la scorza di limone. In ultimo aggiungete l’uovo, ed impastate il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, che lascerete riposare in frigo per almeno un’ora.

Foderate con della carta forno una tortiera (possibilmente a cerniera, così da faticare di meno e non rompere la frolla), su cui adagerete tre quarti della pasta, che avrete lavorato fino a raggiungere circa 1,5 cm di spessore e coprite completamente il fondo della torta con il foglio di ostia, che avrete ritagliato adattandolo al vostro cerchio di base (Se trovate le cialde piccole va bene lo stesso). A questo punto, ho distribuito l’ultimo barattolo di marmellata di amarene, fatta in casa lo scorso anno, poi con il restante impasto, ho fatto dei rotolini sottili per comporre la grata della crostata, lasciandone un ultimo più largo per i bordi esterni. Spennellate la superficie con del tuorlo ed in ultimo disponete, le lamelle di mandorla nei fori in cui spunta la marmellata.

Mettete a forno per 40–45 minuti a circa 190 gradi. E se volete, anche se la ricetta non lo prevede, una volta sfornata potete spolverare la vostra torta con dello zucchero a velo.

Assaggiate e ditemi… è più italiana o austriaca?

tourismus_41(foto ufficio Turismo di Linz)

My intimate relationship with the oven started its countdown. The heat in the last week, which allowed me to wear the first short-sleeved shirts, it is the same that will impose me a break from excessive temperatures in the kitchen, but just to seize upon the latest bargains, the excuse came up due to a birthday, so I was able to test a cake that was buzzing in my head since centuries: the Linzer Torte.

When I opted for this gift, it was inevitable, to browse a bit the web to go and find the roots of the Linzer Torte: perhaps one of the pies-tarts, which makes famous the Austrian pastries and especially the city of Linz, but I never imagined that this was the oldest dessert recipe known in the world (how I make a decision about the cake to bake ?? Usually I open the fridge, check what are the ingredients that need absolutely to be consumed and from there, I begin to decide on what I can bake… undoubtedly the simplest way!), something like  mid-seventeenth century, and documents tell that arrives not from Linz, but Verona (when it comes to cakes and pastries, I’m sorry, but our tradition is a bit more winning).

For the first test, I have relied on the original recipe that I found here, opting for some simple changes (instead of grated hazelnuts, I used directly the hazelnut flour, I avoided the vanilla, but I did not skimp with the other spices and following the suggestion of a friend, I useD a sheet of wafer before pouring the jam so as to obtain the perfect cooking of the pastry).

Original Recipe for Linzer Torte (source Linz Tourist Office)

150 g butter
250 g 00 flour (I used the simple 0)
150 g icing sugar
100 g roasted hazelnuts (or hazelnut flour)
1 egg
spices (vanilla, lemon zest, 1 teaspoon cinnamon, 1/2 teaspoon of ground cloves)
10 g baking powder
300 g  homemade cherry jam (I used the black cherry, and so as not to wet the pastry, even a sheet of wafer)

Combine the flour with the baking powder with the nuts, then the sugar and spices. After mixing well, start adding the butter into cubes and then the lemon zest. Finally add the egg, and knead together until the mixture is smooth and homogeneous, let it rest in the fridge for at least an hour.

Lined with paper baking a cake pan (preferably hinged, so as to save effort and not break the crust), where you will put the three-quarters of the dough, which you have worked up to about 1.5 cm in thickness and completely cover the bottom cake with sheet of wafer, which you cut to best fits at your basic circle (If you find the small pods that’s okay either, less work). At this point, I distributed the last jar of cherry jam, homemade last year, then with the remaining dough, I made thin rolls to create the grate of the tart, leaving a final wider for the outside edges. Brush the surface with egg yolk and finally you put the sliced ​​almonds into the holes where the jam comes out.

Put in the oven for 40-45 minutes at about 190 degrees. And if you want, even if the recipe does not mention it, once baked your cake you can dust with icing sugar.

Try and tell me … is more Italian or Austrian?

 
 linzcruda