Freselle integrali e buon Pasta Madre Day a tutti… Wholemeal Freselle and Happy Sourdough Day to you all…

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Anche se di corsa e con la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante (un drink, datemi un drink base vodka o un buon bicchiere di vino rosso e tutti questi pensieri come d’incanto diventeranno incredibilmente leggeri e meno importanti: sto diventando una vera casalinga disperata), oggi ho pensato alle centinaia, forse migliaia di persone, che con un barattolo ed una palla di acqua e farina si saranno incontrate per celebrare, in lungo e largo per l’Italia, quello che di anno in anno sta diventando un evento di aggregazione sempre più divertente e importante per chi vuole avvicinarsi al mondo della pasta madre, il Pasta Madre Day… Purtroppo qui in zona quest’anno non c’era nulla di abbastanza vicino per farmi osare un pomeriggio diverso, magari il prossimo anno mi organizzerò per tempo e cercherò in zona di coinvolgere più persone possibili, magari lo farò proprio qui senza invadere troppo la calma del panorama circostante… Fatto sta che per anche per quest’anno partecipo col pensiero, e dedico a tutti i pastamadredipendenti l’ennesima bella scoperta fatta grazie alla ricetta di Fables de Sucre (Eva e Claudio sono due maghi in cucina), le freselle (che io ho fatto in stile integrale sostituendo alle due farine previste, quella integrale) con il lievito madre, preparate mentre organizzavo naturalmente le pizze del sabato sera… E che non si dica che il lievito madre è solo una gran faticaccia!!!

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Alright, if you got my picture you should know at this point, that I am running up and down daily with the feeling of having forgotten something important ( a drink , give me a vodka based drink or a good glass of red wine and all these thoughts as if by magic will become incredibly lightweight and less important: as you can see, I’m becoming a real “desperate housewife”), and today, while I was running at the usual speed, I thought about the hundreds, maybe thousands of people with a glass jar and a ball of flour and water, that are going to meet all over Italy to celebrate the Sourdough Yeast Day (a great occasion to meet, practice and learn new amazing concepts on sourdough and share the same insane passion for baking all the week long!)… Unfortunately here in my area, this year there was nothing close enough for me to spend the afternoon focused on, maybe next year, I will arrange for time and try to involve more people as possible, maybe if I am clever enough I’ll do it right here without encroaching the peace of the surrounding landscape … For this year, I can just participate in my thoughts, and I wish to dedicate to all the sourdough-addicted another beautiful discovery made thanks to the recipe of Fables de Sucre blog ( Eva and Claudio are two magicians in the kitchen), the Freselle (I have done them with wholemeal flour replacing the two types of flour listed in the original recipe), baked while I was organizing the usual amour of  course pizzas for the Saturday night … No way you can think that sourdough yeast is only a much hard work, try and you’ll see the difference!

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Sfogliatelle frolle sbagliate… Wrong recipe for my sfogliatelle frolle…

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D’accordo lo ammetto, avrei dovuto evitare una ricetta complicata per un dolce cult come la sfogliatella napoletana, ma trovando un video su youtube di un simpatico signore partenopeo, amante della cucina, ho deciso di fidarmi e lanciarmi nell’impresa. Ecco avete presente quando il trapezista è al telefono, si lancia e solo quando è in aria si rende conto che sotto non avevano ancora posizionato la rete di sicurezza? E’ un po’ quello che mi è capitato, quando a metà dell’opera, prendendo la pasta frolla dal frigo mi sono resa conto che era troppo morbida per esser lavorata in maniera umana, senza parlare del ripieno profumatissimo, ma con poca ricotta e un eccesso di liquidità ingestibile dovuta alla troppa acqua… Morale: non so come, ma sono riuscita in ogni caso a sfornare delle pseudo sfogliatelle, gradevoli, morbidissime e che mi hanno fatto ripromettere di variare leggermente le basi da cui sono partita, per ottenere un risultato migliore. Magari lascerò passare qualche giorno per sbollire la delusione, magari prima che il caldo si faccia più intenso e la frolla fugga a gambe levate anche solo all’idea…

Vi ricordo, che se volete provarla anche voi, per la frolla toglierei un uovo ed utilizzerei solo farina senza fecola, mentre per il ripieno aumenterei la consistenza con più ricotta e diminuirei l’acqua utilizzata per lavorare la semola, per rendere più sodo l’impasto. Non mi arrendo, la prossima volta andrà meglio…

Qui troverete il video della ricetta da cui ho preso spunto

 

This time it’s my fault I admit, I simply had to avoid a complicated recipe for such an amazing cult Neapolitan sweet like the Sfogliatella, but finding a video on Youtube of a nice Neapolitan gentleman, a real food lover, I decided to trust  him and jump for the adventure. Here you go: can you imagine a situation in which a trapeze artist is on the phone, it launches himself up in the air and only when it is at the top of the situation, he realizes that the technicians had not yet placed the safety net underneath? It ‘s a little closer to the feeling I had , when half recipe done , taking the pastry from the fridge , I realized that it was too soft to be processed in a “humane manner” , not to mention the fact that the filling either, although fragrant, was too creamy (I suppose this was due to a little amount of ricotta cheese and an excess liquidity, unmanageable due to too much water )…  The Morale? I don’t know how, but I managed in some way to churn out my quite similar Sfogliatelle, pleasing, soft and that made me now promise to change the basic recipe from which I started , to achieve a better result. Maybe I just need a few days to let off some disappointment, but before the heat will become more intense, I am sure I will accept the challenge again…

I remind you that if you want to try this recipe, too, for the pastry would be better to remove an egg and use only flour without starch , while the filling to get a better consistency I will add more cottage cheese and dimish the water used to work the flour, to make a hard dough.  Next time will be the right one .

Above you’ll find the link to the recipe from which I was inspired…

 

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Pranzo, merenda o cena: ogni scusa è buona… For a lunch, for a snack, for a dinner: this recipe suits any occasion…

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Approfitto del fatto che il sole non è ancora così caldo come dovrebbe (almeno non qui tra Golfo di Napoli e quello di Sorrento), ed il forno non è una tortura, ma ancora un piacere. E mentre vi leggo, miei cari bloggers scoperti da poco (voi sapete chi siete, vero?), mi accorgo che questo nuovo ritmo mi piace. Nessun obbligo di postare ricette su ricette come facevo tanto tempo fa, con la frenesia di infornare, sfornare, fotografare e via così, perdendo il gusto di sperimentare e sorridere: ora mi siedo, cucino, a volte fotografo, ma innanzitutto vi leggo e mi piace. Mi piace questa condivisione diversa, il mio blog ha un ruolo marginale, ma mi concede un foglio di carta bianca da colorare a piacere. Quindi grazie a voi, che leggo e ogni tanto spudoratamente commento, per darmi l’occasione di vivere dietro a questo schermo in maniera più umana e meno meccanica del solito, anche l’ennesima ricetta, provata per gioco.

Quella di oggi è il Danubio salato, ricetta trovata sul blog di Gelsolight e non solo, a cui ho variato solo il “look finale”, pennellando la brioche con del semplice olio extravergine d’oliva, anziché con latte e tuorlo d’uovo: una ricetta che funziona bene per pranzo, merenda o cena, e a voi la scelta del ripieno (io stavolta ho optato per del semplice prosciutto cotto e provola)!!!

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I am taking advantage of the fact that sun is not as hot as it should be in this season (at least not here between the Gulf of Naples and the Sorrento Peninsula) , and the oven is not yet a burning torture, but still a pleasure. And while I go through your new posts, my dear bloggers discovered recently (you know who you are, right?) , I realize that I like this new rhythm of my day. No obligation to post recipes, if I don’t feel like, no rush to bake, cook and  photograph, losing my main goal in life: smile and enjoy each second of it. Now I sit , I cook , sometimes I took funny but not perfect pics, but first of all, in my pc session, I read other people’s adventures and I love it. I like this way of sharing life and moments, it’s peculiar, my blog has a marginal role, but gives me a blank sheet of paper to color to taste. So thank you, my friends (thanks even to all the ones that didn’t realize I am reading through their memories and I do not just push the bottom Like) thanks for letting me in, for the comments I write on your wall, for giving me the opportunity to live behind this screen in a more human and less mechanical way than we are supposed to, thanks even for another recipe I tried today just to play.

This is the Danube savory recipe found on the blog of Gelsolight , which I changed only in the ” final look ” , brushing the brioche with a simple olive oil touch instead of milk and egg yolk : a recipe that works well for lunch, snack or a quick dinner , and yours is the choice for the filling (I simply used ham and cheese) !danubiolm2

Pane ai semi e stavolta chiederò 10 centesimi in cambio… – Seed bread’ experiment, but this time I’ll ask for 10 cents in exchange…

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… perché mi è stato detto che regalare il pane “porta male”. Chi mi conosce fisicamente, ora sicuramente indovinerà la mia espressione facciale, che la frase ha generato: porta male regalare una cosa fatta con amore, con ingredienti sani e con la migliore delle intenzioni? Ora ho capito perché la mia povera Italia è in queste condizioni disastrose!!! Crediamo ancora che un gatto nero più veloce di noi nell’attraversare sia presagio di prossimo frontale (certo se guardate il gatto inorriditi e non la strada, il frontale vi capita anche con un canguro, signori miei), siamo convinti che acquistare a qualcuno un paio di scarpe nuove sia augurio di un viaggio verso lidi ultraterreni (in questa secondo me, c’è lo zampino di un marito con la carta di credito prosciugata dalla moglie in acquisti firmati Manolo Blahnik), se ti regalano una spilla, prima ti devono pungere (certo, magari anche con una certa cattiveria, visto che hanno dovuto farti un regalo e proprio non era il momento economico giusto!), se sono fazzoletti o perle sicuramente piangerai (così orripilanti???) e chi più ne ha, più ne metta… La storia del pane regalato che porta male non so perché, ma mi fa pensare ad una certa cena, in cui qualcuno se ne mangiò a iosa, bevendo allegramente, in barba al fatto che fosse un traditore spergiuro: tutto questo però, non cambia la mia espressione facciale e la mia visione della vita, che è molto, molto più semplice. Le cose si fanno per il piacere di farle, non perché una becera superstizione ci permette di osare: fossi vissuta in un’altra epoca, forse sul fuoco al posto del pane, avrebbero cucinato me, ma sicuramente avrei indossato il mio sorriso migliore.

Così stavolta ho sfornato un delizioso pane ai semi (zucca, girasole e lino) e quando le pagnotte in più si sono raffreddate, le ho smistate chiedendo ben 10 centesimi di euro per ovviare a qualsiasi credenza popolare. Bastassero veramente pochi centesimi per ovviare alla sfortuna…

Dimenticavo, la ricetta di questo pane buonissimo l’ho trovata sul blog di Rita, “Pane e Gianduia”, le sue istruzioni sono perfette e facilissime da seguire, quindi non mi resta che ringraziarla per questo nuovo esperimento con il pane e continuare a prendere spunto.

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…because apparently you can’t gift bread, it’s like a bad wish or a kind of bad omen… Those who know me physically, they now surely can guess my facial expressions, such discover provoked: it’s bad luck to gift something made with love, with healthy ingredients and with the best intentions ? Now I understand why my poor Italian country is floating in troubled waters! We still believe that a black cat crossing the road faster than you can cause a horrible crash accident  (of course if you look at the cat horrified and not at the road, the accident will happen even with a kangaroo, my dear ladies and gentlemen) , we believe that buying someone a new pair of shoes is a wish for a trip to the land of dead ( in my opinion, in this I perceive the action of a husband with an empty credit card, due to his wife and her Manolo Blahnik’ shoe shopping addiction!) , if they give you a pin, you must first sting (oh yes, maybe even with some malice , because they had to buy you a gift and this is  not really the right moment for expenses! ) , if they gift you with handkerchiefs or pearls, it means you will for sure cry ( were they so horrifying?) and so on , and so forth … the history of bread given that it’s bad luck, I do not know why but it makes me think of a certain last supper, where  someone ate bread abundantly, drinking merrily , in spite of the fact that he was a traitor: all this however, does not change my facial expressions for a single second, probably because my vision of life is much, much easier. The things you do for the pleasure of doing them, and not because of a vulgar superstition, that’s it : if I had lived in another historical era, perhaps they would have cooked me on the fire instead of bread, but for sure, while burning, I put on my best smile .
So this time I baked a delicious bread with seeds ( pumpkin , sunflower and flax seeds) and when the loaves have cooled more , I’ve sorted out by asking 10 euro cents to remedy any popular belief . If pennies were enough of a solution to overcome the bad luck …

I forgot to tell you that I found the recipe for this delicious bread on the Rita’s blog , “Pane e Gianduia ,” her instructions are perfect and very easy to follow, so I just have to thank you her for this new experiment with another amazing kind of bread!

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Flavors of Sicily Film Project… che bella cosa…

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Se avete tempo, siete innamorati della Sicilia e amate i documentari sul cibo e sui suoi significati, non perdete l’occasione di poter contribuire anche con 1 Dollaro a questa raccolta fondi per Sacred Flavors of Sicily

Kickstarter Campaign link

If you have some time left, and I am sure you have, if you are in love with Sicily and love documentaries about food and its meanings, do not miss the chance to be able to contribute even with one dollar in this fundraiser Campaign for Sacred Flavors of Sicily 

 

Brioche per la colazione e le fettuccine di mamma da conservare… Brioche for breakfast and Fettuccine made by mum as comfort food…

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Sono i primi giorni di sole intenso, si comincia a sentire l’arrivo dell’estate, trovare le prime ciliegie è stato un regalo inaspettato, un po’ come le tagliatelle preparate da mia madre, che prima di tornare di nuovo nella mia città, ha pensato di lasciare in cucina una dose consolatoria per i giorni che verranno. Certo questo non colmerà il vuoto, che già sento, ma pensate all’odore o al sapore che vi ricorda la vostra infanzia, ecco quella è la sensazione giusta.

Io di mio, le ho preparato una brioche per far colazione, leggera, buona da mangiare semplice così, come gustosa da pazzi con un velo di marmellata, una delle tante ricette di Laura Baracca, una donna che non ho mai conosciuto realmente, ma che pubblica ricette fantastiche con il lievito madre in uno dei tanti gruppi Facebook per lievitodipendenti, di cui non potevo non far parte. Non so se abbia anche un blog a cui potervi rimandare, ma per ora a lei il merito di questo esperimento e vi lascio la ricetta se siete alla ricerca di una colazione sana per grandi e piccini.

Treccia brioche allo yogurt

Ingredienti:
500g farina (io ho usato la 0 , ma voi potete osare e scegliere quella che preferite)
100g zucchero di canna
120g pm
150g yogurt magro
1 cucchiaino miele
2 uova + 1 tuorlo
60g burro
3g sale
albume per spennellare e dopo cottura acqua e zucchero
Impastare bene,  inserendo gli ingredienti nell’ordine sopra, coprire e mettere in frigo. Dopo un paio d’ore formare (anche qui, tocca a voi usare la fantasia) e lasciare lievitare (io tutta notte). Spennellare con albume e infornare a 160º per pezzature piccole 10min, per le grandi 30min. Appena sfornate spennellare con acqua e zucchero.
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First days of intense sun are here finally and you can smell summer in the air a bit more, mainly when you find the first cherries of the season,  a real unexpected gift, something comparable to the Fettuccine hand made by my mother, something she did before returning again in my hometown, because she has decided to leave in my fridge  a “dose of comfort food” for the days to come. This won’t fill the empty place at my table that I can feel already, but I think their taste reminds me my childhood, and for a moment, it will be like she is again at my door. On my side, I have prepared a brioche cake for breakfast, something light but as tasty as simple, very good to eat clean or yummy adding a thin layer of jam: the recipe comes from Laura Baracca,  a woman that I’ve never really met, but that shares fantastic recipes with sourdough yeast in one of the many Facebook groups for sourdough-addicted , to which I am part of, without any doubt. I do not know if she also has a blog, but for now, to her goes the merit of this experiment and here I leave you her recipe, if you are looking for a healthy breakfast for children and adults.
Yogurt Pastry Brioche
Ingredients:
500g of flour ( I used the 0 type, but you can be daring and choose the one you prefer )
100g of brown sugar
120g of sourdough
150g of low-fat yogurt
1 teaspoon of honey
2 eggs + 1 egg yolk
60g of butter
3g of salt

egg white for brushing and after cooking, brush the cake with water and sugar

Knead well , inserting the ingredients as per the order above , cover and refrigerate . After a couple of hours form your brioche cake (again, up to you to use your imagination), and let rise (all night if you can) . Brush with egg white and bake at 160 º for sizes small about 10min, about 30min for large ones . When the cake, it is just out of the oven brush with water and sugar.

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Pausa impasto in onore di un piatto di cous cous di altri tempi… A baking break in the name of my mum’s cous cous…

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Ci sono poche cose, che hanno il sapore e gli aromi della mia adolescenza e che ho la fortuna, di tanto in tanto, di poter apprezzare ancora. Una di queste esperienze sensoriali, che mi piace poter paragonare alla mia macchina del tempo, è il cous cous di mia madre. Mia nonna lo ha insegnato a mia madre, quando era grande abbastanza per poterlo lavorare insieme (mia nonna era una di quelle fantastiche donne molto in gamba, ma molto autoritaria ed un pizzico dittatoriale, ed il cous cous era l’unico piatto per cui era in grado di passare una giornata intera in cucina, altrimenti il ruolo ai fornelli toccava a mio nonno), e mia madre negli anni, facendosi aiutare in cucina o lasciandoci sbirciare mentre tagliuzzava, mescolava, riscaldava, insaporiva, ci ha permesso di rubicchiare la tecnica della lavorazione paziente della semola (anche di quella precotta), che fa una sostanziale differenza quando ci si siede a tavola e si gusta un piatto che è un vero e proprio viaggio nei sapori di terre lontane. Tutto questo per giustificare il fatto che negli ultimi giorni, ho abbandonato lievito ed esperimenti, per affettare, pulire e preparare, ma non ho dimenticato anche di rinfrescare, e visto che rinfrescando, torna forte il concetto che non si butta via nulla, sono state apprezzate da tutti le schiacciatine con rosmarino, pseudo ricetta veloce per impiegare il lievito non rinfrescato in esubero, che era destinato alla pattumiera.

La formula è semplice io avevo 250 grammi di esubero, ho aggiunto 2 cucchiai abbondanti di farina 0 e due cucchiai e mezzo di olio d’oliva (1 cucchiaio a 100 è la proporzione larga che io utilizzo) ed un cucchiaio di rosmarino essiccato e tritato grossolanamente. Ho impastato il tutto e aggiunto due cucchiaini di sale (comunque non meno di 10 grammi). Ho tagliato in due il panetto e steso con il mio mini matterello (che altro non era che un manico di scopa in origine), fino ad ottenere una sfoglia molto sottile, che ho adagiato su un piano cottura, rivestito di carta forno. Infornato il tutto a 175° per 25 minuti circa o secondo doratura gradita. Gustose, croccanti ed un sano aperitivo prima del piatto forte della giornata… grazie Mamma!!!

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There are few dishes, that definitely have the taste and aroma of my adolescence and I’m lucky , once in a while, I can still appreciate with the same enthusiasm. One of these sensory experiences, the one I usually compare to a kind of time machine’ effect, is the couscous recipe of my mother. My grandmother taught it to my mother , when she was old enough to be able to work together in the kitchen ( my grandmother was one of those amazing women who were very smart , but very authoritarian and a pinch dictatorial , and the cous cous was the only dish able to let her spend a whole day in the kitchen, otherwise the role in the kitchen was up to my grandfather, the real chef) , and my mother over the years, allowing us as little helping hands in the kitchen or giving us the chance to peek while she was cutting up, mixing , heating ,  adjusting in special flavors, she allowed us to steal a bit of her technique in processing patiently the semolina ( also of the pre-cooked one) , which to me is the real secret for a perfect cous cous and makes a substantial difference when you sit down at the table and eat this amazing dish. All this introduction, to justify the fact that in the last days , I dropped yeast and experiments, to chop, clean and prepare her cous cous, but I did not forgot to refresh my sourdough , and back with my strong life’concept that you do not throw anything away from the kitchen, the rosemary dry focaccia was highly appreciated from everybody, a kind of quick recipe to use the not refreshed yeast in excess, which was destined to the dustbin .

The formula is simple I had 250 grams of redundant sourdough, I added 2 tablespoons of flour 0 and two and a half tablespoons of olive oil ( 1 tablespoon to 100 is the large proportion that I use) and a tablespoon of dried and coarsely chopped rosemary. I mixed everything together and added two teaspoons of salt ( but not less than 10 grams). I cut the dough into two parts and spread with my mini rolling pin (which was nothing more than a broomstick in origin ) , to obtain a very thin sheet , which I set on a stove top , covered with parchment paper. I put it in the oven at 175 ° for about 25 minutes or according to your favorite baking final color. A tasty , crunchy and healthy appetizer before the main course of the day … thanks Mom !

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Giocare con acqua e farina… Playing with water and flour…

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Non c’é una miscela giusta per il pane settimanale (o almeno non c’é ancora). Una volta uso la farina di grano tenero integrale in purezza, altre volte la utilizzo solo in parte, scegliendo di combinarla con altre tipologie di farina, che insieme esaltano il sapore finale del pane in questione. E’ un gioco, in cui man mano che si impasta, si percepisce la giusta consistenza dell’impasto, se la farina necessità un goccio in più di acqua, se vogliamo concederle un cucchiaio di olio per avere una crosta dalla consistenza leggermente più dorata e croccante o se aggiungo un cucchiaino di malto d’orzo perché immagino che aiuti la lievitazione, se il “peso” è tanto. Sono ancora una dilettante, ma la cosa più bella di giocare con acqua e farina, è che potete seguire le tante scuole di pensiero al riguardo, o decidere di seguire il vostro istinto e cambiare gli ingredienti.

La base di partenza della mia ricetta prevede 1 kg. di farina (stavolta ho utilizzato 500 grammi di farina di Kamut e 500 grammi di Farina integrale), 700- 800 grammi di acqua (ne serve di più con farina che assorbono maggiormente), 200 grammi di lievito madre, 1 cucchiaino di malto d’orzo (ma potete tranquillamente non usarlo) e 15 grammi di sale fino.

Sciogliete il lievito in acqua, amalgamando anche il malto fino a sciogliere bene tutto. Aggiungere la farina ed impastare. Quando l’impasto prenderà forma e solo in ultimo, aggiungere il sale.

A questo punto, lascio riposare un paio d’ore e poi faccio un giro di pieghe. Altre due ore ed altro giro di pieghe, per poi lasciare in pace il mio impasto fino al giorno dopo, coprendolo con la pellicola. Al mattino, sgonfiate l’impasto e spolverando il piano di lavoro con farina di semola, e formate la vostra pagnotta.

Infornate a 250° per 5 minuti, poi abbassate a 200° per altri 35 minuti. Buona domenica a tutti!!!

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There is no one right mixture for my weekly bread (or at least, I am still looking for the perfect one). Once I use the wheat flour in full purity, other times I use it only in part, by choosing to combine it with other types of flour, and together enhance the final flavor of my bread. It ‘s a game, and as you knead, you perceive the right consistency of your dough, if the flour needs a bunch more of water , if you want to add just a tablespoon of olive oil to have a slightly more golden and crispy crust’ consistency or last but not least, where I can add a teaspoon of barley malt, because I imagine that it will help the final rising. I’m still an amateur, but the best thing about playing with flour and water, is that you can follow so many schools of thought about it  or decide to follow your instincts and change the ingredients step by step.

The starting point of my recipe calls for 1 kg . of flour (this time I used 500 grams of Kamut flour and 500 grams of wheat flour ) , 700-800 grams of water (you need more water if the flour you’re using it is going to absorb it more), 200 grams of  sourdough yeast, 1 teaspoon of barley malt (but you can avoid it safely ) and 15 grams of salt.

Dissolve yeast in water, mixing well to dissolve the malt. Add the flour and knea . When the dough is  forming and only at this step, add the salt.

At this point, I let it sit for a couple of hours and then do a first round of folds. Another two hours, and another round of folds, then leave in peace until the day after, covering my dough with plastic wrap. In the morning, deflate the dough and sprinkle the work surface with semolina flour to form your loaf .

Bake at 250 ° for 5 minutes , then lowered to 200 ° for another 35 minutes. And enjoy your Sunday everybody!

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“Foodsharing:productive surpluses to those in need” diamogli una mano… “Foodsharing:productive surpluses to those in need” this project needs a chance

Buon Primo Maggio a chi ha lo spirito per festeggiarlo e a chi deciso di non farlo… La mia cucina oggi riposa, però visto che il mioanimo è sempre alla ricerca di nuovi mulini a vento, oggi vi lascio semplicemente un link che è questo:

http://ideas.chest-project.eu/?q=node/3342

e vi chiedo un momento del vostro tempo, per leggere questo progetto e se volete votarlo per dargli una chance di realizzazione.

Si tratta di foodsharing, un modo per smettere di buttar cibo e cominciare ad aiutare chi ne ha bisogno.

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Happy Labor Day to those who have the spirit to celebrate it and those who decided not to do it … My kitchen today rests. However, because my mind is always looking for new windmills, today I leave you a link as follows:

http://ideas.chest-project.eu/?q=node/3342

and I ask you for a moment of your time to read this project and if you agree with it, as I did, to vote for it to give a chance of realization.

It is foodsharing, a well known concept for some of you, a way to stop throwing food away and begin to help those who need it.