Premio-esperimento “Credi di avermi messo a fuoco?” e salto nel social web per me…

Spento il forno per qualche giorno, causa preparativi del matrimonio della mia migliore amica, torno a far capolino perché inaspettatamente uno degli autori di blog che seguo, mo1503, mi ha nominata per un premio (incredibile visto il mio basso livello di socialità e partecipazione: forse un incentivo a migliorare e a superare questa costante volontà di non apparire? Chissà vedremo se Mo è riuscito nell’impresa), e quindi a mia volta, mi tuffo in questo esperimento…

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L’esperimento consta di regole semplicissime:

1. Utilizzare il logo.
2. Riportare le regole.
3. Scrivere dieci caratteristiche o accadimenti personali e sfidare chi legge ad indovinare se e quando si mente 
4. Nominare 10 blogger che si desiderano mettere a fuoco, comunicando loro di essere stati coinvolti;
5. Pubblicare le risposte nei giorni successivi…

Ed ora indovinate!!!

1) Nata a Roma ma vivo ai piedi del Vesuvio

2) Leggo solo romanzi storici

3) Mi diletto in cucina anche se fino a qualche anno aprivo buste di surgelati

4) Non ho figli e non ho cani, ma mi piacciono entrambi

5) Non sono sempre stata una casalinga

6) Non amo viaggiare

7) Adoro il vino ed adoro i cocktail

8) Se potessi ballerei per 24 ore filate

9) Toglietemi tutto, ma non la macchina

10) Sto ancora cercando un buon corso di yoga…

 

Le mie nomination sono per:

1) http://chezliza.wordpress.com

2) http://peppersmatter.wordpress.com

3) http://immacucina.wordpress.com

4) http://lacaccavella.com

5) http://bitesofvisions.wordpress.com/

6) http://inesweb.wordpress.com

7) http://patrizia87.wordpress.com

8) http://cuocablog.wordpress.com

9) http://fornellidisalvataggio.wordpress.com

10) http://acasadisimi.com

 

Buona giornata a tutti! (Wish I could do it in English, too, but I am not sure whether it’s strictly for Italians!)

Mud cake in bianco… Mud cake goes white…

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L’occasione per cui questo dolce ha preso spunto, erano i 40 anni di matrimonio di una coppia inossidabile, belli e sorridenti proprio come nelle foto del loro matrimonio di tanto tempo fa, così il mio piccolo contributo alla festa per celebrare tanta forza ed entusiasmo, amore e complicità è stata una Mud Cake con un tocco di bianco (crema al latte e niente di più pesante) ed una bagna al caffè.

La ricetta della Mud Cake più ghiotta l’ho trovata su GialloZafferano, variando solo la farcitura. E naturalmente come decorazione non potevano non esserci una regina di quadri ed un re di fiori :)

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The occasion to inspire this cake was the 40th wedding anniversary of a lovely couple, they are so beautiful and smiling just like the pictures of their wedding a long time ago, and my small contribution to the party to celebrate such energy and enthusiasm , love and complicity has been a Mud Cake with a touch of white (cream milk and nothing heavier a filling and topping) and some mix of water & coffee to wet the cake.

You can find the recipe of the most delicious Mud Cake on GialloZafferano website, I only made a different cream to garnish. And of course the decoration was supposed to represent a queen of diamonds and the king of flowers :)

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E non poteva mancare la torta al cioccolato… Not to be missed, the Chocolate Birthday Cake…

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Perché che compleanno anno è senza baffi di cioccolata? Per questa ricetta ho preso spunto dal blog “Le torte di Lara” per quella chiamata Torta Smarties, piccole variazioni mie, come la scelta di non usare il muro di Kit Kat (se riuscite a trovarli in estate siete dei fenomeni), e la sostituzione degli smarties di decorazione con l’ostia delle Principesse Disney (così era la richiesta, così abbiamo eseguito). Inutile dire che questa torta era per la sorella della festeggiata, che pur essendo nata in novembre, sosteneva che quello era anche il giorno dei suoi festeggiamenti, e quando qualcuno a 3 anni ha le idee già così chiare come dargli torto?

Dimenticavo: i compleanni e torte relative non sono finiti, tenetevi pronti per la prossima sfornata! :)

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Never seen a birthday celebration without chocolate mustache on.  This is the recipe why I’ve chosen this as the third cake  recipe, inspired by the blog “Le torte di Lara” where you will find all the directions for the so called Smarties Cake,  I made my small changes, such as choosing not to use the wall of Kit Kat wafer cooked (if you can find them in the summer, you are  just a phenomenon, because they are out of shelves), and I replaced the smarties on top for decoration with the host of the Disney Princesses (such was the demand of the young lady, so I simply executed). Needless to say, this cake was for the birthday girl’s sister, who despite being born in November, claimed that this was also the day of her celebration, and when someone has such clear ideas and she is only 3 years, can you blame her?

I forgot to advise you … the birthdays’ cakes  are not finished yet, get ready for the next baking session … :)

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Una torta per i giorni di pioggia… The right cake for rainy days…

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E visto che ci stiamo trasformando in un Paese tropicale (mai vista tanta pioggia a giugno, come direbbero i nonni ai giardini pubblici in un caldo pomeriggio estivo), questa è stata la mia seconda torta di compleanno per la piccola festeggiata… Ero alla ricerca di un dolce divertente, colorato e l’unica variante che mi sono permessa, è stata quella di sostituire la crema al mascarpone prevista per farcirla con della semplice marmellata di mirtilli rossi (preferisco non esagerare con gli zuccheri quando si parla di più di 20 bambini ad una festa di compleanno!): buona e divertente!

La ricetta originale l’ho scovata qui su Cookaround e vi serviranno:

INGREDIENTI:
– 330 gr Farina
– 4 cucchiaini di lievito in polvere (1 bustina volete esser sicuri che i vostri dischi di torta crescano bene)
– 1 pizzico di sale
– 225 gr di burro
– 525 gr di zucchero
– 5 bianchi d’uovo (albumi) a temperatura ambiente (potreste usare anche le uova intere per un risultato più consistente e più simile al pan di spagna)
– 2 cucchiaini di estratto di vaniglia (io ho usato i semi mezza bacca di vaniglia)
– 360ml di Latte
Coloranti a piacere (di quello gel ne servono un paio di gocce a colore non di più)

In una grande ciotola mescolare insieme la farina, il lievito ed il sale. Mettere da parte. Con un mixer elettrico fare a crema il burro con lo zucchero. Aggiungere lentamente gli albumi finchè non siano ben incorporati.  Aggiungere quindi la vaniglia e continuare a mescolare.
Aggiungere ora in maniera alternata la mistura di farina (farina lievito e sale) ed il latte, iniziando con la farina e finendo con il latte.  Continuare a mescolare. Prendiamo a questo punto il nostro impasto e lo dividiamo in 6 ciotole e in ognuna aggiungiamo un colorante. Ora, in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Io per avere la stessa dimensione ho utilizzato delle tortiere usa e getta della domopak della stessa dimensione (18 cm).  Ho ammorbidito ogni disco con una bagna di acqua e zucchero, spalmato un velo di marmellata di mirtilli rossi e ricoperto con tanta crema al latte ed un disco di Peppa Pig, circondato da gommose alla fragola.

In attesa che il sole torni presto, buon Arcobaleno…

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Apparently, and not only apparently, we’re turning into a tropical country (never seen so much rain in June, as usually you expect grandparents saying in the public gardens on a warm summer afternoon) and this was my second birthday cake for the birthday girl : I was looking for a funny cake, colorful and the only variant (probably I made a couple of them, ehm) from the original recipe I made, was to replace the mascarpone cream with a simple stuffing of lingonberry jam (I prefer not to go overboard with sugar when it comes that more than 20 Children are attending the same birthday party!): good and funny!

The original recipe I found it here on the Cookaround Forum and you will need:

INGREDIENTS:
– 330 gr flour
– 4 teaspoons of baking powder (1 sachet it’s working perfect)
– 1 pinch of salt
– 225 grams of butter
– 525 grams of sugar
– 5 egg whites at room temperature (you could also use eggs for a more consistent and a result like sponge cake)
– 2 teaspoons of vanilla extract (I used half vanilla bean seeds)
– 360ml of milk
Food Colors to taste (if you’re using gel tubes will need a couple of drops of color,  no more than that)

In a large bowl mix together the flour, baking powder and salt. Set aside. With an electric mixer, work the butter with the sugar to get a cream. Slowly add the eggs until they are well incorporated. Add the vanilla and continue to mix.
Now add alternately the mixture of flour (flour, yeast and salt) and the milk, starting with the flour and ending with the milk. Continue to stir. Once your dough is ready, divide it into 6 bowls and add food coloring in each. Bake in a preheated oven at 180 ° C for 15 minutes. I used same size cake tins (about 18 cm) to get the same measure discs. I softened each disc with a mix of water and sugar, spread a thin layer of  jam and covered with a lot of milk cream and a drawing of Peppa Pig, surrounded by chewy strawberry bonbons.

Waiting for the sun to come back soon, enjoy your Rainbow cake…

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Un vecchio classico e la torta Magica di Arabafelice… An old post’s recipe and the Magic cake by Arabafelice…

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Ci risiamo. Tornano quei giorni speciali per cui, nonostante la temperatura esterna, e diciamo anche quella interna, mi ritrovo a sfornare torte di compleanno. Sorrido per la faccia con gli occhioni, che è venuta a chiedermele, sorrido, perché nonostante io abbia ormai reso chiaro a tutti, che non uso pasta di zucchero o decorazioni belle, ma insapori, la piccola signorina del piano di sotto continua a preferire i miei dolci. E lasciatelo anche solo pensare, sono belle soddisfazioni!

Comunque visto che un post non basta (e sì anche stavolta “mi fai un dolce”, mi ha spinto a sfornarne quattro), vi ritroverete anche nei prossimi giorni, a leggere la stessa storia o quasi. Ma se non si fa con i dolci di compleanno questa follia, per cos’altro?

E nel divertimento di preparare la mia solita torta con crema al latte e fragole, rendendola adatta per la festa con un’ostia con Campanellino in bella mostra e tante caramelle gommose a farle da scenografia (la ricetta la trovate in questo vecchio post), ho provato la torta Felice di Arabafelice: tempo fa mi ero soffermata su questo post di Anna di “In the mood for pies”, e la storia mi era piaciuta così tanto, così come la correttezza della sua autrice nei confronti di chi si impossessa di ricette altrui, senza aver la cortesia almeno di citare le fonti (ragazzi questa si chiama educazione, e non date la colpa al calcio se il nostro Paese va a rotoli, please!), che ho deciso che prima ancora, delle tre torte di compleanno, avrei testato proprio questa ricetta, anche solo per rendervi partecipi di questo aneddoto e di ciò che significa.

Si vedono fin là i miei baffi di Nutella? :) Semplice, veloce, due soli ingredienti: volete un’altra ragione per provarla? E’ buonissima!

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Ops I did it again (was that a song, isn’t it?). But these are those special days where, despite the summer temperature outside, and let’s say either the inside one, I find myself baking and preparing lots of birthday cakes. That little lady with big eyes, who came around to ask for them, was so convincing, although she knew I am not making those amazing sugar paste creations with stunning decorations on top, but she was smiling and saying “I prefer yours”. Do I need to explain to all of you why I cooked cakes all the saturday afternoon and evening? I am sure you can even imagine her eyelashes’ movements!

However, one only post is not enough (and yes once again “the please make me a cake”, pushed me in preparing four of them, I have to admit), so you’ll find in the next day, probably the same or a similar story, so I beg your pardon in advance. But if you don’t do all this mess in the kitchen for a sweet birthday’ madness, when else?

And preparing my usual cake with milk cream and strawberries, making it suitable for the occasion, with a wafer cover with Tink on display and many marshmallows as a colored setting (you can find the recipe in this old post), I tried the Happy cake by Arabafelice: not long ago, I was reading this post written by Anna, the blog’ owner of  “In the mood for pies“, and the story was so sincere and heartwarming, as well as the correctness of its author against anyone who gets hold of recipes others, without having the courtesy to cite at least the original sources (guys this is about education, and do not blame football when our country is falling apart, please!), I decided that before preparing  the three birthday cakes I had in mind, I just tested this recipe and share with you this story and what it means.

You can see my Chocolate nut cream’ mustache up there ? :) Simple, fast, only two ingredients: do you need another reason  to try it? It’s jolly good!

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L’arrivo del caldo e la tentazione delle rosette… Summer is definetely here, but let’s bake some Rosette bread…

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Giro per casa scalza, riesco a malapena ad indossare canotta e pantaloncini (ebbene sì la forza di gravità ancora non è così tremenda), mentre estirpo ortiche e trifogli che generosamente hanno deciso di intromettersi tra le piante ufficiale della terrazza, però ancora non riesco a staccarmi dal forno, come se ci fosse un richiamo difficile da non ascoltare. La faccio breve, caldo a parte, ho provato la ricetta delle rosette soffiate che ho trovato qui, e mi sono concessa un esperimento che, non è stato proprio malaccio. Devo lavorare ancora un pochino sulla lievitazione della seconda fase della ricetta, ma se per il prossimo autunno volete una sfida per il vostro lievito madre, credo che questa ricetta faccio al caso vostro.

Ora mi godrò un panino mozzarella, pomodoro e basilico e poi continuerò la mia caccia alle erbacce… alla prossima!

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I’m walking around the house barefoot, I can barely wearing a fluo tank top and a kind of shorts (yes even at my age, the gravity is not so terrible), while uprooting nettles and clovers who generously decided to intrude between the official plants of my terrace, but I still can not detach from the oven, as if there was a recall difficult not to listen, a magic spell between me and my baking addiction. Alright I will be short, warm aside, I tried the recipe of this Italian bread called Rosetta (little rose), one of my fave since childhood, I found here the recipe, and considered it was my first experiment and that the difficulty range is pretty high, the result was not just bad. I have to work a little bit more on the second phase of the leavening, but if you want a challenge for the coming fall for your sourdough starter, I think this recipe it’s perfect.

Now I’m going to enjoy a fresh baked Rosetta with mozzarella, tomato and basil and then continue my hunt for weeds … have a lovely day!

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Freselle integrali e buon Pasta Madre Day a tutti… Wholemeal Freselle and Happy Sourdough Day to you all…

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Anche se di corsa e con la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante (un drink, datemi un drink base vodka o un buon bicchiere di vino rosso e tutti questi pensieri come d’incanto diventeranno incredibilmente leggeri e meno importanti: sto diventando una vera casalinga disperata), oggi ho pensato alle centinaia, forse migliaia di persone, che con un barattolo ed una palla di acqua e farina si saranno incontrate per celebrare, in lungo e largo per l’Italia, quello che di anno in anno sta diventando un evento di aggregazione sempre più divertente e importante per chi vuole avvicinarsi al mondo della pasta madre, il Pasta Madre Day… Purtroppo qui in zona quest’anno non c’era nulla di abbastanza vicino per farmi osare un pomeriggio diverso, magari il prossimo anno mi organizzerò per tempo e cercherò in zona di coinvolgere più persone possibili, magari lo farò proprio qui senza invadere troppo la calma del panorama circostante… Fatto sta che per anche per quest’anno partecipo col pensiero, e dedico a tutti i pastamadredipendenti l’ennesima bella scoperta fatta grazie alla ricetta di Fables de Sucre (Eva e Claudio sono due maghi in cucina), le freselle (che io ho fatto in stile integrale sostituendo alle due farine previste, quella integrale) con il lievito madre, preparate mentre organizzavo naturalmente le pizze del sabato sera… E che non si dica che il lievito madre è solo una gran faticaccia!!!

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Alright, if you got my picture you should know at this point, that I am running up and down daily with the feeling of having forgotten something important ( a drink , give me a vodka based drink or a good glass of red wine and all these thoughts as if by magic will become incredibly lightweight and less important: as you can see, I’m becoming a real “desperate housewife”), and today, while I was running at the usual speed, I thought about the hundreds, maybe thousands of people with a glass jar and a ball of flour and water, that are going to meet all over Italy to celebrate the Sourdough Yeast Day (a great occasion to meet, practice and learn new amazing concepts on sourdough and share the same insane passion for baking all the week long!)… Unfortunately here in my area, this year there was nothing close enough for me to spend the afternoon focused on, maybe next year, I will arrange for time and try to involve more people as possible, maybe if I am clever enough I’ll do it right here without encroaching the peace of the surrounding landscape … For this year, I can just participate in my thoughts, and I wish to dedicate to all the sourdough-addicted another beautiful discovery made thanks to the recipe of Fables de Sucre blog ( Eva and Claudio are two magicians in the kitchen), the Freselle (I have done them with wholemeal flour replacing the two types of flour listed in the original recipe), baked while I was organizing the usual amour of  course pizzas for the Saturday night … No way you can think that sourdough yeast is only a much hard work, try and you’ll see the difference!

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Sfogliatelle frolle sbagliate… Wrong recipe for my sfogliatelle frolle…

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D’accordo lo ammetto, avrei dovuto evitare una ricetta complicata per un dolce cult come la sfogliatella napoletana, ma trovando un video su youtube di un simpatico signore partenopeo, amante della cucina, ho deciso di fidarmi e lanciarmi nell’impresa. Ecco avete presente quando il trapezista è al telefono, si lancia e solo quando è in aria si rende conto che sotto non avevano ancora posizionato la rete di sicurezza? E’ un po’ quello che mi è capitato, quando a metà dell’opera, prendendo la pasta frolla dal frigo mi sono resa conto che era troppo morbida per esser lavorata in maniera umana, senza parlare del ripieno profumatissimo, ma con poca ricotta e un eccesso di liquidità ingestibile dovuta alla troppa acqua… Morale: non so come, ma sono riuscita in ogni caso a sfornare delle pseudo sfogliatelle, gradevoli, morbidissime e che mi hanno fatto ripromettere di variare leggermente le basi da cui sono partita, per ottenere un risultato migliore. Magari lascerò passare qualche giorno per sbollire la delusione, magari prima che il caldo si faccia più intenso e la frolla fugga a gambe levate anche solo all’idea…

Vi ricordo, che se volete provarla anche voi, per la frolla toglierei un uovo ed utilizzerei solo farina senza fecola, mentre per il ripieno aumenterei la consistenza con più ricotta e diminuirei l’acqua utilizzata per lavorare la semola, per rendere più sodo l’impasto. Non mi arrendo, la prossima volta andrà meglio…

Qui troverete il video della ricetta da cui ho preso spunto

 

This time it’s my fault I admit, I simply had to avoid a complicated recipe for such an amazing cult Neapolitan sweet like the Sfogliatella, but finding a video on Youtube of a nice Neapolitan gentleman, a real food lover, I decided to trust  him and jump for the adventure. Here you go: can you imagine a situation in which a trapeze artist is on the phone, it launches himself up in the air and only when it is at the top of the situation, he realizes that the technicians had not yet placed the safety net underneath? It ‘s a little closer to the feeling I had , when half recipe done , taking the pastry from the fridge , I realized that it was too soft to be processed in a “humane manner” , not to mention the fact that the filling either, although fragrant, was too creamy (I suppose this was due to a little amount of ricotta cheese and an excess liquidity, unmanageable due to too much water )…  The Morale? I don’t know how, but I managed in some way to churn out my quite similar Sfogliatelle, pleasing, soft and that made me now promise to change the basic recipe from which I started , to achieve a better result. Maybe I just need a few days to let off some disappointment, but before the heat will become more intense, I am sure I will accept the challenge again…

I remind you that if you want to try this recipe, too, for the pastry would be better to remove an egg and use only flour without starch , while the filling to get a better consistency I will add more cottage cheese and dimish the water used to work the flour, to make a hard dough.  Next time will be the right one .

Above you’ll find the link to the recipe from which I was inspired…

 

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Pranzo, merenda o cena: ogni scusa è buona… For a lunch, for a snack, for a dinner: this recipe suits any occasion…

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Approfitto del fatto che il sole non è ancora così caldo come dovrebbe (almeno non qui tra Golfo di Napoli e quello di Sorrento), ed il forno non è una tortura, ma ancora un piacere. E mentre vi leggo, miei cari bloggers scoperti da poco (voi sapete chi siete, vero?), mi accorgo che questo nuovo ritmo mi piace. Nessun obbligo di postare ricette su ricette come facevo tanto tempo fa, con la frenesia di infornare, sfornare, fotografare e via così, perdendo il gusto di sperimentare e sorridere: ora mi siedo, cucino, a volte fotografo, ma innanzitutto vi leggo e mi piace. Mi piace questa condivisione diversa, il mio blog ha un ruolo marginale, ma mi concede un foglio di carta bianca da colorare a piacere. Quindi grazie a voi, che leggo e ogni tanto spudoratamente commento, per darmi l’occasione di vivere dietro a questo schermo in maniera più umana e meno meccanica del solito, anche l’ennesima ricetta, provata per gioco.

Quella di oggi è il Danubio salato, ricetta trovata sul blog di Gelsolight e non solo, a cui ho variato solo il “look finale”, pennellando la brioche con del semplice olio extravergine d’oliva, anziché con latte e tuorlo d’uovo: una ricetta che funziona bene per pranzo, merenda o cena, e a voi la scelta del ripieno (io stavolta ho optato per del semplice prosciutto cotto e provola)!!!

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I am taking advantage of the fact that sun is not as hot as it should be in this season (at least not here between the Gulf of Naples and the Sorrento Peninsula) , and the oven is not yet a burning torture, but still a pleasure. And while I go through your new posts, my dear bloggers discovered recently (you know who you are, right?) , I realize that I like this new rhythm of my day. No obligation to post recipes, if I don’t feel like, no rush to bake, cook and  photograph, losing my main goal in life: smile and enjoy each second of it. Now I sit , I cook , sometimes I took funny but not perfect pics, but first of all, in my pc session, I read other people’s adventures and I love it. I like this way of sharing life and moments, it’s peculiar, my blog has a marginal role, but gives me a blank sheet of paper to color to taste. So thank you, my friends (thanks even to all the ones that didn’t realize I am reading through their memories and I do not just push the bottom Like) thanks for letting me in, for the comments I write on your wall, for giving me the opportunity to live behind this screen in a more human and less mechanical way than we are supposed to, thanks even for another recipe I tried today just to play.

This is the Danube savory recipe found on the blog of Gelsolight , which I changed only in the ” final look ” , brushing the brioche with a simple olive oil touch instead of milk and egg yolk : a recipe that works well for lunch, snack or a quick dinner , and yours is the choice for the filling (I simply used ham and cheese) !danubiolm2

Pane ai semi e stavolta chiederò 10 centesimi in cambio… – Seed bread’ experiment, but this time I’ll ask for 10 cents in exchange…

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… perché mi è stato detto che regalare il pane “porta male”. Chi mi conosce fisicamente, ora sicuramente indovinerà la mia espressione facciale, che la frase ha generato: porta male regalare una cosa fatta con amore, con ingredienti sani e con la migliore delle intenzioni? Ora ho capito perché la mia povera Italia è in queste condizioni disastrose!!! Crediamo ancora che un gatto nero più veloce di noi nell’attraversare sia presagio di prossimo frontale (certo se guardate il gatto inorriditi e non la strada, il frontale vi capita anche con un canguro, signori miei), siamo convinti che acquistare a qualcuno un paio di scarpe nuove sia augurio di un viaggio verso lidi ultraterreni (in questa secondo me, c’è lo zampino di un marito con la carta di credito prosciugata dalla moglie in acquisti firmati Manolo Blahnik), se ti regalano una spilla, prima ti devono pungere (certo, magari anche con una certa cattiveria, visto che hanno dovuto farti un regalo e proprio non era il momento economico giusto!), se sono fazzoletti o perle sicuramente piangerai (così orripilanti???) e chi più ne ha, più ne metta… La storia del pane regalato che porta male non so perché, ma mi fa pensare ad una certa cena, in cui qualcuno se ne mangiò a iosa, bevendo allegramente, in barba al fatto che fosse un traditore spergiuro: tutto questo però, non cambia la mia espressione facciale e la mia visione della vita, che è molto, molto più semplice. Le cose si fanno per il piacere di farle, non perché una becera superstizione ci permette di osare: fossi vissuta in un’altra epoca, forse sul fuoco al posto del pane, avrebbero cucinato me, ma sicuramente avrei indossato il mio sorriso migliore.

Così stavolta ho sfornato un delizioso pane ai semi (zucca, girasole e lino) e quando le pagnotte in più si sono raffreddate, le ho smistate chiedendo ben 10 centesimi di euro per ovviare a qualsiasi credenza popolare. Bastassero veramente pochi centesimi per ovviare alla sfortuna…

Dimenticavo, la ricetta di questo pane buonissimo l’ho trovata sul blog di Rita, “Pane e Gianduia”, le sue istruzioni sono perfette e facilissime da seguire, quindi non mi resta che ringraziarla per questo nuovo esperimento con il pane e continuare a prendere spunto.

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…because apparently you can’t gift bread, it’s like a bad wish or a kind of bad omen… Those who know me physically, they now surely can guess my facial expressions, such discover provoked: it’s bad luck to gift something made with love, with healthy ingredients and with the best intentions ? Now I understand why my poor Italian country is floating in troubled waters! We still believe that a black cat crossing the road faster than you can cause a horrible crash accident  (of course if you look at the cat horrified and not at the road, the accident will happen even with a kangaroo, my dear ladies and gentlemen) , we believe that buying someone a new pair of shoes is a wish for a trip to the land of dead ( in my opinion, in this I perceive the action of a husband with an empty credit card, due to his wife and her Manolo Blahnik’ shoe shopping addiction!) , if they give you a pin, you must first sting (oh yes, maybe even with some malice , because they had to buy you a gift and this is  not really the right moment for expenses! ) , if they gift you with handkerchiefs or pearls, it means you will for sure cry ( were they so horrifying?) and so on , and so forth … the history of bread given that it’s bad luck, I do not know why but it makes me think of a certain last supper, where  someone ate bread abundantly, drinking merrily , in spite of the fact that he was a traitor: all this however, does not change my facial expressions for a single second, probably because my vision of life is much, much easier. The things you do for the pleasure of doing them, and not because of a vulgar superstition, that’s it : if I had lived in another historical era, perhaps they would have cooked me on the fire instead of bread, but for sure, while burning, I put on my best smile .
So this time I baked a delicious bread with seeds ( pumpkin , sunflower and flax seeds) and when the loaves have cooled more , I’ve sorted out by asking 10 euro cents to remedy any popular belief . If pennies were enough of a solution to overcome the bad luck …

I forgot to tell you that I found the recipe for this delicious bread on the Rita’s blog , “Pane e Gianduia ,” her instructions are perfect and very easy to follow, so I just have to thank you her for this new experiment with another amazing kind of bread!

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