Tu chiamali se vuoi… cubi al latte – You can call them as you like… even milk cubes

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Mi serviva di gran fretta una ricetta per un dolce piccolo, ma buono da leccarsi i baffi, qualcosa che sopperisse alla mancanza di una vera e propria torta e fosse goloso al punto da farmi perdonare il poco tempo a disposizione e sono inciampata nella ricetta del Kinder Fetta al latte trovata ne “Il bellissimo mondo di Antonella” (lo stesso blog in cui avevo già trovato la ricetta dei muffin con il cuore di fragola) ed il fatto che la farcia non contenesse colla di pesce o strani addensatori mi ha convinta a provare. Ho semplicemente sostituito la vanillina con una bacca di vaniglia, visto che preferisco, quando possibile utilizzare ingredienti naturali, utilizzato della farina 0 anziché quella per dolci e preferito il miele d’acacia, visto che nei dolci chiari non incide sul colore finale della preparazione.

Detto questo, l’unico momento difficile è stato forse il taglio in cubi del dolce, che però dovete ricordarvi di fare, solo dopo aver lasciato il dolce intero in frigorifero per qualche ora, affinché la consistenza del ripieno vi lasci gestire ogni singolo movimento con più facilità e naturalmente, se utilizzate un coltello molto affilato a lama lunga (tipo quelli per sfilettare il pesce) avrete vita più facile…

Il difetto di questi dolcetti? Se iniziate, li finite in un lampo, perché sono ghiottissimi (io non ho mai assaggiato l’originale famoso, ma questo credo che lo riproporrò spesso)

Ingredienti:
120 grammi di farina 0 125 grammi di zucchero a velo 20 grammi di cacao amaro 3 uova grandi 1 bustina di vanillina (io ho utilizzato una bacca di vaniglia) 1 pizzico di sale  Per la farcia:
175 grammi di latte condensato 200 grammi di panna vegetale 2 cucchiai di miele 

Dividete i tuorli e  gli albumi, conservandoli in due ciotole diverse. Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale. Nei tuorli, aggiungete lo zucchero a velo e montate con le fruste. Aggiungete  poco alla volta  la farina e il cacao setacciati, amalgamandoli delicatamente, aggiungendo anche i semi della bacca di vaniglia. Inserite nel composto  gli albumi e sempre delicatamente amalgamate il tutto. Prendete una teglia da 40 x 30 cm, ricopritela con carta forno e versate il composto, livellandolo con l’aiuto di una spatola. Fate cuocere a 170° in forno già caldo per circa 1o minuti. Una volta pronto il biscotto, lasciate raffreddare e preparate la farcia.

In una ciotola capiente montate la panna, a cui poi aggiungerete il miele ed il latte condensato, lavorando bene con le fruste. Posizionate il biscotto su un vassoio e dopo aver rimosso la carta forno, dividetelo in due parti e ricopritene metà con la farcia. Fate aderire la seconda metà, facendo attenzione a non premere troppo per non far strabordare il ripieno. Lasciate in frigorifero per un paio d’ore, prima di tagliare il vostro dolce, come l’originale, in fette o a cubi monoporzione, come ho fatto io.

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I was in a hurry and in need of a cake’ recipe, something not too big but good mouth-watering,  delicious enough to make me forgive the short time available and luckily I found by mistake, the recipe of a famous children sweet called Kinder milk slice (or a kind of) in the blog of  “The meraviglioso mondo di Antonella “ (the same blog where I had found the recipe for muffins with strawberry some days ago) and the fact that the filling does not contain gelatin or weird thickeners, really convinced me to try it. I simply replaced the vanilla industrial powder with a vanilla bean  as I prefer, when possible to use natural ingredients, as well as I chose normal grain flour instead of the one suggested for cakes. Last but not least, I used the acacia honey, because in my personal experience, does not affect the final color of the preparation.

The only difficult moment was perhaps the cutting of the cake cubes , but you must remember to do it, just after leaving the entire cake in the refrigerator for a few hours , so that the consistency of the filling leaves you manage every move more easily and naturally, if you use a very sharp knife blade long ( like those used for filleting fish ) your life will be easier …

The wrong aspect of these cakes ? If you start eating them, they ended up in a flash, because they are yummy ( I have never tasted the original famous snack, but I think I will make these one again and again).

Ingredients:
120 grams of flour 0, 125 grams of sugar, 20 grams of cocoa powder, 3 large eggs, 1 teaspoon of vanilla powder extract (I used a vanilla bean) 1 pinch of salt. For the filling: 175 grams of condensed milk, 200 grams of vegetable cream, 2 tablespoons of acacia honey.

Divide the egg yolks and egg whites , keeping them in two different bowls . Whip the egg whites very firm with a pinch of salt. Whip the egg yolks , adding the powdered sugar . Gradually add also the sifted flour and cocoa , mixing them gently , adding the seeds of the vanilla bean as well. Place the egg whites into the mixture and gently mix everything . Take a baking sheet 40 x 30 cm , cover with wax paper and pour into the mixture , leveling it with the help of a spatula. Bake at 170 degrees in preheated oven for about 10 minute . Once ready, let it cool and prepare the filling.

In a large bowl whip the cream , to which you add the honey and condensed milk, working well with the whisk . Place the base of your cake on a tray and after removing the parchment paper, divide it into two parts and cover half of it with the stuffing. Cover with the second half of the cake biscuit, being careful not to press too hard not to overflow the filling. Leave in the fridge for a couple of hours , before cutting your sweet in slice rectangles, like the original, or in cubes portions, as I did .

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Piccole tortine Pane degli Angeli crescono… Small Pan degli Angeli’s cupcakes rise…

Questa ricetta è forse (dovrei toglierlo il forse, ma non si sa mai)  uno dei classici delle torte da colazione, un po’ come il suo nome che deriva dal lievito in polvere  più noto in Italia, che utilizziamo da sempre, lo utilizzava la nonna, poi la mamma ed ora non può mancare nel vostro scaffale. Semplice, con ingredienti facili da trovare in casa, un evergreen da gustare a colazione o per merenda, accompagnando una fetta con del thé o della marmellata…quasi un foglio da disegnare a piacere!

Gli ingredienti che vi serviranno sono :
150 g burro (o margarina) a temperatura ambiente – 150 g zucchero – 3 uova – 1 busta di vanillina – 1 pizzico di sale – 150 g farina bianca – 200 g di fecola di patate – 1 bustina di lievito in polvere e zucchero al velo per decorare.

Lavorare il burro a crema ed aggiungere gradatamente zucchero, uova, vanillina e sale. Impastare a cucchiaiate la farina mescolata e setacciata con la fecola di patate. Unire infine il lievito setacciato. Mettete l’impasto in uno stampo a cerchio apribile (diametro 24 cm) col fondo foderato con carta da forno oppure se volete dei dolcetti monoporzione, fate come me, ed utilizzate dei buoni pirottini in carta. Nel primo caso, dovrete cuocere la torta per 45-50 minuti nella parte inferiore del forno preriscaldato a 170°, mentre per i dolcetti monodose basterà la metà del tempo, alla stessa temperatura (fate sempre la prova stuzzicadenti e non sbaglierete).

Cospargere la torta raffreddata di zucchero al velo a piacere (ma potete anche utilizzare granella di zucchero, scaglie di cioccolato  ecc.ecc. insomma potete osare e cambiare anche la tradizione!) e gustatevi un classico intramontabile…

This recipe is maybe (maybe is not required in this case, but you never know) one of the classic cakes for breakfast or teatime, its name comes  from the yeast powder most famous in Italy: we always used it,  our grandmothers first, then out moms and now its a  must have on our shelf. Simple, ingredients easily ready at home, a passepartout to be enjoyed for breakfast or for a snack,  with a slice of jam or a cup of tea … almost a white sheet to draw at will!

The ingredients you need are:
150 g of butter (or margarine) at room temperature – 150 g of sugar – 3 eggs – 1 sachet of vanilla extract – 1 pinch of salt – 150 g flour – 200 g of potato starch – 1 sachet of baking powder and icing sugar to decorate.

Cream the butter until soft and gradually add sugar, eggs, vanilla and salt. Add with a spoon the flour mixed and sifted with potato starch. Combine the yeast as last thing. Put the dough into a circle mold opening (diameter 24 cm) with the bottom lined with parchment paper or if you prefer the single portion cakes, do as I did, and use good quality paper cups. In the first case, you will have to bake the cake for 45-50 minutes at the bottom of the oven preheated to 170 °, while for the  single cupcakes just half of the time at the same temperature (always make the test of the toothpick and you can’t go wrong).

Sprinkle the cooled cake with icing sugar to taste (but you can also use granulated sugar, chocolate chips … and so on,use your fantasy to change tradition!) and enjoy a timeless classic …

 

Lentamente ricomincio a pasticciare, ma con la mia pasta madre… Slowly baking, but with my Sour Dough……

Mi sono presa una lunga pausa. Stavolta però definiamola una pausa-studio-esperimento, per tentare quello che finora non mi sentivo di provare… il fantasmagorico lievito madre!

Tutto è iniziato grazie all’acquisto di un libro, in cui un procedimento apparentemente elementare, viene spiegato con estrema chiarezza (insomma se ci sono riuscita io, voi avrete altrettanto successo), ci sono tabelle ed esempi e tante ricette, dolci e salate, e suggerimenti, che mi hanno spinta a provare e a tagliare la testa al toro, una volta per tutte: riesco bene, non riesco, mi dedico ad altro, ma almeno il dubbio ce lo togliamo una volta per tutte!

Sono bastati 200 grammi di farina, 100 grammi di acqua ed un cucchiaino di miele, per dar vita al mio primo lievito madre (so già che non durerà in eterno, perché sono una testa matta), e dopo aver ottenuto un risultato più che soddisfacente, ora inizierò a sperimentare qualche ricetta per provare al resto della famiglia, che queste due settimane di controllo maniacale avevano

Sono stati 15 giorni in cui ho cucinato senza far ulteriori esperimenti, ho pazientato, osservato l’alveolatura del lievito, crescere e trasformarsi, ho annusato e controllato il sentore leggermente acidulo, la temperatura e l’umidità della cucina, insomma mi sono totalmente dedicata alla mia nuova “creatura” con tutta la calma, la pazienza e l’attenzione del mondo…

Ed ora vi dò tutti i dettagli di questa operazione: l’autrice del libro in questione, “La Pasta Madre”, ha un sito che trovate qui con la ricetta base e tante altre delizie. Sono sicura che vi riuscirà a conquistare, come ha fatto con me, scettica impastatrice dell’ultima ora.

Io per ora mi sento di dover ringraziare Antonella Scialdone, per l’amore, la pazienza e la passione che le hanno permesso di scrivere un bellissimo libro sulla pasta madre e le sue ricette, una più originale dell’altra. Ah e se volete comprarlo, eccovi la copertina con un link per l’acquisto online (ne vale la pena!)

My cooking pause was a bit too long. This time, however, it was a kind of relaxing break-but-studio&experiment time, too, trying to face one of my big limits … the phantasmagorical sour dough!
It all started with the purchase of a book, in which aseemingly elementary process, is explained very clearly (well, if I succeed, you will as well for sure), there are percentage’ tables and examples, many recipes, both sweet and savory, and suggestions, which they pushed me to try once and for all: it only took 200 grams of flour, 100 grams of water and a teaspoon of honey to give birth to my first sour dough (I already know that will not last forever, because I’m a crazy head), and after having obtained a very satisfactory result, now I will begin to experience some recipes to enjoy the taste of natural yeast.
The last two weeks were a kind of mental exercise, I have been very patient, observing day by day, large bubbles of yeast forming naturally, they grow and change, I sniffed and checked the slightly sour smell, temperature and humidity in the kitchen were under constant control (I felt a bit like a maniac to be sincere), in fact I have totally dedicated those days to my new “creature” with all the calm, patience and attention of my world …
And now I give you all the details if you want to try for the best results: the author of the book in question, “The Pasta Mother” by Antonella Scialdone, owns a personal website where you can find the basic recipes and many more. I’m sure you will find it great.
My personal thank you from the bottom of my heart goes to Antonella Scialdone, who wrote such an amazing and interesting book on Sour Dough… you should buy and keep following her website!
 

Una variazione di Madaleines con un cuore generoso… A different way to make Madeleines…

Che le madeleines siano uno dei miei dolcetti preferiti non è un segreto per nessuno. Ultimamente però ho deciso, che valeva la pena “alleggerire” la ricetta originale, che trovate tra i vecchi post, per potermi concedere qualche snack dolce in più, senza star troppo a pensare ai grassi in eccesso, al colesterolo in rapida ascesa e chi più ne ha, più ne metta.

So con certezza che per esempio utilizzare il fruttosio non garantisce lo stesso risultato di fragranza dello zucchero, ma queste madeleines si sono rivelate comunque una buona alternativa. Naturalmente il cuore era di vera Nutella, ma volendo avrei potuto optare per una marmellata biologica o lasciarle così senza ripieno…volendo…

Gli ingredienti per questa ricetta diversa dalla tradizionale sono:

mezza scorza di limone grattugiato

3 uova

120 grammi di olio

150 grammi di farina

115 grammi di fruttosio

1 cucchiaino raso di lievito in polvere

Nutella®

Lavorate le uova con il fruttosio fino ad ottenere un composto soffice e chiaro. Aggiungete la farina setacciata con il lievito, alternandola con l’olio, ed aggiungete in ultimo la scorza di mezzo limone.

A questo punto, mettete a riposare il composto in frigorifero per almeno un’ora, coprendo la ciotola con della pellicola per alimenti. Finito il tempo di riposo, prendete le vostre formine per madeleines (io ho optato per quelle in silicone di misura piccola), e riempite ogni formina per un terzo, mettendo una noce di Nutella ® al centro (per questo vi converrà tenere il barattolo in frigo, in modo da poter porzionare la crema senza troppi problemi), poi coprite con altro impasto, facendo attenzione a non riempire troppo, ogni spazio perché in cottura le madeleines cresceranno ulteriormente.

Infornate a 270° per i primi 4 minuti, e poi abbassate il forno a 210° e fate cuocere per altri 6-7 minuti.

Mi piacerebbe proprio avere un vostro parere 🙂

Madeleines are one of my favorite sweets and this is not no secret anymore. Lately however, I decided, it was worth “lighten” the original recipe, you can find among the old posts, to eat some more sweet snacks without thinking too much about the fat in excess, the arising cholesterol and ect.etc.

I know with certainty that such use of fructose, replacing white sugar, does not guarantee the same result in fragrance, but these madeleines turned out to be still a good alternative.Of course, the heart was a filling of real Nutella ® cream, but if I would, I could opt for an organic jam or leave them without filling … if I would …

The ingredients for this recipe are:

half grated lemon zest

3 eggs

120 grams of olive oil

150 grams of flour

115 grams of fructose

1 teaspoon baking powder

Nutella ® Cream

Work eggs with fructose until mixture is soft and clear. Add the sifted flour with baking powder, alternating with the oil, and finally add the lemon zest.

At this point, put to rest the mixture in the refrigerator for at least one hour, covering the bowl with plastic wrap for food. After this resting time, take your cutters for madeleines (I opted for the small silicon size ones), and fill each cutter to third, putting a tablespoon of Nutella in the center (for this you’ll want to keep the jar in the fridge , so you can portioning cream without too much trouble), then cover with some more dough, being careful not to overfill, because madeleines will grow further while baking.

Bake at 270 degrees for the first 4 minutes, and then lower the oven to 210 degrees and cook for another 6-7 minutes.

I’d love to have your opinion 🙂

Anche salato il mascarpone ha il suo perché… Mascarpone is perfect on salty snacks, too…

Giornata da variazioni su tema: stavolta ho deciso di utilizzare il mascarpone avanzato in frigo, per una variante salata, a cui ho dato il nome di Bocconcino del Salumiere (d’accordo, mi devo applicare con questi nomi pazzeschi…pazientate!), un piccolo snack salato da proporre quando avete qualcuno particolarmente ghiotto di salumi e che potrete variare, aggiungendo spezie e diversificando nella scelta delle note principali (se volete qualcosa di più intenso, potete aggiungere del parmigiano al vostro impasto, per esempio).

Per 12 bocconcini (considerate dei pirottini per muffin medi) avrete bisogno di:

130 grammi di farina (io ho usato la 2, ma potete variare), 2 uova, 130 grammi di mascarpone, 80-90 grammi di salame a tocchetti, 2 cucchiai di olio d’oliva, 1 cucchiaino di lievito per torte salate, sale, pepe e spezie a piacere (io ho usato della noce moscata, perché secondo me aveva il suo perché, ma se volete aumentare il piccante, potete utilizzare del peperoncino o della paprika), in aggiunta tenete vicino al piano di lavoro, del latte, nel caso l’impasto dovesse risultare troppo duro.

Sbattete le uova con un pizzico di sale, aggiungete la farina setacciata con il lievito ed una volta amalgamata, mescolare un primo cucchiaio d’olio all’impasto, poi aggiungere il mascarpone ed concludere con il secondo cucchiaio d’olio. A questo punto, dovreste avere una chiara idea della consistenza del vostro impasto: se necessita di 1-2 cucchiai di latte, aggiungeteli ed in ultimo, mescolate il salame a tocchetti.

Porzionate il tutto in pirottini di carta, così che i bocconcini siano pronti per esser gustati anche caldi ed infornate a 170° per 15-20 minuti.

Il mascarpone fa da ago della bilancia, nel calibrare la sapidità senza coprire gli aromi del salame e delle eventuali spezie… da provare!

This time, I chose to use the Mascarpone, left in the fridge for a salty snack, just an experiment and to tell you the truth, it worked perfectly. They are called Salami Bits (horrible translation, but you can call them muffins!) and to get 12 of them, you need:

130 grams of flour , 2 eggs, 130 grams of Mascarpone, 80-90 grams of salami cut in cubes, 2 tbspoons of olive oil, 1 teaspoon of powder baker’s yeast, salt, pepper and spices (I used some grated spiced nutmeg, but you can choose also paprika or something more spicy!) and keep some milk if the dough, at the end, looks too strong.

Melt well the egg with a pinch of sugar, add the flour and the yeast together and when all is mixed, add the first tbspoon of oil. Melt the mascarpone and at the end, the second tbspoon of olive oil. When you get to this point, you will understand if you need some milk or not, to have a softer dough. The final touch is the salami in cubes mixed to the rest.

Fill some sweet paper case and bake at 170° per 15-20 minutes… The soft mascarpone and the spiced salami will do the rest! Enjoy…

Quando il mascarpone la fa da padrone… Mascarpone’s is the main ingredient for this special glass…

E’ tutto nato da una confezione di mascarpone. Poi girando di blog in blog (ormai la selezione è quasi fatta, ma più mi immergo in questo universo di donne, che fanno della cucina, gioia e fantasia, e più sono felice di essermi concessa questo angolo!), sono passata sul blog di Aria, a cui tanto tempo fa, avevo mandato la mia ricetta di biscotti colorati per rallegrare una giornata d’inverno, e ho trovato il suo primo contest, “Sua morbidezza…il mascarpone“, una di quelle coincidenze, che fanno sorridere e permettono di condividere anche le mie azzardate combinazioni in cucina…

Parlo al plurale, perchè naturalmente ho iniziato dal dolce e sono scivolata sul salato (ma questa sarà un’altra puntata, visto che il contest prevede solo ingredienti vegetariani).

La prima ricetta, per Aria, è quella del Bicchierino Morbidino (d’accordo, devo lavorare sui nomi, ma questo è quello che è nato al primo assaggio).

Per 8 bicchierini, vi serviranno 100 grammi di buon cioccolato bianco, 150 grammi di mascarpone, 100 grammi di amaretti, 100 grammi di panna, un pizzico di cannella in polvere, del caffé, scaglie di cioccolato fondente e frammenti di meringa (se non è pazzia…)

Fate fondere a bagnomaria, il cioccolato bianco e fuori dal fuoco, lavoratelo in una terrina con il mascarpone fino ad ottenere una crema morbida e consistente, che sarà il primo strato ed il più importante del vostro bicchierino. Sbriciolate gli amaretti e bagnateli con un pò di caffé (non esagerate per non render troppo liquido il tutto): questo sarà il secondo strato del vostro dolce.

Preparate la vostra panna, aggiungendo prima di montarla un pizzico di cannella (se non amate la cannella, potrete sostituirla con del cacao in polvere, ma il tocco è diverso): pronto anche il terzo strato del bicchierino.

A questo punto, avrei potuto continuare ad inventare, ma visto lo spazio, ho optato per una guarnizione soft, avendo a disposizione della semplice meringa e del cioccolato in scaglie, fatti ieri per un altro esperimento, e lasciandoli cadere sull’ultimo strato con della granella di nocciole in stile gelato dal cuore famoso, di cui non faccio il nome 🙂

Con questa ricetta, spero di partecipare, al contest di Aria:

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Let’s start from the beginning… It was a not so sunny morning, until I opened the fridge and discovering a box of Mascarpone (Italian mild creamy cheese usually used for the famous cake called Tiramisù)… I decided to play a bit and when, blogging around, I found a contest, held by Aria, I decided to send her my recipe, born today on the wings of fantasy! (sounds a bit foolish, but I am not so…mad!)

The experiment is called the Funny Glass. To get at least 8 small glassed you will need:  100 grams of white chocolate, 150 grams of Mascarpone, 100 grams of small amaretti cookies, 100 grams of fresh cream, a pinch of cinnamon (if you don’t like it you can change with cocoa powder), some coffee, chocolate bits and meringue flakes (this sounds amazing!)

The glass in on three levels: to get the first one, melt the chocolate bain maire and mix it well with the mascarpone. This will the white cream on the bottom of the glass. Break manually the amaretti and wet them with some coffee drops (not too much, or it will be too soft and liquid): this will be your second floor. The third floor is made with cream whipped with the pinch of cinnamon. And to close the experience, just sprinkle the dark chocolate bits and the meringue flakes on top!

Taste and smile!!! This is the Funny Glass!!!

La prima pasta fillo… My first Fillo’s…

Col ricordo della pasta croccante delle briques ripiene di patate e uova, ho ripreso in mano il fantastico libro di Sara Papa sul pane e mi sono tuffata con l’entusiasmo di una 20enne sulla ricetta per ottenere la pasta fillo (in fondo ho solo un’età che prevede un 20 moltiplicato per due, ergo doppio entusiasmo! 🙂 )

Gli ingredienti sono semplicemente 250 grammi di farina 00, 150 grammi di acqua tiepida, 1 pizzico di sale ed olio extravergine d’oliva.  Impastate la farina con l’acqua ed il pizzico di sale, fino ad ottenere una consistenza morbida ed elastica (io ho tenuto la farina accanto al piano di lavoro, e ne ho aggiunta ulteriormente, fino ad avere la sensazione che la pasta fosse pronta!) e poi lasciate riposare, coprendo con un panno umido, per una mezz’ora il vostro impasto.

Formate delle palline di più o meno 50 grammi e stendetele con un matterello piccolo (di quelli da 1 cm di spessore: ho penato per trovare qualcosa di idoneo, e poi ho lasciato carta bianca alla fantasia…), fino ad ottenere dei piccoli dischi di pasta. Sovrapponete tre, stando attente a spalmare con le mani, tra un disco e l’altro, dell’olio d’oliva: una volta ottenuto il trittico, premete i dischi come se voleste disegnare una grata, prima in un verso e poi nell’altro, e cominciate a stendere la pasta, fino ad ottenere un disco grande e sottile (teoricamente dovreste riuscire a far “schioccare” la pasta sul matterello come fanno le migliori sfogline: ecco diciamo che io sono alle prime armi, e quindi lo schiocco non è stato proprio dei migliori…) . A questo punto la vostra pasta fillo è pronta per esser lasciata riposare su un telo da cucina (attente che si attacca che è una bellezza!), mentre decidete il vostro ripieno preferito: io ho optato per patate, crudo e fontina valdostana, ma potete sbizzarrirvi con ripieni anche più saporiti o dolci visto che la base è neutra.

Le foto non sono proprio il massimo, ma sto cominciando a scoprire il magnifico mondo di Photoshop ed adoro giocare, quindi chiedo venia in anticipo! 🙂

Una volta, deciso il ripieno, tagliate la pasta a strisce e farcitele, una volta chiuse, spennellate di olio su tutti i lati: se optate per la cottura in forno (piuttosto che fritto), ci vorranno più o meno 20 minuti a 180°, ma la croccantezza e la delicatezza di questa pasta vale il lavoraccio di stesura!!!

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When I was a kid, I was fond of briques (the typical fried crunchy pasta with potatoes and eggs inside), and reading the great book about bread by Sara Papa, I discovered the recipe to get homemade pasta Phyllo… So feeling again twenty (as a matter of fact, I doubled the enthusiasm!!), I prepared my first Phyllo home, using the simple ingredients you will need, if you want to try…

This means 250 grams of wholegrain flour, 150 grams of not-so-warm water, 1 pinch of salt and olive oil. Melt the flour with water and salt until you get the perfect dough: you will feel that the past is soft and not sticky, so if you need use a little bit more of flour to get it right! Leave the dough for half an hour, covered with a humid kitchen towel and start deciding your filling (I went for mashed potatoes, ham and some mountain cheese from Val d’Aosta), knowing that you can go for a salty or a sweet inside, because the dough is neutral in taste…

Form some balls of about 50 grams and roll out the dough in thin circles with a rolling pin (1cm large and 80 cm long): once your circles are ready, stack one on the other, brushing them with some olive oil in between. Then the difficult part of the recipe, is to roll them out, drawing a kind of grate, then roll definitely the three-in-one circles until the dough gets thinner and larger.

You can cut the dough with a knife in long stripes, fill each of them with some filling and close them. At this point, you will need to brush each of them with some oil and if you go for the oven, they will be ready in 20 minutes at 180° (otherwise you can make them fried!)…

Photos are not so colorful, but I guarantee the crunchy result you can’t see in my Photoshop experiments!